Brava, brava Maria Stella!
Ieri sono stata alla manifestazione del PD. Ci sono andata un po’ contro le mie convinzioni personali riguardo alla dirigenza del PD, che trovo vecchia, vecchia, vecchia e incapace di andare sul concreto. Ma ci sono andata anche perché sapevo che avrei condiviso un momento importante con gente che nel PD vede un’occasione di rilancio della sinistra italiana, attraverso le proposte e non semplicemente a mezzo contestazione. Dopo la manifestazione – a proposito, no, non è stata affatto il flop che dice il Pdl: il Circo Massimo era completamente pieno, tutto, con un sacco di gente rimasta fuori – siamo andati a mangiare un boccone con un gruppetto della Fondazione Daje, che fra il serio e il faceto sono fra le poche persone con cui riesca a fare un discorso critico e coerente sulla faccenda.
Comunque questo non c’entra. Volevo dire un’altra cosa.
Sono stata alla manifestazione, dicevo, e da più parti sentivo parlare della riforma della scuola come della "Riforma Gelmini", come se dietro all’operato di Maria Stella Gelmini (della cui scarsa validità mi sono già occupata altrove) ci fosse effettivamente un progetto pedagogico ideato dalla stessa Gelmini, con la consulenza di esperti, mirato a migliorare l’efficienza e l’efficacia della scuola come mezzo di promozione culturale e sociale. Quando invece è abbastanza chiaro che dietro a questa riforma-massacro non c’è alcun progetto, se non la volontà di recuperare dalla scuola fondi da destinare ad altre spese: protezione per le aziende, per Alitalia, sovvenzioni all’esercito, ossigeno per gli stipendi gonfiati dei parlamentari. Non è demagogia. Sono cifre. Sono soldi.
E in questo senso mi viene in mente una cosa, e cioè che il governo Berlusconi si è bullato moltissimo di essere molto più pari opportunità rispetto agli altri. Quando in realtà le sue ministre sono semplici fantocci, manovrati quotidianamente dall’agenda di partito. Lo dimostra lo stesso Berlusconi quando si presenta a fianco alla ministra Gelmini come un papà che interviene a giustificare la figlia: la sua mano benedicente si posa sulla testa della bimba, e la assolve da ogni colpa. La bimba ha fatto bene, e io la proteggo. E la bimba sorride soave da dietro i suoi occhiali, felice di aver fatto contento il genitore, e anche un po’ tronfia. Si sente intoccabile, e proclama: vado avanti. L’ha detto papà, che posso!
Papà-Silvio usa la bimba-Maria Stella come scudo umano. Fra pochi anni, quando i disastri di questa legge saranno evidenti, le colpe ricadranno su chi ci ha messo faccia e nome. Su di lei, che si fa utilizzare. Noi vorremmo anche prendere sul serio Maria Stella Gelmini come ministro, ma non possiamo: non è il caso.
Questa è l’idea della destra di pari opportunità: l’opportunità di fare quello che ti dicono loro. Brava Maria Stella, continua così. Otto più. E raddrizzati quel fiocco.
Beh visto che si parla di fondazione daje (fantastici loro
e di pari opportunità dell’attuale governo, mi hai fatto tornare in mente una puntata di un po’ di tempo fa in cui Zoro si interrogava sulla Santanchè.
http://www.youtube.com/watch?v=S0Wp3vg6OF4
(che tristezza uolter, però, io non avrei retto)
Un post da applausi. In piedi.
in questi giorni ho discusso moltissimo di scuola, con i colleghi insegnanti e con gli amici. mi sembra che ci siano le solite posizioni militonte e massimaliste più che la volontà di promuovere il cambiamento (e chi dice che la scuola va bene così forse vive una realtà felice ma soggettiva). è che a cambiare ci hanno provato anche i ministri di sinistra, ma prevale sempre il discorso dei posti di lavoro e degli ammortizzatori sociali. mai si sente un programma politico (una scuola pubblica davvero gratuita, fino all’università, e campus o almeno affitti accessibili agli studenti, lotta alla speculazione; meritocrazia, innovazione della didattica, uso intelligente delle risorse; snellimento della burocrazia) o almeno una spinta a un dibattito che dall’interno porti alla condivisione di alcuni punti sui quali costruire la riforma.
io insisto nella lettura dei dati OCSE, che contraddicono in pieno veltroni. insisto che l’integrazione degli stranieri si farebbe molto meglio con le classi-ponte che con il sistema attuale (uolter farebbe meglio a informarsi: scoprirebbe che in quasi tutte le scuole gli stranieri escono durante le ore curricolari per fare italiano, con tutte le conseguenze penalizzanti del caso).
e poi l’avete sentito santoro ad annozero? sua figlia va a una scuola privata. come i figli di bertinotti, di rutelli… stai a vedere che difendono una scuola pubblica dove però non mandano i loro figli…
Non sono d’accordo.
Secondo me Berlusconi rispetta davvero le pari opportunità, nel senso che nel suo partito sono tutti uguali: deputati, senatori, ministri ed elettori, maschi e femmine. Tutte marionette con potere decisionale pari a 0.
Complimenti vivissimi a zerozerouno che ha stigmatizzato un aspetto molto importante della questione:i dirigenti della sinistra mandano i loro figli in scuole private invece che nella scuola pubblica che difendono a spada tratta.Come mai secondo voi succede tutto cio’?
Se questi sono i paladini dell’uguaglianza sociale,delle pari opportunita’,della difesa dei deboli,di tutti i valori insomma che una buona sinistra dovrebbe sempre avere nel suo dna,si capisce facilmente perche’ la sinistra italiana e’ ridotta in pezzi,ha perso tutte le ultime battaglie ed e’ stata spazzata via col voto degli italiani dal parlamento per quel che riguarda la sua parte massimalista.Vale sempre il vecchio detto latino:video meliora proboque,deteriora sequor
Chissà perché, ma non mi meraviglio che Virgo Sine Macula tiri in ballo tanto di latinorum e gnè gnè gnè lo fate anche voi per difendere l’indifendibile. Se la scuola italiana cominciasse davvero a funzionare, il partito a cui si aggrappa con le unghie e con i denti perderebbe buona parte della sua base elettorale.
Tranquilla, cicci, stanno lavorando bene per ridurci tutti quanti al livello della gente che avete votato per andare in Parlamento. Ma senza i soldi che allegramente gli spalate addosso per poi berciare su “Roma ladrona”.
sorry non ho scritto correttamente il tag del link all’articolo di curzio maltese. ovvio che da “evince” in poi le considerazioni sono mie e non di maltese.
ecco – fresche fresche – le proposte del governo-ombra per la riforma dell’università. c’è anche un documento sul sito del pd, ma è piuttosto lungo. mi limito a questo:
Proposta n. 1
Concorsi più rapidi, più meritocratici, più internazionali, con meno nepotismi, localismi e lobbismi disciplinari.
Proposta n. 2
Valutare le università per rimanere in Europa.
Proposta n. 3
Finanziare le università in base al merito.
Proposta n. 4
Finanziare la ricerca con procedure trasparenti e internazionali.
Proposta n. 5
Governance universitaria più responsabile, efficace ed efficiente.
Proposta n. 6
Valutare periodicamente i risultati del lavoro ed incentivare i migliori.
Proposta n. 7
Più giovani professori e meno lunghi precariati.
Proposta n. 8
Innalzare la qualità dei dottorati di ricerca per innalzare la qualità delle università.
Proposta n. 9
Studenti protagonisti. Diritto allo studio e mobilità in Italia e in Europa
Proposta n. 10
Più finanziamenti pubblici al sistema universitario e par condicio tra le università.







2012