Puttanate
La cosa fantastica è che queste Marie Goretti in braghette filo-culo, se le chiami puttane, si offendono. Ma quando levi ogni dubbio, cioè mobiliti la stampa per annunciare all’universo mondo che la tua passera inviolata è all’asta, allora dovresti affrontare l’ipotesi che questo costituisca, come dire, meretricio. Oh, sì, per carità, puoi sempre leggerti alla veloce Memorie di una geisha e affidarti a un mediatore che alzi il prezzo del tuo mizuage fino a renderlo leggendario, ma sempre meretrice rimani. Meretrice che peraltro promette - sulla carta, almeno - di essere pessima: gambe larghe e occhio al cielo come una santa, un paio di bicchieri di vino per addormentare quel poco di cervello funzionante che hai, e via, eccoti sacrificata sull’altare dell’autopromozione. Stendiamo un velo pietoso sul patetico omuncolo che dovesse, eventualmente, passare alla cassa per avere l’onore di deflorarti e vantarsene al bar (o meglio, trattandosi di un milione di euro, più probabilmente al Circolo del Tennis), perché il problema non è lui, o meglio, non è soltanto lui. Sei tu, che riesci in un colpo solo a far sembrare il sesso una merce e un martirio, te stessa un oggetto di valore da acquistare (a proposito, hai idea di come funziona un’asta? Si parte da un valore di base e poi si rilancia. Tu partiresti da un milione di euro? La stima chi l’ha fatta?), la stampa italiana - che ha ribattuto questa stronzata che t’è uscita di bocca - pappona, e me qui una che effettivamente si occupa di te.
Ho trovato le dichiarazioni della Fico a dir poco scandalose. Non trovo nessuna differenza tra lei e una prostituta, anzi no, la prostituta almeno una parte dei soldi che guadagna li manda alla famiglia in Romania…
Dipende. La prostituta rumena, spesso e volentieri, li dà al pappone e morta lì, altro che rimesse in Romania.
io sinceramente non ho parole, sono meglio le prostitute , hanno + dignità di lei.
Io mi chiedo: questo moralismo che porta a fingere di essere vergini per poi vendersi come fosse merce, non lo capisco mica.
e dire che abibamo lottato per emanciparci sessualmente molte usano il sesso per mercificarsi, non per essere moralista.
Porprio come una volta, solo che la differenza è che non sceglievano le donne a vendersi, venivano vendute vergini ad un uomo qualsiasi.
il bello che poi queste donne rpese in consideraizne troppo dalla stampa /io sinceramente non ho parole, sono meglio le prostitute , hanno + dignità di lei.
Io mi chiedo: questo moralismo che porta a fingere di essere vergini per poi vendersi come fosse merce, non lo capisco mica.
e dire che abibamo lottato per emanciparci sessualmente molte usano il sesso per mercificarsi, non per essere moralista.
Porprio come una volta, solo che la differenza è che non sceglievano le donne a vendersi, venivano vendute vergini ad un uomo qualsiasi.il bello che queste donne poi danno una brutt aimmagine a tutto l’universo femminile(sapete quante donne in gamba censurano e tolgono la parola?)
ma alemanno lo sa?
non e’ che mo’ le fa pure la multa alla poverina?
fico vende fica. nomen omen, :lol:.
notare che se una donna si fa pagare per darla è una puttana ma se è “famosa” e il prezzo è roba da persone altolocate allora merita spazio su giornali e tv.
bah
Beh, sono secoli che ci dicono che la verginità è un valore, La Fico ha preso solo la faccenda alla lettera (tristezza)
e poi, va bene il costo proibitivo delle abitazioni a roma, ma con un milione di euro ti ci compri la casina valadier…
sono basita. signorini, credo, molto meno…
Puttana.
Le starebbe bene che chi fosse interessato alla mercanzia, la facesse visionare come un somaro da soma, prima del pagamento.
Chi mi assicura che sia intonsa?
E i soldi li userebbe per un corso di recitazione?
Forse sarebbe opportuno imparare a recitare prima del fantomatico bicchiere di vino.
voglio la figaaaaaa come si faaaaaa con questa inflazioneeee
mica posso svaligiare banche.
io per forza sono vergine a 27 anni
lilli: una volta le si faceva visitare dal ginecologo alla presenza di tutti i parenti dell’acquirente o sposo che fosse. Altrimenti, la sposa optava per una sacchetta di sangue di pollo o maiale nascosta “lì”, in modo da lasciare la macchia sul lenzuolo (che poi veniva esposto a garanzia della sua purezza durante la notte di nozze).
Chissà quale delle due procedure adotterà la nostra nouvelle Pucelle d’Orléans?
Italia: prostitute solo per i ricchi.
di Gian Pietro Bontempi.
Nel paese dell’ ipocrisia e della menzogna non poteva mancare il caso dell’assessore veneto sorpreso quasi ubriaco, a contrattare in strada prestazioni sessuali. L’intervento dei vigili gli è stato provvidenziale: gli hanno risparmiato la pessima figura dovuta agli effetti negativi dell’alcol sul comportamento sessuale. E pensare che il carismatico soggetto possedeva tutte le caratteristiche del pubblico moralista e aveva inasprito le multe per i clienti delle prostitute. Un falso Don Benzi, un finto difensore del pudore, un ipocrita insomma che sembra uscito da un romanzetto popolare. Ora una nuova disposizione ministeriale vieta definitivamente l’approccio in strada con le prostitute, pena una grossa multa e l’arresto. Al contrario i giornali italiani (anche quelli più importanti) sono zeppi di annunci sexy, e i siti on line dove si propaganda sesso a pagamento quasi non si contano più. Ma la legge “Merlin”del lontano 1958, è ancora in vigore? Con le nuove normative anti-prostituzione come si permette la pubblicità sessuale su quotidiani, riviste e siti on line ? In realtà lo sfruttamento del sesso e la pornografia sono in forte sviluppo, nonostante le multe anti-prostituzione. A Milano ci sono quasi diecimila prostitute, anche minorenni, migliaia di travestiti e più di duemila viados brasiliani che guadagnano circa duemila euro al giorno, quasi tutti offrono i loro servizi su giornali e via internet. Ma le nuove disposizioni in materia, invece di tentare di frenare questo fenomeno sociale, prima facendo rispettare la legge contro lo sfruttamento e poi arginando il problema stesso, impongono multe che colpiscono solo la parte più debole della popolazione e non certo quelli che possono permettersi di pagare qualche migliaio di euro la ragazza, con una suite in un ottimo albergo. Nelle grandi città con qualche centinaio di euro, si può usufruire di un servizio a domicilio rapido e efficiente. Non sarà proprio il massimo, ma perlomeno non c’è il rischio d’essere multati e schedati.
Come si può constatare, nonostante divieti e sanzioni, i fenomeni della prostituzione e dello sfruttamento in Italia sono in crescita, e i provvedimenti che tentano di limitare questo mercato sono discriminanti perché colpiscono i più poveri, per i quali non resta che la rassegnazione alla castità o la consolazione del do it yourself .
Gian Pietro Bontempi.
io sono d’accordo con mademoiselleanne. Che schifo xo e no xke n moralista ![]()
Ho sentito dire che l’amore della prima volta non è tanto romantico. Forse l’ha sentito anche lei e ha deciso così di risparmiare soldi per una buona causa. ![]()
Primo: ingenua che son stata io a farlo gratis, la prima volta! Hai visto mai… certo non avrei preso 2 miliardi di lire (convertendo nella moneta del tempo), però magari i soldi per un motorino ci potevano scappare…
Secondo: essendo che è impossibile accertare la verginità di una persona, come si fa ad avere la garanzia che sia vero?
Terzo: questa è vergine, probabilmente, nelle narici e nelle orecchie. Le vere vergini non son mica così mignottone.
Bah!
Storia di una finta vergine che ha deciso di fare la puttana, non per necessità, ma per lucro.
Nata in una famiglia di sane e robuste tradizioni, come si conviene a una fanciulla del profondo Sud, è stata subito avviata a regolari studi presso istituti ecclesiastici privati. Sin dalla sua giovane età aveva dimostrato inclinazione per il volontariato e le opere umanitarie in genere. Così, sviluppando le sue conoscenze, anche in campo scientifico-fisiologico, si rendeva conto dell’alto valore d’una parte del suo corpo, peraltro oggetto di quotidiana ammirazione da parte dei nullafacenti del suo paesello. Consapevole di valere di più per le sue tette e per la sua passera che per il suo cervello, ha deciso di fare la troia a tempo pieno, offrendo la sua presunta verginità a qualche gonzo benestante. La sua fortuna è dipesa dall’interesse di una informazione politicizzata e lottizzata, disposta a tutto pur di sviare l’opinione pubblica dai reali problemi del paese. Informazione che si interessa quindi prevalentemente di aspiranti veline, presunte artiste dello spettacolo, prostitute di basso e alto bordo. Ora la nostra protagonista offre pubblicamente la sua verginità (Quale? Forse quella delle orecchie ?) a giusto prezzo, pare un milione e di euro. Ma se sapeva di possedere questo valore nel mezzo delle sue gambe, perché non lo ha ceduto prima? Ma il certificato di verginità dove lo ha comprato? (Forse all’università di Capo Passero? O da quelle parti). Certo è che, la intraprendente business- woman farà schizzare ( e nel vero senso della parola), i prezzi delle mignotte alle stelle, in questo particolare momento dove il sesso viene offerto in grande quantità e a prezzi del tutto convenienti e concorrenziali. La protagonista della nostra storia è solo all’inizio della sua carriera, ma già le colleghe puttane di tutto il mondo la ringraziano per il suo marketing a favore del grande mercato del sesso.
Gian Pietro Bontempi.










2008