Sorelle d’Italia

Arrendiamoci alla Svizzera!

Sono in visita a un ospedale di Locarno perché mi hanno commissionato un lavoro.
Giovanna, la responsabile che mi accompagna per i reparti, mi mostra il reparto che da noi viene chiamato “consultorio”.
Danno preservativi gratis, i giovani possono presentarsi per avere informazioni, fanno corsi di educazione sessuale  nelle scuole.
E’ anche il reparto dove si fanno le interruzioni di gravidanza.
“Ah” dico io “e voi non l’avete il problema dei medici obiettori di coscienza?”
Mi guarda stranita:
“In che senso?”
“Parlo di quei medici che si rifiutano di fare le interruzioni di gravidanza per motivi di credo religioso. In Italia l’aborto è legale ma spesso non è praticato dai medici. In alcuni ospedali è impossibile abortire. Non ci sono medici disposti a farlo.”
“Io penso che se un medico la pensa così dovrebbe cambiare mestiere. No, qui da noi non esiste proprio.”

Io voglio passare la frontiera a palmi alzati ed arrendermi alla Svizzera.

22 Agosto 2008
14:54, Venerdì
Valentina Maran
Filed under : Cultura, Esteri, Etica, Mamma mia!, Religione, Salute, Società
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21 commenti

(#) Quello che disse Raffaello Volpe

Venerdì 22 Agosto 2008 alle 15:33

1

Poveri bimbi Italiani mai nati.

Ma che importa, tanto loro la parola non la conosceranno mai. Ah!, dimenticavo: a volte si può fare obiezione di coscienza non per motivi di religione. Si può anche amare la vita, lo sapevate vero? È per questo che fate finta di non saperlo? Beh!, allora vi dico che più tragica della storia delle donne (quella che presupponete appartenga solo a Voi) c’è quella dell’infanzia.
Chi è studioso lo sa. Chi non studia non abbia solo obiezioni di coscienza da denunciare…

(#) Quello che disse Mario

Venerdì 22 Agosto 2008 alle 16:24

2

Io credo che un’interruzione di gravidanza possa essere anche un grande gesto di amore per la vita e, soprattutto, per il “bambino” non nato… E proprio perchè ci son troppe storie tragiche di poveri bambini nati e mai amati.

(#) Quello che disse Bimartina

Venerdì 22 Agosto 2008 alle 17:16

3

Frena tesoro: nella civilissima Confederazione Elvetica le donne hanno diritto a tre pidocchiosi mesi di maternità e sono pagate una miseria rispetto ai colleghi uomini. Lavoro in Svizzera e ti assicuro che ci sono tanti aspetti invidiabili quanti deprecabili nella gestione dei diritti delle donne o dei lavoratori in genere. Essere laici fino all’osso è un vantaggio istituzionale notevole, ma cerchiamo sempre di considerare le cose nel loro insieme. E gli Svizzeri ci odiano e biasimano già abbastanza, non sbaviamo ad ogni cosa che fanno meglio di noi!

(#) Quello che disse Bellaile

Venerdì 22 Agosto 2008 alle 18:44

4

Io sono per la libera scelta, ma rimane il fatto che abortire deliberatamente è comunque contro natura, è un gesto insensato e disumano di cui spesso le donne si portano il segno per tutta la vita.

(#) Quello che disse Raffaello Volpe

Sabato 23 Agosto 2008 alle 02:10

5

A Mario vorrei dire che se anche vi fosse stato un solo essere umano ucciso grazie a un aborto, il tema del “grande gesto di amore per la vita” in tal caso non può eticamente trovare mai giustificazione. Vorrei chiedergli cosa sia l’amore per Lui, ma ciò non è possibile perché per amore sono stati commesse efferatezze spaventose. A Bimartina un grazie. In effetti preferisco l’Italia…A Bellaile che sono d’accordo con lei sulla disumanità. Eppure si sa così poco. George Devereux ha scritto “A study of Abortion in Primitive Societes” nel 1955 (New York) un testo terribile ma anche la prova che l’aborto è ancora oggi oggetto di tabuizzazione. Sulla sofferenza delle donne non posso dire niente perché sono un uomo, ma posso essere vicino alla sofferenza. Quello che mi ferisce come maschio ma anche come persona è il fatto che in caso di aborto si parli solo delle donne, quasi mai del feto (o del bambino…?), qualche volta dei medici obiettori di coscienza ma mai del padre. Dove sono i padri, Bellaile? Non è anche questa violenza nella violenza, eliminare il padre in una decisione così importante? Io non posso giudicare la decisione di abortire come fatto individuale perché ne comprendo il dramma. Ma non accetto questa deresponsabilizzazione dei maschi. Come vedi la “colpa” di una scelta del genere viene scaricata sulle spalle delle donne…ancora una volta.

(#) Quello che disse Lykan

Sabato 23 Agosto 2008 alle 03:11

6

Non vorrei entrare nel merito della discussione se l’interruzione
volontaria di gravidanza sia giusta o sbagliata,discorso molto lungo
e complesso,che implica considerazioni di carattere etico,scientifi-
co,religioso e sociale.Le considerazioni di Raffaello Volpe mi sem-
brano del tutto sensate.Insensata e’ invece la considerazione della
responsabile dell’ospedale di Locarno,secondo la quale un medico per
essere tale,deve per forza praticare degli aborti.Un medico e’ un
uomo o una donna come tutti gli altri,ha diritto a fare le sue scelte etico,morali,religiose,professionali come qualunque altra persona,non e’ una persona di serie b.Se per ipotesi il medico in questione fosse cattolico e lo si obbligasse a fare aborti,il pove
retto si vedrebbe obbligato a compiere quello che per il suo credo
religioso e’ un peccato gravissimo,probabilmente il piu’ grave in
assoluto,cioe’ porre fine a quella che,anche se in nuce,e’ una forma di vita.Essere cattolici e’ancora consentito dalla nostra
costituzione e lo stato italiano ha tuttora in vigore un concorda
to con la chiesa cattolica.E’vero che secondo molti essere cattolici e’ ormai passato di moda,che molti vorrebbero sostituire
gli insegnamenti del Vangelo con quelli del Capitale di Marx,tuttavia bisogna rispettare le scelte altrui in ogni caso e dunque se e’ giusto che la donna decida di abortire e’ anche giusto che tali interventi siano praticati da medici le cui convinzioni etico religiose non contrastino con tale intervento,ammesso che noi ovviamente consideriamo la liberta’
individuale un valore ancora fondamentale.Voglio rammentare che molti di quei medici che si rifiutano di praticare aborti sono
donne e come tali molto sensibili a questo tipo di problematica.
Quanto al fatto che la Svizzera sia all’avanguardia rispetto al-
l’Italia mi viene da sorridere:se c’e’ un paese conservatore,tradizionalista,reazionario e per molti versi razzista,questa e’ proprio la Svizzera,lo si capisce anche leggendo i post di chi vi abita.

(#) Quello che disse granellodisabbia

Sabato 23 Agosto 2008 alle 13:11

7

Nel Paese delle utopie vivono uomini e donne responsabili della loro capacità riproduttiva,sempre perfettamente controllati in ogni loro atto e capaci di accettare le conseguenze di ogni atto.Nel Paese delle utopie le persone non si mettono alla guida alticci od impasticcati.Sempre nel Paese delle utopie nessun maschio pensa che una minigonna sia l’autorizzazione ad un approccio.Ma visto che non siamo nel Paese delle utopie ma in quello degli uomini e donne normali è così difficile pensare che ci possono essere persone che fanno delle scelte che non ci piacciono?Non mi stancherò mai di dirlo ma l’articolo 3 del Codice di Deontologia medica parla di doveri del medico(tutela della vita,della salute fisica e psichica dell’uomo nel rispetto della libertà e dignità).Nel momento in cui si toglierà la parola “volontaria” nell’interruzione di gravidanza allora verrà meno la libertà di scelta di chi quella gravidanza porta.Siamo pronti ad accettarne le conseguenze?Educare ad evitare una gravidanza indesiderata è il vero progresso,ma nel frattempo?

(#) Quello che disse comasca ariosa

Sabato 23 Agosto 2008 alle 13:59

8

con gli anni ho imparato, meglio sto cercando di imparare, a non usare il “noi” a sproposito.
il “no, qui da noi non esiste proprio” si riferisce nello specifico a quell’ospedale, o a ” da noi in Svizzera”?
penso che valga per la Svizzera quanto vale per l’Italia, ovvero situazioni territorialmente differenziate con conseguente differenziazione di applicazione delle norme.
Ecco, mi piacerebbe conoscere la legge svizzera sull’interruzione di gravidanza e poi fare un confronto con quella italiana , nell’attesa di avere un quadro normativo di riferimento omogeneo almeno in Europa.
Se mi permetti, gentile Lykan,sei sicura che la Svizzera sia proprio come lo descrivi tu: “conservatore,tradizionalista,reazionario e per molti versi razzista,questa e’ proprio la Svizzera,lo si capisce anche leggendo i post di chi vi abita.”?
Di certo so che Ginevra è stata culla dell’illuminismo e che la Svizzera ha ospitato il dissenso molto più dell’Italia

(#) Quello che disse Giulia

Sabato 23 Agosto 2008 alle 20:50

9

Rispondo a Lykan.
Se in un ospedale ci sono degli obiettori di coscienza, coloro che non lo sono vengono irrimediabilmente svantaggiati. Non hanno possibilità di far carriera e, spesso, sono costretti a fare sempre la stessa cosa: praticare aborti.
Se tu fai il medico devi accettare ogni tuo compito e stare zitto. E\’ come se un benzinaio si rifiutasse di vendere benzina perchè ambientalista. Anzi, perchè non dare il permesso anche a loro di fare gli obiettori? \”tu fai benzina per andare all\’ospedale ad abortire? allora io non ti servo, perchè sono un benzinaio obiettore!\”.
Ma dove siamo? Nel \’700?

(#) Quello che disse Raffaello Volpe

Sabato 23 Agosto 2008 alle 23:31

10

Giulia, evviva la libertà.

Nel frattempo rispondi a questa domanda. Tu parli di benzinai come di medici, così comprendo che per te non fa differnza. Perché per te tutto è uguale, identico. Sono contento che comunque tu sia diversa da me. Il quesito è questo, e per un attimo poni da parte la tua rabbia e ragiona. Perché io, che ritengo l’aborto un omicidio legalizzato (ma penso anche che sia giusto che la decisione debba essere presa da entrambi i genitori e non solo dalla madre) devo essere complice? Mi spiego meglio: io pago le tasse, il ché significa che se lo Stato paga per fare abortire chi lo richieda utilizza anche i miei soldi…allora io ritengo giusto che chi ha bisogno o vuole “semplicemente” abortire paghi di tasca propria, liberando chi non è d’accordo da questa complicità. Non foss’altro per coerenza etica. O anche quest’ultyima deve essere uguale per tutti, Giulia? Piuttosto, della carriera di un medico costretto a praticare aborti non mi sembra proprio un’ingiustizia terribile di fronte alla vita che viene interrotta. Ippocrate e un certo suo giuramento, sai, quello che devono fare i medici prima di incominciare la carriera, considerano la salvaguardia del malato e del più debole come la cosa più importante di tutto. Dopo tanti anni di studio ho capito che non v’è differenza fra i sacrifici di infanti nell’antichità (sapessi che orrori, Giulia…) e gli aborti odierni. In entrambi i casi le vittime non potevano neanche piangere. Forse è l’assenza del pianto che fa parlare le persone come te. Perdonami per la schiettezza.

(#) Quello che disse Lykan

Domenica 24 Agosto 2008 alle 03:51

11

Rispondo alla gentile Giulia,
la legge 194 del 22 maggio 1978 approvata dal parlamento prevede specificatamente la possibilita’ per il personale obiettore di coscienza di non prendere parte ad interventi di interruzione di gravidanza,a meno che nel caso specifico ovviamente ci sia pericolo di vita per la madre,nel qual caso sono tutti obbligati ad intervenire.Dopo aver passato il vaglio del parlamento la legge fu
sottoposta ad un referendum popolare indetto dai radicali che volevano modificare in senso piu’ampio la norma,obbligando in pratica tutti i medici a praticare gli aborti:ebbene il referendum
radicale fu bocciato nel maggio del 1981 con l’88 per cento di voti contrari alla modifica della norma.Dunque da un punto di vista legale e costituzionale la legge 194 ha subito ben due passaggi di fronte alla volonta’ popolare,la sua approvazione dal parlamento che e’ direttamente eletto dal popolo e il referendum
abrogativo che e’ un vero e proprio strumento di controllo popolare sulle leggi:il popolo italiano ha stabilito a stragrande maggioranza che la legge va bene cosi.Dunque obbligare un medico a compiere un aborto sarebbe allo stato attuale illegale e siccome in democrazia prevale il volere dei piu,bisogna rispettare,anche da parte di coloro che non condividono,il volere della maggioranza.Dove c’e’ coercizione c’e’ sempre fascismo strisciante.Secondo punto molto importante:come ricordava Volpe sopra,i medici prima di iniziare l’attivita’prestano il famoso giuramento di Ippocrate in cui nella stesura originale si giura
proprio di non utilizzare farmaci e pratiche atte all’aborto ed e’ espresso tale concetto in maniera molto chiara e che non si presta a dubbi o interpretazioni di sorta.Terzo punto non si puo’ obbligare un cattolico a compiere un peccato che la sua religione considera gravissimo,sarebbe un ignobile atto di coercizione degno dei peggiori regimi hitleriani e stalinisti,ne provocherebbe nell’anima una ferita insanabile per tutta la vita.Quarto punto esiste anche una morale individuale quale potrebbe essere quella di un laico che pero’ e’ contrario all’aborto e ve ne sono molti.
Dunque obbligare un medico cattolico a praticare l’aborto sarebbe prima di tutto illegale,secondo lo si farebbe contravvenire al solenne giuramento da lui fatto ad inizio carriera,gli si farebbe infine commettere un peccato gravissimo per la sua religione.Francamente mi sembra veramente eccessivo,qualunque argomentazione si adduca.Una certa parte della sinistra purtroppo non accetta che per alcuni il modello di vita sia il Vangelo:il progresso voluto da queste sinistre non puo’ consistere nell’obbligare gli altri a fare cio’ che non vogliono o nel modificare una legge che il parlamento italiano prima e il popolo italiano poi hanno detto che va bene cosi’.Un’ultima osservazione infine:negli ospedali italiani il metodo per far carriera e’ uguale a quello di qualunque altra azienda italiana,cioe’ schierarsi dalla parte giusta al momento giusto. Un saluto deferente alla brava Giulia

(#) Quello che disse Lykan

Domenica 24 Agosto 2008 alle 05:34

12

Rispondo a comasca ariosa,
l’Illuminismo nacque in Inghilterra,in cui si sviluppo’la corrente filosofica dell’empirismo,ma soprattutto in Francia,dove si sviluppo’invece la corrente filosofica razionalista,il cui principale esponente e’ il francese Descartes,Cartesio per noi,che teorizzava la supremazia della ragione,il lume appunto,da cui prende il nome il movimento illuminista.Dire dunque che Ginevra e’ la culla dell’illuminismo e’ fortemente inesatto.
Per sapere che la SVIZZERA Oggi e’ un paese reazionario e xenofobo ,basta leggere ogni giorno le dichiarazioni dei leader del partito elvetico che corrisponde alla nostra lega,che gode di un consenso popolare molto vasto e di un grande bacino di voti in Svizzera:dopo aver sentito cosa dicono loro,i nostri Borghezio e Calderoli possono essere considerati dei comunisti.
Infine ti ricordo che la Svizzera piu’ che ospitare il dissenso ha sempre ospitato i capitali dei dissenzienti,infatti nei caveau delle banche elvetiche trovi capitali nazisti,di biechi tiranni,di loschi dittatori,di mafiosi di gangster in nome del vecchio detto latino pecunia non olet,cioe’ il denaro non puzza qualunque sia la sua provenienza.L’Italia,che e’ la culla del diritto romano e della cultura umanistica,pur con i suoi numerosi difetti,non ha nulla da invidiare alla Confederazione elvetica,nemmeno in tema di leggi e cultura abortiste.Un saluto.

(#) Quello che disse Giulia

Domenica 24 Agosto 2008 alle 11:35

13

Una certa parte della sinistra purtroppo non accetta che per alcuni il modello di vita sia il Vangelo

A me personalmente, come persona di sinistra, me ne frega assai se ti basi sul Vangelo, sulla Bibbia, sul libro di Mormon o su Topolino. Se ostruisci un pubblico servizio per motivi religiosi, levati di torno. Vai a fare altro. Se la tua religione (vera o presunta: continuiamo a fare finta che tutti i medici obiettori siano cattolici osservanti, e non opportunisti che cercano di ingraziarsi i dirigenti) ostacola l’applicazione di una legge VOLUTA DAL POPOLO ITALIANO (appunto), VAI A FARE ALTRO.

Non so se mi sono spiegata abbastanza chiaramente.

Ho finito di avere pazienza con questi finti cattolici, finti religiosi che poi praticano gli aborti a pagamento di nascosto, in ambulatorio, alla faccia dell’obiezione.
E si vergogni anche chi li difende.
Se un principio religioso (vero o presunto) ti impedisce di fare il tuo lavoro, e le persone ne risentono in modo grave, fai un altro lavoro.

Per quanto mi riguarda, è la fine del discorso.

(#) Quello che disse Giulia

Domenica 24 Agosto 2008 alle 11:39

14

Perché io, che ritengo l’aborto un omicidio legalizzato (ma penso anche che sia giusto che la decisione debba essere presa da entrambi i genitori e non solo dalla madre) devo essere complice?

E quindi l’aborto spontaneo è un omicidio preterintenzionale?
La tua opinione è frutto di convinzioni personali. La legge dice un’altra cosa: e cioè che fino al terzo mese, quello che sta dentro la pancia di una donna è potenzialmente una persona o meno, a seconda di quello che decide la donna. Perché non sarebbe in grado di sopravvivere fuori dalla sua pancia.
Altro non vi è.
Diventi persona autonoma quando sei in grado di vivere fuori da quella pancia. Prima di allora, legalmente, non sei una persona.
Prima di allora, chi porta in pancia l’embrione ha il diritto di decidere se mandare avanti la gravidanza o meno. E’ così in tutti i paesi civili, ed è giusto che sia così anche in Italia. Senza che arrivino i fanatici religiosi ad usurpare gli uteri altrui.

(#) Quello che disse MadameBovary

Domenica 24 Agosto 2008 alle 12:18

15

Allora perché non vietare i trapianti di organi tra appartenenti a credo religiosi differenti, come ha recentemente stabilito il Sindacato dei Medici egiziano, pilotato dalla confraternita dei Fratelli musulmani? O perché non recrutare ematologi tra i Testimoni di Geova? Sono davvero stanca..

(#) Quello che disse Raffaello Volpe

Domenica 24 Agosto 2008 alle 12:44

16

Che ingenuo, Giulia.

Ma fino a un certo punto, perché sapevo benissimo cosa avresti risposto. Dalle tue parole non traspare solo senso della libertà ma anche un ispirazione democratica da lasciare stupefatti. Ma ora sono stanco anche io. E’ tutto così virtuale questo luogo di scambi epistolari…così potente e impotente allo stesso tempo, Giulia. Addio al vostro Dio.

(#) Quello che disse Lykan

Domenica 24 Agosto 2008 alle 16:04

17

Io sono un medico e ringrazio il cielo che il popolo italiano abbia saggiamente eletto un parlamento che ha fatto una legge come la 194 che mi consente di non prendere parte a quelli che in gergo ospedaliero vengono chiamati “plotoni d’esecuzione”cioe’ le equipe che praticano l’aborto.
Ringrazio anche il popolo italiano di aver spazzato via senza pieta’ dal parlamento quella sinistra massimalista che ha portato la cultura del relativismo assoluto,per cui tutto ci e’ concesso,nessun valore rimane sacro,nemmeno quello della vita umana.E secondo questa per fortuna esigua minoranza di vetero stalinisti i cattolici dovrebbero non solo adeguarsi ai dettami loro imposti,ma pure stare in silenzio e non protestare di fronte a questo pattume di societa’ alternativa che ci viene proposta.
Il marxismo e i suoi derivati sono sconfitti e superati in tutto il mondo,sono in pochissimi a non averlo ancora capito

(#) Quello che disse Maria Sung

Lunedì 25 Agosto 2008 alle 01:24

18

Certo, come no. L’alternativa ad una società laica cos’è, Lycan? La religione di stato?

(#) Quello che disse Lykan

Lunedì 25 Agosto 2008 alle 03:09

19

Maria Sung,
il problema in questione non e’ se lo stato debba essere laico o confessionale,questo e’ del tutto secondario.Il punto cruciale e’ che qualunque sia la forma di governo,qualunque sia il tipo di stato,qualunque sia o non sia la religione di stato,non si puo’
coergizzare una persona a commettere quello che per lei e per le sue convinzioni ,non solo religiose ma anche morali,e’ un crimine.Non si puo’ asserire,come qualcuno ha fatto sopra,che un medico e’ tale solo se pratica l’aborto,altrimenti che cambi mestiere,accettando questo sillogismo si arriverebbe alla conclusione che il 95 per cento e passa dei medici mondiali non sono medici.In tutte le democrazie civili e progredite i medici hanno la possibilita’ di scelta in questo ambito,non vedo perche’ in Italia dovrebbe essere diverso.E se del resto la maggior parte di costoro si rifiuta di aderire a tale pratica,non si puo’ nemmeno pensare che la categoria sia composta tutta da stupidi,da reazionari,da bacchettoni e da maschilisti.Nessuno puo’ entrare nella coscienza di un singolo e dirgli cio’ che e’ giusto o ingiusto fare,ne’ lo stato,ne’ i partiti,ne’ gli amici,ne’ i familiari.La 194 e’ una buona legge,perche’ consente alle donne che se la sentono di abortire e ai medici che non se la sentono di non partcipare all’interruzione volontaria di gravidanza,rispettando la scelta di entrambe le coscienze che e’ la cosa fondamentale.Non sempre i compromessi,come vedi,generano pasticci,ma sono a volte la soluzione piu’ civile e democratica.

(#) Quello che disse Raffaello Volpe

Lunedì 25 Agosto 2008 alle 12:19

20

Lykan,

fa piacere sapere che esistano persone come te che hanno orrore del comunismo. Il problema tuttavia non si risolve facilmente, nel senso, come avrai già constatato più volte e anche adesso, che il comunismo non è solo un partito che perde elle elezioni (e meno male che ha perso alle ultime…), ma un atteggiamento comportamentale profondo che, per caratteristiche intrinseche e principalmente legate a una tendenza ad assolutizzare la realtà (nonché a semplificarla in forme di pensiero oppositivo…come i primitivi, per intenderci), varia da una patologia di nevrosi e psicosi alla sua forma più grave che è la psicopatia. Naturalmente gli psicopatici sono i capi, cioè coloro che, al contrario degli psicotici, riconoscono perfettamente i valori culturali nei quali i soggetti “normali” credono ma che al contrario loro utilizzano per scopi personali e anche con sadismo: loro sono “concreti” e convinti del fatto che gli altri siano “stupidi”, proprio a causa di quei valori in cui gli stessi soggetti normali credono. Se fai mente locale e osservi con attenzione i nostri governanti ti renderai conto immediatamente che non ce n’è uno che si salvi, chi più chi meno, perché tutti pensano solo a se stessi e ai propri interessi, “psicopaticamente” parlando. La situazione sarebbe suscettibile di ulteriori approfondimenti ma ti citerò, di Georges Devereux, “Saggi di etnopsichiatria generale”, per eventuali approfondimenti. Dunque, la capacità (sic )di assolutizzare la realtà è la caratteristica dei detentori del potere e dei loro sottoposti mentali da sempre nella storia dell’umanità. Inutile aggiungere che quando la patologia giunge al suo apice si caratterizza e evidenzia con la perdita del principio di realtà. Le guerre servono a questo, come scrisse George Orwell, al riappropriarsi dell’uomo della capacità di capire la realtà…fosse più o meno sempre vero.
La brutta notizia che volevo darti invece è questa: date le premesse logiche, come hai già intuito, il comunismo, in quanto a “patologia mentale” è molto più esteso di quello che si crede. Anzi, a ben guardare anche il partito democratico ha solo l’apparenza del nome ma la sostanza di nascondere, come un covo di tarantole pericolosissime, i sopravvissuti dei comunisti ufficiali. Veltroni è solo un paravento per nascondere la verità, a parte i suoi atteggiamenti da profeta salvatore…suscettibili di ulteriori analisi. I comunisti, proprio perché sanno che la gente, e gli Italiani in particolare, si sono resi conto della loro pericolosità, hanno cominciato a muoversi di nascosto. L’unione europea è questo: l’apparenza democratica che cela la massima espressione dell’ideologia comunista. Come sai, nell’unione europea chi comanda non è il parlamento di Bruxelles ma la commissione europea, composta di sole venti persone …su 500 milioni di “sudditi” inconsapevoli. La stessa analogia con il nome dell’”unione sovietica”, l’utilizzo di un’unica moneta (che corrisponde a un ‘economia irreale), la stessa burocrazia folle ma comunque tesa ad annientare l’individuo, la stessa ambiguità psicopatica, insomma, le stesse caratteristiche di cui sopra e che si possono riassumere nella caduta del principio di realtà caratterizzano l’unione europea. Ecco perché i comunisti nostrani tanto si preoccupano di mettere nelle mani dell’unione europea la nostra bellissima Italia, e non solo loro purtroppo. Ancora una volta il comunismo è un atteggiamento e non una semplice “bandiera”: perché Fini, ai miei occhi, è comunista quanto Napolitano. Basta osservarlo quando parla dell’unione europea…In sintesi: è proprio la delicata pratica dell’aborto a essere al centro delle attenzioni dei comunisti, perché attraverso di essa, oltre i problemi etici di cui ti ho detto (se lo stato paga io divento automaticamente complice…), si riesce a ridurre i nuovi nati Italiani…in proposito riporto la dichiarazione che Palmiro Togliatti, Segretario del Partito Comunista italiano per moltissimi anni, ha fatto durante il 16° Congresso del Partito bolscevico russo. Nessun esule ha un tale disprezzo per la propria Patria da rinunciarvi con così profonda soddisfazione. Essere orgoglioso di diventare cittadino sovietico, poi, dopo la strage di milioni di contadini, dopo la persecuzione e l’uccisione di poveri fedeli della Chiesa, colpevoli soltanto di essere quello che erano da secoli nella società russa, fa di Togliatti un uomo del quale siamo noi, Italiani, a vergognarci. Per non parlare di quello che è successo nella ritirata dal Don, con gli infiltrati italiani filosovietici, che hanno spedito migliaia di soldati italiani dell’esercito(di Alfio Caruso, leggi “Tutti i vivi all’assalto”…) italiani in fuga sotto i cararmati sovietici travestendosi da ufficiali italiani…. L’odio dei comunisti italiani verso se stessi e la propria Patria è significativo e emblematico di una volontà di annullamento suicida. La pratica abortiva liberalizzata così com’è è funzionale in questo senso, anche se non nella maniera che i comunisti avrebbero preferito. Ecco perché i medici obiettori di coscienza sono così invisi ai loro occhi. Si impedisce loro di ottenere lo scopo implicitamente prefissato. A vantaggio di chi? Ma degli immigrati naturalmente, notoriamente più prolifici di noi Italiani. Basta dare un’occhiata ai dati statistici demografici per capire che già ora siamo quasi a un punto di non ritorno. Ecco perché l’unione europea difende gli immigrati nel nome non dichiarato dell’internazionale comunista (vedi “Comintern”…). L’importante è cancellare le Nazioni e con esse anche i Popoli. In perfetto stile staliniano. Se ti capita di dare uno sguardo al sito dell’antropologa Ida Magli di “Italianliberi.it” ti renderai conto di quanto veramente sta succedendo e di come la caldera sotto il Vesuvio, da Pozzuoli a tutta la piana Campania, in confronto sia niente. Ma questo potrebbe essere argomento da approfondire in altra sede. E vedrai che strali dopo questa mia ultima e-mail…perché sarebbe divertente prevedrli se non fosse in realtà tragico.

Grazie sin d’ora della tua disponibilità.

(#) Quello che disse Raffaello Volpe

Lunedì 25 Agosto 2008 alle 12:29

21

Scusate, dimenticavo la frase di Palmiro Togliatti del XVI congresso bolscevico sovietico che qui di seguito riporto: “E’ per me motivo di particolare orgoglio avere rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolino e nulla più.”
Se questo è amore per l’Italia, a prescindere dai governi politici. Infatti i governanti Italiani hanno sistematicamente tradito il loro Popolo. Questo è un dato di fatto incontrovertibile.

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