Stupri e promesse
Gianni Alemanno l’aveva promesso anche otto mesi fa: il Comune di Roma si costituirà parte civile. Proprio come annuncia di voler fare per lo stupro di due sere fa alla fermata dell’autobus. Anche allora era per una violenza, quella subito da Magdalena, 38 anni, rumena, addetta alle pulizie in un call-center.
Un mattino, alle sei e mezza, Magdalena era in ufficio a passare straccio e scopra prima dell’arrivo dei dipendenti. Alessio Amadio, 40 anni, bussò, era il compagno della proprietaria del call-center: Magdalena non si preoccupò troppo, lo fece entrare. Ad un certo punto se lo trovò alle spalle, un taglierino puntato alla gola: ”Non muoverti o ti ammazzo”.
La violentò lì, finché Magdalena riuscì a liberarsi e correre fuori. Gli agenti della Squadra Mobile lo trovarono con il taglierino ancora in mano. Il tutto avveniva ai Parioli, zona piazza Vescovio. Subito dopo l’arresto agli agenti della Squadra Mobile, per giustificarsi, confessò, probabilmente facendo l’occhiolino: ”Un maschio italiani non può essere fedele”.
Due giorni fa la prima udienza del processo. ”Della promessa di Alemanno che il Comune si sarebbe costituito parte civile, nessuna traccia”, denuncia l’avvocato di Magdalena, Carlo Testa Piccolomini. All’udienza c’era Alessio Amadio che ha reso una dichiarazione spontanea, per non apparire così sfrontato e sicuro di sé come a maggio e rivendicare la sua estraneità ai fatti attribuitigli dal pubblico ministero Antonella Nespola.
Magdalena era consenziente, ha sostenuto. ”Fino al 15 maggio dello scorso anno – ha detto poi – avevo un ottimo lavoro e una vita tranquilla. Dopo quei fatti ho perso il mio posto, la mia compagna mi ha lasciato ed ho difficoltà ad incontrare la mia bambina”.
Anche Magdalena ha perso il lavoro, oltre ad aver subito le violenze. La ditta per cui lavorava l’ha licenziata due mesi dopo. E anche su questo il Comune aveva promesso di aiutarla.
L’assessore alle Politiche Sociali del comune di Roma, Sveva Belviso, invece sostiene di aver offerto a Magdalena più opzioni e che la donna avrebbe scelto la casa-alloggio.
La sentenza del processo, prevista per due giorni fa, è slittata al prossimo 18 marzo ma durante l’udienza di ieri Magdalena ha confermato tutte le accuse nei confronti di Amadio, difeso dagli avvocati Giuseppe Merlino e Raffaele Castellani.
[...] sono stupri più condannabili di altri perchè il violentatore non è (sarebbe) italiano: grazie a Sorelle d’Italia, ecco cosa sta accadendo, per esempio, a Magdalena, rumena, stuprata da un nostro connazionale. [...]
La cosa esilarante è che Alemanno, questa volta, non può neanche dire “La sicurezza c’è perché li abbiamo presi subito”, come quella volta di Prima Porta. Dato che gli stupratori di Capodanno sono, da quello che mi risulta, ancora a spasso.
Non vedo l’ora di vedere quali saranno le iniziative “contro la violenza sulle donne”, comunque. Non vedo proprio l’ora.
uno degli stupratori di Capodanno è stato preso:
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/violenza-roma/fermato-ragazzo/fermato-ragazzo.html
però, poverino, è un bravo ragazzo, di famiglia perbene, non l’avrebbe mai fatto se non si fosse impasticcato. Certo. E poi non è nemmeno straniero. Lui ora si trova “in stato di profonda prostrazione e pentimento”, invece chissà come si starà divertendo la vittima
Vorrei anche spendere qualche parola per la vergognosa sentenza con cui la magistratura ha motivato di recente il fatto di non
dare l’ergastolo al romeno violentatore e uccisore della Reggiani:
l’omicidio e’ avvenuto secondo la corte,udite udite,perche’ la povera Reggiani “si e’ difesa”.Ormai mi aspetto solo che qualche genio italiano la accusi di razzismo per non essersi concessa allo stupratore straniero(a proposito la questura di Roma ha diffuso il dato che nella capitale il 60 per cento degli stupri e’ commesso da stranieri e di questi il 75 per cento da rumeni,cifre che si commentano da sole)
[...] la storia di Magdalena, 38enne rumena stuprata a Roma sul posto di lavoro da alessio amadio (leggi qui), e licenziata dall’impresa di pulizie per cui lavorava poco [...]
[...] Ecco fino a qua più o meno ho capito tutto ma quelle che, come me, a Roma ci transitano giusto il tempo per fare una foto al colosseo, che devono fare? Eppoi se una si ritrova in un momento di disistima e magari non si vede bellissima cheffà? Cioè voglio dire hanno già nominato i membri della giuria che selezionerà e giudicherà le belle donne? ‘ndo sta a Cinecittà? Che gli mettono il bollino blu affinché gli stupratori siano in grado di dinstinguerle meglio? E in ultimo, e questa è una domanda seria, ma chi gliel’ha regalato risico a quellolì? Oppure si è ricordato di un vecchio spettacolo teatrale di uno che, come dire, non sta tra i suoi fan più scatenati:-) [...]
[...] era drogato, ma comunque è un ragazzo di buona famiglia, che si è pentito tanto. Molto male se sei rumena e ti stupra un italiano. È ovvio che eri consenziente. Non ne parliamo se a stuprarti è un familiare o un amico. Non hai [...]
STUPRO
Dormivo li nel mio letto
La stanchezza del giorno
mi portò ad un sonno profondo
tra sogni che ora non ricordo più
Nelle buie ore della notte
si celava ,
la mia ascesa del mio io
Mani che amavo mi strinsero
con una violenza unica
rabbrividì ,
al sol pensiero
ancora oggi rabbrividisco
Non mi fu permesso gridare
mani forti si posarono sulla mia bocca
io d’improvviso rivoltata …
lacrime cadevano sul mio viso
mi dimenavo ,
la sua forza era entrata persino nella mia anima
nulla potè al suo volere
Al termine di quello stupro
non lo amai più
mai più potè
lasciò dentro di me una ferita
Chiamata morte lenta
Castrazione o penadi morte lenta
Sta succedendo qualcosa in questo Paese, la gente sta cambiando… Temi già discussi: la perdita di valori, la lacerazione del tessuto sociale, l’influenza dei mass media. Se un quarantenne stupra una donna romena con un taglierino mi viene però un dubbio: forse c’è davvero qualcosa di poco sano che cresce e si evolve in questa società; una società che non punisce, che tace e fa finta di niente. La vita riprende il giorno dopo come se nulla fosse successo. Non dovrebbe essere così. Stiamo perdendo anche l’unica cosa che ci contraddistingue come Popolo: la solidarietà.
[...] Ecco fino a qua più o meno ho capito tutto ma quelle che, come me, a Roma ci transitano giusto il tempo per fare una foto al colosseo, che devono fare? Eppoi se una si ritrova in un momento di disistima e magari non si vede bellissima cheffà? Cioè voglio dire hanno già nominato i membri della giuria che selezionerà e giudicherà le belle donne? ‘ndo sta a Cinecittà? Che gli mettono il bollino blu affinché gli stupratori siano in grado di dinstinguerle meglio? E in ultimo, e questa è una domanda seria, ma chi gliel’ha regalato risico a quellolì? Oppure si è ricordato di un vecchio spettacolo teatrale di uno che, come dire, non sta tra i suoi fan più scatenati [...]
Credo che la decadenza di valori di questo secolo non ha precedenti nella storia conosciuta; le notizie di stupri ormai scivolano sulle nostre coscienze senza più creare scandalo. Gesti crudeli di due società: una violenta, l’altra disinteressata.







2010