Come sarebbe il mondo, se comandassi tu?
Il Daily Mail fa un sacco ridere. Alla luce dell’ennesimo studio che prova l’esistenza dell’acqua calda (gli uomini pensano al sesso, le donne dedicano più energia alle emozioni e al processo decisionale: infatti in Italia non funziona niente e abbiamo il Parlamento pieno di gnocca), hanno messo insieme una galleria di immagini che mostra come sarebbe il mondo se comandassero le donne.
Oh, guarda un po’ che cosa originale: negozi di scarpe! Solo Sex and the City in televisione! Cartine stradali che segnano i toponimi come "Strada dove abita la nonna", "Grande stradone spaventoso" e "Casina carina"! Cellulari con trousse incorporata! E tutto, tutto, tutto rosa! Ah, che mondo fico.
Non so voi, ma a me personalmente un mondo così farebbe cagare molle. Mi fa più cagare l’idea che si pensi che io, in quanto donna, possa desiderare un mondo semplificato per venire incontro alle mie ridotte capacità mentali, ma sono quasi trentasei anni che sono in giro, e altrettanti che mi sento trattare come una deficiente per il semplice fatto di avere un utero. Quanto al rosa, solo in Italia si usa questo colore per identificare qualsiasi evento, movimento o situazione che abbia a che vedere con le donne: "Quote rosa" in Parlamento (opportunamente sostituite dalle "Quote Velina"), "Valanga rosa" per le sciatrici, e via di stucchevolezze.
Come sarebbe veramente il mondo, se comandaste voi?
Avendo di recente pronunciato la frase "No, non mi compro niente, ho già tutti i vestiti che mi servono", si può capire che a me di avere negozi di scarpe a ogni angolo non me ne può fregare di meno. Sì, mi piacciono, sì, le compro, ma non più di quanto farebbe un uomo che ami essere presentabile. Sex and the City non l’ho mai visto per intero: se ci fosse solo quello in televisione, lancerei il televisore dalla finestra senza problemi. E sì, grazie, so maneggiare un martello e un cacciavite, anche meglio della mia controparte maschile in casa. Ah, dimenticavo: io col cellulare telefono. Per cui, nessuno di questi triti stereotipi mi fa ridere per identificazione, semplicemente perché non mi riguarda.
Probabilmente, il mondo se comandassi io me medesima sarebbe parecchio diverso, ma sicuramente non rosa.
Evidentemente se mi trovassi di fronte una copia del suddetto giornale la utilizzerei per appiccare il fuoco a chi ha scritto queste stronzate. Credevo che questi stereotipi fossero meno presenti oltralpe. Peccato!
Non so dire come sarebbe il mondo se lo comandassi io ma ti so dire per certo che molte pubblicità che fanno leva su quella che con gran dolore definisco stupidità e menefreghismo di,purtroppo,molte donne scomparirebbero.Già è fastidioso pensare che ci siano in circolazione persone che non arrivano a capire che seguendo certi target ci diamo la zappa sui piedi,ma diventa atroce sospettare che ne ha ancora da passare di acqua sotto il ponte dell’emancipazione vera di donne che credono di essere emancipate.
Giulia,
Non capisco perché dare alcun peso a quell’articolo, per tre ragioni:
1. Il Daily Mail non è un giornale vero, e non si può considerare come tale. Se davvero vuoi scriverci un pezzo sopra leggilo per un mese o più e osserva come vengono trattate le donne nella cronaca e negli editoriali. Per inciso, a pagina 5 troverai la storia di un serial killer che è diventato così perché (suggerisce il taglio e tono dell’articolo) figlio di madre lavoratrice. A pagina 40, nel diabolico supplemento Femail una selezione di scarpe e borsette dalle ultime collezioni, con prezzi a partire da 250 Euro. Ovviamente riservate a donne brave e virtuose che non trascurerebbero mai i figli per un lavoro.
Questo è il Daily Mail e su questo varrebbe la pena scrivere un articolo.
2. Queste immagini sono l’ennesima versione di una mail che gira da almeno quattro o cinque anni, e che ho ricevuto almeno una decina di volte. Una delle immagini raffigurava una concessionaria di automobili con le macchine suddivise per colore invece che per modello. Non faceva ridere allora e non fa ridere neanche adesso, ma a me è sempre stata spedita da donne (che la trovavano esilarante) e mai da uomini.
3. Sono arrivata al punto di pensare che gli stereotipi devono svolgere una qualche funzione sulla psiche collettiva, perché sembrano troppo difficili da estirpare. La gggente gli viene male alla testa se cerca di pensare.
Poi ci sarebbe l’ossessione britannica per il rosa, ma è troppo deprimente e ne parliamo un’altra volta. Ma anche no.
Giunta per caso da queste parti, mi “intrometto” e quoto. Quasi tutto. Dall’avversione per il rosa (non tanto come colore in sé, poverino!, quanto per tutto ciò che di socialmente negativo rappresenta) i pregiudizi infondati contro cui non tutti combattono. Non a sufficienza.
Come sarebbe veramente il “mio” mondo? Meno TV,molti più libri, meno “look” e più rapporti interpersonali.Meno cose, più persone. Più logica, meno religione e superstizione. Legalità ed equità, giustizia per quanto umanamente ed in buona fede possibile. E cose così.
(gli uomini pensano al sesso, le donne dedicano più energia alle emozioni e al processo decisionale: infatti in Italia non funziona niente e abbiamo il Parlamento pieno di gnocca),
condivido appieno questa frase aggiungendo però che questo appartiene non all’uomo ma al maschio italico maschilista
Ovvero finchè lo stereotipo denigra l’uomo non c’è nulla da obiettare anzi è pure dato per scontato che sia vero ma se riguarda la donna è senz’appello falso e vi infuriate? Probabilmente è un giornale frivolo e nazionalpopolare che propina banalizzazioni su ogni argomento







2012