Unite?

Forse l’avrete vista già questa foto: è la pubblicità ideata da Oliviero Toscani per l’Unità diretta da Concita De Gregorio. Di sicuro la provocazione è legata alla minigonna, divenuta simbolo di protesta per le donne che non si identificano in ordinanze proibitive e, in generale, nella cultura che ha portato ai divieti di andarsene in giro in strada con vestiti che possano generare equivoci.
Anche la manifestazione del 24 novembre contro la violenza sulle donne sarà giocata su una provocazione simile. E però non so quale messaggio arriverà da questa pubblicità a chi la incontrerà per caso in questi giorni sulle pagine di quotidiani e settimanali. Le donne proveranno fastidio o si identificheranno nell’indipendentismo della minigonna? Gli uomini fisseranno con lo sguardo il fondoschiena curvo al punto giusto o comprenderanno la portata rivoluzionaria della coscia?
Francamente mi sembra come quelle che fanno spogliarelli o calendari nudi per protesta. Un culo di protesta. Sai che novità .
Fosse stato almeno il culo di una vecchia fasciato in una minigonna allora si che sarebbe stato una provocazione, ma le solite chiappe sode francamente mi sembrano una stronzata.
Toscani non ha più un’idea che sia una da anni. Non trovo la minigonna sconvolgente, trovo invece questa pubblicità povera di idee, incapace di comunicare alcunché, e di una banalità sconcertante.
Concordo con le due opinioni espresse sopra.
Come uomo, il messaggio mi trasmette banalità e molto poca “sinistra” (al contrario, una sottomissione a cliché maschili).
Una curiosità che è anche una critica: ma perché proprio Toscani? Dopo poi quella storia delle foto con anoressiche? Chi lo ha scelto?
all’inizio avevo giudicato questa pubblicità come mercificaizone.nn trvo nesusn nesso di volgarità : sol oaggettivi che rievocano l’emancipaizone femminile del 70, dove la mini era proibit. e lo è anche oggi visto che ogni volta che ci stuprano siamo accusate di aver provocato cn un mini di troppo, si pensa che se una donna riceve dei commenti volgari, molestie e stupri sia legato a questo tipo di abbigliamento invece che la colpa di chi compie il gesto.. e poi nn è nemmeno nuda. la cosa che mi lascia perplessa è che scompare il viso, perchè?
comunque nn mancheranno le malinterpretazioni, e pensare che la destra è quella che veramente sottomette la donna e poi si preoccupano della sinistra!. Guardate la mediaset, perchè nn fa scalpore? non pensate ci sia dietro un po di rifiuto delle allusioni emancipative dell’uso dell’immagine femminile al di fuori dei canoni seduttivi e mercificativi che la pubblicità di solito propone?
e poi paragonarlo alla campagna dei jeans jesus doe ci sono rifeimenti volgari e il sedere è mezzo nudo è troppo!
Ma è più un cliché maschile la minigonna e pensare che la minigonna sia un cliché maschile?
A me sembra una pubblicità dove finalmente la cultura di sinistra si libera da una seriosità sui costumi e da un moralismo bigotto che dovrebbero appartenere solo a CL.
Toscani riesce a fare come sempre il suo lavoro: fare pubblicità , e cioè far parlare. E, come al solito, riesce a fare di più: si parla del prodotto, ma anche dei tabù della nostra società .
Io lo trovo un eccellente pubblicitario e un ottimo artista.
sono d’accordo con noirpink, io penso che una donna in mingonna non ia cliche maschile, poi nn c’è scritto “disponibile”, “seducente”, “remissiva”, “di famiglia”, “giovane”, ecc ecc…sono tutti aggettivi che mettono la minigonna, strumento sempre usato a scopi erotici dai media perchè si sono perse di vist ale lotte delle nonne, come turmento di protesta contro quelle pubblicità e quella società che usa strumenti liberatori sessantotini per scopi erotci maschili.Io credo che bisogna sdoganare il fatto che se una ha la migonna lo fa per eccitare se poi l’intento nn c’è, fa molto cultura dello stupro o di moralismo…
e pensate che anche io all’inizio pensavo fosse mercificaione..poi l’ho studiata!
mah…mah…azz pensavo fosse un fotomontaggio!! ma é davvero la nuova pubblicitá dell’Unitá??!!!!!!!!!!!! Ma siamo proprio alla frutta…che tristezza…se penso a Gramsci mi viene da piangere…a lui pure credo…
no mi spiace, ma a me sta roba non va giú: ossia tutti quegli aggettivi condivisibilissimi si devono ricondurre a che?!! a un culo sodo e giovane con minigonna?!!!! e questo sarebbe liberarsi del moralismo bigotto della sinistra??!!!!! questo si chiama solo in un modo:VENDERSI!!!!!!!! Il Manifesto sta sull’orlo del baratro, ma loro una pubblicitá del genere non la farebbero, ci giuro. Bella merda!! saranno gli stessi consulenti di Veltroni…
A me piacerebbe vedere le proposte che sono state scartate
Forse poi il problema è un altro, anzi è proprio opposto: rifiutare il culo come strumento di comunicazione non significa essere dei moralisti bigotti, il moralista bigotto pensa che il culo sia un accessorio da nascondere e di cui vergognarsi io penso che sia una parte del corpo come tutte le altre nè da nascondere nè da esaltare.
Il problema è sempre il solito, mi dispiace, ma se per dimostrare la mia indipendenza non trovo niente di meglio che mostrare il culo, vorrei capire di quale indipendenza stiamo parlando.
A me Flavia piacerebbe vedere i culi che sono stati scartati perchè questa foto non rappresenta assolutamente la maggior parte dei culi femminili italiani.
Viscontessa, è il solito problema della sinistra: di nicchia anche sui lati B.
però come la mettiamo con Berlusconi che sostiene che le donne belle sono solo nel centro-destra? e questa foto è una foto potrebbe essere considerata l’immagine di una tipica donna del centro-sinistra?
No, non capisco, spiegatemelo in parole semplici semplici: cosa c’è di male in una minigonna e/o in un bel sedere?
Indossare e/o mostrare una minigonna significa vendersi? Bene, concetto già espresso nelle ordinanze di Alemanno… ma qui parliamo di un giornale di sinistra; di un fotografo provocatorio; di una pubblicità ironica.
Sentita questa sera a Parla con me, il programma di Rai3:”
l’Unità ci sta sul culo”.
Flavia la mettiamo che non possiamo scendere sullo stesso piano. Le donne belle son tutte a destra? e quindi? da quando la bellezza è diventata un valore assoluto? ma non abbiamo lottato anni perchè le donne fossero apprezzate per qualcosa che va molto oltre alla bellezza? Mettere un culo per dimostrare che anche a sinistra esistono le donne belle significa svendere un valore essenziale dell’ideologia di sinistra. E’ un po’ come rincorrere la destra, invece di crearci un’identità forte, adottiamo i “valori” della destra per dimostrare che anche noi possiamo. Ma chi se ne frega! io come donna di sinistra non voglio dimostrare alla destra che anche io ho un bel culo, semmai voglio dimostrargli che del culo non me ne frega niente, non ho bisogno del mio culo per affermare la mia identità .
Noir, la pubblicità sarebbe stata ironica che il culo fosse stato un culo grasso, vecchio, piatto ovvero un culo diverso dal culo stereotipo di bellezza. Scusate ma la bellezza intesa come valore non lo accetto.
E comunque non Flavia, questo non è un culo di centro sinistra:-)
Questo è solo un culo giovane e sbarazzino che può stare a sinistra a destra ma ti dirò anche al centro proprio in mezzo ai cellini o nel vuoto pneumatico di un cubo da discoteca.
E’ un culo senz’anima, ecco:-)
A parte i giudizi morali, questa campagna è sbagliata tecnicamente. E’ eseguita male, non rispetta i criteri di impaginazione basilari, i pesi dei titoli sono sproporzionati rispetto al visual e messi così alla rinfusa incasinano il senso di lettura. L’unica cosa che regge è il packshot infilato in tasca col logo “in bellavista” sogno di ogni cliente ignorante che vuole il logo enorme. Il fondino desaturato effetto fluo è la chicca che completa l’opera. Il fattorino di una qualsiasi agenzia di pubblicità avrebbe saputo fare di meglio.
“Far parlare” non credo che equivalga a “fare della buona pubblicità ”.
Se se ne parla male, la pubblicità non funziona, il prodotto non vende.
Io non mi sento affatto invogliato a comprare l’Unità , per questa pubblicità .
Scusate se sono tornato sul “tecnico”, al di là delle altre questioni.
Ma poi davvero le donne belle stanno a Destra? A me sembra solo quelle molo rifatte. E portare oggi la mini non ha certo lo stesso significato dei tempi di Mary Quant. Triste mondo malato.
Certo che se questa campagna dell’Unità vuole dire che la minigonna, nel 2008, è ancora un simbolo di emancipazione femminile, l’Italia è messa pure peggio di come credevo (e io me ne sono andato a vivere all’estero 2.5 anni fa, eh, mica pizza e fichi).
Scusate se mi ripeto, ma non mi sembra che ci siano state risposte:
cosa c’è di male in una minigonna e/o in un bel culo?
Sono un affronto al pudore e/o implicano che la donna che indossa la mini si prostra del tutto alle voglie maschili? Se è così, però, giustifichiamo anche chi lancia fischi o fa la mano morta con le ragazze in minigonna.
La mini serve solo a richiamare le morbose attenzioni di maschi che si fanno guidare solo dalla “testa di sotto”? Bene, allora chi indossa la mani è “in cerca”, come dicono proprio quei maschi con QI sotto zero che contestiamo? Per non parlare poi delle donne a cui può piacere vedere una bella ragazza in mini…
A me sembra che questa pubblicità giochi con questi stereotipi e se ne faccia sberleffi…
Si anche sberleffi di una idea di sinistra (tutta posatina, moralisticheggiantina, sessuofobina e, in fin dei conti, beghina) che esisteva decenni fa, e che magari andava bene decenni fa, ma che è stata superata dalla storia e dai costumi. Possiamo rimpiangere quanto vogliamo la vecchia sinistra, ma, pur riconoscendone tutti i meriti, Gramsci è morto e sepolto. E anche certa sinistra che credeva di essere ancora ai tempi di Gramsci è stata sepolta, dalla storia e dal voto.
Poi, di nuovo, ma spiegatemelo in modo chiaro e diretto: cosa c’è di male in una mini o in un bel culo?
NoirPink, la tua domanda si potrebbe facilmente rovesciare: e che cosa c’è di male in un bel cervello di donna?
Hai mai visto un bel pezzo di materia grigia, di corteccia cerebrale finissima, puramente femminile pubblicizzata e esaltata?
E’ chiaro che sto estremizzando ma, come ho scritto introducendo il post, per me è abbastanza chiaro il tipo di messaggio ironico e provocatorio della pubblicità . Quello che mi chiedevo era se usando ancora una volta un’immagine di un bel sedere femminile, il messaggio sarebbe arrivato chiaro e forte o si sarebbe perso per strada.
Seconda domanda, non espressa: ma davvero non è possibile usare le donne in pubblicità senza ammiccare, senza strizzare l’occhiolino a tutti?
viscontessa, le nostre nonne hanno lottato per vestirsi come la ragazza della foto. la minigonna anche oggi è vista come qualcosa che la donna non eve indossare se no viene vsta colpevole. e poi chi ha detto che se una pubblcità postra la minigonna sia x forza a scopo erotico. io nn vedo nulla di erotico. esco ancheio vestita cosi quando mi va, il problema è quando mi va, che volgio rafforzare visto che siamo nel 2008 ed è ancora utile che rivendicassimo il diritto alla minigonna x potrer uscire libere e nn rischiare che siamo giudicate colpevoli degli sguardi maschili. Oggi non si puo entrare nè nei musei, nè in chiesa in mini. Non mi sembra che c sia questa emancipazione!
Da pubblicitaria, posso dire che questa campagna è una vaccata.
“Cita” a suo dire la campagna Jesus degli anni 80. Jesus era il nome dei jeans e il titolo (del grande Emanuele Pirella) diceva “chi mi ama mi segua”. C’era un’idea di fondo, che possiamo anche considerare blasfema, ma che ai tempi fece scalpore nell’Italietta benpensante. Certo… le chiappe al vento sono un facile soggetto, ma in quel caso era coraggio vero. Scardinarono i vecchi schemi.
Quella boiata che ha messo in piedi Toscani ora è semplicemente una brutta pubblicità , impaginata male, senza idee, senza senso.
Certe cose dovrebbero lasciarle fare a chi questo mestiere lo conosce, non a un fotografo che ormai non ha più niente da dire. Toscani non è più al passo coi tempi. Non lo sa più fare questo mestiere.
Per quel che riguarda la pubblicità è da mettere tra le varie cose brutte: non è nè più nè meno offensiva di tante altre.
E’ semplicemente brutta.
Perché insistono a dare del denaro a un incapace?
Davvero questo non lo capisco.
Prima sono rimasta perplessa, alla seconda occhiata ho guardato la mini e ho capito che c’era un simbolo a cui poter riferire tutti quegli aggettivi che io, inizialmente, avevo riferito alla donna in virtù del suo sedere.
Forse la presenza della mini da sola non mi avrebbe nemmeno portata alla seconda lettura, ma la parola compare scritta per fare il gioco con il nuovo formato del giornale.
C’è anche un altro capo d’abbigliamento a cui è affidato un messaggio, la t-shirt rossa che dice “Sono di sinistra”.
Direi quindi che è una campagna che si affida all’abbigliamento.
Opinione personale? Capiamoci, tra “riferisco quegli aggettivi alla donna perchè ha un bel culo” e “riferisco quegli aggettivi alla donna perchè ha la mini” c’è differenza, ma poi non così tanta: una donna non è “impegnata” “indipendente” “intelligente” solo perchè ha la mini.
Dire che non è neanche asservita e stupida solo perchè porta la mini non funziona, perchè la pubblicità sta affermando la prima delle tesi non la seconda.
xlily, io nn la trovo offensiva prooprio xke gl iaggettivi si riferiscono alla mini e non al culo, come tante alttre pubblicità che fanno scalpore e che nessuno si indigna, anche se sono veramente volgari. Io trovo un retrofndo di ipocrisia e prurito da parte dei bigotti per il fatto che una che porta la minigonna è definita coraggiosa, indipendente ecc…anzichè oggetto sessuale, quindi ci vedo maschilismo tra le critiche…
La pubblicità l’ha scelta la diretttrice chetra l’altro è una donna!
io nn trovo superfluo definire una donna indipendente e coragigosa nel 2008 se port ala minigonna perchè ci troviamo ancora in una realta dove nn si puo girare con la mini xke da una parteti prendono x una prostituta, dall’altra usano la inigonna come giustificazione x gli stupratori, quindi credi che si più mercificazione della donna qst spot o chi nei tribunali ci accusa di indossare la gonna e di aver attirato lo stupro?
Rosa perdonami ma vado molto oltre, indosso tranquillamente la minigonna e non mi sento in colpa, non c’è uomo che possa farmi sentire in colpa perchè indosso la minigonna, il problema non è mio è di chi dietro alla minigonna intravede una disponibilità che non c’è, non esiste. L’unico problema che posso pormi riguarda l’opportunità o meno di indossarla, ci sono circostanze nelle quali ritengo che indossarla potrebbe essere pericoloso e semplicemente non lo faccio come non entro nella gabbia dei leoni allo zoo. I leoni sono animali bellissimi ma pericolosi, è la loro natura e alcuni maschi sono esseri umani ma poco evoluti e anche questo è un dato di fatto.
Per quanto riguarda chiese e musei non si potrebbe entrare neanche in ciabatte, canottiera o pantaloni corti per cui mi pare che non c’entri niente.
Viscontessa, nemmeno io mi sento in colpa, ma la società ncora bigotta e arretratta deve sdoganare il seonso di colpa che ci uvole attribuire.
Io nn penso che la minigonna sia un incentivo allo stupro. è la nsotr alibertà che lo è purtroppo, ed per quest che ci stuprano e che attuano la mentalità che vorrebbe attrbuire alla minigonna un incentivo.
Nei paesi arabi fanno coprire le donne per non indurre gli uomini agli sguardi, ma insegnano alla donna che è lei che se l ocerca, che lei che attira gli sguardi. quindi di fatto limitano la sua libertà imponendo restrizioni sull’abbigliamento..ma ti pare giusto?
scherziamo, scherziamo che in itlaia nn mettiamo il burqa ma si ragiona cosi, ovvero: non truccatevi, nn mettete la gonna, non uscite di notte e tornate a mezzanotte, con tanto di fiaba di cenerentola e cappuccetto rosso. Mentre il fratello maschio è libero di scorrazzare in giro quindi di fatto se è un disgraziato anche di stuprare, tanto la colpa è della donna che è in giro a quell’ora e mett ela gonna corta.
io penso hce noi indosisamo un burqa che ci impone di nn avere un sessualità consapevole e libera
[...] per l’Unità , che vedete qui a sinistra. Come è stato già argomentato sul blog delle Sorelle, la provocazione dovrebbe esprimere il rifiuto non solo delle nuove ordinanze proibitive in Italia, [...]
Rosa che vuoi farci se uno stupratore ha più muscoli di te? Però poi le leggi ci sono.
Poi sei libera di truccarti di mettere la gonna e di scopare ,magari con me anche ma voi ve la tirate.
Se L’Unità voleva legarsi alla donna pensante, poteva dire la stessa cosa in modo diverso. Ricordo uno spot che mostrava una donna bionda che sfogliava un giornale, e man mano che girava le pagine diventava mora. E lì potremmo parlare per ore del cliché della bionda oca…
Viscontessa, io invece nel riferimento al divieto di entrare nei musei ci vedo un’osservazione molto pertinente. Siamo sempre nella sfera del sesso = tabù, concetto che va alla fine paradossalmente a fondersi con il tema sesso = overdose (che ne proponi 0 o ne proponi 100, l’importante è porre i paletti).
Nella pubblicità si mostra un culo, un bel culo, ma si dice anche: e allora? Siamo ancora negli schemi di lettura vecchi che ci hanno imposto millenni di maschilismo? No, io voglio mostrare un bel culo e pormi al di fuori di quelli schemi, voglio leggere il mondo con occhi nuovi, senza pregiudizi impostimi da altri. E come pubblicità per un giornale di sinistra mi sembra ottima.
ciao
mi limito a commentare l’articolo….
non so di cosa si parli….
desidero far presente che si tratta di un blog ben composto
saluti
Aria fritta.
@noirpink: infatti, per me niente di male in una foto del genere. al contrario, eccessivo il riferimento a ideologie.
quoto valentina maran.
anni ed anni di collaborazione con una nota ditta di abbigliamento sembrano aver obnubilato la creatività di Toscani, rischiando di confondere il pubblico di potenziali lettori, indecisi tra l’acquisto di un capo alla moda e un po’ provocante (alcuni commenti un po’ triviali lo testimoniano) o di un quotidiano dalla nuova veste editoriale. Siamo certi che non si potesse ambire ad un messaggio più incisivo?
Dall’intervista a Concita De Gregorio su E Polis Torino di sabato.”Io,direttora nel girnale che rispetta la memoria” di D.Faticante. Domanda:”Ai tempi di Guccini gli audaci portavano in tasca l’Unità .Ora è nella tasca posteriore di un’avvenente ragazza.Cosa risponde a chi sostiene che sia un’immagine maschilista?”.Risposta:”Ma posso mai essere maschilista io?Non lo sono per definizione.Abbiamo solo fatto cadere un tabù.Io sono una donna.L’Unità è un giornale femminile.Io porto le minigonne,sono libera di farlo.Si strumentalizza il corpo della donna quando viene associato con qualcosa che non ha nulla a che fare con il corpo di una donna.Hai usati il corpo di una donna se lo metti a pubblicizzare auto o detersivi.Se invece lo usi per dire che questo giornale è in mano ad una donna,stai semplicemente facendo comunicazione.” D.”Quindi si ritrova con quel lato B?” R.”Io sono anche il lato B.Io sono tutti i lati insieme.Porto anche il mio lato B al lavoro,tutti i giorni”.
Letto il tutto,alla fermata del mitico autobus n° 2,vengo colta da desiderio e compro il quotidiano.Spero nel non mitico lato A delle sue penne dopo che finalmente questo tabù è stato sapientemente ed originalmente fatto cadere…
nick_m
il fatto che l ostupratore in quanto uomo ha + muscoli di me non dovrebbe aver bisogno di essere giustificato con il fatto he ho la minigonn, anzi noi donne dovremm oesserlo visto che come dici tu è uom oquindi + forte. Sembra che essere debol ifisicamente sia una colpa, come ci si fa a difendere?
cmq cn te nn ci scoperei nemmeno morta e nn xke me la tiro!
Rosa, fai qualcosa ti prego per la tua tastiera, leggerti è difficoltoso, sembra tu scriva in codice.
Ma cos’è un “giornale femminile”? Sinceramente non mi era mai venuto in mente che i quotidiani avessero un sesso. E perchè lei per definizione non può essere maschilista?
Alle sirene della pubblicità non resisto e, se uno spot è accattivante e m’incuriosisce, se posso, compro il prodotto. Guardando questo spot non comprerei l’unità non perchè mi offende o cose simili ma sinceramente perchè mi dà l’impressione che non ci sia niente di nuovo dentro ma solo aria fritta. Invece della mini, avrebbe potuto metterci anche un giovane signore cinquantenne che legge in boxer e canottiera alla Brando sulla poltrona di casa con un contorno di mobili in radica,ben noti a tutti, e la mia impressione e, di conseguenza, la mia reazione sarebbe stata la stessa. Vale a dire: non compro l’Unità per gli stessi motivi della mini. saluto tutte, roberta
Vedo solo ora che nel blog la campagna dell’Unità ha fatto discutere. Sarò un po’ tarda ma io non colgo nè ironia nè senso di liberazione in un sedere fasciato da una minigonna. Poi buttarla sulla questione della provocazione è una presa in giro ridicola. Intanto quel sedere femminile è lì sodo e bello a ricordare a tutte noi che una roba del genere ora fa il paio anche con tutte quelle belle qualità . Sbaglio o anche le veline erano (nella notte dei tempi) una provocazione? Perchè usare sempre corpi di donne (o meglio pezzi dei loro corpi) per attirare l’attenzione? e perchè sempre di donne fuori dall’ordinario, perfette, depilate, pulite, sistemate?
La convinzione mia è che sia la gonna che il formato del giornale siano stati ridotti per venire incontro alle capacità creative di Toscani, che l’ultima buona idea l’ha avuta ventanni fa.
Specializzato nel veicolare sé stesso, anche stavolta gli è riuscita. Che poi questa campagna serva anche all’Unità , quello è un altro paio di maniche.
Quanta mobilitazione per un culo
[...] Nel 2001 Aldo e Francesco hanno fatto questa campagna per l’Unità . Nel 2008 Oliviero ha fatto quest’altra. [...]
[...] Sorelle d’Italia (in ‘chiaro, ossia sul sito, e in mailing list) si discute, qua e qua, della campagna per il lancio dell’Unità ideata da Oliviero Toscani, in particolare se [...]
[...] ad osservare quel giornale così giovane, moderno e indomabile. Ne parlo io, ne parli tu, ne parla lei, ne parlano loro: il passaparola si muove velocemente e hai ottenuto il risultato che volevi. [...]
Le gambe della ragazza sono in una posizione combattiva, di lotta, di non sottomissione e questa è una buona cosa. E poi a due anni di distanza posso dire che l’Unità di Concita De Gregorio è un ottimo giornale.







2012