Sorelle d’Italia

Finché morte non vi separi.

Ieri in piena notte ha acceso la luce e ha cominciato ad insultarla.
Lei adesso dorme nella camera coniugale col bambino che ha sei anni e capisce tutto. Pure gli improperi.
Lei lascia correre.
Tanto la casa verrà pronta tra 15 giorni.
I più lunghi della sua vita.
L’ha accontentato fino all’ultimo, anche su quella cosa del consultorio.
Ha preso appuntamento lui e non si ricordava neanche con chi.
Il prete che li ha accolti dopo una breve discussione ha dato ragione a lei su tutto: sul fatto che si sia sentita dare della “solita minestra riscaldata” anche quando si faceva trovare splendidamente in ghingheri solo per lui. Le ha dato ragione per gli anni passati a tirare quel cordone ombelicale di lui che non si staccava dalle scale del piano di sopra.
Ragione del secondo figlio non voluto sempre da lui.
Delle vacanze da sola col bambino perché lui non ha voglia di venire.
Ragione di tutto dopo che se n’era già andata una volta e poi tornata.
E lui, l’unica cosa che ha da dire è che non ha colpe. Che il torto è di lei.Che è tornata dalle vacanze cambiata.

Lui lavora. Lui porta a casa i soldi. Lui non ha fatto niente di sbagliato. Lui.
Undici anni così. Con uno che non parla. E se lo fa non dice niente di carino.
Undici anni a mentire e a fare promesse mai mantenute. La prima di tutte: portarla via da lì, da quella casa di altra gente che sopporta a malapena che tu faccia entrare le amiche dalla porta.
Mancano 15 giorni e il posto nuovo è pronto.
Anche il piccolo è contento d’andarci.

Siamo pronti anche noi a portarle i materassi, le sedie, la tv. Qualunque cosa occorra.
15 giorni.
E lui la insulta da mattina a sera, ora.
L’assilla con telefonate non appena mette il piede fuori casa per sapere dov’è e con chi.
La minaccia. Di guardarsi le spalle. Di stare attenta quando dorme.
Quando era via sola non le ha neanche fatto una telefonata per sapere come stava il piccolo.
Adesso che lei ha deciso, non la lascia stare un attimo.

15 giorni.
Eppure ho il terrore che quell’uomo ombra, quell’ameba che negli anni nulla ha fatto per renderla felice, ora possa farle del male.

15 giorni.
Ieri sera le ho mandato un messaggio e non mi ha risposto.
Scherzando ho detto “stai a vedere che sta facendo a pezzi mia sorella e la sta mettendo in una valigia!”
Ci siamo guardati. E ci siamo fatti seri.

E’ così labile il confine tra ridicolo e tragico.

Allora l’ho chiamata e per fortuna ha risposto.

Lo so. Probabilmente sono stupida e mi sto preoccupando troppo.
Ma alla fine undici anni fa in chiesa hanno promesso “finché morte non ci separi”.
E non è specificato di che morte si tratti.

5 Agosto 2008
17:52, Martedì
Valentina Maran
Filed under : Cultura, Etica, Personale, Società
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Blog reactions Commenti :
 
15 commenti

(#) Quello che disse valentina ceppetelli

Martedì 5 Agosto 2008 alle 18:41

1

ODDIO!! mucha suerte e molto coraggio servono… e se é tua sorella non ti stai preoccupando troppo. É che certi uomini neanche il rispetto minimo sindacale dei diritti umani meritano, solo a mazzate andrebbero presi (e sucsate se sono politically S-correct!!). Che poi, pure certe donne. Solo che un maschio ti ammazza davvero, di solito.

(#) Quello che disse Giulia

Martedì 5 Agosto 2008 alle 23:12

2

Minchia, che angoscia.
I quindici giorni più lunghi di una vita.

(#) Quello che disse viscontessa

Mercoledì 6 Agosto 2008 alle 00:01

3

Fortunatamente la maggior parte degli uomini sono molto più vigliacchi di quanto temiamo. Nei fatti, quelli che mantengono (nel bene ma soprattutto nel male),le promesse fatte, sono solo in minima parte.

(#) Quello che disse Jane (Bhuidhe)

Mercoledì 6 Agosto 2008 alle 10:23

4

Che questi 15 giorni passino in fretta. Deve assolutamente andarsene, doveva farlo già tempo fa ma le donne sono forti e testarde e fanno di tutto perché la cosa “funzioni”.
E’ ovvio che lui non ha colpe. Si sente perfetto e candido. Lavora. Che altro deve fare?
Lei ricomincerà a vivere, i bambini staranno molto meglio.
E’ giusto.
Crescerà i suoi bambini diversamente.

(#) Quello che disse granellodisabbia

Mercoledì 6 Agosto 2008 alle 10:33

5

…via…subito…

(#) Quello che disse volpeuva

Mercoledì 6 Agosto 2008 alle 13:41

6

Concordo: via subito!
Non c’è un altro posto dove passarli per questi 15 giorni?

(#) Quello che disse beatrice

Mercoledì 6 Agosto 2008 alle 13:49

7

Non mi piace per niente. Lavoro in un Centro Antiviolenza, tua sorella ha dei figli con quest’uomo, questo gli permetterà di continuare a tormentarla. Non voglio essere allarmista, ma il momento della separazione è a rischio, è importante non sottovalutare le minacce e le intimidazioni. Forse fare un’analisi della violenza con dei colloqui presso un Centro Antiviolenza potrebbe darle più consapevolezza e strumenti. E a fare un piano di sicurezza per il futuro. Gli uomini violenti non scompaiono in silenzio e, cosa ancora più importante, non cambiano. Come dici tu, lui ritiene d’aver fatto ciò che gli spettava, e d’essere nel giusto. Così come ritiene di poter entrare nella sua stanza di notte per tormentarla, e di avere il diritto di spaventarla con quelle minacce, oltre che d’essere padrone di non curarsi del fatto che a vedere e sentire ci sia un bambino. Dieci a uno pensa che siano gli altri a pomparla, dieci a uno che odia il prete, te, gli amici di lei e tutti i familiari e conoscenti che gli fanno notare che certe cose non ha il diritto di farle, invece. Comunque, fammi sapere se vui informazioni sui Centri più vicini a voi, se non ci vuole andare lei forse è bene se ci andate voi, per capire come sostenerla meglio, e proteggerla se è il caso. Baci, Beatrice

(#) Quello che disse valentina maran

Mercoledì 6 Agosto 2008 alle 16:54

8

15 giorni lunghissimi, sì, per tutti noi.
Grazie a tutte e grazie anche a Beatrice: se serve ti contatterò subito.

(#) Quello che disse Clelia

Mercoledì 6 Agosto 2008 alle 20:03

9

E’ proprio vero il confine tra il ridicolo e tragico è sottile, 15 giorni passeranno se solo si comparano con gli 11 passati all’inferno. Se ci sarà purgatorio il paradiso poi è assicurato… infondo se lo è meritato anche perchè penso tua sorella non abbia avuto nessun indulto!

Clelia

(#) Quello che disse Jane (Bhuidhe)

Giovedì 7 Agosto 2008 alle 11:49

10

Mi piaciono (per dire!) le parole forti e chiare di Beatrice. Una della Caarfagnate più grosse è stata tagliare i fondi a questi centri così fondamentale. Beatrice, fai un lavoro importantissimo.
L’arroganza dell’ometto che si sente un dio trattato male è terrificante, è un blocco di cemento armato, una psicosi.
conosco dentro il male e il veleno di queste situazioni.
Un abbraccio forte.

(#) Quello che disse adelia

Venerdì 8 Agosto 2008 alle 17:45

11

Scrivo e cancello.. E’ così difficile esprimere i propri sentimenti.. so cosa vuol dire rimenere con il fiato sospeso in attesa di insulti impossibili da arginare, con la paura di dormire.. con la vergogna che si prova..; sì la cosa assurda è che proprio noi ci vergognamo
e nello stesso tempo ..quanto è difficile staccarsi, l’uomo che hai vicino con gli altri è il massimo della correttezza, del rispetto.. cosa fa si che solo con me abbia questo bisogno di supremazia, di violenza, di farmi sentire una nullità.
Nel mio caso gli anni sono 23, di un rapporto totale, casa e lavoro tutto assieme, sempre assieme 24 ore al giorno. Nella mia ingenuità ho sempre creduto alle sue parole, al fatto che venivo prima di tutto, che sempre dico sempre avrei potuto contare su di lui; ed io ne ero convinta ancge perchè ero il pilastro della ditta, e nonostante varie discussioni negli anni non mi sono mai garantita niente.
Ed ora ecconi qui, anni 52, senza soldi, senza lavoro, ma sopratutto con la grande difficoltà di ricostrure una nuova identità. Ci sente sempre in dubbio, ma io dove ho sbagliato?
Scrivo questo e una parte di me (ex sessantotto) si rivolta, come posso anche lontanamente giustificare..

(#) Quello che disse sara

Venerdì 8 Agosto 2008 alle 18:48

12

concordo, via prima possibile

(#) Quello che disse giovanna

Martedì 19 Agosto 2008 alle 15:09

13

Credo che la scadenza dei 15 gg. sia per domani, e spero con tutto il cuore che vada tutto ancora bene per tua sorella. Rimpiango i bei tempi in cui ci si organizzava tra donne per sfondare il culo a mariti/compagni/uomini di tal fatta, anche solo rendendogli l’automobile un catorcio da rottamare (come primo messaggio). Sì, via subito, ma non basta. Maschi così debbono essere messi in condizione di non nuocere, tranne che a loro stessi. Se una avesse culo, lui si suiciderebbe perchè non riesce a reggere l’abbandono: troppo bello x essere vero.
Un abbraccio grosso a tua sorella e tuo nipote, e anche a te.
Facci sapere
Giovanna

(#) Quello che disse valentina maran

Martedì 19 Agosto 2008 alle 15:33

14

3 giorni.
Avrà le chiavi il 22. Ultima settimana. Lui ha minacciato di alzare le mani.
Ha gettato e spaccato di tutto in casa.
Mi sembra un tempo infinito.
Speriamo bene. Vi tengo aggiornate.
Vale

(#) Quello che disse Celeste

Domenica 24 Agosto 2008 alle 14:48

15

In bocca al lupo, per tutto.
Ciao
Celeste

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