mi date un consiglio?
Prima di tutto devo premettere che sono assolutamente favorevole al libero accoppiamento.
Purchè consapevole.
Il che significa, per esempio, che mal sopporto i pentimenti postumi o le scuse tipo “avevo bevuto” e molto spesso mi chiedo anche quanta consapevolezza ci si possa ragionevolmente aspettare quando si parla di sesso e forse è proprio questo il caso.
Lei è una bella quarantenne nordica che vive in Italia da oltre vent’anni, è separata con due figli ma soprattutto, e questo è il suo problema maggiore, è talmente monotematica nelle sue fissazioni da perdere spesso in maniera quasi imbarazzante, il contatto con la realtà.
Per lei la vita è meravigliosa. Qualunque sia il ruolo che interpreta in quel momento, lo fa con tutta se stessa tanto da essere la prima e spesso anche l’unica a credere fino in fondo a ciò che dice.
Io per esempio l’ho conosciuta quando era incinta e per dieci anni l’ho sentita parlare soltanto del suo matrimonio perfetto e dei suoi figli perfetti, un genere di perfezione nella quale lei credeva con tale ingenuità che fino a quando l’ambito era quello familiare non mi sentivo neanche di recriminare.
Poi, come diceva mia nonna, il gioco è bello fin che dura poco tanto che se continui a giocarlo per tanto tempo, poi ti viene una sorta di indigestione e da un giorno all’altro marito (per altro davvero ammirevole) e figli perdono d’improvviso ogni interesse.
E così smonti tutto e decidi di darla, decidi che vuoi godertela, decidi, sfidando il buon gusto, i luoghi comuni e lo squallore che spesso accompagna certe situazioni, di cominciare a frequentare discoteche, locali, feste private e qualsiasi luogo d’incontro, a prescindere.
Fino a qui niente di strano, niente che non succeda a tante coppie che scoppiano, lui fugge con una ballerina brasiliana e lei fa tutti i giorni quattro ore di jogging sul tapis roulant oppure lui va in cerca del karma e lei di Kirim. Gli amici tanto aspettano, passerà, tutto prima o poi passa e alla fine il buon senso torna ad avere il sopravvento.
Tuttavia, in questo caso c’è qualcosa in questa girandola di situazioni che mi preoccupa un po’.
Se all’inizio infatti si trattava di discoteche, locali e aperitivi, tutte occasioni per le quali noi amiche di vecchia data venivamo reclutate a turno come quando si ammala il nonno e a pranzo ci vai tu e a cena ci vado io, da qualche mese la mia amica ha fatto amicizia con una signora della sua età, mai sposata, senza figli, proprietaria di un salone di bellezza e con un vasto e a mio avviso ambiguo giro di amicizie. Da quel che mi racconta la mia amica il programma settimanale prevede un aperitivo tra donne sempre nei soliti due o tre locali che anche io so essere frequentati da uomini più o meno soli, una sofisticata cena a turno a casa di amici single (nel corso delle quali tra fiumi di champagne talvolta compiano scatole delle meraviglie piene di deliziosi sexy toys o innocue droghe tanto per divertirsi un po) e qualche volta un fine settimana al mare a casa di tizio o di caio. La cosa strana poi, è che tutti questi uomini che l’amica della mia amica gli presenta di volta in volta con espressioni tipo “ho un regalino per te” o rivolgendosi all’amico di turno “ho qui la norvegese per te”, sono tutti single, molto ricchi, di ottima famiglia (perchè lei mi fa nomi e cognomi senza neanche sapere chi sono) e sempre così impegnati che dopo averla portata a cena una sera (spesso nelle loro bellissime dimore) e aver ovviamente fatto sesso, spariscono magari dopo averle inviato un messaggio per ringraziare della bella serata e promettere che non appena torneranno da un lungo viaggio di lavoro in Amazzonia si faranno risentire.
Il fatto è che io mi chiedo, sono io ad essere maligna o lei ad essere troppo ingenua?
Lei se la sta godendo o qualcun altro si gode la sua ingenuità?
Considerando che se i miei sospetti sono fondati sta facendo gratis il lavoro più antico del mondo, dovrei accennarle questa possibilità o lasciare che se la spassi nella speranza che la faccenda non degeneri?
Intanto non e’ detto che lo faccia a gratis, ma ammettiamo pure che sia cosi’: credo che stia facendo ora le cose che non ha fatto prima.
Da come la descrivi e’ bella, attraente, ha voglia di vivere e il tempo stringe.
Fosse un uomo riscuoterebbe ammirazione, siccome e’ donna desta sospetti.
Io la lascerei fare: beata lei.
Anna ho premesso che la sua ingenuità le impedirebbe di tacere il particolare dei soldi. Ti garantisco, e anche per altri motivi, che non ci guadagna niente (almeno per ora).
Per quanto riguarda il divertimento invece non lo metterei in dubbio se non fosse che tutte le volte questi uomini spariscono con le scuse più disparate. La modalità è sempre la medesima, si incontrano per un caffè, poi lui la invita a cena fuori e dopo sparisce. E lei ogni volta prova a rintracciarli senza successo.
Desterebbe ammirazione invece di sospetto, non se fosse un uomo, ma se le modalità non fossero sempre identiche e soprattutto se lei usasse questi uomini anzichè sperare che la richiamino.
Non lo fanno per amore, ma lei crede di sì? Se è solo sesso cosa c’è di strano allora? Si mettessero d’accordo sin dall’inizio,
te dici che non li usa ma la cena fuori che è allora?
Chiediglielo. “Sei soddisfatta di queste esperienze?” E da come risponde, lo capisci tu e lo capisce lei. Io (noi) non possiamo che ipotizzare.
A voler esser maligni, la single che le presenta gli uomini e la invita alle cene, si sta facendo un mucchio di soldi
Il punto essenziale da capire in questa faccenda è se lei da queste avventure di una sera si aspetta qualcosa o no.
Se non ha nessun tipo di progettualità o “sentimenti” nei confronti di questi uomini fa bene a godersela, lei usa loro come loro usano lei…ma leggendo quello che scrivi viscontessa mi sembra sia il contrario.
Difficilmente noi donne (per esperienza personale e indiretta) riusciamo a scindere completamente la mente dal corpo e prova ne è che lei comunque cerchi di rintracciarli nei giorni seguenti.
Io credo (ma è solo il mio modesto parere) che la sua ingenuità la porti certo a ricercare questo tipo di divertimento(che è reale) e queste conferme, ma anche a soffrirne perchè non ha gli “strumenti” per considerarlo appunto solo come un gioco dettato da una scelta consapevole e matura ed a mantenere dunque la propria dignità.
Mi sembra una situazione imbarazzante e dolorosa. Essere a tal punto ingenui, a quarant’anni, sfiora, a mio parere, la criminalità. Ma ammetto che ci siano persone così, persone che credono il mondo bello e giusto e incantevole. Persone senza rete di protezione.
Forse, in maniera molto cauta e pacata, le chiederei – come giustamente ha proposto Adrix – se è felice, se sta bene, se si sente soddisfatta della sua vita, di tutto questo sesso “mordi e fuggi”. Se dovesse dire “no”, o anche solo “ni”, proverei a spiegarle come la vedo io (senza parlare della faccenda soldi, magari, che quella è davvero spinosissima), facendola ragionare sul fatto che non è lei a godersi la vita, ma sono gli uomini a godersi lei, e senza troppi scrupoli.
Non credo che un’amica possa fare più di questo… ma forse sbaglio.
V
Mah, se fosse un uomo non ci si porrebbe neanche il problema che possa soffrire o avere delusioni, si direbbe anzi, con una punta di critica, che è un dongiovanni e si penserebbe che se la sta spassando, vero o no che sia.
Perchè mai gli uomini con cui va dovrebbero essere accusati di approfittarsene se la cosa è ovviamente reciproca? Lei fa sesso con loro, loro con lei e poi non ci si rivede. E’ probabile che dietro ci siano sofferenze e frustrazioni da parte di entrambi, in ogni caso
P.S. Ma qualcuno mi spiega perchè c’è ancora l’idea che un uomo che voglia far sesso e basta con una donna debba pagarla, mentre a parti invertite il maschio arrapato si presti gratis alla cosa? Non che non sia vero spesso, ma è dicriminatorio giusto un filino
Ho creato un blog contenente delle petizioni che firmate andrebbbero spedite al governo per attuare delle leggi che servono in quanto diritti della donna:
1) le prima petizione è dedicata alle leggi di Zapatero per quanto concerne la violenza in famiglia:
http://firmiamo.it/vogliamounaleggecomequelladizapatero
Perchè cosi possiamo urlare quali sono i nsotri diritti, quelli che un paese dovrebbe garantirci che non sono quelli di farci morire tra le mani di un pazzo marito violento perchè un ministro che si ritiene delle pari opportunità ritiene talmente important ela famiglia, come lo fa anche lo stato e poi questa importanza non viene rivolta affinchè si devono tutelare le donne in famiglia ma per proteggere il paese dalla legalizazzione e diffusione delle cosidett eunioni di fatto. Questa convizione tende a far sparire dallo scenario italiano che le donne subiscono violenza all’interno delle nsotre mura facendole accreditare a persone di un entia diversa alimentando l ostereotipo della famiglia mulino bianco, che non esiste. Visto le percentuali in cui configuarano la condizione delle donne nel nsotro paese e la mancanza di rispetto che hanno gli uomini italiani per le donne:
2) ho creato un altra petizione per lo stalking:
http://www.firmiamo.it/puniamolostalking
è evidente che si tratta di due cose che in itlaia sono reati, lo stlaking adirittura considerato ancora una forma di corteggiamento porta alla morte di tantissime donne.
Sarei ben felice se potete diffondere e firmare le mie petizioni. Insieme possiamo ottenere i nostri diritti.
saluti
Il problema per lo stalking è evidenziare bene il confine che intercorre fra un corteggiamento pressante, che può essere anche fastidioso ma non dev’essere reato e un pedinamento che porti poi ad un rischio concreto per la vita della vittima (ad esempio
nel caso di Luca Delfino)
Le due cose, poi, possono essere legate e la legge deve essere precisa nello stabilire quando l’atto costituisce un pericolo concreto, senza la tentazione politically correct di punire sempre il “corteggiatore rompiballe”. Per dire, giorni fa sul giornale c’era la notizia di un povero cristo condannato per aver “guardato troppo intensamente” una donna
Ecco perchè ti chiedo: dov’è la tua proposta di legge, articolo per articolo? Nella petizione non ce n’è traccia
Ciao! veramente intrigante. Donada. Non è che la tua amica magari ti nasconde qualcosa, e incassa anche lei?
Mi sono trovata nella tua stessa situazione, cioè quella di chiedermi fino a che punto fosse lecito fare domande ad una persona alla quale tengo. domande poco simpatiche, intendo.
credo che se ti consideri una sua amica tu debba metterla di fronte a ciò che pensi, ai tuoi dubbi, alla tua visione della situazione o del problema, senza temere le sue reazioni. credo che sia il minimo che un’amica deve fare, soprattutto nei casi in cui l’altra persona si rifiuta di capire la realtà dei fatti…(o no?)
pa: x marco bastianello: credo che sofferenze e frustrazioni non siano il vero punto della questione. da quello che ho letto mi sembra più che sia un problema di consapevolezza della situazione che si vive. ad esempio, se il tragitto dalla tuo frigo al tuo computer per magia diventasse un campo minato, credo che ti piacerebbe saperlo. se non lo sai – perchè non te ne accorgi, o perchè nessuno te lo dice- e ci cammini sopra, e ti esplode un piede, proverai sofferenza e frustrazione, ma sarai anche sorpreso perchè ti fidavi molto di quei tizi in mimetica che scavavano nel tuo corridoio sostenendo che il contatore dell’enel si trovava proprio lì sotto.
Il fatto è che do per scontato che due adulti che fanno sesso sappiano a) cosa stanno facendo e possibilmente b) cosa si aspettano da quello che stanno facendo.
Il quadro mi sembra chiaro: si tratta di sesso spensierato. Non posso credere che una, due, cinque volte questa donna cambi partner e non si sia mai domandata se per caso i partner in questione la consideravano un’avventura. Oltre a tutto il sesso accadeva sempre la sera stessa, insomma la cosa era piuttosto palese. Se non è così si tratta è tragico e si tratta comunque di una persona troppo ingenua. E so bene che in amore si è sempre troppo ingenui. Ma come si fa ad innamorarsi di uno che si è conosciuto un’ora prima a cena?
Dico solo una cosa: una donna può essere ingenua, il problema è che nessuno se ne dovrebbe approfittare (parlo dei tizi e della sedicente amica che presenta). Quando ci si trova davanti una persona debole psicologicamente si dovrebbe fare un passo indietro.
Parlo in linea generale perchè ovviamente c’è una bella differenza di responsabilità tra il fare sesso solo una sera o farlo per mesi senza preoccuparsi delle aspettative che magari si creano nella ragazza.
Purtroppo (e mi ripeto) noi donne per la maggior parte siamo fatte così…abbiamo difficoltà a separare mente e corpo.
E non si tratta, Marco, di innamorarsi, ma solo di “fantasie affettive”. Questo sentimento è molto più complesso e non si prova dopo una cena.
Io, Viscontessa, le parlerei in modo delicato ma diretto, perchè è quello che mi aspetterei facesse la mia amica più cara. Tante volte grazie a lei ho visto cose che l’amore o un momento poco equilibrato non mi facevano vedere.
Fantasie affettive vuol dire iniziare ad innamorarsi. O volete essere trattate con la delicatezza che implica l’innamoramento da parte vostra senza averne le responsabilità nei confronti della controparte (del genere, se mi lasci tu, sei un mostro, se ti lascio io le mie erano solo fantasie).Va bene, è che sono prevenuto in questi discorsi. A volte ho la sensazione che le donne pensino di essere l’unico sesso sensibile, vulnerabile o confuso quando si tratta di amore, come se l’uomo sia sconbtato che sappia da subito cosa vuole, che sia perfettamente coerente e magari che sia anche fatto di gomma. Questa storia delle fantasie affettive proprio non la digerisco. Comunque la signora, dopo parecchie volte che lo schema si ripete e lei continua a seguirla me la vedo molto poco nella parte della sedotta e abbandonata e molto più in quella della donna di mondo con un filo d’incoscienza/menefreghismo, in modo non troppo diverso dalle sue controparti maschili “del momento”. E questo, ripeto, non significa che la persona non soffra o si senta per forza appagata da questo modo di fare, ma ha scelto questo modo immediato di reagire e non mi va, a quarant’anni di trattarla come una povera ingenua che non sa quel che fa.
Anche io sono abbastanza convinta che ci sia differenza tra la sessualità maschile e quella femminile. Credo anche che questa differenza sia dettata da un diverso ruolo che la natura ci ha assegnato e sulla quale è possibile intervenire fino ad un certo punto.
Mi piace il concetto di “fantasia affettiva” e lo sposo in pieno anche per giustificare il comportamento della mia amica che non si lamenta del mordi e fuggi ma che tuttavia vive nel perenne stato di dubbio. Avrò qualcosa che non va visto che nessuno mi cerca mai? E la sensazione è che nel suo mondo tutto rosa di stereotipi ed ottimismo, questo sia la domanda più audace che riesce a porsi per spiegarsi questo fenomeno.
Le parlerò, ha di buono che non è affatto permalosa e che da sempre ha apprezzato la mia schiettezza per cui, senza alcun giudizio morale in merito (anche perchè non è una questione di morale) le dirò cosa penso di questa situazione. Poi decida lei cosa vuol fare.







2012