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	<title>Commenti a: La Chiesa vuole gli orfanatrofi</title>
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		<title>Di: depensato</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/10/20/la-chiesa-vuole-gli-orfanatrofi/comment-page-1/#comment-7491</link>
		<dc:creator>depensato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 07:41:59 +0000</pubDate>
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		<description>25 ottobre: Giornata dello sbattezzo

“Suoi sudditi, perché battezzati”. Con queste parole, il 25 ottobre 1958, la Corte d’appello di Firenze assolveva il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani, da poco sposati civilmente.
Il 25 ottobre 2008, a cinquant’anni di distanza, l’UAAR organizza una Giornata dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, stabilito da un provvedimento del Garante per la privacy, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche.
Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perchè discriminati in quanto gay, donne o ricercatori, rivendicazione della propria identità di ateo o agnostico. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”.
L’UAAR non organizza controriti vendicativi, ma invita coloro che non sono più cattolici a esercitare questo diritto: sappiamo che già alcune migliaia di cittadini lo hanno fatto, ma riteniamo che se coloro che non hanno ancora formalmente abbandonato la Chiesa cattolica lo faranno in una sola occasione, l’impatto della loro decisione sarà sicuramente amplificato.
Ci sono due modi per partecipare alla giornata dello sbattezzo:
1.
Attraverso i circoli/referenti UAAR di Ancona, Bergamo, Brescia, Catania, Genova, Lecce, Modena, Pescara, Pordenone, Ravenna, Rimini, Savona, Siena, Trento, Venezia, Verona, Vicenza, e inoltre quelli di Bologna, Cagliari, Milano, Napoli, Padova, Roma, Torino e Verbania, Treviso, che hanno pubblicato specifiche pagine internet dedicate all’evento. Le modalità variano da provincia a provincia, per cui è indispensabile contattare direttamente i relativi responsabili.
2.
Chi risiede in un provincia diversa da quelle di cui sopra, o chi risiede in una di queste province ma vuole sbattezzarsi individualmente, deve scaricarsi il modulo pubblicato sul nostro sito alla pagina www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf, compilarlo, fare una fotocopia della propria carta d’identità e inviare il tutto alla propria parrocchia di battesimo con raccomandata a.r. il 25 ottobre (o nei giorni precedenti, se quel giorno non può). Occorre poi inviare (molto meglio se prima del 25 ottobre) una e-mail a segretario@uaar.it confermando l’adesione all’iniziativa: segretario@uaar.it risponderà confermando di aver conteggiato il richiedente nell’elenco (in modo assolutamente anonima e confidenziale).
La stessa e-mail può essere contattata per i casi controversi.
Il dato pubblico degli sbattezzandi è e sarà formato, oltre che da chi si sbattezzerà tramite i circoli, solo da chi ha ricevuto o riceverà l’e-mail con la conferma dell’inserimento nel conteggio. Non vogliamo presentare elaborazioni statistiche inverosimili come quelle della Chiesa cattolica.

La giornata dello sbattezzo verrà presentata alla stampa e all’opinione pubblica venerdì 24 ottobre, ore 18, presso la Libreria Bibli (via dei Fienaroli 28, Trastevere, Roma). In tale occasione verrà anche presentato in anteprima il libro Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi, scritto da Raffaele Carcano (segretario UAAR) e Adele Orioli (responsabile iniziative giuridiche UAAR). Oltre agli autori interverranno Chiara Lalli, bioeticista, e Francesca Fornario, giornalista e autrice satirica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>25 ottobre: Giornata dello sbattezzo</p>
<p>“Suoi sudditi, perché battezzati”. Con queste parole, il 25 ottobre 1958, la Corte d’appello di Firenze assolveva il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani, da poco sposati civilmente.<br />
Il 25 ottobre 2008, a cinquant’anni di distanza, l’UAAR organizza una Giornata dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, stabilito da un provvedimento del Garante per la privacy, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche.<br />
Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perchè discriminati in quanto gay, donne o ricercatori, rivendicazione della propria identità di ateo o agnostico. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”.<br />
L’UAAR non organizza controriti vendicativi, ma invita coloro che non sono più cattolici a esercitare questo diritto: sappiamo che già alcune migliaia di cittadini lo hanno fatto, ma riteniamo che se coloro che non hanno ancora formalmente abbandonato la Chiesa cattolica lo faranno in una sola occasione, l’impatto della loro decisione sarà sicuramente amplificato.<br />
Ci sono due modi per partecipare alla giornata dello sbattezzo:<br />
1.<br />
Attraverso i circoli/referenti UAAR di Ancona, Bergamo, Brescia, Catania, Genova, Lecce, Modena, Pescara, Pordenone, Ravenna, Rimini, Savona, Siena, Trento, Venezia, Verona, Vicenza, e inoltre quelli di Bologna, Cagliari, Milano, Napoli, Padova, Roma, Torino e Verbania, Treviso, che hanno pubblicato specifiche pagine internet dedicate all’evento. Le modalità variano da provincia a provincia, per cui è indispensabile contattare direttamente i relativi responsabili.<br />
2.<br />
Chi risiede in un provincia diversa da quelle di cui sopra, o chi risiede in una di queste province ma vuole sbattezzarsi individualmente, deve scaricarsi il modulo pubblicato sul nostro sito alla pagina <a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf" rel="nofollow">http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf</a>, compilarlo, fare una fotocopia della propria carta d’identità e inviare il tutto alla propria parrocchia di battesimo con raccomandata a.r. il 25 ottobre (o nei giorni precedenti, se quel giorno non può). Occorre poi inviare (molto meglio se prima del 25 ottobre) una e-mail a <a href="mailto:segretario@uaar.it">segretario@uaar.it</a> confermando l’adesione all’iniziativa: <a href="mailto:segretario@uaar.it">segretario@uaar.it</a> risponderà confermando di aver conteggiato il richiedente nell’elenco (in modo assolutamente anonima e confidenziale).<br />
La stessa e-mail può essere contattata per i casi controversi.<br />
Il dato pubblico degli sbattezzandi è e sarà formato, oltre che da chi si sbattezzerà tramite i circoli, solo da chi ha ricevuto o riceverà l’e-mail con la conferma dell’inserimento nel conteggio. Non vogliamo presentare elaborazioni statistiche inverosimili come quelle della Chiesa cattolica.</p>
<p>La giornata dello sbattezzo verrà presentata alla stampa e all’opinione pubblica venerdì 24 ottobre, ore 18, presso la Libreria Bibli (via dei Fienaroli 28, Trastevere, Roma). In tale occasione verrà anche presentato in anteprima il libro Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi, scritto da Raffaele Carcano (segretario UAAR) e Adele Orioli (responsabile iniziative giuridiche UAAR). Oltre agli autori interverranno Chiara Lalli, bioeticista, e Francesca Fornario, giornalista e autrice satirica.</p>
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		<title>Di: La Donna Cannone</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/10/20/la-chiesa-vuole-gli-orfanatrofi/comment-page-1/#comment-7472</link>
		<dc:creator>La Donna Cannone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 19:36:04 +0000</pubDate>
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		<description>Facendo un passettino a monte, trovo allucinante insistere che le donne si realizzano e appagano solo con la gravidanza.

Ma è una lotta persoa in partenza. Come dice il titolo, la chiesa vuole pecorelle alla pecorina e orfanotrofi

Ossequi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Facendo un passettino a monte, trovo allucinante insistere che le donne si realizzano e appagano solo con la gravidanza.</p>
<p>Ma è una lotta persoa in partenza. Come dice il titolo, la chiesa vuole pecorelle alla pecorina e orfanotrofi</p>
<p>Ossequi.</p>
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		<title>Di: Giulia</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/10/20/la-chiesa-vuole-gli-orfanatrofi/comment-page-1/#comment-7458</link>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 08:16:08 +0000</pubDate>
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		<description>Ogni bambino adottato è un bambino abbandonato. Bianca Maria non saprà mai se sua madre abbia sofferto nel lasciarla lì (probabile di sì, avendo passato tre mesi con lei: non deve essere stata una scelta semplice), ma sa per certo che lei è venuta al mondo con un buco nell&#039;anima che niente potrà mai colmare. A lei, in fondo, è andata bene, ma trovo che insistere perché le donne portino a termine gravidanze indesiderate per poi abbandonare i propri figli sia piuttosto crudele. Si crea molta sofferenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni bambino adottato è un bambino abbandonato. Bianca Maria non saprà mai se sua madre abbia sofferto nel lasciarla lì (probabile di sì, avendo passato tre mesi con lei: non deve essere stata una scelta semplice), ma sa per certo che lei è venuta al mondo con un buco nell&#8217;anima che niente potrà mai colmare. A lei, in fondo, è andata bene, ma trovo che insistere perché le donne portino a termine gravidanze indesiderate per poi abbandonare i propri figli sia piuttosto crudele. Si crea molta sofferenza.</p>
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