Sorelle d’Italia

Con il cognome della madre

 

 

Da quattro anni la Corte di Cassazione prova a far capire all’Italia che deve adeguarsi alle norme comunitarie e approvare una legge che preveda la possibilità di dare ai propri figli il cognome della madre almeno nel caso in cui i genitori siano entrambi d’accordo. Finora, a parte un progetto di legge da parte del govenro Prodi e un altro di un deputato del Pdl, gli inviti dei giudici sono passati del tutto inosservati.

E comunque non sembra che la questione sia in cima alle preoccupazioni di Berlusconi e dei suoi. Quando ieri si è saputo che la Cassazione aveva rivolto un nuovo invito al Parlamento perché desse una legge agli italiani, oltre a tre politici dell’opposizione di centro-sinistra, solo un’altra voce si è levata a chiarire come la pensasse. Era Rocco Buttiglione, ora presidente Udc: ”Gli ermellini della Cassazione farebbero meglio ad occuparsi della giusta, corretta e rapida applicazione della legge vigente invece di arrogarsi la prerogativa di fare leggi nuove usurpando i diritti del Parlamento”.

24 Settembre 2008
01:05, Mercoledì
flavia amabile
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13 commenti

(#) Quello che disse granellodisabbia

Mercoledì 24 Settembre 2008 alle 10:12

1

Leggo interamente dal tuo articolo che i genitori erano concordi, la Corte d’Appello ha respinto la richiesta portando,i richiedenti,oltre nei gradi di giudizio fino ad arrivare alla Cassazione ben motivando il loro giudizio e richiedendo ancora ai politici,di adeguarsi ad alcuni cambiamenti della società già,peraltro,rettificati in alcuni articoli della Costituzione.Capisco che il Governo possa avere tante cose da fare ma Buttiglione avrebbe potuto anche mirare meglio nel commento.Sono gli ermellini della Cassazione che dovrebbero essere “meno arroganti” o sono i nostri efficacissimi e prolificissimi legiferatori che fanno uscire Leggi sempre ad interpretationem?

(#) Quello che disse maolina

Mercoledì 24 Settembre 2008 alle 16:09

2

Eh ragazze, si tratta del PATRIARCATO, mica pizza e fichi!!!!!
Non molleranno tanto facilmente. L’uccello glielo abbiamo già messo in crisi da tempo, ma il NOME !!!!

(#) Quello che disse nick_m

Mercoledì 24 Settembre 2008 alle 20:26

3

Ah ora è chiaro

(#) Quello che disse rosa

Giovedì 25 Settembre 2008 alle 10:25

4

spero che questa proposta diventi legge cosi è meno dispersiva, un o come gli altri paesi e finalmente la donna avrà + visibilità e sarà soggetto di diritti. Pero’ è uno scandalo che si tramandava il nome del padre a pensarci visto che la donna in famiglia fa il lavoro + grande, già partorire è una cosa importantissima. Io credo che il ruolo di madre è + importante di quello paterno.

(#) Quello che disse rosa

Giovedì 25 Settembre 2008 alle 10:26

5

“ursurpando i diritti del parlamento”

allora non solo nell’islam i diritti delle donne usurpano lo stato

(#) Quello che disse roberta sg

Giovedì 25 Settembre 2008 alle 12:21

6

ciao Rosa. D’accordo sul fatto che il cognome potrebbe darlo anche la madre, d’accordo che la donna partirisce e il ruolo di madre è sicuramente fondamentale, ma un uomo che è in grado di essere una valida figura paterna è una ricchezza e una risorsa sia per il bambino che per la madre. Magari ce ne saranno pochi ma voglio salvare la pace di quei pochi.

(#) Quello che disse rosa

Giovedì 25 Settembre 2008 alle 14:04

7

Roma, 24 set. (Apcom) - La parlamentare del Pdl Isabella Bertolini si scaglia contro la sentenza della Cassazione che ha registrato un’apertura sulla possibilità che un figlio assuma il cognome della madre. “Le leggi si fanno in Parlamento. Non le fanno i giudici - osserva la Bertolini -. Dovrebbe essere un concetto ben chiaro ed universalmente accettato. Eppure sempre più spesso assistiamo a sentenze che tentano di stravolgere, anziché applicare, la legislazione vigente. La sentenza della Cassazione sul doppio cognome va esattamente in quella direzione”.

“Siamo di fronte all’ennesimo e paradossale tentativo di smantellare, per via giudiziaria, le nostre leggi - aggiunge la Bertolini -. Una sentenza che non ha alcuna motivazione e che appare solo come l’ennesima forzatura. Il richiamo poi all’Europa, per motivare pronunciamenti su materie di esclusiva competenza nazionale, è inopportuno e sbagliato. Noi continueremo a contrastare con fermezza questa deriva che vuole cambiare per via giudiziaria le nostre tradizioni ed i principi fondanti della nostra società”.

ma pensa te cosa sento pronunciare da una donna..eva contro eva allora esiste :(

(#) Quello che disse nick_m

Giovedì 25 Settembre 2008 alle 14:21

8

anch’io penso che sono tradizioni e principi fondanti della nostra società.

(#) Quello che disse Valentina

Giovedì 25 Settembre 2008 alle 16:21

9

io invece voglio credere che fra i principi portanti della nostra società ci siano la libertà e l’uguaglianza .
se una coppia decide di dare ai figli il cognome materno non vedo dove sia lo scandalo .
( nicchequicche non ti offendere, fra i principi portanti della nostra società c’è anche la conoscenza della meravigliosa lingua italiana ,congiuntivi compresi )

(#) Quello che disse nick_m

Giovedì 25 Settembre 2008 alle 16:32

10

non sono nickthequick, è un altro utente.

(#) Quello che disse gianni

Giovedì 25 Settembre 2008 alle 17:13

11

domanda molto stupida…ma non sarebbe molto più semplice fare come fanno in spagna che ti becchi il cognome della mamma e del papa….e così la questione è finita una volta per sempre? …ps: ed evitiamo anche eventuali litigi…..

(#) Quello che disse rosa

Giovedì 25 Settembre 2008 alle 22:20

12

no gianni. Il cognome si potrebbe scegliere come si fa con il nome..dov’è lo scandalo?

se ormai c’è la parità di sessi xke bisogna tenere queste tradizioni fuori luogo. Poi la donna in famiglia dovrebbe aver eun ruolo + importante visto che partorisce con dolore e per giunta subisce subordinazioni al marito.

Che se poi il marito si abitua che la moglie ha un ruolo pari potrebbe aiutare con l’avanzamento delle pari opportunità o addirittura diminuirebb ela violenza domestica che data da questa subordinazione. Ovviamente no na distanza di un girno ma di una generazione!

cosi nn si dice + auguri e figli maschi :D

(#) Quello che disse Lily Briscoe

Sabato 27 Settembre 2008 alle 18:29

13

“Una sentenza che non ha alcuna motivazione e che appare solo come l’ennesima forzatura”.
Curioso, sostituendo il termine “sentenza” potrei dire la stessa cosa dell’intervento della parlamentare. :/
E’ che quando si tocca il tema famiglia salta fuori sempre qualche fascista. Di quelli che vorrebbero governare da soli senza tener conto della società civile e della giurisprudenza che per misurarla è un ottimo metro. Anche la critica all’Europa va in questa direzione. Gli affari nazionali questi se li voglion gestire tra di loro. Ma proprio loro loro. Berlusconi e i suoi 4 amici imprenditori. Del resto l’abbiamo visto con Alitalia.

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