La previdenza dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale
Anna lavora dieci con un contratto a progetto. Un buon contratto a progetto: lavora da casa propria con i mezzi messi a disposizione dall’azienda e un orario che decide lei.
Il suo compenso è rappresentato da una percentuale sul lavorato svolto e tutto sommato è un buon stipendio.
Anna resta incinta e continua a lavorare comodamente da casa fino all’ultimo mese di gravidanza poi va in maternità e tre mesi dopo torna a lavoro. Quattro mesi in tutto per i quali è prevista l’indennità di maternità come per le lavoratrici dipendenti.
Con la differenza che se l’azienda è anche soltanto in ritardo con il pagamento dei contributi relativi alla gestione separata dell’Inps, alla lavoratrice non tocca niente.
E non importa se l’azienda ha ottenuto dall’Inps una dilazione di pagamento per il debito accumulato più interessi e sanzioni, fino a quando l’azienda non avràversato fino all’ultimo euro (interessi e sanzioni inclusi), alla lavoratrice non toccherà niente.
Sempre ammesso che nei due anni concessi all’azienda per pagare il suo debito, non decada la domanda per la richiesta di indennità di maternità. Ma su questo stiamo ancora indagando. O almeno lo faremo non appena ci riprendiamo dalla notizia. Tutto insieme non possiamo sopportarlo.
Qualcuno ha segnalato questo fatto alla Carfagna? Sono sicura che la nostra illuminata ministra correrà a risolvere subito la situazione.
Al peggio, dirà qualcosa e ci regalerà un’altra carfagnata.
Ti giuro che mentre lo scrivevo pensavo di dedicare alla Carfagna questo post perchè secondo me oltre alle carfagnate bisognerebbe istituire il Premio Carfagagna per le peggiori ingiustizie al femminile:-)










2009