Sorelle d’Italia

Un vero peccato.

“Chi paga per i peccati dell’uomo?” è la retorica provocazione di Telefono Donna con una campagna shock pianificata a partire da oggi, 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Invece poche settimane fa un assessore del Comune di Milano si oppone alla sua affissione, appellandosi al comune senso del pudore cristiano.

L’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria fa una breve inchiesta tra gli addetti ai lavori, spaccati a metà: tanti la trovano eticamente accettabile, quanti no. C’è chi la giudica efficace dal punto di vista della comunicazione, chi mica tanto, chi si astiene.

Alla fine trionfa la sospensione, del giudizio e dell’affissione: il Comune non concede gli spazi e la campagna non esce. Bingo! Avessero fatto un annuncio stampa, tutto questo casino non sarebbe successo. Invece così se ne parla, soprattutto su internet. E’ tutto calcolato, come sempre.

Sarebbe stato un vero peccato che una campagna del genere fosse relegata a un 6×3 sopra un incrocio: non c’è ora di punta che regga il confronto col viavai che c’è in rete.

 
4 commenti

(#) Quello che disse Gargoyle

mercoledì 26 novembre 2008 alle 10:37

1

Io trovo eticamente inaccettabile che si stia ancora a discutere se un manifesto sia “offensivo” oppure no.

Piuttosto, è inaccettabile che di questo problema SOCIALE se ne parli 1 giorno all’anno.

(#) Quello che disse Valentina Maran

mercoledì 26 novembre 2008 alle 10:57

2

Una bella campagna.
Peccato che non sia uscita come doveva.
Ma si sa: in Italia la pubblicità pare la sappia fare solo quel buffone strapagato di Toscani.

(#) Quello che disse AnnaH

mercoledì 26 novembre 2008 alle 11:23

3

Non ho seguito nel dettaglio le polemiche. La campagna è bella ed “elegante” (anche troppo), ma io non vedo l’effetto schock. Qualche immagine di lividi, nasi spaccati ecc. sarebbe sicuramente più efficace.

(#) Quello che disse valentina ceppetelli

mercoledì 26 novembre 2008 alle 17:50

4

bellissima!!!

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