Mi hanno detto
Mi hanno detto che quello che voglio è una roba che si trova nel banco freezer del supermercato, o forse era il frigo, comunque era una cosa con yogurt, cereali e frutta che ha solo cento calorie, e per questo forse dovrebbe essere tutto quello che voglio, o forse è per via dello yogurt, o dei cereali, o della frutta, o delle facce che fanno le tipe nella pubblicità quando lo mangiano, che sembra gli stiano facendo un cunnilingus e invece è yogurt. Io quando mangio lo yogurt, anche uno yogurt molto buono, non faccio quelle facce lì. Lo mangio e basta. Vabbè che a me piace lo yogurt bianco intero della Centrale del Latte. Probabilmente sbaglio io.
Mi hanno detto anche che se ho la cellulite non devo andare in spiaggia. Non è che me l’abbiano proprio detto, è che ci sono tutte queste pubblicità radiofoniche con le tipe che rispondono al telefono e dicono che in spiaggia non ci vanno perché hanno la cellulite, poi arriva la voce suadente che dice che con il prodotto Questequello ti si sgonfiano i cuscinetti, e loro esultano yuhuuu perché finalmente possono di nuovo uscire di casa, mettersi un costume e prendere il sole. Ne deduco che la cellulite è una malattia gravissima che ti impedisce di esporti al sole pena la morte, boh, io sono anni che vado in spiaggia con la cellulite e non mi è mai successo niente. Forse un giorno farò tre passi e morirò come Bill in Kill Bill, perché sono andata in spiaggia con la cellulite, ma per ora sto bene. Magari mi comprerò il prodotto Questequello per sicurezza, sai mai che la cellulite sia una roba contagiosa che si attacca, mica voglio essere responsabile di un’epidemia.
Ah, dimenticavo anche che mi hanno detto che non sta bene cagare in un bagno che non sia quello di casa mia. Le vere signorine, quelle magre che si toccano la pancia e dicono "Mi sento tutta gonfia" fuori campo mentre la telecamera inquadra le loro facce che fanno la smorfia della donna con la pancia gonfia, e non si capisce dove sia ’sta pancia gonfia: sotto la canottierina si vede tipo una tavola da lavandaia di muscoli compatti, ecco quelle vere signorine lì non cagano fuori casa. A me, quando mi si gonfia la pancia, capita di ricevere congratulazioni per il nuovo arrivo da sconosciuti per la strada: si vede che devo smettere anche io di cagare nei bagni che non sono il mio, dato che lo yogurt che mangia la signorina lì lo mangio anche io, è buono ma non ho notato sostanziali differenze nelle mie funzioni intestinali, che sono comunque ottime e abbondanti, questo va detto.
Mi hanno detto che non si può dire "cagare", bisogna dire "naturale regolarità" perché le donne non cagano. Non si deve neanche dire "pisciare" o "pipì", si dice "plin-plin" e bisogna fare la faccia felice come quella lì che era Miss Italia qualche anno fa e adesso, a furia di plin-plin, conduce un programma con quattro strass sulla patata: si vede che deve essere sempre pronta a correre in bagno. A fare plin-plin, eh, perché la naturale regolarità è una cosa che se una non ha il suo bagno…
Mi hanno detto che quello che voglio è essere magra come Kate Moss, tettona come Manuela Arcuri, disinibita come Jenna Jameson e ministra come Mara Carfagna. E io che sono andata all’università.
Giulia mi hai tolto il post di bocca e lo hai fatto in maniera grandiosa:-)
Ammetto che mentre lo scrivevo pensavo: “Sono posseduta da Viscontessa” ![]()
Complimenti per il post Giulia, è molto bello, ma quello che a me fa specie è che il soggetto del “Mi hanno detto” sembrano essere le altre donne.
Sono appena stata in Italia per qualche giorno e ho visto tutte queste ragazze, per altri versi tutt’altro che stupide, fare cose che per me non hanno senso. Spendere migliaia di euro per il “centro dimagrimento” e poi fare tragedie per cinque chili in più o in meno, avere il terrore di essere una taglia invece che un’altra, fare le pulci a come si vestono le colleghe e così via intristendo.
Sono sicurissima che ci sono donne così anche il Inghilterra, ma in Inghilterra non le frequento, ho amiche che credono che riuscire a correre 10k e salire le scale senza il fiatone, dormire la notte e ridurre al minimo panico e depressione sia più importante di un numero su una bilancia o su un’etichetta.
Ho anche la fortuna di vivere con un uomo che la pensa allo stesso modo, che mi incoraggia a fare cose che mi divertono e mi fanno stare bene e che quando abbiamo comprato casa ha stabilito un solo divieto, quello di possedere una bilancia pesapersone.
Nota bene che non credo che sentirsi bene sia meno importante dell’impegnarsi per gli altri, o costruirsi una carriera, o leggere il Guardian da capo a fondo. Solo che il mio sentirsi bene non passa per le cento calorie, la naturale regolarità e il non andare in spiaggia per via della cellulite.
Ma quando mi confronto con il modo di pensare descritto nel post penso che alla fine le donne sono le prime, e spesso le peggiori, nemiche di se stesse, e che finché continuano a mettere in giro certe boiate, e a essere acide le une con le altre sulla base di idee come quelle del post, non ci sarà nessun bisogno che gli uomini le opprimano. Perché ci riescono benissimo da sole.
(scusate il comizio ma alcune cose viste e sentite lo scorso weekend in Italia mi hanno proprio lasciato basíta e questo post “cascava proprio a fagiuolo”)
Ti sarai anche ispirata a Viscontessa ma ormai il tuo stile lo riconosco anche senza leggere il nome dell’autore del post.
E mi piace. ![]()
se per caso lo yogurtino non facesse effetto puoi sempre provare la supposta effervescente!!
Altro che pancia gonfia se tanto mi da tanto….
:D ![]()
Ahahah, fantastico, da morir dal ridere, eheheh…
Ma, aspetta un momento, come dici? È vero? Ohibò!
Grande Giulia!
Adesso lo stampo e lo appendo qui in ufficio. (già, in questa agenzia dove si fa la pubblicità per una serie di creme dimagranti e snellenti…)
Anticipo il mea culpa: la prossima settimana dovrò girare uno spot per un detergente intimo… mi scuso in anticipo con le donne.
Non è colpa mia: me l’hanno fatto fare così!!!!!
Il punto non è solo quello che ci hanno detto… ma anche quello a cui siamo disposte a credere!
E’ un post scritto magnificamente e descrive benissimo la brutalità di questi esseri…non so neanche come definirli.
Che tristezza!
R
o perdianaccia! Ho sbagliato post!!! E’ scritto bene anche questo, ma mi riferivo a quello sullo stupro! Pardon…:-(
E perché quella che non fa la ruota “in quei giorni”? Meno male che l’aiuta l’assorbente! A parte il fatto che già fare la ruota mi pare un’opzione alquanto remota. Ma anche se fosse? Rischiava di farla, scusate l’immagine pulp, con il sangue che le colava sulle orecchie? Mestruata=handicappata, meglio tenerlo presente! Così come cellulitica=reietta, stitica=isterica (questo è un po’ vero!), mangiatrice di yogurt ipocalorico=orgasmatica, sgranocchiatrice di cereali a tutte l’ore=furbetta del bilancino e così via. La pubblicità, soprattutto in Italia, rischia poco e anzi punta proprio sui soliti stereotipi maschilisti (oddio l’ho detto, si vede che nel’77 già ero in età da polemica). Di contro ci sono almeno un paio di spot che sono divertenti e meritano una citazione. Il primo è quello ormai noto della Coloreria Italiana in cui una lei infila in lavatrice uno smunto ometto color mozzarella e, dopo il trattamento, tira fuori un mandingo colorato, anzi “coloured” come direbbero gli americani. Il secondo è quello allegramente feticista della Bolt in cui una ragazza viene pescata ad inebriarsi del profumo di un paio di mutandoni stesi ad asciugare. Io lo trovo fantastico!
dimenticavo: se volete mi trovate su http://www.razorsisters.com
[...] adoro Sarah Haskins. Non solo mi fa ridere, ma dice anche un sacco di cose che penso e condivido sulla pubblicità, il marketing, e l’immagine delle donne che ne possiamo [...]










2008