Sorelle d’Italia

Sarebbe stato meno grave?

Derubati, massacrati di botte e infine lei violentata. Vi direi scegliete voi la località e la nazionalità delle vittime e dei carnefici che tanto non cambia niente ma una differenza, una piccola e forse insignificante differenza tra il caso di Roma e quello di Torre Annunziata c’è.

E’ un dettaglio che forse nella tragedia non meriterebbe neanche di essere menzionato ma poi non posso fare a meno di pensare che sono proprio i dettagli come una precisazione di troppo a dare un significato diverso ad una storia, qualunque sia la storia anche la più atroce e la più cristallina nella sua brutalità .

Così si è venuti a sapere che la turista olandese, a differenza di quella tedesca, è stata violentata di fronte al marito, precisazione enfatizzata che in un contesto nel quale è la brutalità del gesto l’aspetto a cui si vuol dare maggior risalto, immagino volesse esserci fornita come ulteriore aggravante dell’accaduto.

Fortunatamente non so cosa si prova ad essere violentate, posso lontanamente immaginarlo ma la mia immaginazione non può comunque spingersi oltre certi limiti e quello del caso di Roma questo limite lo ha superato abbondantemente.

Tuttavia, nel mio piccolo, nella piccola e insignificante esperienza di ciascuno di noi, sappiamo che nei momenti più terribili della nostra vita abbiamo sperato di avere accanto le persone a cui vogliamo più bene.

Ogni esperienza, fantastica o terribile che sia, acquista un altro sapore se la si può condividere con qualcuno di cui ci fidiamo e a cui vogliamo bene e per questo immagino che anche in una situazione del genere sapere che il nostro compagno è lì, sapere che comunque è vivo e sta bene, possa lenire almeno in minima parte la nostra sofferenza. Forse sbaglio ma ogni giorno scegliamo o desideriamo partorire o morire accanto alle persone che ci sono più care e ogni giorno speriamo di poter essere di conforto e di aiuto, anche solo morale o spirituale, alle persone a cui siamo più legate. E preferiamo la verità, preferiamo la morte piuttosto di una scomparsa, preferiamo la cruda e impietosa realtà piuttosto di un prolungato oblio.

Mi metto nei panni di quella povera donna ma mi metto anche in quelli di quel povero uomo costretto non tanto ad assistere alla violenza sulla moglie ma a condividere con la sua compagna per tutta la vita il dolore di questa terribile esperienza a prescindere dal fatto che lui abbia o non abbia assistito alla violenza. E mi chiedo se avrebbe davvero sofferto meno se mentre violentavano e massacravano sua moglie, lui fosse stato altrove a torturarsi su ciò che stava accadendo.

Ma la mia ovviamente è una considerazione che parte dal presupposto che una violenza sessuale è una violenza terribile e devastante, un oltraggio al fisico ma soprattutto alla dignità di un essere umano e non un oltraggio alla morale come solo fino a pochissimo tempo fa era considerata la violenza sessuale nel nostro paese. Perchè un uomo costretto ad assistere alla violenza sessuale sulla propria donna, non è un bambino e non è un essere più debole della vittima a meno che non si ritenga che sia stata la sua dignità di maschio ad essere oltraggiata.

E allora mi chiedo, è davvero rilevante ai fini della gravità dell’accaduto che il marito sia stato costretto ad assistere?

26 Agosto 2008
23:30, Martedì
Viscontessa
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Blog reactions Commenti :
 
25 commenti

(#) Quello che disse Michela

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 00:18

1

Ai fini della gravità, no.
Ai fini del processo di immedesimazione che serve per sfruttare emotivamente la notizia dello stupro, ne ha moltissima.
Ogni bravuomo padano che non abbia inclinazioni cuckhold deve poter pensare a sè e a sua moglie e dire, mentre gli va il sangue in testa: li ammazzerei.
Così poi qualunque reazione annunciata come “esemplare” sarà accolta con severa soddisfazione. Peccato che l’esemplarità non riguardi quasi mai un italiano, marito, padre o fidanzato che agisce sempre senza che nessuno guardi.

(#) Quello che disse adriano

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 10:12

2

Rovescio la prospettiva:
Immagina che qualcuno torturi il tuo compagno/un tuo congiunto/un tuo figlio, e tu venga costretta ad assistere.
L’intenzione del torturatore o stupratore è quella di generare maggiore sofferenza, di umiliare maggiormente: è sottilmente più grave, sì.

(#) Quello che disse viscontessa

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 10:22

3

Si Adriano, vorrei essere presente, preferirei assistere piuttosto che essere rinchiusa nella stanza accanto sapendo quello che stanno facendo, preferirei non essere costretta a lavorare di fantasia perchè la fantasia è spesso molto peggiore della realtà e si autoalimenta.
E no, la differenza tra torturare e stuprare è enorme: non si stupra per infliggere dolore alla vittima, l’intenzione di chi violenta una donna non è quella di umiliare la vittima (o almeno non in questo caso) ma di divertirsi e dar sfogo ad un proprio istinto a prescindere da ciò la vittima prova.

(#) Quello che disse Giulia

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 10:57

4

In realtà, chi violenta una donna può agire secondo impulsi molto diversi. A volte è un voler soddisfare un istinto, ma altre è solo desiderio di sopraffazione, in cui l’atto sessuale è utilizzato per esprimere un dominio. Nel caso di questi povericristi, mi pare che la violenza commessa davanti al marito sia spia di una volontà di sopraffazione nei confronti di lui, con lei come strumento: la donna come “proprietà” e “territorio” che viene violato.
In ogni caso, chi stupra è comunque una merda che non merita nulla, un subumano il cui recupero è un traguardo lontano.

(#) Quello che disse viscontessa

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 11:09

5

Non so Giulia, forse mi mancano delle notizie e allora il mio discorso non vale niente ma contrariamente da cosa deduci che i due stupratori fossero animati da un sentimento di sopraffazione nei confronti di lui?

(#) Quello che disse giovanna

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 14:43

6

Dominio, sopraffazione, umiliazione. Per lui, per lei, per entrambi. Non me ne frega una ceppa delle esegesi psico-antropologiche: non solo, dolce Giulia, chi stupra è una merda che non merita nulla, ma soprattutto, non merita di avere il cazzo (nel senso che andrebbe castrato, senza se e senza ma).
Giovanna

(#) Quello che disse viscontessa

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 15:02

7

A me invece Giovanna interessa, perchè per contrastare ed eliminare un fenomeno bisogna capire come, da cose e dove nasce.
Altrimenti è come spazzare i calcinacci sotto al tappeto senza mai chiedersi da dove vengono. Fino a quando non ti crolla in testa la casa.

(#) Quello che disse giovanna

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 16:11

8

Vabbè, dopo che - tra 1000 anni - avrò capito come, cosa, dove eccecc., faccio prima ad eliminarlo preventivamente, visto che il fenomeno è filogenetico, comune a tutte le culture di genere maschile in ogni parte del mondo.
E comunque, se ogni volta che in casa si apre una crepa, ed io la stucco, e se ne apre un’altra, vuol dire che le fondamenta non reggono. Quindi, da brava ecologista, butto i calcinacci nella discarica, e la casa la rado al suolo.
p.s. Non mi interessa di capire, mi interessa che pezzi di merda del genere (eufemismo) non possano più nuocere. Su stupro e pedofilia non patteggio.

(#) Quello che disse Viscontessa

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 16:31

9

Qui nessuno patteggia nè con lo stupro nè con la pedofilia semmai si cerca di capire come prevenirle perchè quando ho castrato uno stupratore ho solo messo il famoso stucco nella crepa: ne verranno fuori altri e non servirà a nulla.
E comunque che in alcune culture lo stupro sia più diffuso e in altre meno, è un dato di fatto. Cerchiamo di capire il perchè.

(#) Quello che disse Piero Andretti

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 18:03

10

Per eliminare un fenomeno socialmente distruttivo devi usare la forza.
Puoi usarla subito oppure puoi ragionarci sopra e usarla in un secondo tempo, con la differenza che in quest’ultimo caso “il fenomeno” potrà fare altri danni nel frattempo.
Poi che ci sarebbe tanto da discutere su gente senza futuro, senza nulla da perdere?
Uno che non ha nulla da perdere fa quello che vuole. Al limite si finisce in galera.

In un Paese serio alla seconda condanna scatterebbe l’ergastolo.
In un Paese catto-comunista invece bisogna sempre dare un’altra possibilità. Anche dopo mille errori.

(#) Quello che disse Michela

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 18:35

11

Ribadisco che la frase “mentre il marito guardava inerme” sfiora la programmazione neuro linguistica. Su ogni divano d’Italia ogni marito deve sentirsi quel marito, deve avere dinanzi l’immagine della sua mogliettina tenuta ferma da due energumeni e farsi andare il sangue in testa, così l’ennesima stronzata di Alemanno sembrerà sensata e utile ai fini della prevenzione dello stupro: censire i senzatetto. Che ideona stabilire una inesistente relazione tra l’essere senzatetto e l’essere un potenziale stupratore!
L’ovvio è che per essere un potenziale stupratore basta essere maschio, e se c’è il tetto è tutto addirittura più facile; ma nessuno prende provvedimenti netti in quel senso, perchè all’uomo sul divano non piace sentirsi dire che lo stupratore potenziale è lui. Queste cose le fanno gli altri, sempre.

(#) Quello che disse Viscontessa

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 22:19

12

Si Piero, infatti droga e alcol sono stati stroncati grazie alla forza.

(#) Quello che disse Ilaria

Mercoledì 27 Agosto 2008 alle 23:47

13

L’anno scorso qui a Bologna è stata violentata una ragazza davanti al suo fidanzato, entrambe queste vittime erano minorenni (gli stupratori erano due giovani di nazionalità marocchina). Lo psicologo che seguì le due vittime e testimoniò al processo spiegò che in questi casi l’uomo costretto a vedere la propria compagna violentata subisce, oltre all’ovvio trauma di vedere la persona che ami costretta a subire un orrore simile, anche un senso di impotenza nel non essere stato capace di proteggere la propria compagna. In effetti quante volte le donne si sentono sicure a uscire di notte o ad andare in posti isolati se sono in compagnia del fidanzato? Scoprire che lui non può aiutarci è un trauma in più per entrambi, direi. In più da parte degli aggressori, se hanno un certo tipo di mentalità, è abbastanza evidente la volontà di umiliare l’uomo in questione riducendolo all’impotenza…

(#) Quello che disse vetriolo

Giovedì 28 Agosto 2008 alle 18:09

14

A la Viscontessa. Lei ha ragione mille volte. Castrare sarebbe come curare uncancro sezionandone solo la massa principale. Chieda a Giovanna che farebbe con le metastasi? Poi crastare potrebbe creare problemi piu gravi, per esempio risvegliare, in certi casi, istinti omicida e cosi creare qualche “serial killer”.
A titolo personale mi permetta di complimentarla per la sua intelligenza, il suo cuore e il suo alto senso delle responsabilita sociali.

(#) Quello che disse vetriolo

Giovedì 28 Agosto 2008 alle 18:33

15

A Piero Andretti. Io non aspetteri neanche la seconda condanna, ma non li condanneri all’ ergastolo. Non si condanna un malato di cancro alla prigione. Gli esseri che commettono certi atti sono malati mentali e come tali la societa che ha il diritto di protergersi ha anche il dovere di curali. Percio io l’internerei, a vita, in istituti mentali dove dottori potrebbero studiarli e cercare di trovare una cura che permetta una guarigione permanente. In prigione nulla di positivo accadrebbe, poi un amnistia… In ospedale chissa forse un giorno… La Genetica sta gia facendo miracoli.

(#) Quello che disse viscontessa

Venerdì 29 Agosto 2008 alle 12:31

16

Ma si Vetriolo, hai ragione, consideriamo gli stupratori dei malati mentali, creiamo il mostro, paragoniamoli ad un tumore così la nostra società ne uscirà linda e pulita come il centro delle nostre città presidiate dall’esercito.
Gli stupratori sono dei malati mentali incapaci di dare il giusto valore alle cose o alle persone in una società dove questa distinzione è talmente netta da non consentire alcun fraintendimento.
Da una parte ci sono le persone, tu, io o la brava ragazza della porta accanto che si trasformerà in “cosa” per partecipare ad un concorso di Velina per poi tornare domani ad essere nuovamente persona.
Guarda maschio quante cosce e tette e culi ti facciamo vedere, accendi la televisione, guarda i cartelloni pubblicitari, passa davanti ad un edicola, eccitati e pensa al sesso che così non pensi ad altro e non ci rompi i coglioni, pensa al sesso maschio e compra, ubbidisci, stordisciti, quelle che vedi son tutte cose che puoi guardare ma non puoi toccare perchè se tocchi, aihmè, le cose si trasformano magicamente in persone e se sei un rozzo, un disgraziato, un incivile o semplicemente un maschio arrapato e non lo capisci, peggio per te, peggio per noi.
Ma si dai Vetriolo, gli stupratori non sono il frutto dell’albero che produce tette e culi da accasare con uno scapolo d’oro, non sono il lato B di una moneta con il sorriso di un’aspirante soubrette,sono un cancro, un frutto malato, una degenerazione molecolare che non si capisce da cosa dipenda. Sono un tumore, una malattia come lo sta diventando invecchiare, perdere tonicità della pelle o avere la cellulite. Quello che le donne vogliono “veramente” (come dice una pubblicità che ci ha massacrato tutta l’estate) è un dessert con solo 110 calorie o CambiaPelle solare snellente anticellulite”così divento come lui mi vuole: snella, soda, abbronzatissima”

(#) Quello che disse Michela

Venerdì 29 Agosto 2008 alle 12:39

17

E’ da cose come questa sopra che si capisce perchè se non fosse già sposata me la sposerei io. Se non fossi già praticamente sposata anche io, ovviamente.

(#) Quello che disse viscontessa

Venerdì 29 Agosto 2008 alle 12:53

18

Michi, si potrebbe optare per una convivenza? ti sarei fedele e devota ugualmente. E’ che il matrimonio mi mette un filo d’ansia. Non so perchè:-)))

(#) Quello che disse Piero Andretti

Venerdì 29 Agosto 2008 alle 14:12

19

La legge può fare molto per combattere i fenomeni distruttivi, nessuna legge però può combattere l’autolesionismo.
Autolesionismo che in questo caso prende il nome di “sindrome della crocerossina”.
Per le crocerossine, che uno voglia stuprare per il gusto di stuprare è inconcepibile.
Per loro l’istinto non esiste e ogni atto deve avere una base razionale a cui domandare “perché lo hai fatto?”.
“Perché lo hai fatto?” rivolto allo stupratore mi fa venire in mente il giornalista che alla vittima chiede “che cosa prova?”.

(#) Quello che disse viscontessa

Venerdì 29 Agosto 2008 alle 14:25

20

Piero Andretti, la curiosità mi uccide, chi sarebbe la “crocerossina”?

(#) Quello che disse Piero Andretti

Venerdì 29 Agosto 2008 alle 14:54

21

Mah chissà…
E’ un punto interrogativo da lasciare in aria, nel mistero.

(#) Quello che disse viscontessa

Venerdì 29 Agosto 2008 alle 14:57

22

Che qualche crocerossina ci assista!

(#) Quello che disse vetriolo

Venerdì 29 Agosto 2008 alle 16:21

23

Piero, io non mi riferivo ad una crocerossina ma un infermiere robusto con due braccia e pugni di ferro,con una mente aperta abbastanza per essere compassionato e nello stesso tempo che non si intenerisca e perda di vista con chi ha che fare. La prigione non e costruttiva. Non aiuta. Questi maladi, che avranno un comportamento esemplare,in prigione, con l’aiuto di un avvocato e un’amnistia nel giro di pochi anni saranno di nuovo liberi di circolare per le strade e dare sfogo ai loro bestiali istinti che non possono e di conseguenza non vogliono controllare. Nel caso dell’istituto mentale usciranno solo dopo guariggione completa o per andare ad un funerale: il loro.

(#) Quello che disse Giovanna

Domenica 31 Agosto 2008 alle 20:22

24

Il “patteggio” è da leggere come nessuna tolleranza, nessun confronto, nessuna esegetica antropologica. Lo stupro è STUPRO e basta, ti toglie la vita, ti spezza il futuro, ti annienta corpo e spirito.
Invece, a chi stupra tolgo solo il cazzo. Mi sembra più che equo.
Chi me l’avesse detto che, da “babbiona”, sarei stata d’accordo col parere di un uomo (Piero) + che con quello di tante sorelle…..
Giovanna

(#) Quello che disse elofoolish

Martedì 2 Settembre 2008 alle 12:44

25

“Paul e Wilma Van Munster sono usciti dall’ospedale San Camillo. I due olandesi aggrediti e violentati una settimana fa a Ponte Galeria sono stati dimessi questa mattina.”

beh che dire per il sito http://roma.repubblica.it/ anche lui e’ stato violentato…

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