Sorelle d'Italia

Quattro donne e un sabato

 

E’ stato un sabato tranquillo, normale, placido: da rientro degli italiani al termine delle ferie, da agosto ancora pigro. In un normale, tranquillo sabato italiano ad Arezzo cercavano un fidanzato sospettato numero uno di aver strangolato la fidanzata, 24 anni, probabilmente colpevole solo di essere molto bella e di attirare gli sguardi altrui.

A Roma, sulla via Portuense, due pastori romeni violentavano una turista olandese di 52 anni che con il marito, la tenda e le biciclette giravano l’Europa. Poco lontano di lì si celebravano i funerali di Nelly Gerardi, morta nella notte tra mercoledì e giovedì per uno scontro mortale con un’auto di ragazzi strafatti di cocaina.

Lo so che può capitare a chiunque, uomo o donna, di finire sotto un’auto che esce di strada e invade la corsia opposta. Ma ricordo anche di aver letto e scritto di molti casi di morti causate da ubriachi o drogati al volante e non mi viene in mente un solo caso in cui a guidare in stato di ebbrezza o sotto l’effetto degli stupefacenti vi fosse una donna. 

Non è stato un sabato difficile per le donne, dunque. No, sarebbe stato davvero un giorno come tanti se Josefa Idem non avesse vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi regalando una speranza alle mamme italiane e a me la risposta a una mia domanda di alcuni giorni fa. Appena scesa dalla canoa dopo una gara esaltante, Josefa ha trovato il figlio primogenito che è corso da lei per abbracciarla e, subito dopo, a chiunque glielo chiedesse raccontava con orgoglio infinito le gesta di questa donna che per il mondo è una delle più straordinarie campionesse esistite. E per lui è sua mamma: quanto di più potente possa avere un figlio.

24 agosto 2008
00:55, domenica
flavia amabile
Filed under : Cronaca, Gender, Identità, Interni, Mamma mia!, Politica, Società
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Commenti : 9
 
9 commenti

(#) Quello che disse Quattro donne e un sabato : blogs edvdbox

domenica 24 agosto 2008 alle 01:40

1

[...] Original post by flavia amabile [...]

(#) Quello che disse Klem

lunedì 25 agosto 2008 alle 09:23

2

«La loro è stata una grave imprudenza» dice Alemanno in riferimento al comportamento della turista violentata alla periferia di Roma…e questa frase, che scarica la responsabilità del tragico fatto interamente sulla vittima, mi ricorda tanto quel “aveva la minigonna e faceva la civetta, un pò se l’è cercata”.

(#) Quello che disse Piero Andretti

lunedì 25 agosto 2008 alle 10:36

(#) Quello che disse Lykan

martedì 26 agosto 2008 alle 02:35

4

Vorrei associarmi a quanto detto da Klem:la frase del sindaco Alemanno e’ decisamente infelice e come tipo di ragionamento si puo’ veramente accostare a quello della minigonna che incita alla violenza,un sillogismo decisamente inaccettabile.Uno stato serio e degno di questo nome deve garantire ai cittadini stranieri di poter fare campeggio e alle donne che lo desiderino di portare la minigonna senza essere molestate e violentate ovviamente,non suggerire posti sicuri dove campeggiare o dire alle donne di portare esclusivamente pantaloni e gonne tirolesi.Il problema e’ che la ricetta per fare questo e’ una sola:un giro di vite in tutti i sensi senza ovviamente discriminare nessuno e ogni qualvolta si tenta di andare in questa direzione si grida allo stato fascista e reazionario da una ben nota parte politica.
Per giro di vite si intende ad esempio che uno che stupra una donna dopo averla malmenata e picchiata,qualunque sia la sua nazionalita’,dovrebbe a mio avviso stare in prigione almeno dieci anni effettivi.Nella realta’ invece grazie all’indulgenza della magistratura giudicante e grazie ad indulti e sconti di pena costui si fa in realta’ un paio d’anni di carcere,la qual cosa mi sembra uno scandalo cui il consiglio superiore della magistratura dovrebbe tentare di rimediare.Per giro di vite si intende che dobbiamo accettare di buon grado la presenza di piu’ militari e forze dell’ordine nelle citta’,la cui presenza non puo’ certo risolvere il problema delinquenza ma di certo puo’ contribuire a diminuirlo la qual cosa sarebbe gia’ un buon risultato.Non dobbiamo poi pensare di essere sotto un regime dittatoriale solo perche’ dei militari pattugliano le citta’.Per giro di vite si intende che il flusso di stranieri che vengono ogni giorno in Italia,molti dei quali sia chiaro sono indispensabili a certi settori dell’economia italiana e quelli vanno accolti con tutta l’ospitalita’ possibile,va regolamentato e controllato perche’ la situazione ci sta portando verso un collasso:i cpt sono tutti strapieni e la percentuale di clandestini in giro per il territorio italiano e’ in costante aumento e questo non contribuisce certo ad abbassare il tasso di criminalita’.In tutte le altre grandi democrazie europee che hanno affrontato il problema immigrazione molto prima di noi,parlo di Francia,Germania,Inghilterra,ci si attiene a questi criteri:massima ospitalita’ per chi arriva lavora e rispetta le leggi del paese ospitante,massima severita’ verso chi delinque con carcerazioni ed espulsioni e fenomeno clandestini ridotto ai minimi termini.In Germania ad esempio esiste da anni una numerosissima comunita’ turca che,nonostante le differenze culturali,si e’ integrata benissimo nel tessuto sociale tedesco e contribuisce ad un maggior benessere per la nazione ospitante e per le famiglie degli emigranti.Tutto questo perche’ in Germania le leggi vengono fatte rispettare e viene fatto entrare nel territorio solo chi entra per lavorare,i delinquenti vengono incarcerati od espulsi e nessuno si lamenta per l’eccessiva severita’ dello stato.Ricordate che la sicurezza non e’ un problema di destra:anzi molto spesso quando in uno stato non c’e’ sicurezza come in Italia oggi,a farne le spese sono i cittadini appartenenti agli strati sociali piu’ umili e deboli a farne le spese,quelli che la sinistra dovrebbe difendere.Spero che la batosta elettorale faccia meditare quei dirigenti onesti e consapevoli della sinistra italiana,in modo che contribuiscano a risolvere certi problemi invece di gridare al governo fascista.

(#) Quello che disse Anna Buba

martedì 26 agosto 2008 alle 12:58

5

Sull’argomento “donne ubriache al volante” che investono e uccidono non mi sbilancerei visto che casi purtroppo ce ne sono stati!
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/ubriaca-genova/ubriaca-genova/ubriaca-genova.html
http://news.kataweb.it/item/365128

saluti

(#) Quello che disse depensato

martedì 26 agosto 2008 alle 15:11

6

riguardo all’episodio di Roma: non so con che intenzione alemanno abbia detto quelle frasi ma, senza voler scaricare la colpa sulle vittime, mi pare francamente nnegabile che i due hanno tenuto un comportamento a rischio. In qualsiasi parte del mondo è (purtroppo) necessario valutare rischi e pericoli di luoghi, situazioni e comportamenti. il male esiste, ed è saggezza e buon senso tenerne conto. questa considerazione, ovviamente, non diminuisce di una virgola la responsabilità degli autori delle violenze.

(#) Quello che disse flavia amabile

martedì 26 agosto 2008 alle 16:40

7

Anna Buba, le cifre sono piuttosto chiare:
nel 2007 dai controlli della polizia; “uomini controllati e risultati positivi 11,86% donne controllate e risultate positive 4,03%”

E poi, indagine Aci 2008 ”L’uomo ha tassi di incidentalità molto sostenuti (il 70% degli incidenti gravi in ambito urbano vede un uomo al volante)”. La differenza si fa ancora più ampia se ci riferiamo all’incidentalità a 2 ruote in ambito urbano: ”83% di maschi contro il 17% delle femmine.”

(#) Quello che disse Anna Buba

giovedì 28 agosto 2008 alle 12:28

8

Non volevo certo negare che a provocare incidenti(e essere alcolisti)e anche a delinquere siano di più gli uomini, e anche di molto, ma mi sono permessa, dato che purtroppo amo la precisione, solo di fare un piccolo appunto in merito al fatto che per una giornalista affermare
“non mi viene in mente un solo caso in cui a guidare in stato di ebbrezza o sotto l’effetto degli stupefacenti vi fosse una donna”
era uno sbilanciamento eccessivamente di parte.
Questo con tutta la simpatia e stima di una lettrice

(#) Quello che disse flavia amabile

giovedì 28 agosto 2008 alle 13:56

9

Anna, con grande simpatia anche da parte mia, ma anche con amore per la precisione riporto la mia frase: ”Ma ricordo anche di aver letto e scritto di molti casi di morti causate da ubriachi o drogati al volante e non mi viene in mente un solo caso in cui a guidare in stato di ebbrezza’ etc…

Non ho scritto ‘non esiste’ o ‘non si è mai verificato’ o ‘non è possibile’, o altre frasi simili. C’è un elemento soggettivo nella mia affermazione: parlo di me, della mia memoria. Poi, certo, ci sono stati episodi in cui a guidare in stato di ebbrezza o sotto l’effetto degli stupefacenti vi fosse una donna, non lo nego, ma – e qui intervengono i dati e fiori di studi a spiegarne i motivi – sono una decisa minoranza.

E quindi ci si può anche sbilanciare un po’, non ti pare?

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