Se mi lasci non vale
Avere una bella famiglia è di gran moda. E’ di gran moda per un certo tipo di televisione da tronisti dove calciatori e veline si innamorano in cinque minuti e cinque minuti dopo desdierano tanto avere figli e mettere su famiglia.
Non è sempre così, chi la famiglia la vive ogni giorno sa bene quanto possa essere faticoso e quanta pazienza ci voglia per passare una vita insieme perchè il tubetto del dentifricio stappato è soltanto un luogo comune e neanche troppo calzante delle piccole cose che possono avvelenare un rapporto di coppia.
Non ho mai idealizzato la famiglia, non l’ho fatto né in veste di figlia né in quello di madre e moglie e anzi, a dirla tutta, non ho mai capito troppo bene neanche il senso del matrimonio, il senso di un giuramento pubblico d’amore eterno che mi è sempre sembrato la forma più evidente della presunzione dell’essere umano. Poi alcuni matrimoni durano una vita e alcuni solo felici altri meno ma questo è un altro discorso.
Tuttavia non ho mai capito neanche quelli che, in presenza dei figli, il matrimonio lo smontano come fosse una costruzione del lego. Non lo amo più e quindi addio perchè di solito sono le donne a prendere l’iniziativa in questo senso. Non lo amo più e poco importa se lui mi ama ancora e se i nostri figli lo amano ancora, io ho il diritto di essere felice e la mia felicità viene prima di quella degli altri.
So bene anche che non sempre le separazioni sono così ma ho un paio di amiche che si sono separate abbastanza di recente e che mi fanno rabbia per la facilità con la quale hanno fatto i bagagli, hanno preso i figli e se ne sono andate o, peggio, hanno fatto le valige di lui e lo hanno buttato fuori di casa. Cosa è successo? Gli ho chiesto, e loro mi hanno risposto niente, solo che non lo amavo più.
Famiglie distrutte e ok che se tu non sei felice anche i tuoi figli risentiranno della tua infelicità, ma entrambe queste separazioni hanno distrutto due uomini che non riescono a comprendere il senso di questo sfacelo e hanno profondamente turbato i figli che in nome di una presunta felicità della madre, si sono ritrovati con un padre incazzato, frustrato, deluso, amareggiato e soprattutto lontano.
E poi lettere degli avvocati, tribunali, assegni di mantenimento, genitori che non si parlano più e ragazzini sempre con le valige in mano per un fine settimana con il babbo e uno con la mamma.
Perchè lo hai fatto? Perchè non ero felice accanto ad un uomo che non amavo più. E ora? E ora niente. Una esce tutte le sere con le amiche in cerca, sotto sotto, di un nuovo principe azzurro che la salverà dal suo destino di solitudine. L’altra ha una relazione con un uomo sposato che non lascerà mai la moglie.
E io mi chiedo, ma non sarebbe stato meglio amare un po’ meno, non sarebbe stato meglio riversare sul compagno che poi è un essere umano come tutti, un po’ meno aspettative, non sarebbe stato meglio essere meno madri, mogli e compagne fedeli e semplicemente un po’ più donne?
“tu pensa” mi ha detto l’ex marito di quella che ha una relazione con l’uomo sposato riferendesi proprio allo pseudo compagno della sua ex “se per una storiella con con mia moglie quello stronzo doveva rovinarmi la vita. Ma non potevano essere semplicemente amanti? Perchè il problema” ha aggiunto” è che voi donne vi sentite tanto emancipate ma non siete ancora in grado di vivere le relazioni come facciamo noi uomini. C’è l’amore, c’è il sesso, c’è il divertimento, c’è l’affetto. Ci sono tanti tipi di relazioni che a volte possono anche convivere tra loro. Voi però questa cosa non l’avete ancora capita e a rimetterci spesso siamo noi.”
Non ho saputo dargli torto.
Sul fatto che noi donne ancora non ci viviamo le relazioni come gli uomini, un po’ sono d’accordo.
Siamo perennemente in cerca del principe azzurro… io sono dell’opinione che prendere un po’ di cose buone da ciascuno sia solo utile (un’amica dice saggiamente: “se voglio solo un po’ di salame non vedo perché portarmi a casa il maiale intero”)
di contro non riesco a mandare giù troppo il sacrificio femminile alla convivenza forzata. Ma forse perché veniamo da esperienze diverse. IO ho fresco fresco l’esempio di mia sorella che per troppi anni ha sopportato l’uomo sbagliato.
Non si è disinnamorata di colpo: è stata una lunga, lenta agonia del rapporto.
Certo che si pensa ai figli sballottati. E’ orribile vedere due persone che si fanno guerra con gli avvocati. Ma onestamente andare avanti è troppo. Si… spesso è la donna che se ne va, ma perché l’uomo spesso non ha il coraggio di farlo.
“E io mi chiedo, ma non sarebbe stato meglio amare un po’ meno, non sarebbe stato meglio riversare sul compagno che poi è un essere umano come tutti, un po’ meno aspettative, non sarebbe stato meglio essere meno madri, mogli e compagne fedeli e semplicemente un po’ più donne?”
sì, si può. Ma la frustrazione poi ti prende a sberle in faccia e rischi di cadere tra le braccia del primo pirla che capita per dimenticarti dei problemi con il tuo compagno. Si può fare tutto nella vita, ma non rinunciare a vivere pienamente. Tante donne cercano di rifugiarsi nella sicurezza di un partner che non può dare “tutto” (manca sempre qualcosa, eh?) ed evitano di respirare a pieni polmoni per un lungo periodo di tempo.
Ricalibrano le aspettative, si accontentano di fare un sesso mediocre, rinunciano ai figli perché sono precarie (o perché è precario lui). Vanno avanti così anche per un decennio e poi BUM!
Scoppia tutto e cercano altrove ciò che NON hanno, spesso rovinandosi la vita.
Valentina infatti ho parlato di due casi specifici perchè ci sono tanti tipi di matrimonio e altrettanti tipi di separazioni:-)
Però, ecco, sul discorso della convivenza forzata direi che il problema può essere bilaterale. Messe per un attimo da parte quelle situazioni nelle quali ci sono motivi oggettivi per i quali è difficile separarsi, ci sono anche tanti uomini che sopportano l’infelicità di un rapporto matrimoniale per non perdere i figli. Che poi i padri non siano mai presenti con i propri figli come le madri, è un altro discorso nel senso che è inutile insistere, gli uomini sono diversi dalle donne anche nel rapporto con la prole ma forse (e così mi ricollego al discorso finale del mi post) se imparassimo a prendere e apprezzare gli uomini per quello che hanno di buono, si eviterebbero tante situazioni. Gli uomini non sono perfetti, non sono il principe azzurro, non sono l’altra metà del nostro cielo, sono solo esseri umani.
Gargoyle, la frustrazione nasce proprio dal riporre nell’altro troppo aspettative. Io sarei per un ridimensionamento generale.
‘momento. Io il discorso del marito abbandonato che dice “Ma non si poteva fare l’amante?” un po’ lo capisco, un po’ penso che gli uomini italiani non sopportano nemmeno l’idea che l’ex compagna, DOPO che si sono lasciati, stia con un altro. Ne crepano abbastanza, di donne che hanno cercato di “farsi l’amante”.
Io sono sempre a favore di un ridimensionamento delle aspettative: trovo che la favola dell’amore che ti dà tutto quello che vuoi dalla vita sia una trappola pazzesca. Però non ho ancora capito perché tutto ’sto lavoro di ridimensionamento lo dobbiamo fare sempre noi. E monta. E smonta. E fai. E briga. E comunica. E cazzo, collaborassero un po’ anche loro, invece di fare gli stupiti e affranti quando ormai non c’è niente da fare, ed è tutto finito.
Giulia perchè gli uomini non sono in grado di farlo. Sanno fare altre cose, sono bravi in altri campi e altri settori ma non sanno gestire nè la famiglia nè un rapporto di coppia. Infatti nelle separazioni quasi sempre ci rimettono ed è l’unico campo nel quale di solito a rimetterci sono loro.
Sono d’accordo solo in parte con l’articolo.
Secondo me se una donna smette di amare un uomo ha tutto il diritto di lasciarlo (lo stesso vale a parti invertite). L’uomo se ne farà una ragione, pazienza.
Ben più grave, invece, è quando l’uomo (o la donna) si ritrova fuori di casa e tuttavia obbligato a continuare a pagare il mutuo della stessa.
Sarebbe meglio diventare separati in casa, in modo da riavere la libertà sentimentale pur continuando a dividere la casa e le spese con l’ex.
In conclusione, all’handicap emotivo in seguito ad un divorzio si può far fronte, a quello economico no. Soprattutto in questo periodo.
Il consiglio numero 1, comunque, rimane sempre lo stesso: sia che siate uomini, sia donne, MAI MAI MAI SPOSARSI!
Francesco non è il matrimonio a far la differenza, sono i figli e rinunciare ai figli in prospettiva di un futuro sentimentalmente libero, non è poi così facile.
Non c’è bisogno di vivere insieme per fare dei figli.
Per esperienza personale posso dire che non c’è nulla di traumatico nell’avere genitori che vivono in case diverse.
Ancora una volta la discriminante è soltanto economica: se puoi permetterti di mantenere dei figli, li fai; altrimenti no.
Vis, ho adorato il tuo post. Sono d’accordo con te al mille per mille. Teniamoci i nostri uomini per quel che sono, ci sono piaciuti per quello. Se poi siamo noi a cambiare, non pretendiamo per forza che cambino anche loro. Facciamo i figli consapevolmente, non perchè “tanto lo fanno tutti”, e poi cerchiamo di dar loro la serenità per crescere, con mamma e papà nella stessa casa. L’hai fatto tu il figlio, prenditi le tue responsabilità. Se sei insoddisfatta della tua vita, magari è colpa tua, che non hai abbastanza fantasia, volontà, capacità di confronto. Magari non è sempre colpa dell’uomo che hai accanto. Ne hai voluto fare un marito e un padre, peggio per te se questo vi ha fottuto l’emozione e i battiti impazziti del cuore. Botte piena e moglie (marito!) ubriaca non si può, si sa. La vita è bella, ma la sua bellezza non è mai gratuita.
Francesco non facciamo di tutt’erba un fascio, io stavo parlando dei casi in cui la discriminante è la presunta mancanza di amore di uno dei due partner e non le condizioni economiche della coppia. I soldi sicuramente sono un bell’aiuto ma non sono la soluzione ad ogni problema. Esistono separazioni dolorosissime anche in assenza di problemi economici della coppia.
A volte Tatalla non è neanche questione di voler fare di un uomo un padre e un marito modello ma anzi l’opposto ovvero di aver creduto di poter diventare mogli e madri modello.
Non volevo dire fare di un uomo un marito e un padre “modello”, ma semplicemente un marito e un padre, e non più o “fidanzato” o un amante. E’ sicuramente più facile mantenere intatti i palpiti del cuore senza convivere e, soprattutto, senza condividere gli oneri di una famiglia con figli.
Scusa tatalla forse mi son spiegata male io. Quello che volevo dire è che tante volte si riversano troppe aspettative non tanto sul proprio compagno, ma proprio sull’amore inteso come quel battito di cui parlavi tu. Ci sono molte donne che idealizzano il proprio compagno ma ce ne sono anche tante che presuntuosamente idealizzano il proprio ruolo. In una concezione più moderna del rapporto di coppia, mi pare insomma che molte donne siano passate dall’idealizzare il proprio compagno all’idealizzare il proprio ruolo valutando presuntuosamente le proprie capacità di essere madri e mogli esemplari.
Puntare su se stesse è sicuramente un passo importante per l’emancipazione femminile ma mi pare che a volte si sia mal interpretato cosa significhi puntare su se stesse.
Ma amante non vuol dire colui che è legato da amore con un’altra persona?A questo punto vi chiedo che cosa è per voi l’amore per un’altra persona?Dato per scontato che bisogna anche amare se stessi…
Mio padre, saggio uomo pluridivorziato, quando lasciai mio marito osservò: “Ma guarda che, chiunque trovi dopo di lui, sarà sempre la stessa cosa.”
Aveva perfettamente ragione: il momento di ritrovarmi in cucina barricata dietro un libro e con nessuna voglia di andare di là, l’ho puntualmente rivissuto, uguale con uomini diversissimi.
Tanto vale tenersi quello che è lì fino a quando i figli non crescono, quindi. E tanto vale farli giovani, i figli, in modo da potere sgommare via in tempo utile per fare dell’altro, quando ’sti benedetti figli so’ grandi.
Granellodisabbia, l’unica cosa che sappiamo con certezza dell’amore è che si tratta di un sentimento e che come ogni sentimento ognuno lo interpreta a modo suo.
Giusto Lia, i figli bisogna farli da giovani e non solo per tutti i motivi più noti:-)
Oddio, siete fantastiche e vi adoro!
Non ho figli e sono giustappunto nell’età giusta per farli…ma, dato che non sono alla mia prima storia, sono anche alquanto terrorizzata all’idea di sentirmi, tra qualche anno, attirata dall’idea di mollare la baracca.
Mi viene in mente “Inganno”, di Roth, un gran bel libro nel quale i protagonisti, due amanti, cercano nell’adulterio una compensazione a ciò che il matrimonio non dà più, e un rifugio alle frustrazioni e ai dolori che provoca. Uno sguardo disincantato sui legami di coppia, che concorda con Tatalla: è molto più facile tener vivo l’amore in assenza di responsabilità e oneri familiari…
Ciao!
Scusate l’off topic, ma se potete, c’è bisogno anche di voi per sostenere questo progetto solidale ‘al femminile’
http://blog2piazze.blogspot.com/2008/11/per-natale-niente-palle.html
Ossequi e buona domenica
DC
A bocce ferme e dopo un veloce e scarno scambio di opinioni sul tuo post,prendo spunto da alcune tue frasi e ti esprimo la mia sensazione. 1)”ma non sarebbe stato meglio amare un po’ meno?” R. Dipende dai valori che si hanno dentro. 2)”se per una storiella con mia moglie quello stronzo doveva rovinarmi la vita” R.Dipende sempre dai punti di vista ma ho tanto l’impressione che il marito tradito ritiene di essere senza alcuna responsabilità in merito.Felice per lui. 3)”il problema è che voi donne non siete ancora in grado di vivere le relazioni come facciamo noi uomini” R.Questa poi è spaventosa!Perdonami ma non capisco quanto questo soggetto stia parlando perchè ferito o perchè crede di essere deputato del trasferimento della verità.Direi che,letta la seconda frase,un decoroso silenzio era un’utopia. Saluti agli attori dell’umanissima vicenda.
Viss, su una cosa non sono d’accordo, ed è quel “gli uomini non sono in grado di farlo. Sanno fare altre cose, sono bravi in altri campi e altri settori ma non sanno gestire nè la famiglia nè un rapporto di coppia”. Finché le donne continueranno a considerare gli uomini dei “minorati sentimentali” e ad accollarsi il carico e le responsabilità emotive di entrambi la parità resterà una chimera, ma davvero.
maria ti do ragione in parte nel senso che a mio avviso bisogna che decidiamo cosa vogliamo farne di questi benedetti uomini.
personalmente penso che nonostante tutto le donne tendano ancora a sopravvalutarli e che quindi poi le delusioni siano più cocenti di quanto non dovrebbero essere e penso anche che bisognerebbe imparare a camminare da sole senza tentare esperimenti di educazione maschile per evitare altri tipi di delusione.
Piano piano gli uomini ci arriveranno ma ci vuole tempo e tanto conviene incamminarsi da sole.
Uno dei grandi errori che si fanno è quello di pensare che gli uomini siano un po’ rincoglioniti di default, e non in grado di comprendere quello che gli succede intorno.
Balle.
Se vogliamo un minimo di progresso sociale, sarà il caso che smettiamo di fargli “pat pat” sulla testa e dare per scontato che non ci arrivino. Non tutti ci arrivano. Alcuni sì. A quelli che non ci arrivano, sarà il caso di spiegare che devono svegliarsi, e prestare attenzione alla persona che hanno accanto. Altrimenti siamo sempre al “noi contro voi”.
Ok,ok.Io ho già passato la mano.:-)
ma cosa c’è di più bello di un pubblico giuramento di amore eterno? se no non è amore.
beh insomma,
pensare che sia meglio la finzione in un matrimonio che la verita’ in una separazione mi lascia un po’ basita…
parlando di figli appunto che “esempio” si puo’ dare mantenendo un matrimonio grigio e trovando invece serenita’ in un rapporto extra coniugale?
poi certo ci sono persone che vivono matrimoni felicissimi avendo anche storie extra ma questo e’ un altro discorso.
credo che i figli per quanto possano soffrire di una separazione alla fine crescerebbero piu’ sani sapendo come stanno realmente le cose.
anche se la fine di un matrimonio e’ causato semplicemente da un sentimento che non c’e’ piu’. anzi soprattutto.
Hai semplicemente ragione
Non so Elofoolish, parlando di amore mi chiedo perchè l’amore che i figli provano per i propri genitori debba valere meno di quello che i genitori provano tra loro. Non stiamo parlando di situazioni disagiate, di coppie che scoppiano, di litigi, di situazioni comunque esplosive, stiamo parlando di un genitore che un giorno si accorge di non amare più il compagno e in barba all’amore che invece i figli provano per lui o lei (naturalmente la situazione è adattabile ad entrambe) smontano tutto per cambiare vita costringendo di fatto anche i figli a cambiare vita insieme a loro. E non sto parlando di sogni realizzazione, non sto parlando di scelte importanti, sto parlando di ormoni e innamoramenti adolescenziali, sto parlando di spazi personali, di desideri e situazioni che mal si conciliano con le responsabilità di una vita adulta. Se avessi raccontato di un uomo, un marito un padre modello che un giorno perde la testa e scappa con una ballerina brasiliana, ho la sensazione che le reazioni sarebbero state molto diverse.
Giulia personalmente non penso affatto che gli uomini siano un po’ rincoglioniti, penso semplicemente che siano esseri umani con le loro debolezze e la loro forza e penso che talvolta le donne tendano a sopravvalutarli così come tendono a sopravvalutare se stesse per esempio quando diventano madri. Poi i figli crescono e le cose cambiano un po’.
non so non mi convince fino in fondo.
ma tu a tua figlia consiglieresti di passare il resto della sua vita accanto ad un uomo che non ama piu e magari andarsi a consolare con qualcun altro?
e’ una provocazione questa chiaramente.
credo di preferire sempre i rapporti alla luce del sole e non le finzioni.
non credo che venga sminuito l’amore per i figli, certo non e’ ma i facile una separazione. ma tutto sta a quanto civilmente ci si riesca a separare piu’ che per il motivo in se’.
poi per carita’ secondo me ogni situazione e’ diversa e almeno su questo e’ impossibile generalizzare.
io personalmente non credo che riuscirei a portare avanti un rapporto senza piu’ sentimento. e credo che trasparibbe al il mio stato d’animo “avvilito”.
e certo non sarebbe bello per un mio eventuale figlio.
Che io sappia la separazione è l’epilogo di un serio e profondo disagio maturato da molto tempo.
Alcuni vivono il disagio coi litigi, altri col silenzio.
Mentre a leggere le parole di viscontessa sembrerebbe che le coppie fossero felici e contente fino al giorno prima.
Felici e contenti fino al giorno prima e improvvisamente ostili il giorno dopo.
Diciamo elofoolish che non consiglierò a mia figlia di puntare tutto sull’amore.
Piero, le coppie probabilmente non erano felici ma non è detto che singolarmente lo siano diventate con la separazione.
@ elofoolish: il punto non è continuare a stare insieme oppure no solo per i figli, ma continuare ad amarsi e stare in armonia. I sentimenti non spariscono così, per magia, così come non si creano per magia. Tenere vivo un amore, piuttosto che lasciarlo spegnere per incuria ed egoismo, è decisamente più difficile che mollare tutto alla prima incomprensione, ma basterebbe un po’ di autocritica per rimboccarsi le maniche e rimediare. Il problema è che l’autocritica non la facciamo mai, diamo le colpe all’altro (a meno che tali colpe non siano macroscopiche, come i maltrattamenti fisici e/o psicologici) e pian piano vediamo spegnersi la gioia di stare insieme e diciamo: “toh, guarda, non lo amo più”. A quel punto, sicuri della nostra innocenza, ci sentiamo in diritto di “essere felici” e mandiamo a carte quarantotto la famiglia, figli compresi. Comincio a pensare che i veri viziati siamo noi, non i nostri figli…
Viscontessa, infatti io non condanno nemmeno l’uomo che va con la brasiliana.
Inoltre stai confondendo i doveri del genitore con i doveri del coniuge.
Ai figli non gliene frega niente di avere entrambi i genitori nella stessa casa.
L’importante è che siano entrambi a disposizione quando ne ha bisogno.
mi sembra tutto molto anacronistico. Il matrimonio non ha senso, perchè è un’ipoteca. La famiglia è un’assurdità, una convenzione sociale che ci viene imposta, pena essere considerati pazzi o disadattati. In verità, sono solitamente quellic he impazziscono dentro il matrimonio che non hanno le palle per essere se stessi, si sono ripiegati su scelte precotte, e pretendono che chi gli sta intorno si adegui alle loro michiate per non metterli in crisi.
Detto questo, il quadro triste sono queste donne che passano da un uomo all’altro senza, apparentemente, avere altro nella vita.
Un’umanità così scema merita di espiare questi errori.
bravissima tatalla, hai detto quello che non ho saputo dire .
ma insomma, l’amore NON esiste – è una truffa planetaria, una favola, una religione.
ne consegue che tutto ciò che si fa in ragione di questa astrazione è squilibrato.
Sono condizionamenti sociali.
Vogliamo parlare dell’Nsima strage famigliare, quella di Verona. E giù tutti a dire che era ”una famiglia perfetta e normale”.
Famiglia=crogiuolo di psicopatologie.
Donna Cannone, non credo che chi non si sposi venga visto come pazzo o disadattato.
A cosa ti riferisci, in particolare, quando dici che “pretendono che chi gli sta intorno si adegui alle loro michiate per non metterli in crisi.”?
E’anche vero che quasi sempre ci si sceglie per dei motivi. Ed è anche vero che negli ultimi anni (10? 20?) le donne spesso autocelebrano quello che è teoricamente da sempre il loro punto di forza in una società maschilista, cioè essere quelle più comprensive, e che risolvono in bene o in male le situazioni. Però le relazioni per entrambi i partner vanno iniziate e concluse in due, non è questione di fare assistenzialismo ai maschi un po’ rincoglioniti, è questione di elaborare “lutti” insieme, perchè termina qualcosa per entrambi, solo che uno dei due lo ha capito prima. Se chi lo capisce prima si fermasse qualche minuto in più a consentire all’altro di farsene una ragione sarebbe meglio per tutti, sennò poi non lamentiamoci di tragedie di vario titolo…
Scusa,Seralf,e se l’altro una ragione non vuol farsela?E se l’altro crolla?Così come,pare dalle idee fin qui esposte,è quasi una pura fortuna far funzionare una coppia ( la coppia non sono due persone assieme)è quasi un miracolo che simultaneamente gli attori comprendano che solo più di convivenza civile il loro matrimonio diventò.Fotogramma uno:”Caro/a,ho capito che INSIEME possiamo convivere le materialità della vita.Che ne pensi se,senza rancore,stipuliamo un accordo presso un notaio?” Definiamola pura utopia…
@granellodisabbia: premesso che in nessun caso si andrà avanti all’infinito (a meno che quello che “deve farsi una ragione” non abbia disturbi di vario tipo, se ne sentono sui giornali…
io parlo del fatto che si fa presto a rendersi conto delle cose magari mettendoci diversi mesi, e dopo essersi chiarite le idee silurare il partner. In genere un atteggiamento simili testimonia una certa dose di egoismo e soprattutto una scarsa capacità di empatizzare. Ovvio che non parlo di star lì tanto per, di arrancare per mesi a far ripetere la lezioncina a un partner un po’ scemo o che non vuole sentire, parlo però della necessità (è una mia convinzione radicata, se non la condividi me ne faccio una ragione, ma ti assicuro che è tutt’altro che utopia) di dare modo all’altro di elaborare la cosa. Secondo me si sta perdendo questa capacità di avere un po’ meno fretta e di farsi carico di qualche “grana” in più, che però arricchisce nella propria umanità.
Quindi in pratica si può tradire, l’importante è effettuare una scissione (io amo mio marito, io scopo con l’amante). E quando anche le donne saranno scisse, si renderà palese ciò che siamo diventati e cioè schizofrenici (o, se volete, psicotici).
La questione non è quanto amore o meno si distribuisce, ma quanto siamo disposti, maschi, femmine, trans, omosessuali, sessuali, non sessuali, asessuali, a concedere entrambi all’altro la possibilità di rivedere le proprie posizioni, ma, soprattutto, di essere liberi di decidere insieme ai figli. E cioè non estromettere le creature. (Oltretutto credo non sia abbia idea di quanto possa divenire insopportabile una relazione quando due persone non si sopportano.)
E per favore, non mettiamo sempre in mezzo le donne, che gli uomini spesso sono molto peggio rispetto alle situazioni da te citate: loro ti tradiscono alle spalle per anni, prima, magari, di mandarti a quel paese. Loro sì, che distrubuiscono amore alla moglie e sesso all’amante, loro sì che sanno come si fanno le cose, loro sì, che so’ maschi co’ le palle. Le femmini non c’anno le palle pe’ sta co’ uno a amoreggia’ e con’artro a scopa’. No?







2012