Donne e Gay dei paesi tuoi
Non so da dove cominciare. Travaglio, i rom, l’UE, il gay pride…Per tutto quello che avrei voglia di scrivere mi dovrei licenziare e protestare a tempo pieno. Purtroppo, essendo in Italia, rischierei la miseria e minimo una querela.
Cominciamo dai gay. Vi spiego: noi donne, siamo una categoria spesso discriminata e bistrattata, altrettanto spesso vittima di violenza, allo stesso tempo accusata di essere prepotente nel pretendere i propri diritti che tutti continuano a dire non ci vengono negati. In tutto questo siamo molto simili ai gay.
Siamo molto simili ai gay anche nel fatto che all’estero, sia la popolazione femminile che quella omosessuale, sono una questione politica di grande importanza che si concretizza in fatti di portata sociale e legislativa che, tra l’altro, ammettono di non essere riuscite a risolvere completamente la questione. Per dire, secondo molti da noi il problema della discriminazione femminile forse c’è, ma insomma non è così grave. Ecco, sappiate solo che ad oggi in Kuwait le donne lavoratrici stanno meglio delle italiane o che per esempio la legge 194, una legge, è messa in discussione dalla chiesa.
Ad esempio secondo molti, i gay sono solo degli esibizionisti e le discriminazioni sociali o le omofobie non ci sono. Secondo alcuni esponenti del governo "non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili", succede però parallelamente che in molti stati europei le coppie omosessuali sono riconosciute al pari di quelle eterosessuali, addirittura in Spagna possono adottare figli.
In Italia le donne e i gay hanno un ministero (senza portafoglio) per le Pari Opportunità. Noi abbiamo la Carfagna. La Carfagna è a favore delle donne (proposte concrete ancora nessuna, ma intenzioni tante), ma i gay non sono affar suo:
Hanno obiettivi che non condivido. Io sono pronta ad occuparmi di contrasto alle forme di discriminazione e di violenza. Sono pronta a dare patrocini a seminari e convegni che si occupano di questi problemi». E invece, i Gay Pride, che obiettivo hanno? «Penso che l’unico obiettivo dei Gay Pride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso esser d’accordo ».
Mara Carfagna non darà il patrocinio al Gay Pride. «Per il governo gli omosessuali non sono discriminati» spiega senza esitazioni il ministro per le Pari opportunità.
[...]
«Io credo che l’omosessualità non sia più un problema. Perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l’integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare».
fonte: Corriere.it
Il ministro Carfagna dice che gli omosessuali non sono discriminati. Farebbe meglio a leggere l’indagine della comunità europea, stilata in occasione dell’anno europeo per le pari opportunità, prima di lasciarsi a dichiarazioni di tale portata con leggerezza. La percezione degli italiani e la realtà sono un’altra cosa.
Non è, dunque, orientata ad occuparsi dei gay nostrani Mara Carfagna. Nemmeno di quella commissione per i diritti dei gay, delle lesbiche e dei transgender che pure alberga proprio dentro il suo ministero. «Non ho ancora preso bene visione di cosa sia e a cosa possa servire», dice. E poi spiega: «La verità è che una volta verificato a cosa serve credo che la userò per occuparmi anche di altro. Ci sono molti problemi di Pari opportunità. Un esempio? Nei luoghi di lavoro ancora oggi le donne guadagnano il 30% in meno dei loro colleghi pari grado. E questo è o non è un problema serio?».
fonte: Corriere.it
E’ un problema serio sì. Ma chi ha detto che il problema serio sia solo uno? Chi ha detto che impedire una manifestazione come quella del gay pride sia una cosa lecita e non una discriminazione? Tutti questi problemi per il Family day non mi pare ci siano stati….
Tra l’altro il sito del suo ministero recita:
Stereotipi e pregiudizi nei confronti di omosessuali, transessuali e bisessuali sono ancora radicati culturalmente, ma l’orientamento sessuale appare ancora oggi un fattore di discriminazione anche sul piano normativo. Si pensi, ad esempio, al fatto che alle persone omosessuali conviventi non sono riconosciuti gli stessi diritti previsti per le coppie eterosessuali.
Percezione. Le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale sono diffuse secondo il 73% degli italiani (il 50% a livello europeo): un fattore di discriminazione percepito come rilevante dall’opinione pubblica, secondo solo all’origine etnica (fonte: Discrimination in the European Union, 2007).
I numeri. La discriminazione più evidente avviene sul luogo di lavoro, dove gli omosessuali tendono ancora a rimanere nascosti: solo il 16,5% dei maschi e il 15% delle femmine – dati di Arcigay e Istituto Superiore di Sanità – si rendono ‘visibili’. L’appartenenza territoriale incide su queste difficoltà che aumentano soprattutto al Sud. Inoltre, quasi la metà della coppie omosessuali (percentuale che è superiore al 50% per le donne) ha un rapporto di coppia stabile paragonabile a una convivenza more uxorio.
Allarmanti gli episodi di aggressione e violenza ai danni di donne e uomini omosessuali, in preoccupante aumento, come risulta evidente anche da alcuni eclatanti fatti di cronaca.
A questo proposito, il Piano d’azione nazionale per il 2007 si è posto l’obiettivo di superare gli ostacoli socio-culturali e normativi attraverso iniziative specifiche di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, modifiche nella normativa, nelle politiche nazionali e locali e nelle buone pratiche, e azioni di promozione dell’accettazione sociale delle diversità, favorendo un più forte legame tra i gruppi maggiormente vulnerabili di omosessuali (donne lesbiche migranti, omosessuali stranieri, giovanissimi o anziani, ecc.).
Poi Mara ci ripensa (in parte) e dichiara che forse qualche discriminazione c’è:
"E’ intenzione del ministero che guido combattere ogni forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali". Il ministro per le Pari Opportunita’, Mara Carfagna, torna con una nota sulle "polemiche sollevate dai movimenti che tutelano Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transgender". "Sono cosciente - scrive - delle tante discriminazioni nelle scuole, nelle universita’ e nei luoghi di lavoro e credo che l’Italia abbia il dovere di contrastarle con fermezza. Detto questo, pero’, il movimento GLBT non puo’ pretendere per le coppie omosessuali ne’ riconoscimenti simili a quelli garantiti alla famiglia ne’ il patrocinio del governo a manifestazioni che rispondono piu’ a logiche esibizionistiche che ad altro". "Quanto alle sollecitazioni di chi rivendica alcuni diritti per i gay - aggiunge il ministro -, sono pronta a discuterne se si tratta di negoziazioni privatistiche e non di riconoscimenti pubblicistici. Per permettere a un gay di andare a trovare il compagno o la compagna in ospedale puo’ bastare una dichiarazione all’Asl, cosi’ come va assicurato il subentro nel contratto di affitto dell’abitazione o la visita in carcere attraverso un semplice atto amministrativo. Se c’e’ la volonta’ di discutere per combattere le discriminazioni ed evitare le disparita’, il ministero per le Pari Opportunita’ e’ pronto a trovare soluzioni immediate, ma se qualcuno intende minare all’unicita’ della famiglia o dettare l’agenda politica del ministero non potra’ che trovare porte chiuse".
fonte: AGI
Il nostro ministro per le pari opportunità vuole giustamente "combattere le discriminazioni ed evitare le disparità". E non è forse una discriminazione non attribuire il patrocinio del governo ad una manifestazione pacifica solo perchè riguarda la comunità omosessuale? Non c’è forse una disparità di trattamento nel riconoscere civilmente una famiglia formata da un uomo e una donna e non riconoscere diritti uguali ad una coppia di persone dello stesso sesso? Nessuno parla di matrimonio, ma di diritti (e conseguentemente doveri) civili e sociali sì.
Le donne in questa società hanno spesso meno diritti degli uomini, sono più spesso vittime di violenze e abusi, incontrano disparità di trattamento in ambito lavorativo e sociale. La comunità omosessuale spesso incontra le stesse difficoltà. Questo secondo il ministro è discriminazione. A questo punto il ministro Carfagna ha preso molti impegni per risolvere la condizione femminile, ma dove sono quelli per risolvere le discriminazioni sessuali, religiose od etniche ad esempio?
Le nostra ministra sostiene che vuole "combattere ogni forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali", ma poi afferma che non vuole che una coppia omosessuale venga riconosciuta al pari di una eterosessuale. A me l’ossimoro sembra evidente. Forse è il caso di capire meglio cosa vuol dire la parola discriminazione:
da wikipedia:
La discriminazione è il trattamento non paritario attuato nei confronti di un individuo o un gruppo di individui in virtù della loro appartenenza ad una particolare categoria. Alcuni esempi di discriminazione possono essere il razzismo, il sessismo e l’omofobia.
Due caratteristiche principali necessarie a definire discriminazione un atteggiamento nei confronti di un individuo o un gruppo di individui sono:
- un trattamento particolare, diverso rispetto agli altri individui o gruppi di individui;
- un’assenza di giustificazione per questo differente trattamento.
Gli omosessuali, come coppie, non sono riconosciuti dal governo al pari degli eterosessuali. Mi pare che attualmente l’unica "giustificazione" in tal senso sia la composizione della coppia ed il proprio orientamento sessuale. Se non è discriminazione questa, qualcuno mi spieghi. E’ come quando le donne non potevano votare solo perchè erano donne.
Ed ora, se il ministro delle Pari Opportunità, condivide questo atteggiamento discriminatorio, come spera di rimuovere le disparità di trattamento delle coppie omosessuali? Cioè vale solo per il lavoro e nella società, ma quando i gay vogliono avere pari diritti così come riconosciuti alle famiglie eterosessuali non vale?
Io, le dichiarazioni del ministro non l’ho capite. Spiegatemi, non ci arrivo.
Te le spiego io, guarda, semplice semplice.
Dietro la schizofrenia della Carfagna c’è l’idea, propagandata dalla Chiesa nell’ambito di una campagna più vasta per tenere sotto controllo la sessualità della gente, che l’omosessualità sia un comportamento sessuale e non un orientamento, ossia una pratica che le persone scelgono e possono, eventualmente, abbandonare in favore dell’eterosessualità (o della castità, come più volte raccomandato dal Vaticano). Una scelta intrinsecamente errata e immorale, in quanto non porta alla procreazione.
Tale visione, ovviamente, è stata ampiamente sconfessata da antropologi, medici, biologi e scienziati in genere, che hanno più volte fatto notare come l’omosessualità sia un orientamento non volontario della persona, e che la sua negazione o rimozione porti a una realizzazione solo parziale della persona, e generi stati di sofferenza.
Detto tutto questo, la Carfagna non può dire “I froci fanno schifo e sono immorali”, anche se fra le righe lo dice eccome. In pratica, però, l’onorevole Carfagna tratta gli omosessuali come viziosi, persone che scelgono di stare con altre persone dello stesso sesso, e che potrebbero avere diritto a una vita familiare solo se decidessero di abbandonare le proprie pratiche immorali e contronatura, e si convertissero all’eterosessualità.
In questo viene appoggiata da una percentuale sconvolgente di persone, convinte che il matrimonio gay sia una cosa che toglierebbe diritti e dignità alle famiglie eterosessuali.
(Mi piacerebbe sapere quanti di questi padri di famiglia oltraggiati dai froci poi va a trans la sera. Mi piacerebbe proprio. E mi piacerebbe anche sapere se si devono mettere in fila con i preti, o se c’è abbastanza offerta per tutti.)
“non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili”,
Io vorrei che qualcuno mi spiegasse che significa “costituzionalmente sterili”. In base alla Costituzione Italiana? Si occupa perfino di questo? Oppure in base alla costituzione fisica? Che comunque nel caso di una coppia di omosessuali donna non è vero…
Sempre in base a questa affermazione mi aspetto anche che i matrimoni di chi non ha avuto figli e non ha più, o non ne ha mai avuto, la possibilità di provvedere vengano dichiarati nulli…
Un mio amico gay quando vuole prendermi in giro inizia con ‘tu che sei dicriminata due volte, come donna e come lesbica…”
Non vedo l’ora di entrare in menopausa per essere discriminata tre volte!
Ciao a tutt*. Vi chiedo il favore di segnalare dove potete e di far leggere questa bella lettera scritta da Daniele Pacini al Ministro delle Pari Opportunità. Grazie in anticipo. M.
http://www.puta.it/blog/2008/05/21/queer/lettera-aperta-al-ministro-delle-pari-opportunita/
è da 40 anni che andate dicendo che la violenza sulle donne è in aumento.Tra 40 anni direte sempre che la violenza sulle donne è in aumento e così per sempre.Siete ridicole.
Vedi Renato, per nostra sfortuna non serve che lo diciamo noi, ci pensano già i giornali e la cronaca…
Non sapevo che le donne fossero tutte etero…
OT
mi sa che con questo nick ci confondiamo -.-
Alla Carfagna dovrebbero leggere anche la rassegna stampa la mattina e non solo consegnarle i giornali a letto insieme alla colazione all’americana, perché è notizia di oggi:
[Fonte: La Stampa]
ROMA
Christian Floris, 24 anni, conduttore di punta del portale DeeGay.it, è stato aggredito la scorsa notte a Roma mentre rincasava. Due persone gli hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo perchè si occupa di tematiche legate al mondo dell’omosessualità e gli hanno intimato di smetterla. Il ragazzo, che è stato portato all’ospedale dove è stato giudicato guaribile in sette giorni, ha sporto denuncia contro ignoti. DeeGay.it è un portale che co-produce una trasmissione con Radio Città Futura, Eco tv e Nessuno tv.
Voleva le prove? Eccole!!!
E anche oggi:
http://notizie.alice.it/notizie/articolo,14928495.html?mod=foglia&pmk=mailwp
Sarà una congiura antiCarfagna
Sarà che con il nuovo governo i cittadini si sentono spalleggiati nella caccia all’immigrato e all’omosessuale…E questo sì che è grave.










2008