Sorelle d'Italia

Orgasmo premeditato

Mi annoio da morire e annoiarmi mi deprime.
Sdraiati accanto a me e aspetta che un po’ di sangue torni a circolarmi nelle vene perché questo orgasmo è stato talmente noioso da togliermi il respiro.
Sono esangue e non per il piacere travolgente che mi hai regalato ma per via di questa noia che mi ha soffocata nel momento in cui il mio corpo si divertiva.
Il mio corpo ben inteso non io, non io che pensavo quanto sia stupido un corpo con tutte le sue cose al posto giusto pronto a rispondere agli stimoli giusti come la pulsantiera di un condominio di periferia. Un sussulto, suona il campanello, non aspettavo nessuno e io sussulto “chi è?” posta in cassetta. Ecco la prossima volta che suonerai il mio tasto giusto ti urlerò “chi è?” tu mi risponderai posta in cassetta e io mi accascerò esangue accanto a te.
Non c’è niente che non va davvero, solo che non c’è neanche niente che va. Tutto qui.
Una volta mi sono sposata perché non c’era niente che non andasse – a parte me ovviamente – e poco dopo l’ho lasciato perché non c’era niente che non andasse. A parte me ovviamente e quella volta lui me lo ha detto. Tu hai qualcosa che non va. E perché non me lo hai detto anche quando ti ho chiesto perché stavamo insieme?
Allora mi rispose che non c’erano motivi per non starci e io gli credetti.
Ma che ti racconto a fare queste cose? tu mi guardi un po’ stupito e io mi deprimo ancora di più.
Che ne dici se ci alzassimo da questo sudario e andassimo a mangiare qualcosa? Si lo so che tra il sesso e il cibo c’è una stretta relazione e forse è meglio che non ti veda mangiare. Restiamo qui.

 Sai cosa mi piace? Questo punto qui. Ecco posso accarezzarti qui senza che tu mi disturbi? Non devi fare niente, non devi parlare, non devi muoverti e per piacere non dovresti neanche esistere a parte questo punto qui. Hai sbagliato mano, non sto parlando dell’appendice esangue che ciondola sul tuo sesso. L’appendice esangue è fredda, non senti? Parlavo dell’altra mano quella che ti ho appoggiato nell’incavo del ginocchio. C’è vita qua, sento scorrere il sangue, sento i tuoi muscoli tesi, i peli, la pelle liscia, il frenetico via vai di globuli bianchi e rossi, i pori che respirano, i batteri che si riproducono per osmosi. Non ci sono batteri nelle vene? Chi se ne frega io li sento e l’importante è quello che sento e non quello che vedo.
Mi annoio, te lo già detto? Mi annoiano gli orgasmi programmati, l’educazione, il tuo piacere che deve passare attraverso il mio, la formalità tra le lenzuola, l’equo solidale del sesso, le buone maniere del cazzo. Come on baby, dov’è finito il sesso “ehi pupa fammi godere?”.
Nel cesso insieme alle camice da stirare, insieme al “si caro se lo dici tu sicuramente hai ragione”, insieme al ricettario di Suor Germana.
Hai sentito della giornata internazionale delle donne contro la violenza maschile? Certo che la cosa non ti riguarda, tu non sei violento, il tuo vicino è solo un po’ brusco e soprattuto stiamo parlando di chissà quali donne, quelle poverette costrette con il velo e qualche povera disgraziata senza palle.
E invece no, cazzo, stiamo parlando di ricostruire un rapporto tra uomo donna basato sul rispetto tra sessi ma anche sulla conoscenza delle peculiarità, dei desideri, dell’intimità di uno e dell’altro. Lo vedi che non ci conosciamo, che non ci riconosciamo più? Siamo lontani gli uni dagli altri anni luce, siano distanti, non sappiamo più cosa ci sia nell’altro sesso oltre al sesso.
Cose da donne. Le cose da donne negli ultimi decenni si sono moltiplicate, sono aumentate, sono diventate più solide e variegate. Non abbiamo più soltanto la spesa, i bambini, il marito e il parrucchiere, ora ci sono cose, tante cose da donne ma a voi non interessano e nella migliore delle ipotesi avete immaginato che ciò significasse un “scusa, posso metterlo dentro o preferisci fare ancora un po’ di petting?”.
Per voi siamo ancora il solito universo sconosciuto, meraviglioso o incomprensibile che sia, siamo ancora altra cosa da voi, altra cosa dalla vostra vita, i vostri interessi, le vostre aspirazioni. Siamo tutt’al più un corpo che non sai neanche se ciò avvenga nelle migliori o nella peggiori delle ipotesi.
Mi annoio, mi annoiano gli orgasmi programmati e questo per esempio è un aspetto del carattere di alcune donne che non toccherà mai a nessun uomo. Un uomo si annoia con una donna, si annoia per un sesso mediocre o poco coinvolgente ma non si annoia mai per un orgasmo, un orgasmo per un uomo non è mai noioso perché non ci hai mai dovuto lavorare su come invece è toccato fare a noi donne. Secoli per scoprire l’orgasmo, decenni per definirlo, cercarlo, provarlo e goderselo e poi è tutto qua.
Guarda che noi non possiamo sciupare gli orgasmi come voi perché anche se abbiamo scoperto che possiamo averne quanti ne vogliamo, l’orgasmo ce lo siamo dovute sudare e conquistare.
Lo capisci? No. Lo so. Non lo capisci ma soprattutto non interessa perché il sesso non vuole pensieri e così siamo da capo a non capirci a non comprenderci a non volerci bene come genere. Perché non ci vogliamo più bene?
Si ok ti amo ma non ti voglio bene.

5 dicembre 2008
01:48, venerdì
Viscontessa
Filed under : Personale

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  • nessuno.
Commenti : 16
 
16 commenti

(#) Quello che disse lia

venerdì 5 dicembre 2008 alle 12:00

1

Tu hai delle “inquietudini di genere” simili alle mie, ogni tanto. Quando ti avvilisci per la pasticcioneria sentimentale delle donne infedeli, metti, o nella sana verità di un: “Mi annoiano gli orgasmi programmati, l’educazione, il tuo piacere che deve passare attraverso il mio, la formalità tra le lenzuola, l’equo solidale del sesso.” Nel porti, insomma, le classiche domande sull’identità maschile e femminile che tendono, invariabilmente, a cacciarci in un vicolo cieco.

Poi tu la politicizzi più di me, la questione, e incazzandoti con l’altra metà del cielo trovi la via d’uscita dal vicolo. Io, invece, di fronte alla Grande Presa d’Atto (”Lo vedi che non ci conosciamo, che non ci riconosciamo più?”) sono strutturalmente incapace di incazzarmi e, nel mio vicolo cieco, mi ci metto comoda e mi accendo una sigaretta. Certe volte cerco pure di renderlo accogliente per chi mi ci viene a trovare. Perché credo che ci sia poco da parlare, poco da incazzarsi, poco da politicizzare: non è colpa di nessuno, è Natura e basta. E più cerchiamo di uscirci, dalla trappola, più sprofondiamo nella mancanza di senso, nell’avvitamento attorno a questioni senza uscita e senza soluzione.

Io la vivo alla giornata, la mia “inquietudine di genere”, perché credo che manchi il dolo, negli uomini. Fanno quel che possono, come tutti noi.

(#) Quello che disse Viscontessa

venerdì 5 dicembre 2008 alle 12:37

2

E’ vero, negli uomini manca il dolo ma l’ingenuità è una caratteristica tanto carina nei bambini ma molto discutibile negli adulti. Non c’è dolo perchè non c’è consapevolezza, perchè non c’è voglia di capire e di comprendere che il “meraviglioso mondo femminile” non è un mondo a parte ma parte del mondo. Tutto sommato poi vanno bene anche le trappole nelle quali ci conducono certe riflessioni purchè non venga mai meno la consapevolezza che di trappole appunto si tratta perchè un giorno, magari, sapendo dove ci si trova, a qualcuno può venir voglia di fuggire.

(#) Quello che disse valentina ceppetelli

venerdì 5 dicembre 2008 alle 17:27

3

lia e viscontessa, due delle blogger che mi piace piú leggere (cosí la premessa é chiara!), ma io ho letto il post e i 2 commenti e non ho mica capito di cosa parlate. Davvero, non é polmenica, é solo che spesso leggo il blog e anche in giro e mi rendo conto che non ho la sensibilitá o forse la necessaria cultura o profonditá per “capire” quello di cui si sta parlando…Ora mi chiedevo se é un problema mio, nel senso che sono concentrata su cose piú concrete e quelle sopra le classifico come “nebulose pippe mentali” o se si tratta esclusivamente di sensibilitá diversa. Io ogni tanto le cose donna/uomo che si scrivono da queste parti proprio non le capisco…Ma di che stiamo parlando??! resta il fatto che adoro como scrive vis anche con poca cognizione di causa (mia) ;-)

(#) Quello che disse RossaNaturale

venerdì 5 dicembre 2008 alle 18:25

4

@Valentina:
“Nebulose pippe mentali” mi sembra una definizione estrema. Io mi limiterei a “Eccesso gratuito di complessità”
Poi l’”Inquietudine di genere” o ce l’hai o non ce l’hai…
Probabilmente è uno strumento prezioso, anche se, per quanto mi riguarda, più vado avanti e più ringrazio per ogni inquitudine che mi manca.

(#) Quello che disse valentina ceppetelli

venerdì 5 dicembre 2008 alle 18:50

5

“nebulose pippe mentali” non voleva essere una mancanza di rispetto, era solo una semplificazione per dire che non capivo l’argomento…ecco, peró grazie per il suggerimento, “inquietudine di genere” mi piace. Forse io non ce l’ho cosí sviluppata, boh…

(#) Quello che disse viscontessa

venerdì 5 dicembre 2008 alle 21:08

6

Vale non devi assolutamente scusarti, le mie, oltre ad essere pippe mentali, sono anche scritte in maniera piuttosto “pippolosa”.
Parlo di incomprensione tra uomini e donne e di una frattura che a volte mi sembra sempre più profonda.

(#) Quello che disse Francesco

venerdì 5 dicembre 2008 alle 21:20

7

Ufficio complicazione affari semplici 2.
Ma quale inquietudine di genere? Questi sono i sintomi di chi si è stancato di fare l’amore sempre con la stessa persona.
È tempo che entrambi vi cerchiate nuovi partner.

(#) Quello che disse viscontessa

venerdì 5 dicembre 2008 alle 21:40

8

Ufficio compilazioni cazzate semplici 1:
Francesco, ma tu che ne sai?

(#) Quello che disse granellodisabbia

sabato 6 dicembre 2008 alle 00:01

9

Si,ok,lo ami-forse-certo,ok,non gli vuoi bene ed è evidente.

(#) Quello che disse Francesco

sabato 6 dicembre 2008 alle 00:42

10

L’ho detto prima: riconosco i sintomi. Li ho provati anch’io.
Riporto dal tuo messaggio:
-”questo orgasmo è stato talmente noioso da togliermi il respiro”
-”Non c’è niente che non va davvero, solo che non c’è neanche niente che va”
-”forse è meglio che non ti veda mangiare”
-”Si ok ti amo ma non ti voglio bene”

Quando succede questo è ora di cambiare aria, anche se non è colpa di nessuno.

(#) Quello che disse viscontessa

sabato 6 dicembre 2008 alle 00:46

11

francesco, permettimi di dirti che non hai capito niente e che stai sbagliando di grosso. capita di vedere nelle parole o nei gesti altrui, gli stati d’animo che ci hanno maggiormente colpito.
ma, ripeto, stai sbagliando di grosso sopratutto nel trarre le conclusioni sul tipo di relazione di cui ho raccontato.

(#) Quello che disse Francesco

sabato 6 dicembre 2008 alle 01:13

12

Allora non posso aiutarti, mi spiace.

(#) Quello che disse Marco Bastianello

sabato 6 dicembre 2008 alle 22:17

13

Non sono sicuro di aver capito, è fumoso, non sono una donna e soprattutto non sono te.
Non è poi che dietro questo ermetismo il problema qui non stia affatto nel sesso?
Comunque se si parte dalla posizione “voi uomini non capite niente e c’è qualcosa che non va, io non lo so ma capiscilo tu e magari aiutami a risolverlo” cosa vi aspettate dalla mortificata controparte maschile? Per i miracoli ci stiamo attrezzando.

(#) Quello che disse granellodisabbia

domenica 7 dicembre 2008 alle 22:00

14

Chissà,Viscontessa,forse è giunto il momento di innamorarti di una donna…;-)

(#) Quello che disse lia

lunedì 8 dicembre 2008 alle 10:08

15

Io parlavo di sesso, e del sesso “equo e solidale”, per l’esattezza.
E’ terribilmente difficile, specie dalla mia generazione in su, prendere atto del fatto che ciò che la parte consapevole del cervello desidera è diametralmente opposto a ciò che l’inconscio vuole. E il sesso obbedisce all’inconscio, molto prima che alla consapevolezza.

Io non so se voi tutti comunicate che è una bellezza, in fatto di sesso, tra uomini e donne. So che mi dispiace tanto quando un amante è attento e colmo di buona volontà al punto da perdermi completamente di vista proprio per lo sforzo di capirmi. E succede, caspita se succede.
Ai migliori, spesso.
Solo che io non mi incazzo. Mi intenerisco, piuttosto. E poi mi annoio, da morire.

(#) Quello che disse Riccardo

domenica 14 dicembre 2008 alle 12:21

16

“ehi pupa fammi godere?”. invece di “ehi pupa fammi godere!”.
Giò, ma quanto ci avrebbe giocato Freud su quel punto interrogativo sbagliato?

Riccardo

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