Succede a Bastardo, succede alle donne
Farcas Iount, 23 anni, era geloso. Non si sa se aveva motivo. Comunque era incapace di accettare l’idea, perché forse era soltanto un’idea delirante, che la sua fidanzata Elena, di 24 anni, potesse avere o desiderare un’altro. O essere desiderata da un altro. Stessa cosa.
Si stava facendo un’altro? Chissà. Affari suoi. Non è un reato punibile con la morte in Italia. Non è un reato a dire il vero. Ma lei non aveva il diritto, era ormai posseduta e doveva capirlo.
Era soltanto una carina che attirava gli sguardi? Magari che scambiava qualche "ciao, come va?" Punibile, punibile, punibile, perché la donna che attira lo sguardo è colpevole. La sguardo maschile è responsabile quanto una mosca: dove ha sentore di qualcosa di interessante si posa. E’ colpa di chi ha lasciato la marmellata sul davanzale se arrivano le mosche, non delle mosche. E’ colpa di Elena se a 24 anni era carina, non di chi la guardava (e magari soltano guardava, senza altra intenzione, ma quando l’uomo è bestia non è in grado di percepire che l’uomo può anche essere altro).
Ma in ogni caso sono considerazioni ormai inutili, perché il cadavere di Elena, martoriato di calci, botte, tagli e morsi, il cadavere oggetto di furia anche quando l’ultimo respiro aveva abbandonato i polmoni, ora giace in un obitorio, perché nessuna, ma nessuna donna che sta con Farcas Iount deve nemmeno attirare uno sguardo. Questo lo ha deciso lui.
Bastardo.
E’ il nome della frazione dove Elena è stata pestata a morte sola e senza alcuna possibilità di difesa.
Qualcuno proprio oggi ha detto che “L’evoluzione umana è finita”: direi che questa affermazione è indiscutibile.
anche io Veru, sottoscrivo… ma che giornata di prese di coscienza di cacca!!
nel caso si equivocasse, intendevo: che giornata di notizie da schifo!
Ma no, dai, Jane: non mi puoi far crollare così il mito di Bastardo. Un posto che ogni volta che passi davanti al cartello ridi. Che altro vuoi fare?
(Scusate, è che ho esaurito il bonus-scazzo, per oggi.)
Veru, io l’evoluzione umana stento a concepirla iniziata…
Non diciamo la nazionalita’ del brutale assassino perche’ altrimenti veniamo tacciati di razzismo:nelle carceri italiane il
75 per cento dei detenuti comunitari appartiene allo stesso popolo.
Solo coincidenze o e’meglio che si comincino a dire le cose come stanno,cioe’ che alcune popolazioni sono piu’ pericolose di altre?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Lykan, la nazionalità dell’assassino mi è del tutto indifferente, perché succede anche troppo spesso in Italia che le donne vengono picchiate e a volte uccise da compagni brutali e violenti. E’ una questione uomo-donna, non di nazionalità. Roberto Spaccino, italiano, ha ucciso sua moglie incinta, Barbara Cicioni, per infondata gelosia (le storie extraconiugali le aveva lui invece).
Non è nemmeno questione di nazionalità pericolose. Se tutti i mafiosi italiani fosseri dove dovrebbero essere, in carcere, dovremo provvedere a una programma di costruzione prigioni incredibile.
Hai considerato la possibilità che le onde di immigrazione a volte portano le persone che meno riescono a farcela a casa loro? Non ti pare che questo sia un fattore importante? Perché in vari paesi dove sono stata, gli italiani non sono affatto ben visti: furbi, disonesti, inaffidabili, delinquenti. Possiamo giurare che non è mai così?
la nazionalità non si puo atribuire all’esistenza della violenza sulle donne. la causa della violenza sulle donne è l’uom ostesso a prescindere dalla razza. Ovviamente non tutti pero’ la colpa si attribuisce al sesso di appartenenza.
diciamo che gli uomini hanno conflitti con le donne a prescindere se sono italiani, rumeni o marocchini. Quanti italiani abbiamo sentito ammazzare o stuprare le donne? tantissimi!
Un’altra triste faccenda: http://donna.libero.it/lifestyle/ne1285.phtml
In questo caso non siamo arrivati all’omicidio ma la mentalità che sta dietro a questi comportamenti è sempre la stessa…
Vi prego, salvate la lotta per la dignità delle donne da queste presentazioni enfatiche. Povera la cultura che ha tutto questo bisogno di retorica per far “passare” un buon messaggio fino al navigatore distratto (io)
Marco, non è retorica, e non è enfatico. Forse tu sei uno di quelle persone intelligenti che non ha bisogno di sentire questo messaggio, per cui a te risulta esagerato e non necessario. E questo è un bene.
Ma purtroppo le donne (e i bambini) continuano ogni giorno a subire la violenza domestica, ogni giorno in tutto il paese, per cui anche qui hai ragione: forse è una cultura povera che ha ancora oggi bisogno di sentire questo messaggio, messo giù così, perché nient’altro ha funzionato. La mia non era retorica, era emozione. Forte. E dopo che l’ho scritto (7 otttobre), ho sentito di un’amica nel profondo sud Italia che ospita una donna e bimbo di 3 anni fuggita dal marito violento e in attesa di una sistemazione definitiva, e poi di una moglie segregata e figlia legata ad una sedia e picchiata, nel profondo nord Italia, consocenti di una mia amica.
Non dal giornale, ma solo dalle amiche. In due giorni.
Non so se hai mai avuto la sfortuna di essere aggredito fisicamente da un uomo (e già sei uomo), ma io sì, e quando hai sentito la forza di un maschio in confronto con la tua di donna, e hai capito che non hai alcuna chance, la retorica non c’entra niente.
Tanto fra tre anni, per buona condotta e con l’indulto, questo Farcas sarà libero, perché si metterà a piangere e dirà che è stato un momento d’ira…. e dei buoni giudici, pronti a perdonare, lo scarcereranno. Vedrete se non è vero.
Hai centrato in pieno il punto “giustizia”:fra meno di tre anni
questo stupratore assassino che logica,buon senso e codice penale dovrebbero tenere dietro le sbarre per almeno 15 anni,trovera’ il solito giudice progressista che ritenendolo una vittima del sistema capitalista oppressore lo rimettera’ in liberta’senza pensare invece alla povera donna morta e stuprata che e’ la vera e unica vittima in questa tristissima storia.Non c’e’ bisogno di essere dei biechi reazionari per dire che un po’ di severita’ in piu’nei reati contro le donne sarebbe molto opportuna:chi violenta una donna deve pagare molto salato questo orribile crimine,sia esso un rumeno,un ingegnere italiano,o un operaio magrebino.La magistratura ha gia’dimostrato molte volte di essere molto “maschilista” nell’applicazione della legge,basti pensare alla sentenza della cassazione di un paio d’anni or sono in cui si sosteneva che una donna coi jeans non puo’ essere stuprata.Di fronte a tanta aberrazzione mentale francamente rimango basito e stupefatto e capisco perche’, se chi amministra la giustizia arriva a tali farneticanti conclusioni,la giustizia italiana sia la peggiore d’europa.Sarebbe ora che tutte le donne italiane facessero sentire la loro voce con forza contro chi amministra la legge con cosi’ poco senno.
Hai perfettamente ragione Jane,anche gli italiani sono emigrati verso altri paesi piu’ ricchi e la’ hanno commesso dei crimini ma tieni presente due cose:prima cosa,in nessun paese al mondo gli italiani sono arrivati ad essere il settantacinque per cento della popolazione carceraria un dato che penso costituisca il record mondiale.Seconda cosa quando essi delinquevano venivano puniti senza riguardo alcuno dalle autorita’ locali,ti ricordo solo il famoso caso di Sacco e Vanzetti negli usa del primo novecento.
In Italia invece essere stranieri e provenienti da un paese povero costituisce un’attenuante che a volte culmina nell’immunita’:come diceva giustamente giustizia sopra,vedrai che questo rifiuto dell’umanita’ di nome Farcas fra meno di tre anni sara’ a piede libero e potra’ fare nuovi scempi col corpo di altre povere donne e nessuno protestera’ perche’ “poverino” lui e’ una vittima del sistema capitalista.
La cosa + triste che ancora un uomo che picchia una donna si sente uomo..
ma come fa a sentirsi forte infierendo contro una persona + debole?
assurdo nn ho parole.Cmq in italia la violenza domestica è molto diffusa + della violenza che incontriamo quando usciamo di casa.







2010