Criterio di selezione
Per farvela breve, uno uomo esce con tre donne e non sa quale scegliere. Allora dà 100 euro a ciascuna. La prima va in beauty farm a farsi bella per lui. La seconda gli regala una cassa di birra e alcuni videogiochi. La terza investe i soldi in borsa e torna da lui con un bel gruzzolo per il loro futuro. Lui alla fine sceglie quella con le tette più grosse. E’ una storiella che gira su internet, idiota ma realistica a parte il fatto dei soldi in borsa. Mi chiedo come sarebbe finita se a scegliere fosse stata una donna.
Mi piacerebbe poter dire che se avesse dovuto scegliere una donna, questa avrebbe scelto quello col cazzo più grosso, ma la realtà è che non siamo affatto uguali.
Una donna avrebbe scelto l’uomo che le avesse promesso una storia stabile e duratura, fatta di viaggi, uscite, cinema, discoteche, sesso e figli. Oppure, se era stronza, quello che le regalava un bel paio di scarpe.
A caldo mi verrebbe da dire che sceglierebbe il piu’ ricco, ma non e’ sempre vero.
Magari davvero sceglierebbe quello che in prospettiva futura promette maggior stabilita’, ovvio che in questo i soldi giocano un ruolo.
Diciamo che potrebbe dipendere dall’eta’ della donna.
A vent’anni sceglierebbe il piu’ bello.
A trenta il piu’ affascinante.
A quaranta il piu’ ricco.
Dai cinquanta in su’, quello che rompe meno.
(Scherzo eh…
)
Anna
Stereotipatamente: una donna dà cento euro a tre uomini. Uno se li gioca al più vicino punto scommesse, uno se li spende in giochini per la Playstation, uno li investe in Borsa. Lei sceglie quello che la tratta di merda.
drammaticamente credibile
Non son mai stato d’accordo con questa storiella, che trascura un criterio di scelta altrettanto importante, ossia il culo.
(oh, dato che qui non mi conoscono, scherzo eh? Non che non mi piaccia da matti il posteriore femminile, ma a prevalere su tutto è il fatto di sentire una comunione sensoriale, nell’immediato. E a lungo termine, è lunga da spiegare, ma è una cosa fatta di vibrazioni e modi di posare lo sguardo sul mondo. Evitando di tormentarsi a vicenda, come troppo spesso succede)
“il posteriore” è un termine che si usa per gli animali (cavalli, cani, ecc…)
Dissento, il posteriore si usa anche per le blogger. E poi culo l’avevo già scritto.
non avevo dubbi sulla tua levatura morale
Non è vero. ‘Lui’ ha scelto un’insipida gnappetta con una seconda scarsa invece di me.
(Forse aveva un bel culo, non c’ho fatto caso.)
Il fatto è che l’uom osi è creato uno stereotipo di se’ che corrisponde ad una superficialità aberrante che non dipinge tutto l’universo maschile.
Ovviamente questo lo vglio rivolgere a chi maschio verrà qui a scrivere che siamo noi che dipingiamo l’uomo con questi stereotipi e mi chiedo che sia alquanto strano visto che il nsotro modello femmnile è purtropp odeciso dall’uomo. E si ricollega alla donna prosperosa, servile dove il cervello passa in secondo piano, anzi terzo perchè in secondo piano c’è il ruolo di moglie e madre!senza poi chiedere alle donne se fa piacere veramente questa classazione dei ruoli forzata
smack smack
Una donna da 100 euro a tre uomini.
Il primo se li beve con gli amici.
Il secondo compra un po’ di fumo.
Il terzo gioca in borsa e vince un gruzzoletto.
Poi lei sceglie quello con la macchina più bella e il conto più grasso.
nick the quick quello con i soldi tra i tre era il + decente, è logico!
-cioè uno se li spende bevendo con gli amici è uno che dedica poche attenzioni alla tipa e magari torna a casa sbronzo e la mena. come succede, non xke gl ialcolizzati sono violenti ma in genere bevono i disperati che hanno bisogno di un po di alcol per perdere i freni inibitori
-quello per il fumo rischierà di morire giovane
quello che gioca in borsa e vince i soldi è decisamente il migliore che spenderà i soldi melgio di quegli altri due. Certo che se c’era la scleta tra uno bello, l’altro gentiluomo e uno ricco avrei scelto il secondo!
rosa: non prendere tutto troppo sul serio…c’è chi ha detto che avrebbe scelto per il culo, chi quello che la tratta di merda…e comunque dimenticavi di dire che chi beve e si fuma un buon hascish va all’inferno, mentre chi gioca in borsa e investe finisce in paradiso. Nel paradiso dei Tanzi e dei Cragnotti.
LOL! Mi ricorda quest’altra storiella:
LA SAGGEZZA DEI TRENT’ANNI
Quando avevo 12 anni volevo avere la fidanzata.
Quando ne ebbi 14 finalmente la trovai, ma non era appassionata, quindi decisi che avevo bisogno di una ragazza passionale, con voglia di vivere.
Al liceo uscivo con una ragazza passionale, però era molto emotiva. Per lei era tutto terribile, era la regina dei drammi, piangeva tutto il tempo e minacciava di suicidarsi. Fu allora che capii che avevo bisogno di una donna stabile.
Quando ebbi 22 anni incontrai una donna stabile, pero era noiosa. Era totalmente prevedibile e non la eccitava niente. La vita era così noiosa che decisi di cercare una donna emozionante.
A 24 anni incontrai una donna emozionante, però non reggevo il suo ritmo. Passava da una cosa all’altra senza fermarsi mai, faceva cose impetuosamente e litigava con chiunque incontrasse. All’inizio ero divertito ed energizzato, però capii che era una storia senza futuro. Decisi così di cercare una donna ambiziosa.
A 26 anni la incontrai: intelligente, ambiziosa e con i piedi per terra. Era una collega. Era così ambiziosa che si trombò il mio capo e si prese il mio posto.
Adesso, a 30 anni, cerco una donna con le tette grosse…
poi trovi una donna con le tette grosse ,
ma dopo un pò capisci che è noioso avere a che fare con una che di interessante ha solo due tettone e allora finalmente capisci che quello che cerchi e che realmente desideri è un uomo .
dimmi che finisce così .
Grandissima Valentina!
Cmqe, tornando seri: io riesco anche a capire chi si fa conquistare dalle dimensioni di alcune ghiandole, dopotutto è un procedimento mentale molto animale, e noi tutti siamo scimmie con poco pelo e il pollice opponibile.
Quello che proprio non riesco a capire, è chi si mette con qualcuno per i soldi. Ma dico, te l’immagini la vita? Ti trovi uno che non ti dice niente, non ti stimola intellettualmente, non c’è chimica, però è milionario. Finisce che poi magari si mette pure i tacchi e fa il Presidente del Consiglio, e tu devi scrivere lettere a Repubblica per tamponare la tua frustrazione.
Casomai un uomo con la ginecomastia ed il culo grosso…;-).
Formidabile Valentina! :-))
Non lo so, l’ho riportata così come l’ho trovata.
Se vuoi puoi farla finire così, però credo che, passando alla relazione omosessuale, ricominci lo stesso ciclo con un uomo al posto della donna.
Quello non era un uomo era un maschio che aveva solo una testa: quella del ca….
Rosa smack smack
Ma pensa, che me ne farei d’una bellissima bottiglia di champagne vuota?
Io non ho capito una cosa: la storiella è stata scritta da una donna, per dire che gli uomini sono sciocchi e superficiali, o da un uomo, per dire che nella donna contano solo le tette?
Senza questa precisazione, non riesco a coglierne la morale
Potrebbe anche essere stata scritta da un uomo per dire che gli uomini sono sciocchi e superficiali o da una donna per dire che nelle donne contano solo le tette. ![]()
Vi interessa un’altra storia sul tema dei differenti punti di vista?
Premetto che, a differenza di quella di prima, questa sarebbe parecchio sessista.
Hai ragione Francesco
Vai con la storiella sessista. Secondo me può essere illuminante.
Ok. ![]()
Differenti punti di vista con stereotipo sulle donne a seguire…
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Giovanni si sente attratto da Teresa.
Le propone di andare al cinema, lei accetta. Si divertono. Sere dopo lui la invita a cena e di nuovo stanno bene. Nel giro di poco tempo nessuno di loro vede più altre persone.
Una sera, in auto, rincasando.
Teresa senza pensarci dice: “Hai pensato che oggi sono sei mesi che ci vediamo?”.
Si fa silenzio in auto.
A Teresa quel silenzio sembra pieno di significati.
Pensa: “Forse gli avrò dato fastidio che abbia detto questo, forse crede che io voglia forzarlo a prendersi un impegno che lui non desidera o del quale non è sicuro…”.
Giovanni pensa: “Ma guarda, sei mesi…”.
Teresa pensa: “Ma neanche io sono sicura di volere questo tipo di rapporto. A volte mi piacerebbe avere un po’ di libertà, per avere tempo di pensare a ciò che voglio veramente… Continueremo a vederci a questo livello di intimità? Sono pronta a questo impegno? Conosco davvero quest’uomo?”
Giovanni pensa: “Quindi questo significa che era… vediamo… febbraio quando iniziammo, giusto dopo aver lasciato il meccanico, cioè… vediamo il contachilometri… merda, devo cambiare di nuovo l’olio! “.
Teresa pensa: “È sconvolto. Glielo leggo in faccia. O forse sto interpretando male. Forse vorrebbe di più dal nostro rapporto, più intimità; forse ha sentito prima di me che ha delle riserve. Sì, è questo. Ha paura di sentirsi rifiutato.”.
Giovanni pensa: “Devo dirgli di guardarmi di nuovo il carburatore. Questa cosa cammina come un camion dell’immondizia”.
Teresa pensa: “È arrabbiato. Anch’io lo sarei. Dio, mi sento così colpevole, facendogli passare questo, ma non posso evitare di sentire come mi sento. E non mi sento sicura.”.
Giovanni pensa: “Mi diranno che ha solo tre mesi di garanzia!”.
Teresa pensa: “Forse sono troppo idealista, aspetto che arrivi il principe azzurro sul suo cavallo bianco quando ho al mio fianco una persona comune, buona, con la quale mi piace stare, che è importante per me e alla quale io importo. Una persona che soffre per le mie egocentriche fantasie da adolescente romantica…”.
Giovanni pensa: “Vogliono una garanzia? Gliela do io la garanzia!”.
Teresa dice a voce alta: “Giovanni!”.
Giovanni, sorpreso: “Cosa?”.
Teresa: “Per favore, non ti torturare così!” dice, con gli occhi velati di lacrime “Forse non avrei dovuto dirti… Dio, mi sento così…” e si interrompe singhiozzando.
Giovanni: “Cosa c’è?”.
Teresa: “Sono così stupida!” singhiozza “Voglio dire, lo so che non esiste quel principe; non esiste né cavaliere né cavallo…”.
Giovanni: “Non c’è cavallo?” dice stupito.
Teresa: “Pensi che sono stupida, vero?”.
Giovanni: “Ma no!” dice contento finalmente di avere una risposta facile.
Teresa: “È solo che… ho bisogno di un po’ di tempo, mi capisci…”.
Segue una pausa di quindici secondi durante la quale Giovanni, pensando il più velocemente possibile, cerca una risposta.
Giovanni: “Certo che ti capisco.”.
Teresa, emozionata, prende la sua mano: “Oh, Giovanni davvero pensi questo?”.
Giovanni: “Ah… sì, sicuramente…”.
Teresa si volta per guardarlo, e fissa i suoi occhi, rendendolo alquanto nervoso per quello che lei gli potrà dire, soprattutto se ha a che vedere con un cavallo. Alla fine lei gli dice: “Grazie Giovanni.”.
Lui l’accompagna a casa e lei va a letto.
Come un’anima che si tortura, piange fino all’alba.
Intanto Giovanni torna a casa, apre un sacchetto di patatine, accende la TV e si immerge nella replica di una partita di tennis tra due giocatori sconosciuti. Una debole voce in un angolo recondito della sua mente gli dice che qualcosa di importante è successo, nell’auto, ma è sicuro che non c’è modo di capirlo: meglio non pensarci.
Il giorno dopo Teresa chiamerà una delle sue amiche e parleranno della cosa per sei ore di seguito. In forma dolorosamente dettagliata analizzeranno tutto ciò che lei ha detto e tutto quello che lui ha detto, ritornando su ogni punto una e più volte, esaminando ogni parola, considerando ogni possibile ramificazione. Continueranno a discutere per settimane, senza arrivare a conclusioni ma senza mai annoiarsi.
Intanto Giovanni un giorno, guardando una partita di calcio con un amico, distrattamente chiederà: “Luca, sai per caso se Teresa ha un cavallo?”.
L’avevo già sentita, e anche allora mi era piaciuta. Direi che ci sta tutta.
Mi sembra quasi stupido dirlo, ma le tette grosse non escludono l’intelligenza. Altrimenti la mia fidanzata dovrebbe essere una delle persone più stupide della terra.
(e meno male che non ha un cavallo…)
Sì, era un po’ stupido dirlo. Però siamo tutte liete di saperlo
Bene, visto che siamo in voga di dire cose stupide, aggiungo che perfino le bionde possono non essere stupide. Ora però non venitemi a chiedere se sono stupide le bionde con le tette grandi, perché la cosa comincerebbe a essere difficile da articolare.








2009