Sorelle d'Italia

Occhio a dove vi sedete

Dalle pagine del Corriere della Sera di ieri Piero Ostellino, in un articolo in difesa del diritto di chiunque di raccontare telefonicamente ad un amico le proprie performances sessuali senza essere intercettato, conclude così il suo articolo

“ogni ragazza sa bene di “essere seduta sulla propria fortuna”. E di poterne disporre come crede. A certi moralisti preferisco una ragazza che dice biblicamente “Ciò che do, mi sarà sempre restituito”.

Tralasciamo pure il piccolo trascurabile particolare su ciò che siamo costretti tutti quanti, come cittadini italiani, a restituire alla eventuale ragazza in oggetto, ma mi chiedo, in qualità di donna, è ancora lecito nutrire una pur labile speranza che un giorno, magari lontano, in questo paese della gnocca le donne potranno sedersi senza temere di averlo fatto sulla propria “fortuna”?

 

13 luglio 2008
23:52, domenica
Viscontessa
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  • nessuno.
Commenti : 18
 
18 commenti

(#) Quello che disse rosa

lunedì 14 luglio 2008 alle 10:58

1

Mi stupisce come l’italia ancra tratti le donne. E’ assurdo e vergognoso che lo facciano ancora considerandoci solo per il nostro lato b.

Ma si puo generalizzare in questo modo?
Possibile che si pensa che tutte la danno via x interesse?

1000 anni passati e nn sentirli..
in qualità di donna mi sento offesa.io credo infatti che siamo un paese vergognosamente maschilista xke si ignora l’intelligenza femminile e si pensa che una donna per fare successo la deve dare,come se fossimo subordinate all’uomo.nel 2008!!!

Ed è anche per colpa di alcune donne che non si fanno rispettare…

(#) Quello che disse Maria Sung

lunedì 14 luglio 2008 alle 11:00

2

Ma secondo voi stiamo arretrando a un’epoca di re e e favorite, oppure il nostro progresso è stato solo apparente?
E il bello è che il danno non è solo in campo politico/lavorativo, ma anche in quello sessuale. Il diritto di fare sesso per piacere, e non come strumento per ottenere qualcosa, tocca difendere pure quello.

(#) Quello che disse JayDB

lunedì 14 luglio 2008 alle 15:48

3

Questo era veramente scritto sul principale quotidiano nazionale?! (sigh)

(#) Quello che disse Michela

martedì 15 luglio 2008 alle 15:59

4

e io che pensavo che la mia fortuna fosse l’ironia…

(#) Quello che disse Rosa

martedì 15 luglio 2008 alle 16:00

5

Maria Sung hai ragione..la nsotra emancipazione è stata soltanto apparente..il bello che le donne stesse anzichè ribellarsi fanno il gioco degli uomini favorendo questo.

Gia infatti, in pratica siamo oggetti che dobbiamo darla x favore e nn piacere..ma questi ometti hann ocpaito che abbiamo cervello (e forse più di loro che ragionano così)?

(#) Quello che disse Anna H.

martedì 15 luglio 2008 alle 18:10

6

Non credo sia vero che la nostra emancipazione sia apparente, di strada ne e’ stata fatta, anche se le conquiste vanno difese con le unghie e con i denti. Non riesco neppure a prendermela troppo con le donne che non si fanno rispettare e la danno via per favori lavorativi. A livello personale e’ una strategia vincente, anche se le ripercussioni a livello sociale sono paurose. Secondo me tantissimo fa il sistema in cui si vive, l’idea che il corpo femminile sia da consumare, la pubblicita’, i film, le cose che (non) ti insegnano a scuola, il modo di educare figli e figlie. Cambiamo quello e cambieranno i comportamenti. Forse in 1000 anni.

(#) Quello che disse Marco Bastianello

martedì 15 luglio 2008 alle 19:00

7

Perchè invece da questo modo di ragionare che ritratto esce dell’ uomo? Un uomo banale e triste, obbligato ad essere danaroso perchè così da lui ci si aspetta, influente nella società ma solo nella misura in cui condiziona il prossimo con una rete di do-ut-des, non certo in cui arricchisce il mondo, temuto molto, stimato poco e perciò insicuro al punto da guadagnarsi una donna con altro,tutto al giorno al lavoro, famiglia insipida e di facciata, sesso per sfogo e come conseguenza di un baratto con vantaggi materiali…
Devo continuare? Da questo atteggiamento è danneggiata e molto anche l’immagine maschile

(#) Quello che disse Anna H.

martedì 15 luglio 2008 alle 19:14

8

Marco: nessuno ne esce bene, infatti e’ la societa’ nel suo complesso a dover essere riformata. Pero’ francamente questi uomini banali e tristi non mi fanno nessuna pena: hanno potere e lo usano male.

(#) Quello che disse viscontessa

martedì 15 luglio 2008 alle 19:19

9

Diciamo che molti passi sono stati fatti ma che molti più di quanto avremmo immaginato qualche anno fa, dobbiamo ancora farne. Colpa nostra ma non in quanto donne ma in quanto membri di una società che di passi indietro ne ha fatti e ne sta facendo tanti in tanti campi.
La cosa a mio avviso più grave però è che diamo tuttora per scontato che la sub cultura della Velina sia un fenomeno molto diffuso e popolare ma dal quale almeno certi ambienti dovrebbero essere esenti, invece poi leggi certe cose e capisci che bisogna ricominciare da capo.
Siamo in piena cultura vintage.

Marco avresti ragione se la donna godesse della stessa considerazione degli uomini. Forse per te è così e trovi quindi avvilente che per conquistare un tuo pari tu debba “comprarlo” ma prova a pensare che la donna sia come un cane, un fedele amico dell’uomo di cui magari prendersi cura ma dal quale non aspettarsi mai un rapporto da pari.

(#) Quello che disse Marco Bastianello

martedì 15 luglio 2008 alle 20:51

10

Non ho mai detto che questa idea di uomo mi faccia pena. Mi fa pena o meglio rabbia che venga diffusa presso parte delle donne che poi si aspetteranno da noi questo atteggiamento. Viss, la mercificazione che sta dietro a questo modo di pensare è erga omnes, non conosce nemmeno distinzioni di sesso, anche se qui parte come affermazione “virile” sulla donna-trofeo nulla vieta con questa logica che ad esser comprato sia, ad esempio, il consenso o l’adorazione di un uomo-sottoposto visto come oggetto, o di una città intera tramite le sue attività principali (= cultura della fabbrichétta nella sua incarnazione peggiore)
PS Io trovo avvilente l’idea che una donna chiaramente intenzionata a “farsi comprare” in qualunque maniera implicita (eccettuata la prostituzione,quella se volontaria ha almeno la virtù di essere onesta in quanto esplicita: entrambi sanno le regole della cosa, entrambi le accettano) mi consideri in quanto
erogatore di soldi e favori non vedendo altro di me in quella che tuttavia, per quanto malata, dovrebbe essere una relazione tra esseri umani (cosa che la prostituzione chiaramente non è)
PPS In effetti non ho mai capito come sopportino gli animalisti di dover comprare un animale da compagnia…

(#) Quello che disse Sandro kensan

mercoledì 16 luglio 2008 alle 14:34

11

Sono io stupido oppure questo qui del corriere della sera ha detto con parole forbite che le donne sono tutte puttane?

Quando dice: «ogni ragazza sa bene di “essere seduta sulla propria fortuna””» per me dice questo. Sottolineo che non dice qualche donna ma dice tutte le donne ovvero “ogni ragazza”.

Qui non è questione di cultura velinica trasmessa dalla TV ma di come era la propria madre che gli ha trasmesso i suoi valori. Il bello che al corriere non hanno stoppato il giornalista per cui il livello dei giornalisti di tal quotidiano deve essere allineato con quello di questo tal Ostellino.

I miei due centesimi.

(#) Quello che disse Marco Bastianello

mercoledì 16 luglio 2008 alle 17:33

12

Dice “ogni ragazza”, dunque fa di piùdiscrimina: un sedere giovane è sfruttabile finchè è tale, non così un sedere vecchio

(#) Quello che disse viscontessa

mercoledì 16 luglio 2008 alle 19:37

13

La propria madre? ma perchè Ostellino era orfano di padre o la trasmissione dei valori alla prole è prerogativa e compito femminile?
Ecco, i pregiudizi, per quanto nutriti con le migliori intenzioni, sono sempre tali e sono colpevoli di alimentare proprio quel genere di mentalità di cui parlavo.

(#) Quello che disse Sandro kensan

mercoledì 16 luglio 2008 alle 21:08

14

Vero Viscontessa, il giornalista ha sicuramente preso dal padre e dalla madre, infatti hanno presumibilmente deciso insieme di metterlo al mondo e di fargli vedere come si vive.

(#) Quello che disse Valentina

mercoledì 16 luglio 2008 alle 22:27

15

Valentina Cavalli è morta suicida a 29 anni (http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200807articoli/7586girata.asp), dopo che da 6 anni soffriva di depressione: da quando – 6 anni – fa era stata stuprata a Milano da due baldordi. Nonostante le sue denunce e il suo coraggio gli stronzi non hanno fatto neanche un giorno di galera: erano incensurati e le pene per lo stupro non superavano i due anni, quindi sono rimasti fuori. La vita di Valentina è stata distrutta e nessuno pagherà per questo, a meno che qualche magistrato (magistrata ?) riesca in qualche modo che non so immaginare a far riaprire il processo, dimostrando che se le conseguenze di uno stupro sono un suicidio (ma c’è bisogno di arrivare a tanto ?) allora forse due anni di pena non bastano, si tratta di un omicidio e come tale va punito. Noi donne non abbiamo una legge che punisce chi ci distrugge e non c’è speranza se neanche voi che siete tanto attente a tutti i torti che ci riguardano non ne fate neanche un cenno. Possibile che la notizia vi sia sfuggita ?

(#) Quello che disse viscontessa

giovedì 17 luglio 2008 alle 00:39

16

Valentina l’argomento è già stato affrontato tante volte, in fondo questo non è un blog che si occupa di cronaca.

(#) Quello che disse roberto

sabato 19 luglio 2008 alle 00:20

17

carfagna ed eluana non sono cronaca ? però ve ne occupate. e anche di carfagna vi siete occupate più volte, ma continuate a parlarne fino alla nausea (di chi legge). Forse il suicidio di Valentina non si presta a storpiature ideologiche, non è destra né di sinistra, è per questo che non le dedicate neanche una parola. A voi la sorte della donna interessa solo per dare addosso alla chiesa, mica per altro. e allora cuccatevi la carfagna che ve la meritate, così almeno avete la scusa per agitarvi un po’

(#) Quello che disse Giulia

sabato 19 luglio 2008 alle 10:46

18

Valentina, sì, a me era sfuggita. Per questo magari servono i commenti, o le e-mail delle autrici: questo è un blog che si occupa ANCHE di cronaca, ma è appunto un blog. Non è un lavoro a tempo pieno, e sì, le notizie possono sfuggirci, non arrivarci, possiamo non vederle. Per cui bloccherei subito la bizzarra acrimonia di roberto: il suicidio di Valentina non è né di destra né di sinistra, ma il fatto che non ne abbiamo parlato non significa che lo si neghi perché è impossibile politicizzarlo. Qui facciamo del nostro meglio per fornire un commento a quello che vediamo e sentiamo, ma non siamo una redazione organizzata che si smazza le notizie. Abbiamo parlato di stupro più volte, in molti modi.

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