Comparativa
Nel 2001 Aldo e Francesco hanno fatto questa campagna per l’Unità .
Nel 2008 Oliviero ha fatto quest’altra.
Quella di Aldo e Francesco ha un equilibrio grafico anni Trenta.
Quella di Oliviero ha un’impaginazione di cattivo gusto anni Ottanta.
Quella di Aldo e Francesco dice una cosa sola, in modo chiaro e intelligente. Quella di Oliviero vuol dire troppo e non dice niente.
Ammettiamo pure che le due campagne volessero dire due cose diverse. Oliviero poteva risolverla meglio senza per forza metterci un culo.
Ci sarebbe tanto da dire, ma ovviamente non mi dilungo sul tema della pubblicità giacché me ne occupo già ventiquattro ore al giorno.
La Brancati ci ha scritto un libro: La pubblicità è femmina ma il pubblicitario è maschio. Piuttosto noto a chi lavora nel campo, meno ai più.
Oliviero Toscani se lo doveva proprio togliere questo sassolino dalla scarpa. Nel ‘71 ideò, insieme a Emanuele Pirella una delle pubblicità più famose in Italia e per un brand italiano: jeans jesus. Ma il “merito” in gran parte va a Pirella. La pubblicità è questa
Cambiano le forme (si adeguano alle tendenze) ma il concetto è sempre lo stesso: guardami il culo e seguimi.
Si è detto, a proposito di questa scelta da parte de “L’Unità ”: E pensare che il direttore è una donna! Beh, questo non lo condivido, se non altro perché conosco i tempi per la messa a punto di una campagna pubblicitaria (soprattutto se il fotografo è Toscani!) e certamente il tutto era già stato definito prima dell’arrivo di Concita De Gregori, relativamente recente.
Ah… dimenticavo: perfino Famiglia Cristiana ha usato una foto simile per promuovere la nuova gamma editoriale verso i giovani e giovanissimi! Foto, peraltro, molto simile. Purtroppo non ce l’ho a portata di mano.
a.a.
Chissà come mai in tanti sbagliano il cognome di Concita. Si chiama De Gregorio.
Assu, tu fai giustamente riferimento ai Jesus e alla campagna per Famiglia Cristiana. La seconda introvabile sul web, ho perfino scomodato un amico prete e non riesce a recuperarla nemmeno lui.
Toscani sta riciclando le sue stesse idee, passi la prima volta, ma la seconda è troppo. Il culo vende di più, siamo d’accordo, ma un pubblicitario navigato dovrebbe essere in grado di adeguare il mezzo al fine. Replicare un’idea su due prodotti editoriali, poi, è il massimo della sfacciataggine.
Tornando al culo, non vedo alcuna attinenza con il giornale. Il riferimento al formato mini suggerito dalla minigonna è talmente pretestuoso che nemmeno il titolo aiuta a capirlo.
Secondo me la vera pubblicità sulla quale si puntava era creare la discussione, ma con l’Unità ci voleva il culo? mica è Libero o il Giornale?
Ora, però, tutti sanno che l’Unità ha cambiato formato e si parla dell’Unità . Date la colpa a Toscani, dite pure che si ricicla o che è un merda sessista, però qualche copia in più la venderanno con questa campagna, e se ne parlerà , e lo scopo dopotutto era quello.
mucio, io non credo (in questo mi associo a Emmebi) che la pubblicità efficace sia necessariamente quella che fa parlare. Soprattutto nel caso di un prodotto che non fa trend, ma che veicola contenuti: per il quale, pertanto, il contenuto e tono delle pubblicità non possono essere scissi dal contenuto e tono del prodotto. In pratica, se tu mi vendi un giornale di sinistra con un culo, è come se mi vendessi un vestito dicendo che mi fa sembrare grassa.
[...] Sorelle d’Italia si discute, qua e qua (ma anche in mailing list), della campagna per il lancio dell’Unità ideata da Oliviero [...]
Eppure qui ci stanno delle persone che dicono pure di lavorarci, in campo pubblicitario. Eppure nessuno in questo post nè nell’altro, ha capito che “mini” era un riferimento alla minigonna come nuovo formato del giornale. Anzi, forse l’avevate capito, ma è sempre meglio protestare quando si è donne e si vede un culo. Un culo.
Ma nessuno, dico nessuno, che sia arrivato fare un discorso serio su cosa può aver spinto Toscani a “scandalizzare” in questo modo (uuuhhh, un culoooo!!!): oltre che il riferimento al nuovo formato, possibile che nessuno abbia pensato che l’immagine potesse richiamare l’attenzione di tante donne che leggono solo donna moderna o grazia o che so io? La volontà di accedere ad una nuova fetta di mercato, quella femminile. Che non credo sia da sempre lo “zoccolo duro” dei lettori dell’Unità . Che dite, la faccia di Lenin avrebbe maggiormante invogliato una donna a comprare l’Unità ?
Uh, è vero nickthequick. Non c’era davvero altro modo per veicolare il messaggio “formato mini del giornale”.
A me più che invogliare le donne che leggono solo Grazia, mi sembra fatta apposta apposta per i fan di max o men’s health. Ce n’era bisogno?
“Che dite, la faccia di Lenin avrebbe maggiormante invogliato una donna a comprare l’Unità ?” AHAH, no, noi donne non lo troviamo affascinante. Con Johnny Depp, quasi quasi eh.
Te lo dico compassionatamente, e consapevole di mancarti di rispetto: sei un idiota.
era scompassionatamente, obviously.
@Giulia si può vendere un prodotto anche mostrando un’idea completamente opposta, che so dei vecchi che guardano MTV, sull’opportunità di fare un’operazione del genere per l’Unità poi se ne può discutere, ma era quello che volevano ottenere
@nickthequick non sono molto d’accordo che quella pubblicità sia nata per allargare il terget del giornale…
mucio, “opposta” è una cosa, “offensiva” è un’altra.
Quello poi lo decide la sensibilità della singola persona, come c’era chi trovava offensivi il prete e la suora che si baciavano o i tre cuori espiantati.
Ad esempio nella minigonna dell’unità non ci vedo nulla di sensuale o di eroticamente ammiccante, certo sotto c’è un culo e possiamo stare qui a parlarne… ma lo scopo era proprio quello, far parlare e non credo che sulle ultime pubblicità dell’Unità si erano scatenate discussioni simili.
il corpo femminile è sempre stato sfruttato. la mercificaizone penso che sia una banalizzaizone della prostituzioe intesa come sfruttament. Deriva da questa. purtroppo credo che poche donne siano femministe, perchè molte vogliono fare le veline senza chiesdersi, xke il nostro corpo è usato?
nn so se qst spot dell’unità è fondato per sfruttare il corpo della donna e per vendere, non so se gli aggetii sono usati per nascondere quello che lo spot veramente comunica. cmq sia ho spento la tv perchè mi vergogno e mi sento offesa di essere rappresentata dale veline.
Silent: il tuo commento è di una pochezza incredibile. Come non dire niente in poche righe. Brava, complimenti per l’analisi approfondita su di me, hai fatto sapere a tutti chi sono. Ma soprattutto chi sei tu.
mucio: io invece credo di sì, ne sono convinto. Se non proprio allargare il target del giornale, darne comunque un’immagine diversa. Oggi come oggi chi acquista l’Unità viene bollato come comunista anche solo all’acquisto in edicola (ci sta pure). Veicolare il messaggio attraverso una minigonna significa anche dare l’immagine che la donna emancipata legge questo giornale, un tempo esclusivamente nelle tasche di uomini con eskimo e baffoni. “Svecchiare” il prodotto, questa secondo me era l’intenzione: avessero voluto mostrare un culo e basta, ci avrebbero messo un perizoma, ottenendo 2 effetti. Primo che sarebbe stata vera mercificazione del corpo femminile, secondo avrebbero distolto attenzione dal prodotto con l’immagine troppo forte del culo in perizoma.
con questo spot comprerei l’unità , sia solo per una volta.
Ah, secondo nickthequick una donna in minigonna è emancipata in quanto porta la minigonna, e quindi se vede un giornale pubblicizzato con una minigonna lo compra subito perché si sente rappresentata.
Eccone trovato uno con cui Toscani funziona. Purtroppo sono la maggioranza, non la minoranza.
Giulia: no, rileggi meglio.
Nessuna necessità di fare analisi approfondite: sei un idiota. Potrai etichettarmi come maleducata e superficiale. E’ che non riesco ad avere alcuna forma di rispetto per chi manifesta soltanto ottusità .
Suggerirei anche al resto del mondo di smettere di risponderti, perché proprio non ci puoi arrivare, è più forte di te.
Che significa “svecchiare” un prodotto che non ha alcuna intenzione di rinunciare alla sua vecchia identità ? E che significa che l’importante è che se ne parli? Il fine della pubblicità è quello di vendere e non quello di creare dibattito che a sua volta può essere solo un mezzo per vendere. Qui non stiamo parlando di lanciare un prodotto nuovo o una linea di prodotti nuovi per i quali è necessario creare curiosità e dibattito e attenzione, ma di informare i lettori e convincere chi condivide determinate idee politiche, ad acquistare un giornale che ha fatto alcuni cambiamenti ma non è cambiato nella sua linea editoriale.
Si voleva convincere i giovani? le donne? i nuovi comunisti senza eskimo ad acquistare la nuova Unità ? Forse era meglio puntare sulle idee invece che su un bel culo che di nuovo, nel campo pubblicitario, non ha proprio niente di nuovo da dirci.
Oggi ho visto la pubblicità a Milano, su un cartello gigante. Con tutte le scritte attorno, la pubblicità gioca proprio sull’associazione formato ridotto-mini-minigonna. Non c’è niente di allusivo ad un culo, la minigonna come indumento non valorizza il fondoschiena di una donna, quanto piuttosto le sue gambe.
Forse se invece di una donna con la minigonna ci fosse stato un uomo con la minigonna il messaggio vi sarebbe passato in maniera più pulita. Inoltre l’associazione con la pubblicità dei jeans jesus mi sembra davvero forzata (c’è un indumento di jeans indossato da una donna e poi?) e messa lì per creare una polemica davvero sterile.
O forse bisognava mettere una minigonna vuota o su un manichino neutro?
Potete dire che l’idea unità mini-minigonna fa schifo (si poteva mettere l’unità accanto a Berlusconi e scrivere “l’abbiamo fatta più piccola, così riesce a leggerla anche lui”), che l’idea vi piace me è realizzata male (quella foto fa troppo anni ‘80 secondo me e non mi piace molto), ma sinceramente farci una battaglia femminista mi sembra un capzioso buco nell’acqua.
Per @viscontessa ma tu la pubblicità l’hai vista? il culo (che non esiste nella foto) è sovrastato da parole fondamentali per l’Unità e il pubblico che vuole attirare, la foto quindi passa volutamente in secondo piano. Poi sai anche la Marcuzzi ad un certo punto nella pubblicità dello jogurt si metteva per un attimo di profilo, ma ci volevano vendere lo jogurt con le sue tette?
Mucio, ci volevano vendere uno yogurt lasciandoci intendere che mangiando regolarmente quello yogurt ci sarebbero venute le tette come la Marcuzzi. Perchè pensi che abbiamo scelto la marcuzzi come testimonial e non una una stitica cronica con problemi di gonfiore addominale? O pensi che la Marcuzzi sia davvero stitica?
Si chiamano messaggi subliminali, ti fanno vedere una quindicenne per venderti un antirughe illudendoti con le immagini che se userai quell’antirughe la tua pelle diventerà come quella di una quindicenne. Ti fanno vedere una gnocca sdraiata in un furgone per venderti il furgone illudendoti con l’immagine che se acquisterai quel furgone, troverai un sacco di gnocche che ci si sdraiano dentro. Insomma sai roba così anche perchè altrimenti mi spieghi cosa c’entra per esempio una gnocca mezza nuda con il silicone? dici che il richiamo sessuale, che la gnocca in tutte le salse sia solo un caso?
Ci sono fior di studi che dimostrano che lo spettatore medio è ormai diventato un consumatore esperto di pubblicità e la donnina nuda per il silicone è ormai soltanto un ricordo, o una citazione dei poster che tutti abbiamo visto dai vetrai di quartiere.
Vuoi dire che una donna vede le tette della Marcuzzi e si compra lo jogurt? o vede nella Marcuzzi un tipo di testimonanial, che può essere accettata dalle donne come simpatica e quindi che aggiunge qualcosa di positivo al prodotto pubblicizzato?
Io però ti chiedo tu nella foto della minigonna dell’unità ci vedi sesso? perché io, che pure non scherzo a trovare allusioni e fare doppi sensi, non riesco a vedercelo, anzi penso “be’ però potevano metterci una foto un po’ meglio”
io ci vedo un giovane culo fasciato in una minigonna e un paio di cosce. Poi vedi tu se questo insieme di cose per qualcuno può rappresentare sesso e se la risposta è assolutamente no, per favore vai a spiegarlo a tutti quelli che sbavano per culi molto meno appetibili in giro per le nostre città .
Dite che la pubblicità è sbagliata e che Toscani non saprebbe più fare il suo mestiere. Eppure ne state parlando da giorni.
Si Piero ma non compriamo l’Unità che poi, come ho già detto, è il fine ultimo della pubblicità .
Non continuiamo a far confusione tra il mezzo e il fine.
Sex sells senza dubbio, ma si può anche fare di meglio senza solleticare per forza l’immaginario erotico.
E comunque stiamo dimenticando che la campagna di Toscani non voleva dire che l’Unità è femmina, né che si rivolge a un pubblico femminile, né altro. La donna era solo un’esca. Così come lo sono stati cuori, cavalli, preti, neonati e malati terminali per vendere maglioni.
Anche il decreto Gelmini è sbagliato e se ne sta parlando da giorni.
Io non avevo notato che la Marcuzzi si mettesse di profilo. Il messaggio che mi era arrivato è che la Marcuzzi ha la pancia piatta. Questo per dire che non è per le donne che ci mettono le tette, così come (mi pare ovvio) non è per invogliare le donne che mettono un culo sulla pubblicità dell’Unità .
Anche volendo dire che non c’è nulla di allusivo o sessualmente esplicito in una minigonna, mi chiedo perché non vi venga mostrata la fanciulla per intero, ma soltanto il suo culo. Proprio perché non trovo nulla di volgare in una minigonna di per sé, non sarei stata infastidita dalla foto di una ragazza che passeggia in minigonna, con l’Unità in mano. Magari una ragazza normale, non la solita stra-gnocca. Qualcosa che davvero possa far scaturire un’immedesimazione.
Viscontessa: il problema è quello. Qui non si deve convincere ad acquistare un prodotto di sinistra a chi ha idee già di sinistra, ma agli altri. Ti sembra strano che l’Unità voglia vendere non dico a destra, ma agli indecisi? Non mi sembra. I Testimoni di Geova vanno a far conoscere porta a porta il loro giornale, ma non certo a chi è già della loro “parrocchia”. E il dibattito crea interesse, riferimenti, rende “presente” il prodotto. Fino al possibile acquisto. Alcuni commenti dopo dici: “io ci vedo un giovane culo fasciato in una minigonna e un paio di cosce”. Io no. Vedo un’immagine tipicamente femminile. Non ci vedo sesso proprio per niente, e io sono uno di quelli che sbava. Ma per un culo vero, non su cartellone.
Mi sembra piuttosto che tu ce l’abbia con qualsiasi immagine femminile possa far vendere o discutere. Mettessero una cozza (si dice ancora così?) o uomini, niente da dire.
(d’accordissimo con mucio. Oggi il consumatore non si fa più ingannare dalla bonazza sul furgone, anzi. C’è chi si incazza di fronte a meccanismi che quasi offendono il cervello di chi deve comprare. Ma non certo in questo caso.)
Silent: il tuo problema è che non hai rispetto per chi la pensa diversamente. E spero proprio finisca qui.
Magari la De Gregorio stessa. Con sullo sfondo si vede la redazione del giornale
ehm… senza “si vede”.
Massì Nick. E’ che per una volta tanto ho voluto dar voce senza buonismi a quello che pensa una buona parte delle donne su quelli come te. Avrei potuto sforzarmi di essere diplomatica, di spiegare per l’ennesima volta perché un culo su un manifesto pubblicitario non è semplicemente un culo, avrei potuto dirti educatamente che ti stai proprio sbagliando, se pensi che quello sia il modo migliore per attirare un pubblico femminile. Avrei potuto farti notare con garbo che no, non siamo una massa di bacchettone che si scandalizzano per un fondoschiena, ma quel tipo di pubblicità è seriamente offensiva, perché per l’ennesima volta dà un’immagine della donna che la rende equivalente a una bella bistecca. Infine, avrei potuto gentilmente farti notare che se davvero alla gente non piacesse la gnocca nelle pubblicità , nessuno si sognerebbe di fare una cosa tanto controproducente da mettercela. Ma mi sono sinceramente rotta i coglioni. A che pro farti un discorso del genere? Sul fatto che non ti rispetto, hai ragione. Sul fatto che non sono aperta al dialogo, anche. Sarebbe come dialogare con la Carfagna sulle pari opportunità , o con Borghezio sul razzismo.
Saluti.
Se il culo nella comunicazione pubblicitaria vale quanto qualsiasi altra cosa, perché tanto ormai il consumatore è accorto e lucido, immagino sia lecito chiedersi perché continuino comunque a metterci il culo.
Non so se sia ipocrisia o ingenuità insistere nel dire che quella foto non è sexy e non vuole esserlo. Ma sbaglio o lo sostengono solo i maschi?
Il culo c’è perché questo paese è un paese in declino, perché non si riescono a produrre idee davvero nuove e perché i pubblicitari in primis vogliono un popolo bove.
E se, almeno in questa discussione, superassimo il dualismo maschi-femmine?
ci vuole ben altro per risollevare le sorti di quel giornale!
A me quel culo piace eccome.
Peccato solo per le scritte. E per la gonna, ovviamente.
[Ste]
No, Mucio, è che non ho ancora sentito una donna che fosse una dire “quel culo mi piace”. Non è dualismo, è statistica.
Ahimè non ho molto tempo ultimamente e così non riesco a seguire i dibattiti. E anche qui, mi sono soffermata un po’. Ho letto qualcosa… Dunque, sicuramente io non ho fatto un’associazione forzata con i Jeans Jesus, visto che ho parlato di “sassolino nella scarpa” e ho ragione di ritenere di non sbagliarmi affatto, ma non ho la pretesa di credere che certi argomenti varchino certe soglie.
Poi, si può aggiustare come si vuole, mini o no, il concept di fondo è proprio il fondoschiena. Quale scandalo provocario!? Dov’è la provocazione? Nello stantio? I culi in pubblicità sanno di stantio più che le femmine per intero nelle automobili! E basta co’ sta storia che il Toscani vuole provocare ad ogni costo. Dove sta qui la provocazione? A me sembra proprio una carenza di creatività .
Mettere una donna (o un quarto di donna) in una campagna non significa rivolgersi a una donna, ma rivolgersi a un pubblico maschile. E questa pubblicità non farà vendere di più. Avrebbe già , fisiologicamente, aumentato le vendite, essendoci un Governo di destra. Lo dicono i dati: quando al governo c’è il centro destra L’Unità vende di più!
Mettere un uomo in minigonna avrebbe lasciato abbastanza indifferente me e molte donne. Certamente l’avrei considerato un punto di forza del famoso fotografo, trascinandos dietro tutto il discorso sui trans eccetera, che forse è più coerente con L’Unità , peraltro.








2012