Lettera alla ministra Carfagna
Giorni fa è stato pubblicato un articolo di Natalia Aspesi sulla violenza contro le donne dal titolo: "Quando il nemico è in casa". La Ministra delle pari opportunità Mara Carfagna ha deciso così di scrivere una lettera al direttore del quotidiano nella quale esprime disaccordo sulle conclusioni della Aspesi, vanta i meriti della famiglia, quasi da’ la colpa alle donne perchè subiscono violenze e perchè non reagiscono ad esse ed elenca, senza tenere conto del disegno di legge contro la violenza di genere licenziato dal consiglio dei ministri del precedente governo, gli impegni che il ministero vorrebbe assumersi. Leggete pure se volete farvi un’idea del "Carfagna pensiero" in materia di violenza alle donne.
La lettera al Direttore della Carfagna mi ha sollecitato a scriverle una risposta che condivido con voi. Buona lettura.
Egregia Ministra Carfagna,
ho letto con attenzione la Sua “lettera al direttore” di Repubblica nella quale descriveva le Sue considerazioni sulla questione della violenza alle donne.
Di queste considerazioni non condivido quasi nulla. Il contenuto della lettera mi ha invece indotto a scriverLe per introdurLa ad una differente lettura dei dati statistici sulle violenze contro le donne che certamente Le sono noti.
Una lettura che di sicuro trova d’accordo le 150 mila donne, femministe e lesbiche che hanno partecipato al corteo contro la violenza maschile dello scorso 24 novembre e che comprende una visione di quell’impegno culturale che lei stessa auspica – “per ridare serenità alle donne italiane” – non tendente verso una direzione familista.
La causa delle violenze degli uomini non risiede nella presunta fragilità delle donne e di sicuro non va ricercata nel minore interesse a realizzare “la famiglia, quale cellula primaria della società italiana”.
Noi sappiamo che la famiglia è effettivamente il luogo all’interno del quale si realizzano le più atroci violenze. Le basta sfogliare le pagine di cronaca di qualunque giornale per rendersi conto di quanto, per le donne, sia invivibile quel meraviglioso “strumento di coesione”.
Sembra invece più credibile quanto Lei afferma circa il fatto che la famiglia, in quanto “ammortizzatore sociale” necessiterebbe di tutela. E’ infatti noto che il welfare italiano chiede alla famiglia di supplire alle carenze di uno Stato che non provvede alla risoluzione della precarietà di tante persone non in grado di vivere, emanciparsi dal bisogno ed essere autosufficienti.
Il fatto che la famiglia sia eletta ufficialmente al ruolo di "ammortizzatore sociale" ci rende molto chiaro quale sia il ruolo che viene attribuito alle donne in un contesto che richiede surrogati di servizi, figure palliative obbligate ad assolvere ai ruoli di cura che altrimenti nessuno svolgerebbe.
Sappiamo che le scelte economiche del nostro paese in relazione al "lavoro" hanno come immediata conseguenza quella di riportare a casa le donne obbligandole ad una dipendenza che di sicuro non le aiuta a sottrarsi da situazioni di violenza. Invece crediamo che la famiglia, qualunque essa sia e da chiunque sia composta, debba essere una “scelta” e non un obbligo. Di sicuro non riteniamo che la famiglia sia “un luogo di realizzazione” perchè le donne sono soggetti complessi che non possono essere indotti a ritenere di dover puntare tutte le loro chance e i loro desideri su di essa.
Lei non può negare che la famiglia sia il luogo per eccellenza in cui le donne subiscono violenze. Non perché vi sia una trasformazione dettata da una distorsione, quanto piuttosto per il fatto che ad essere distorta è la stessa cultura della quale Lei si fa portatrice.
Promuovere una politica familista all’interno della quale è ammesso un unico modello di sessualità è il modo migliore per legittimare una mentalità di per se’ veicolo di violenza. La famiglia della quale Lei parla, a parte poche eccezioni, è proprio il luogo in cui la violenza, la prevaricazione, l’abuso, la molestia, sono la regola.
E’ poi estremamente pericoloso che Lei assegni alle separazioni, ai divorzi e all’affidamento dei figli la causa delle tensioni che determinano gravissime tragedie all’interno dei nuclei familiari.
Mi sembra pericoloso perché non vi leggo ne’ un accenno di scientificità che solo una analisi sociologica potrebbe assumere ne’ la responsabilità che dovrebbe trasparire dalle parole di una persona che ricopre il Suo ruolo.
Una simile considerazione sembra voler attribuire una sorta di giustificazione alle violenze come fossero causate da stress troppo forte rispetto al quale Lei si propone di intervenire per alleviarlo.
Lei evidentemente non sa che la violenza maschile ha una origine precisa che si manifesta in ogni situazione e se è vero che l’umore degli uomini violenti si appesantisce in presenza di fattori di stress è anche vero che questi non derivano di sicuro soltanto dalle separazioni e dagli affidi dei figli.
Ha Lei forse intenzione di semplificare la vita di queste persone in ogni aspetto? Lei immagina davvero sia più utile la via del compatimento invece che la responsabilizzazione degli uomini? Ma non bisognerebbe semmai, per modificare la cultura della violenza, insegnare ad accettare, da adulti, le separazioni e i divorzi?
Spiace deluderLa dicendo che un Suo intervento diretto a risolvere il problema della violenza contro le donne non dovrebbe ne’ “coccolare” gli uomini ne’ attribuire colpe a scelte di vita che sono assolutamente personali.
Gli uomini non picchiano perché fremono dal desiderio di vedersi affidato il figlio dopo una separazione. Le basterà chiedere i dati a qualunque tribunale dei minori per sapere che il padre troppo spesso non versa gli alimenti ne’ adempie al proprio ruolo di genitore nonostante vi sia ampia disponibilità da parte delle madri.
Capita anzi che i bambini vengano uccisi assieme alle loro mamme proprio da quei padri che intendono l’intera famiglia quale proprietà. Ed è questo l’aspetto fondamentale sul quale la cultura non interviene: il possesso.
Non sono passati molti anni da quando è stata eliminata la figura del capofamiglia. Non è trascorso molto tempo neppure dal momento in cui il padre è stato privato dello ius corrigendi, il diritto di correzione di ogni membro della famiglia.
E’ di quella modalità che stiamo parlando, prima legalizzata e ora culturalmente legittimata. Ed è una modalità che non si risolve con gli esempi di “concretezza” cui Lei fa riferimento.
Bisogna intervenire sulla cultura. Bisogna impedire che vi sia una attribuzione di ruoli alle donne che devono poter autodeterminare le proprie esistenze. Ed è a questo punto che sono obbligata a ricordarLe che è Lei per prima a dare un messaggio distorto sul ruolo e le funzioni delle donne.
Sono certa che è in grado di capire che sostenere la Sua posizione contraria all’interruzione di gravidanza equivale a dire che le donne non possiedono il proprio corpo e non hanno il diritto di autodeterminarsi. Delegittimare le donne nelle proprie scelte rafforza quella visione che le immagina bisognose di tutori che decidano per loro quasi non fossero in grado di intendere e volere.
Se le donne sono delegittimate e non hanno voce in capitolo sulle proprie scelte non si può di certo intervenire dal punto di vista culturale per salvaguardarle da situazioni di violenza. Il messaggio che Lei trasmette è che le uniche donne che non meritano di essere picchiate o, peggio, uccise, sono quelle che si dedicano alla famiglia come luogo primario di realizzazione e che accettano supinamente di fare dei figli. Secondo questi parametri è facile che gli uomini si sentano in diritto di dover esercitare su di noi una sorta di controllo sociale, come fossero aguzzini che ci tengono a bada mentre adempiamo ai nostri ruoli, o che si sentano autorizzati a dover reintrodurre il loro sistema di correzione per insegnarci ad essere ben educate, protese alla cura delle esigenze familiari e mai in contraddizione con i ruoli che proprio questa cultura patriarcale ci assegna.
Bisogna anche intervenire praticamente, sono d’accordo, ma non nel modo che intende Lei. Di sicuro non ci sembra un gran segno di "concretezza" il fatto che il governo tagli il fondo di 20 milioni di euro per la prevenzione e il sostegno alle vittime della violenza sessuale. Anzi questo ci dimostra che avevamo ragione: il governo usa i nostri corpi per legittimare la propria politica razzista e poi ci sottrae fondi indispensabili per attuare una politica contro la violenza.
Ecco invece quanto noi intendiamo per "concretezza:
E’ necessario puntare su una politica che rafforzi le possibilità di autodeterminazione delle donne. Non serve un sistema di leggi che rafforzino il modello securitario. Dentro le nostre case serve che noi siamo in grado di difenderci, di individuare i pericoli per prevenirli, di avere luoghi ai quali poter fare riferimento per andare via prima che si possano verificare mille tragedie, di avere diritto ad una abitazione e ad un lavoro che ci permettano di vivere autonomamente senza dover restare piegate alla dipendenza economica dai mariti.
Abbiamo bisogno che i centri antiviolenza non dipendano dagli umori degli amministratori locali ma è necessario che si realizzi un registro nazionale che attribuisca loro un riconoscimento e un ruolo importante e necessario.
Abbiamo bisogno di una legge che stabilisca delle priorità difficili, certamente non plateali come l’adozione di eserciti o centinaia di poliziotti che in ogni caso non saranno mai in grado ne avranno mai il diritto di pattugliare le nostre case.
Abbiamo bisogno di una legge che non affidi la nostra difesa ad altri uomini ma ci permetta di rafforzare la nostra sicurezza, la nostra vita con risposte concrete a bisogni concreti.
Abbiamo bisogno che sia stabilito un principio che in maniera forte dica che le preferenze sessuali dei figli non devono riguardare i padri. Non ci deve essere nessun genitore autorizzato ad accoltellare una figlia perché è lesbica.
Il suo obiettivo come Ministro per le Pari Opportunità è garantire che le opportunità siano veramente “pari” per tutte le donne.
Abbiamo bisogno di essere tutelate da un provvedimento che riconosca le nostre reali necessità. Ci guardi bene, osservi e non si perda a cucirci addosso bisogni che non abbiamo.
In fondo si sta parlando della nostra pelle e non della sua.
Cordiali saluti
la lettera della ministra carfagna denota essenzialmente una cosa:
superficialità.
la superficialità studiata a tavolino e adottata da berlusconi e tutta forza italia (che poi è inesistente in quanto solo megafono di silvio).
con superficialità si tirano fuori soluzioni che magari risolvono l’1% dei casi, che poi vanno sui giornali e tv per fare notizia, ma soluzioni che non toccano la radice del problema.
la radice che tu FikaSicula invece hai sottolineato perfettamente nella tua risposta.
Questa destra non ha nessuna intenzione di risolvere i problemi di alcuna parte sociale che non siano gli imprenditori (al che il sesso o la tendenza sessuale non fa alcuna distinzione).
donne, immigrati, operai, bambini siamo solo oggetto di propaganda elettorale. dopo le elezioni torniamo nell’oscurità, anche se stavolta per gli immigrati ci vorrà più tempo. ma credete dopo neanche dopo l’estate non esiterà neanche più un problema immigrati.
Quando però dice che non bisogna vedere la famiglia come un luogo deputato di atrocità e che queste ultime rappresentano un’eccezione criminosa e non la normalità applica solo del banalissimo buon senso. O la vostra visione della famiglia è quella di una camera della tortura?
Sono d’accordo con chi dice che la famiglia protegge meglio le violenze e che quindi queste si consumino con più facilità in famiglia, ma da qui a dire che è normale che le donne subiscano feroci aggressioni in famiglia ce ne vuole…
Le idee poi della donna o uomo (anche dell’uomo, ahimè, magari fosse solo della donna) italiani considerati come povere pecore inermi che hanno bisogno di “serenità” ovviamente dall’ “uomo forte” o dal “partito forte” ma che non si affidano alle forze dell’ordine perchè “c’è sfiducia nella giustizia” (non si vede l’ora di screditarla, questa giustizia, eh? Ma si rendono conto che stanno prendendo a calci un pilastro della convivenza civile) non sono discriminazioni contro le donne, sono populismo di destra ambosessi
P.S. Sulla deprecabile tendenza italiana a considerare eccessivamente (giacchè in misura moderata è così ovunque) la famiglia come ammortizzatore sociale anzichè lo stato, con me si sfonda una porta aperta
2 commenti entrambi poco seri:
1) Quando il nemico è in casa di Natalia Aspesi: scritto così sembra che il nemico sia in casa di Natalia Aspesi
2) dobbiamo rassegnarci, e fare un tag Carfagnate. Che ne dite?
marco, il punto invece è proprio questo. le donne vengono uccise e massacrate soprattutto in famiglia. descrivere la famiglia come un luogo pericoloso è assolutamente utile perchè contrasta la visione idilliaca da mulino bianco e quindi prende atto di un problema esistente e da strumenti per risolverli.
Ho letto le lettere della Carfagna (anche quella in risposta all’articolo della Mafai, sempre su Repubblica) e poi ho letto la tua. Mi è piaciuta e in linea di principio sono d’accordo con la tua tesi, anche se non condivido, come Marco, il tuo considerare la famiglia come (e solo come) luogo pericoloso. Questa può essere anche un favoloso “strumento” di protezione, di cura e di affetto se formata da persone equilibrate ed affettivamente sane.
Il vero problema secondo me è che la famiglia altro non è che lo specchio della società e dunque se la donna è sfruttata, maltrattata e sottomessa in altri ambiti, lo può essere ancora più sottilmente e profondamente (visto che entrano in ballo anche sentimenti e dipendenze) all’interno del nucleo familiare.
Non è il concetto di famiglia in quanto tale ad essere malato, lo sono gli uomini che la formano su presupposti di prevaricazione e possesso nei confronti della moglie.
Klem: ma certo che la famiglia non è solo quello. il punto è che la carfagna dice che le tragedie in famiglia sono l’eccezione e invece va ribadito che si tratta della regola. l’eccezione è semmai la famiglia equilibrata che riesce a dare forza, serenità e sicurezza ai suoi componenti. o comunque non vedere che le tragedie avvengono soprattutto in famiglia, come dicono tutti i dati statistici, significa voler fare finta di non vedere e questo non è accettabile.
Dire che le tragedie in famiglia sono la regola mi sembra anche eccessivo come dire che sono una rara eccezione.
C’è anche da dire che troppo spesso quando si parla di violenza sulle donne si usano troppo spesso termini un po’ troppo edulcorati che aiutano a dare una visione vagamente distorta di quella che è un’atroce realtà.
Basta con i titoli “il branco violenta.. un pazzo fa questo… etc.” sono persone, uomini, gli stessi che abbiamo intorno tutti i giorni, non entità astratte che ognitanto si può avere la sfortuna di incontrare.
La violenza casalinga esiste ed è un dato di fatto innegabile e come tale va combattuto (e l’analisi dei modi possibili fatta in questa tua lettera Fikasicula mi sembra ineccepibile).
Per questo, anche se di fatto è eccessiva l’affermazione che “le tragedie in famiglia sono una regola” forse è l’unico modo che si ha per chiamare le cose con il loro nome ed accendere un vero interesse nei confronti di una realtà che troppo spesso passa in sordina.
Sì, hai ragione ed anche a me da estremamente fastidio questo buonismo catto-rezionario che santifica la famiglia eliminando ogni dibattito critico.
E’ questo forse che manca, un confronto serio ed equilibrato (da ambo le parti/schieramenti) che metta in luce i difetti sì, ma anche i pregi, dell’istituzione-famiglia.
Le tragedie non sono la regola, sono molto diffuse ok, ma non sono la regola. Come non è l’eccezione una famiglia in linea di massima positiva (che è la normalità attorno a me). E come però è anche vero che la “famiglia Mulino Bianco” purtroppo non esiste.
C’è secondo me una diffusa e capillare “via di mezzo”, fatta di relazioni più o meno difficili, piccoli o grandi soprusi e ricatti, masochismo/sadismo di coppia, mescolati a stretti legami e dipendenze affettive.
panna si, il punto è anche questo. gli uomini violenti vengono chiamati sempre folli, in preda a raptus, alla meglio soltanto “stranieri”. come se la violenza non fosse una cosa che in famiglia si coltiva, che è presente.
proprio in quel gioco di lotte di poteri, di dipendenze e di sadomasochismi incrociati, klem, si. ma mi sembrava troppo difficile da dire ad una ministra che santifica la famiglia. non credo ne riesca a cogliere le complessità
Quoto. Dare del folle a uno (o per lo xenofobo va bene anche la qualifica di straniero) non è un dato oggettivo, nè una diagnosi medica, ma un modo per non iniziare un’inquietante riflessione su come lo stesso fosse un uomo come chi ora lo giudica con orrore. La qualifica di diversità tendenzialmente insanabile che si abbina a queste due etichette di comodo fa in modo che la persona in questione venga magicamente estromessa dalle considerazioni di chi non suppone di avere quella qualifica, nel nome della sua stessa diversità (”tanto è diverso da me”).
A PROPOSITO DI DATI OGGETTIVI E STATISTICHE, CHE MI DICI DEI TANTISSIMI CASI DI MAMME ASSASSINE?
Lei evidentemente non sa che la violenza delle MAMME ha una origine precisa che si manifesta in ogni situazione e se è vero che l’umore delle MAMME violente si appesantisce in presenza di fattori di stress è anche vero che questi non derivano di sicuro soltanto dalle separazioni e dagli affidi dei figli.
Gli uomini non UCCIDONO e picchiano perché fremono dal desiderio di vedersi affidato il figlio dopo una separazione. Le basterà chiedere i dati a qualunque AVVOCATO DIVORZISTA per sapere che LE troppo spesso INVENTANO VIOLENZE PER ESTORCERE IL MASSIMO SENZA DARGLI LA POSSIBILITA’ DI adempieRE al proprio ruolo di genitore nonostante vi sia ampia disponibilità da parte del PADRE.
Questa è una rapida e semplice rielaborazione del suo testo sostituendo alcune sue parole con le mie, in maiuscolo.
Forse così, si renderà conto di quanto fanatico è il suo discorso e magari ponendosi qualche interrogativo un pò più profondo si renderà conto che l’alternativa da lei proposta o adombrata conduce, quella si, a voler semplificare, organizzare e soprattutto deresponsabilizzare non solo le donne e gli uomini ma soprattutto i figli e la società tutta nei confronti dei più deboli e dei malati, o spera davvero in una politica e in uno stato solidale e protettivo, una specie di super famiglia, costruito da una società in cui c’è una metà di individui che disprezza e combatte l’altra metà che li teme e li odia.
p.s.
vi propongo un giochetto, premete la combinazione di tasti ctrl+f, nella finestrella che appare digitate la parola “uomini” e leggete le definizioni e i commenti del testo sella sig.ra fikasicula riferite a questa parola, le possibilità sono due o la sig.ra ha un grosso problema con il rapporto con laltro sesso e questo non può fare altro che dispiacermi, o è lesbica e di questo allora può fregarmi niente anzi mi dispiace per il tempo perso.
Fikasicula potrebbe anche essere una marziana per quanto mi riguarda, l’importante secondo me è che sollevi tematiche intelligenti in modo critico…e tu, brandavide, cosa sei?
Un uomo col complesso della vagina dentata, un padre separato al quale non hanno concesso l’affidamento condiviso? Non mi interessa cmq.
Pur non condividendo la sua (di lei) posizione molto dura ed estremamente “femminista” (ho già espresso il mio parere), mi sembra che tu sia andato fuori tema rispetto a quello vero del post: la violenza e la prevaricazione (più o meno marcata) degli uomini sulle donne, così presente non solo nella famiglia, ma nella società in toto.
Ed in relazione a questo…ti sei mai chiesto perchè le mamme quando decidono di farla finita, si uccidono spesso con il figlio non pensando nemmeno di coinvolgere il marito/compagno, mentre quando l’iniziativa parte da un uomo la donna è sempre vittima innocente? Si parlava a ragione del concetto di possesso prima…
Vorrei sapere come si conciliano le frasi
Dal momento in cui il 68.3% delle violenze contro le donne si consumano in casa, quindi in un luogo privato, ed il 93% delle donne non denuncia la violenza subita dal partner, emerge drammaticamente il rifiuto da parte delle stesse che preferiscono la strada del silenzio per evitare la reiterazione del comportamento violento, ma anche per mancanza di fiducia nella giustizia.
con la frase
il contesto familiare viene dipinto come un luogo buio e pericoloso per le donne. Mi sia consentito di dissentire
Bhè, diciamo che se è vero che le violenze si compiono più facilmente in famiglia non è vero che sia la regola che in famiglia avvengono gravi violenze.
“Il 68% delle violenze avviene in famiglia” non significa per fortuna “nel 68% per cento delle famiglie accadono gravi violenze”
Purtroppo brandavide sarà grezzo e provocatore finchè volete ma non dice stupidaggini, ci sono casi di uomini che, per via di una legge fatta per tutelare principalmente le donne o almeno di una sua applicazione in tal senso, si vedono spesso costretti a pagare più duramente le conseguenze del divorzio rispetto alla ex moglie, o almeno questa è la mia impressione. Non ho dati statistici, è solo un’impressione generica. Se potete smentitemi.
Bisogna superare l’idea, se mai c’è stata, della prole e la casa affidate alla donna. L’affido condiviso e in generale un’ottica autenticamente paritaria sono una buona idea. Ma che diamine c’entrano colle violenze domestiche, accidenti?
@ Marco: ma se la maggior parte delle violenze avvengono in famiglia, è evidente che *non sempre* la famiglia è un luogo sicuro; non sarà un luogo pericoloso per le donne, ma neanche un angolo di paradiso. (e non bisogna dimenticare che oltre alle violenze fisiche esistono anche quelle verbali)
non dico che non esistano donne che non picchiano gli uomini e/o mamme assassine, ma non mi addentro nel discorso perché non conosco le statistiche
In data 28 e 29 Maggio ho scritto al Ministro Carfagna .Vi posto il link dove leggere il tutto.
http://forum.colombabianca.it/viewtopic.php?t=1105&start=15
Non voglio dilungarmi quindi nel commentare quanto letto in quest blog, alcune risposte e nik son abbastanza chiari e mi hanno dato modo di capire con chiarezza il vostro pensiero . Siamo in democrazia e quindi rispetto il pensiero di tutti come spero venga rispettato il mio .
Dialogare e discutere con opinioni differenti deve arrichire non infangare o distruggere!
Una cosa solo consentitemi : non credete che la famiglia sia già allo sfascio per demolirla ancora di più?
Dal mio punto di vista il 68 ha fatto già troppi danni,per continuare a farne ancora oggi ! Il femminismo e il maschilismo hanno distrutto la famiglia !
Ma concordo anche con il pensiero che la Carfagna ha espresso:
“Le analisi statistiche da voi riportate e da noi conosciute e studiate, sottolineano anche un altro aspetto: divorzi, separazioni ed affidamento dei figli causano gran parte delle tensioni e dei reati realizzati all’interno della famiglia.
Ecco che diviene necessario un intervento al fine di applicare maggiormente le procedure di affidamento condiviso dei minori, anche per concretizzare il principio di bigenitorialità garantito dalle convenzioni internazionali: il minore ha il sacrosanto diritto di avere un padre ed una madre. Un diritto per il minore che attraverso l’affidamento condiviso può divenire un’occasione in meno di scontro – se non di violenza – tra gli ex partner.”
dal momento che nella stragrande maggioranza dei casi la cronaca ci riporta omicidi avvenuti ai danni di donne separate, in parte perchè l’uomo non riesce ad accettare la separazione e in parte perchè non riesce a vedere i figli causa madri fortemente ostiliin quanto si reputano le assolute padrone .
Domandiamoci piuttossto perché i centri antiviolenza sono crsciuti come funghi!! tra i link che ho messo al Ministro Carfagna vi è quello sulla interpellanza parlamentare contro il CISMAI …è interessante leggerlo , credetemi . Vi è inoltre un link che riporta un disegno di legge ( per fortuna decaduto)per le donne che subiscono violenza che ho trovato sconcertante ! Come è mai possibile pretendere che si possa far arrestare un uomo solo sulla parola di una donna ?
Vi è il link che parla della indagine che ha fatto la GESEF sulla violenza che subiscono gli uomini e i tanti papà separati e disperati .
Ma è altrettanto interessante leggere questa storia:
http://forum.colombabianca.it/viewtopic.php?t=803
http://forum.colombabianca.it/viewtopic.php?t=924
E’ incredibile cosa arriva a fare una donna pur di liberarsi di un uomo! Ma la cosa più grave è che in quel centro antiviolenza hanno architettato insieme alla moglie di quel povero uomo , come incastrarlo . Per fortuna il tutto grazie alla sua caparbietà è venuto fuori e dopo mesi di dolore e vari problemi , ha potuto rivedere il figlio e riportarlo a Firenze, grazie a un giudice e a una CTU coscienziosi e seri . Diversamente, quel padre come altri rimaneva incastrato con false accuse di falsi abusi e maltrattamenti. Naturalmente quel centro antiviolenza ha subito le dovute denunce e ci sarà il processo !
Non faccio di tutta un’erba un fascio per carità, ma nel mio forum ho troppi casi di papà incastrati che mi lasciano sgomenta!!! E’ una dura e triste realtà..Se avete tempo e voglia , leggetevi i casi di Pensavodiessersolo, sestante ,marco3399, aberrax e altri …ma visitate anche il sito http://www.colombabianca.it dove ci sono diverse notizie .
http://forum.colombabianca.it/viewforum.php?f=7
Rifletterò certamente su quanto letto in quest blog, spero facciate altrettanto su quanto scritto da me. Sono una persona che non valuta a priori tanto per….. ma valuta su basi concrete e dati di fatto !!
ho letto la lettera della Carfagna, la tua e qualche bel commento.
Tutto sommato credo che si intuisce chiaramnete che una vera donna per diventare ministro deve essere istruita,intelligente e costruttiva.
Molte femministe,sono la rovina delle donne.
Sergio
Già Pensavo, a quanto pare il femminismo riesce perfino a negare l’evidenza ed in questo è la “rovina” di tutto … donne comprese. Piuttosto che trovare le reali cause, si sceglie di puntare il dito contro il sesso maschile … è più facile e viene BEN supportato da una mentalità retrograda che continua a vedere l’uomo come un essere primitivo rozzo e violento, pronto solo a “menar le mani” contro le “povere” donne indifese.
Sergio.
Per Fortuna Tremonti con il nuovo decreto fiscale, ha tagliato i fondi destinati ai centri ANTIVIOLENZA… forse adesso le donne, soprattutto le separate ci penseranno due volte prima di andare a denunciare i mariti con prove false : NO SOLDI ..NO ASSITENZA!!! BENE, vedremo se le denunce diminuiranno ora!! era anche una questine di soldi …più denunce, più donne dentro le strutture più soldi,e se erano fasulle chi se ne frega… grazie alla Pollastrini e a Prodi !!!
ARTEMISIA e la sua presidente E\’ DI SINISTRA …come quelli del CISMAI ecc.ecc. e i fondi erano a gogò: un grande mercato quello delle assistenti sociali e CTU
ma ora giustizia è fatta….la vera violenza se c\’è verrà aiutata e supportata, ma prima deve essere provata con prove concrete !
Non sono di destra , la politica la lascio fuori da queste cose, E’ solo questione di realtà sociale!!!
Sarà…
Ragazze…se volete difendervi girate armate, è inutile scrivere lettere a ’sta defisciente di ministra che ci ritroviamo.
Basta un cacciavite per tornare a casa tranquille la sera.
Io qualche anno fa un bastardo l’ho centrato in un occhio (e poi anche nell’altro) con la limetta delle unghie, a me hanno fatto qualche storia, ma quello ora vede tutto nero e di sicuro non si sogna più di saltare addosso a una donna!
Brava Maria Goretti…ma sei sicura che sia stata la tua limetta? Non è che quello già non vedeva bene?
La scorsa settimana sono saltati su una 90enne,vuol dire che anche le schifezze vanno bene!
Smettetela donne di rovinare la vita alle persone!
La violenza sulle donne purtroppo è una realtà come lo è la violenza sugli uomini…è sempre da condannare.
Le donne hanno 100 centri e più con i quali possono parlare…gli uomini violentati non hanno la pariopportunità per dimostrare le violenze subite.
Vince chi ha più potere ed il potere oggi lo hanno le donne.
Quando questo mondo sarà fatto di sole donne,vi scannerete tra voi perchè la violenza donna è presente nel DNA.
Ora state difendendo per comodità ed opportunità le donne straniere sfruttando la loro cattiva provenienza culturale…ma quando le straniere diventeranno maggioranza,saranno loro a mettervi il burka, uomini che vi difenderanno,non ce ne saranno più.
Marco Bastianello ,
E’,…. non sarà
Maria Goretti ,
approvo quello che hai scritto ma con qualche riserva…speriamo che ci sia il modo di usarlo il cacciavite, ma speriamo anche che non ci sia motivo di usarlo!!!
)
Speriamo che non serva e che non si creino i motivi per usare quel cacciavite.
Se tu Maria dovessi avere bisogno di aiuto io ci sarò come spero ci sarai tu se avessi io bisogno di aiuto.
E’ insieme che dobbiamo combattere i cattivi.
Non esistono uomini e donne cattive….esistono persone cattive.
@Mirella, si certo, giustizia fai da te. Diamo a tutti in mano un bel pistolone, così le nostre città diventeranno sicure…come il Far West.
Meglio lasciare le armi alle forze dell’ordine e investire di più in queste ultime. Lo so che è dura, ma per restare un paese civile non possiamo arrenderci e smettere di credere nello Stato per tornare ai tempi in cui il Re era lontano e ogni piccola realtà si organizzava di fatto (ma non di diritto) come poteva e ognuno aveva il quartiere o al massimo la città d’appartenenza come massimo punto di riferimento (localismo selvaggio).
Ehm, scusate. Il messaggio ovviamente era indirizzatoi a “Maria Goretti”
ma Pensavo e Datemiuncrick si chiamano entrambi Sergio, o si tratta di un frustrato che si scrive e si risponde da solo?
Marco Bastianello, certo non mi arrendo , continuo a credere nello stato ma intanto nell’attesa che lo Stato faccia qualcosa, quoto anche Maria Goretti e se posso cerco di non essere impreparata a eventuali disguidi lungo la via, non solo con un cacciavite in borsa ma andando anche ad imparare Judo e Arti Marziali! Non c’è limite di età …vista la violenza subita da una 92enne
)
Silent,
perché scrivi quelle cose su pensavo e datemiuncrick? non mi sembra abbia scritto cose sbagliate …escluso:
“La scorsa settimana sono saltati su una 90enne,vuol dire che anche le schifezze vanno bene”!!!!grrrrrrrr
vorrei vedere lui a 90 , non sarà di certo un fiore !!!
) L’uomo purtroppo, quando è preso dai suoi impulsi animaleschi non si ferma nemmeno davanti a una 90enne!
e
“che la violenza è nel DNA delle donne”.
Lo è anche in quello degli uomini vista la cronaca ultimamente !!!
Silent
PENSAVO e DATEMIUNCRICK son la stessa persona
)
Fikasicula ha sollevato il problema che IL PERICOLO E’ IN FAMIGLIA ,quotato poi da altre /i senza però far presente come dovremmo comportarci per evitare la violenza
Maria Goretti ha fatto presente che la violenza è fuori , per la strada, dandoci il consiglio che per difenderci dovremmo usare un cacciavite o un lima.
Io ho parlato di violenza subita anche dagli uomini portando a conoscenza una realtà che forse non si vuole vedere….la violenza che molte donne subiscono in famiglia molte volte dipende dalla separazione, dal comportamento della donna verso l’uomo a cui molte volte impedisce di vedere i figli : quindi è una violenza consequenziale, scaturita in un momento di rabbia perché privati di qualcosa di importante come i figli !!!! o altro riferito alla convivenza, come le false accuse ecc..
Ora posto che la violenza di cui parla Maria Goretti è differente dalla violenza di cui parla FIKASICULA, PANNA ecc., alla prima lo STATO può sopperire con maggiore sicurezza nelle strade e maggiore pena, alla seconda può sopperire semplicemente con la maggiore pena….e la sicurezza in famiglia chi ce la dà??
COME CI POSSIAMO DIFENDERE , UOMINI, DONNE, FIGLI dalla violenza in famiglia ???
Silent, io e Pensavo non siamo la stessa persona.
Abbiamo in comune il nome Sergio ma questo non credo possa fare di noi dei frustrati …
scusa Datemiuncrick…leggendo lo stesso NOME ho errato, pardon!!
Vi posto un link che ho ricevuto via mail dalla Ass. FALSI ABUSI che riporta l’argomento violenza sulle donne
http://giustiziaintelligente.blogspot.com/2008_05_01_archive.html
e la risposta di un papà di Firenze incastrato da ARTEMISIA che fa capo al CISMAI che ha avuto a che fare con una moglie che si è inventata tutto grazie anche a loro !!! ( avevo già postat il link della sua storia ma è interessante leggere la sua risposta al mio link attuale.
http://forum.colombabianca.it/viewtopic.php?t=803&start=165
XMirella
perché scrivi quelle cose su pensavo e datemiuncrick? non mi sembra abbia scritto cose sbagliate …escluso:
“La scorsa settimana sono saltati su una 90enne,vuol dire che anche le schifezze vanno bene”!!!!grrrrrrrr
vorrei vedere lui a 90 , non sarà di certo un fiore !!!
) L’uomo purtroppo, quando è preso dai suoi impulsi animaleschi non si ferma nemmeno davanti a una 90enne!
e
“che la violenza è nel DNA delle donne”.
Lo è anche in quello degli uomini vista la cronaca ultimamente !!!
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Sono daccordo! spero che si sia capito che erano solo battutacce.
Questo è un forum prettamente di donne ” sorelle d Italia” però ci siamo anche noi uomini per cui “Sorelle e fratelli d’Italia” uniti perchè è uniti che dobbiamo combattere contro il male.
VIOLENZA IN FAMIGLIA: LE MADRI ASSASSINE
http://www.repubblica.it/online/cronaca/palomba/precedenti/precedenti.html
LA SCHEDA
Quando la follia dei genitori
esplode per colpire i bimbi
Una serie di impressionanti precedenti
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ROMA – Ancora una volta la follia omicida o la depressione profonda di un genitore, come appare emergere nel caso di Palombara Sabina, si è scatenata contro i figli. Ecco un riepilogo di casi avvenuti negli ultimi 15 anni.
12 febbraio 1988: muoiono nella vasca da bagno in un appartamento di Ostia due fratellini, di uno e cinque anni.
Tutto lascia supporre che si tratti di una disgrazia, ma il 9 marzo del ‘91, anche il terzo figlio di Apollonia Angiulli, di appena otto mesi, muore nelle medesime circostanze. La Angiulli, 39 anni, tenta il suicidio ingerendo una forte dose di barbiturici, ma viene incriminata.
4 gennaio 1994: a Civitavecchia Tullio Brigida uccide i figli Luciana, Laura e Armandino e li sotterra nelle campagne di Cerveteri, dove furono poi ritrovati il 20 aprile 1995 dopo lunghe e complicate ricerche.
25 settembre 1995: a Barile (Potenza) Giuseppe Maio uccide a colpi d’ascia la moglie e le figlie di cinque e tre anni, poi tenta il suicidio.
29 aprile 1997: a Foggia, Anna Maria Colecchia, 35 anni, che soffriva da tempo di crisi depressive, strangola i due figli di 5 e 8 anni, poi mette i loro corpi su un lettino con le mani congiunte, e si uccide impiccandosi.
30 agosto 1997: a Montecassiano (Macerata) Maria P, 37 anni, uccide i due figlioletti, un maschio di tre anni e una femmina di sei, strangolandoli e annegandoli. Poi si uccide impiccandosi con una corda ad una ringhiera.
7 settembre 1997: l’ ex poliziotto Angelo Sinisi, 46 anni, uccide le due figlie di 4 e 7 anni e si suicida con un revolver calibro 38.
26 marzo 1998: a Molinella (Bologna), Sauro Atti, 47 anni, getta nella cisterna del distributore che gestiva la moglie e i due figlioletti, una bambina di 9 anni e un bambino di 5, poi dà fuoco al carburante e si getta a sua volta.
3 settembre 1999: a Campanella (Vicenza) Emilio Domenico Disconzi, 45 anni, uccide con il proprio fucile da caccia la moglie e le due figlie di 13 e 16 anni e poi si suicida.
12 giugno 2000: a Verderio Superiore (Lecco), un vigile urbano, Mario Montagna, 45 anni, uccide la moglie e i due figli, una femmina di 13 anni e un maschio di 8, a colpi di pistola, poi si suicida usando la stessa arma.
11 agosto 2000: a Castel del Sasso (Caserta) Anna Pendolino, una maestra di 36 anni in crisi depressiva, si uccide con le tre figlie di sei, due e un anno, saturando l’interno della macchina con i gas di scarico.
(29 giugno 2001)
POI PER PAR CONDICIO METTERO’ : I PADRI ASSASSINI
)
per completare LA VIOLENZA IN FAMIGLIA , MADRI ASSASSINE, altre notizie:
http://www.ecplanet.com/canale/varie-5/cronache_apocalisse-145/0/0/29960/it/ecplanet.rxdf
http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&id=1427
http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&id=1434
http://notitiacriminis.blogosfere.it/2007/09/analisi-sociologica-del-matricidio.html
chi salva i figli da simili violenze? posto che non voglio accusare ma capire, con questa informazione vorrei far emergere he il problema della violenza, quella vera e nascosta, è ben più serio da come è stato prospettato da qualcuna.
che ci crediate o nò….digitando su google padri assassini , viene fuori poco e solo cose poco interessanti : MAH!
il più intelligente e interessante è questo
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/commentiRub.asp?ID_articolo=108&ID_blog=124
ma anche questo
http://assassiniseriali.altervista.org/html_interni/psicologia/psicologia_infanzia.htm
LINK riferit alla vilenza in famiglia
http://www.questotrentino.it/2006/04/Cover_violenze.html
http://www.violenza-abuso-sos.com/violenza/violenza-familiare/violenza-in-famiglia.html
QUANTO CE N’E': parole parole parole ma nessuno che indichi come salvarsi dalla violenza in famiglia !
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Ho finito la mia piccola indagine , anche perché vedo che poco interessa, sono sparite tutte/i!!!
)
mah! tanta baldanza nello scrivere al ministro e poi….davanti a fatti concreti?? via, ARIA! e si che da controbattere ce n’è, se solo si volesse un confronto e un dialogo costruttivo. Non ho voluto attaccare nessuno , semplicemente non mi piace leggere che si attacca chi non è dello stesso pensiero, uomo o donna che sia .In democrazia ciascuno deve essere libero di dire la propria e chi non vuole sentire o leggere , si tappi gli occhi e le orecchie.
Mi auguro solo che il nuovo ministro della giustizia e la Carfagna facciano qualcosa perché siamo stanche di sentire BLA , BLA BLA !
By
… forse perchè queste “verità” sono difficili da digerire e colpiscono l’essere umano nel profondo; argomenti scomodi e “scottanti” che CI mettono a dura prova. Manca il “dialogo” costruttivo esattamente come manca la “reale obbiettività” nel vedere questi fatti come un segnale di una Società sempre più egoista e “pronta a tutto”.
Quando si deve puntare il dito si è pronti a farlo lanciando proclami e luoghi comuni sulla pubblica piazza, ma quando si tratta di sedersi ed affrontare il problema beh .. le argomentazioni “personali” prendono il sopravvento ed il “fuggi-fuggi” diventa generale per CHI rivendica solo per se stesso/a per mascherare una frustrazione personale ed individuale … ed il tavolo del dibattito resta “gelidamente” vuoto.
Sergio
[...] post arriva con enorme ritardo, ma per fortuna ci sono donne più tempestive di [...]
vero datemiuncrick. Ti quoto .
chi ha scritto l’ultimo post ? è incompleto
almeno così sembra o ……è scioccata/o da quanto ho scritto ?
Bye
è del 2007 ma vale ancora ( vi ho scioccato vero carucce con tantilink ….voi solo parole i fatti ? ah ah ah :
VIOLENZA DOMESTICA: DISINFORMAZIONE CONTINUA AL TG2
La trasmissione TG2 Dossier di ieri, delle ore 18.05 e intitolata “Il mostro con le chiavi di casa” ha riproposto con drammatica evidenza il problema della criminalizzazione della figura maschile e paterna, falsamente presentata come perenne responsabile di violenza domestica.
In realtà studi scientifici ben accreditati dimostrano che le donne sono colpevoli quanto gli uomini di violenza domestica contro i propri partner, e che questo vale anche per gli omicidi domestici.
Dello stesso parere sono gruppi di femministe radicali americani, che hanno dimostrato come i maschi paghino duramente e senza ricevere assistenza queste campagne repressive e sessiste. Al contempo, il programma ha taciuto sul fatto che l’Assemblea ONU ha “preso nota” ma di fatto rigettato, nel novembre scorso, il rapporto sulle violenze domestiche alle donne perchè risultava outrageously inaccurate, contrived, manipulated and most distinctly dangerous.
Assolutamente falsi poi i dati secondo cui la violenza domestica è fra le prime cause delle morti femminili nel nostro paese: tumori e malattie cardiocircolatorie uccidono le donne 20 volte di più che non TUTTE le cause violente (fra cui sono inclusi tutti gli altri eventi violenti).
Per quanto riguarda la violenza in famiglia come metodo di gestione del potere, è poi da chiarire che otto donne italiane su dieci ritengono di avere lo stesso potere decisionale del proprio partner. Inoltre , il 90% di loro circa considera la famiglia una fonte di tranquillità e solo il 5,3% riferisce gravi disaccordi con il partner.
Queste cifre sono assolutamente incompatibili con una nazione di uomini-mostri con le chiavi in mano, e compatibili invece con frotte di giornalisti, opinionisti, esperti, politici, disinformati e incapaci di informare.
In realtà, l’unica violenza aumentata nel nostro paese è proprio quella femminile infanticida: da dieci anni in qua il numero di bambini che nei modi più orribili (sgozzati, annegati, riempiti di fratture, gettati nelle lavatrici o nei cassonetti, accoltellati) sono stati uccisi da donne (di fatto le uniche a macchiarsi di questi reati) è salito infatti di oltre il 40%.
Il fenomeno è tanto dilagante che si è tentato di arginarlo garantendo con una legge ad hoc l’anonimato alla partoriente che abbandona il neonato. Il numero degli infanticidi da abbandono o trauma procurato dalla madre è continuato però a crescere lo stesso. A ciò occorre poi aggiungere che i minori maggiormente a rischio di violenze e infanticidio sono quelli compresi nella fascia d’età 0-6 anni, e che quelli vittime di abusi sessuali in ambiente domestico sono in larga maggioranza non conviventi con il padre, la cui assenza da casa è, come dimostrato, fattore di grave rischio anche per l’insorgere in età pediatrica o adolescenziale di gravi psicopatologie, di eventi suicidari, condotte criminali.
Aver taciuto e occultato queste cifre rappresenta pertanto una gravissima opera di disinformazione e si qualifica come forma di complice incitamento alle vere violenze domestiche. Esigiamo pertanto un’adeguata rettifica e un contemporaneo confronto su tali aspetti della violenza domestica nelle adeguate sedi di informazione.
dr. Fabio NESTOLA
Fenbi – Federazione Italiana Associazione per la Bigenitorialità
Dr. Gaetano GIORDANO
Medico-chirurgo
Psicoterapeuta
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni
Papa’ Separati – ROMA
ho letto, riletto, meditato a lungo… e deduco dalla mia esperienza personale che i bla- bla- bla (che non riguardano i vostri post, che hanno ricchezza e profondità di contenuti)sono sempre dei politici, e, ahinoi, di quelli preposti a garantire equità di decisioni, soprattutto in merito all’affido di minori. Beh, mia figlia, madre di tre minori, abbandonata dal marito. da due anni, di fatto, ma da più tempo, se si considera il suo disinteresse alla famiglia, il suo atteggiamento di reiterata
violenza fisica e verbale sulla moglie, sotto effetto di alcol e droghe e non, implicato in reati, per lo più gravi, tutti documentabili e appurabili.
Ebbene, alla prima udienza, il “giudice” preposto dimostrava di non aver letto nulla delle “carte” in suo possesso, e decideva l’ascolto indiretto dei minori (inorrididite… di anni 9, 5, 3), in base al quale paventava (guardando solo la madre dei piccoli, con uno sguardo e un tono di assurdo sadismo che la diceva lunga sulla sua posizione di base nei cfr delle donne o madri in genere)la divisione dei fratellini, affidando il maggiore al padre e gli altri alla madre.
E questa eventuale futura decisione sapete da cosa scaturisce) Dall’interpretazione della dott.ssa nominata da lui CTU ( è d’obbligo aggiungere che il nome del giudice e di tale dottoressa compaiono come binomio continuo in testi riguardanti l’affido condiviso e mai esclusivo, neanche di fronte a un padre violento, alcolista, dedito a sostanze stupefacenti, continuamente implicato in, mi ripeto, gravi reati, tutti documentati, un padre la cui famiglia accoglie una sorella di quuesto, alcolista e dedita a cannabis, il cui compagno è noto alle forze dell’ordine, e il cui fratello ha frequentazioni pericolose di soggetti ben noti alla giustizia).
Mi direte: e tua figlia cosa è? Una crocerossina? No, è stata una cretina che ha creduto nell’amore, che ha taciuto per 14 anni violenze inaudite, sempre in primis per amore(??????) e, in secundis, perché nulla trapelasse e venisse a conoscenza mia, e dei suoi fratelli, che vivevamo a più di mille Km di distanza!
E’ una storia, questa, come migliaia di altre, lòo so, ma è una storia che comprova come l’ultima legge sull’affido condiviso sia contro la donna, se volete contro la madre, e, in nome di questa vergognosa posizione di pregiudizio, non tiene conto dei vari documenti messi a disposizione della giustizia, proprio per fare toccare con mano come la tutela “morale” dei minori non venga affatto tenuta in considerazione.
Il “marito” di mia figlia continua a perseguitare la stessa, ha tentato di portar via (nel vero senso dell’espressione) i piccoli all’uscita della scuola degli stessi (l’intervento dei vigili, preposti a quell’ora alla sicurezza della viabilità e quello dei CC chiamati ad intervenire, per le minacce e l’ggressività del “padre”, sono documentati ammpiamente e sostrnuti da moltissime testimonianze di genitori e non presenti ai fatti).
Non so se davvero questo “giudice” punirà in mia figlia qualche donna (madre, moglie o amante) da cui ha subito torti, ma so, per certo che se lo farà, io non mi fermerò, mi legherò al tribunale della mia città, accuserò giudici, avvocati e ctu, di collusione, leggerò tutti i reati di questo padre indegno (che, quando era in casa, si fa per dire, non vedeva mai i bambini, dal momento che usciva per lavoro molto presto e rientrava alle ore piccole ubriaco e in stato di alterazione per altre sostanze… un padre che ora cerca di ricucirsi una verginità “pretendendo” i figli)…….
Scusate.







2012