L’inverno demografico
Eccoli all’attacco. La 194 va cambiata, anzi, abolita, perché no, bisogna "sgretolarne il mito", perché è una legge che - i numeri lo provano, eh? - ha contribuito all’inverno demografico. Secondo questi signori, in Italia non si fanno figli perché c’è la 194.
Ditemi voi se avete mai sentito una bestialità più grossa, più gigantesca, più in malafede di questa.
A chi non sembra evidente bisogna spiegarlo pianino pianino come ai bimbi lenti: in Italia non nascono bambini perché non esiste modo o maniera per mantenerli senza a) fare la fame rinunciando a qualsiasi desiderio di realizzazione sul lavoro oppure b) abbandonarli ai nonni. Non tutti hanno nonni a disposizione. Non tutti vogliono/possono crescere un figlio senza avere i mezzi di sussistenza per se stessi. Se a 35 anni sei ancora parcheggiata in un call center a 500 euro al mese più provvigioni, un figlio come lo mantieni? Con la forza del pensiero, con l’elemosina, con la carità (scarsa e pelosa) delle associazioni cattoliche? Allora il figlio eviti di farlo. Con la contraccezione, in generale. Quando la contraccezione fallisce, con l’interruzione di gravidanza.
Aaaaa, ma dimenticavo che i cattolici - quelli di Famiglia Cristiana, i paladini dell’embrione per cui le donne sono incubatrici e demanio pubblico, giacché "L’aborto è un fatto di rilevanza pubblica e politica", non una faccenda di carne, sangue, budella e sofferenza di un essere umano - non vogliono mica che ci teniamo il figlio a tutti i costi! Possiamo darlo via, no? Sicuro. Nove mesi in pancia, durante i quali se ti va bene perdi il lavoro, se ti va male perdi la salute e anche la vita, e poi sei pronta per sfornare il pupo come se fosse di tutti, il pupo: mica lo hai fatto tu, appunto, con carne sangue e budella. Il tuo corpo non ti appartiene, appartiene allo Stato, e lo Stato ti impedirà con ogni mezzo di privarlo di un cittadino in più. Ma quale madre, tu sei veicolo.
Ovviamente puoi sempre fare come si faceva prima del 1978, cioè ti prendi un bel trenino e vai in Svizzera o dove ti pare, a parte l’Irlanda ormai è assodato un po’ dappertutto che un embrione non è una persona fisica, e tu puoi decidere di non farlo diventare tale. Se invece il trenino non lo puoi prendere, ti prendi un bell’abortivo fai-da-te, tipo il Cytotec, che serve per curare l’ulcera ma in dosi massicce provoca aborto, emorragie e anche morte. A loro cosa gliene frega: l’importante è che non si faccia alla luce del sole, no? Se poi schiatti per i cavoli tuoi ti fanno anche la messa solenne e ti piangono, anzi, piangono l’embrione, mica te che appunto, sei decorativa.
Nel frattempo, si guardano bene dal dire che i numeri non provano che la 194 abbia contribuito all’inverno demografico. I numeri provano solo che con la 194 è diminuito il numero totale degli aborti, e sono quasi scomparsi, almeno fra le italiane, gli aborti clandestini. Certo, è diminuito il numero dei concepimenti, perché la contraccezione è liberamente accessibile: ma cosa credete, che dopo averci tolto la 194 ci lasceranno evitare di rimanere incinte tout court? Illuse. Dopo aver reso impossibile abortire, mireranno a toglierci anche la possibilità di evitare una gravidanza.
Continuiamo così, cretine e contente. Oggetti dei giochi politici altrui. E nessuna che alzi la voce.
Solo una domanda Giulia: se a questi qua le famiglie piacciono tanto, perchè non mettono noialtri bamboccioni in condizione di provarci a farla, una famiglia (iniziassero autandoci a non morire di fame e a trovare casa, vedrai che qualcuna magari la convincono pure a non abortire, allora ![]()
sono ( o mi considero tale) giovane non avendo ancora 30 anni. mi ricordo di aver cominciato a interessarmi di questioni e problematiche di diritti civili ( e di questioni politiche quindi) quando ero adolescente.
non ricordo tuttavia il senso di nausea rivoltante continua che provo negli ultimi tre-quattro anni. da quando cioè c’è un rigurgito oscurantista che tocca svariati temi, tutti, però, riconducibili a quella che potremo raggrupare sotto il nome di libertà personali.
Quello che mi distuga ( e mi tuttora rivoltare) è il continuo, in questo e in altri campi, tentativo dello stato ( e non solo) di invadere la persona. vogliono decidere per me. per noi. mi vogliono incapace di decidere della mia vita, persino negli aspetti più intimi…quelli affettivi, sessuali, di coppia.
in una cosa, tuttavia, dò ragione ad avvenire…è vero che la 194 è un muro, un simbolo, una diga. abbattutto quella…l’acqua dilaga…inonda…cancella.
concludo…citando daniele sepe: ” ribellarsi è giusto.sempre”
questo è il governo che la maggioranza degli italiani ha voluto.
evidentemente la libertà si apprezza solo quando non la si ha.
tornare indietro (al edioevo) potrà scuotere infine le coscienze?
quando saranno i nostri figli a non poter più usufruire della 194 torneremo sui nostri passi?
intanto non date l’8xmille a sti maledetti.
Non glielo do, infatti. Lo do ai Valdesi, che mi sono più vicini per ragioni di famiglia e di atteggiamento nei confronti della società.
Il mio corpo appartiene allo Stato?Vorrei sapere QUALE Stato.
Quello che popolarmente ed ironicamente ,sul sesso,fa recitare ” Non lo fo per piacer mio ma per dare figli a … ” ?
Vedrai, ci penserà SuperMara (brividi). Il paradosso è che chi i figli li vuol fare e non può per motivi di fertilità si ritrova tra i piedi la legge 40, e se uno dei due è completamente sterile, ciao ciao fecondazione eterologa.
Speriamo che l’UE ci faccia guerra, che la Spagna ci invada, speriamo che la gente si rivolti. Anzi preghiamo…
Invece di gridare allo scandalo per la 194 abbattano il precariato. L’ha capito Benedetto XVI che pure sull’ aborto ha una posizione così intransigente…
Perché “invece di”?
Si può gridare a questo scandalo ed ad altri.
Siamo capaci di fare più di una cosa per volta…
Che bello tornare a leggervi dopo un po’ e ritrovarvi ancora così… sorelle.
Che possiamo fare? Ce la sentiamo di fare davvero qualcosa? Se cominciassimo con un atto puramente e bellamente simbolico? Cominciassimo, ho scritto. Sì perché poi continuiamo e mica con i simboli!
Diciamo che ora ci organizziamo, ci pigliamo un po’ di tempo, voglio dire, ci prendiamo larghe per contattare quante più persone possibile e fissiamo una data. In quella data, decidiamo che tutte le persone (persone, non donne, non uomini, persone) tutte le persone che aderiscono all’atto simbolico fanno una determinata cosa a una determinata ora (qualcosa che si veda o che si senta: un drappo con scritto qualcosa fuori dalla finestra? Una canzone a tutto volume suonata, appunto, all’unisono? Su questo ci mettiamo d’accordo).
Stampiamo dei volantini, chiamiamo le radio locali, scriviamo ai quotidiani locali, parliamo, scriviamo, reclutiamo, insomma diamo risalto all’evento per organizzarlo in modo che in quella benedetta data siamo in tanti. Perché no? Dobbiamo solo decidere quale atto simbolico è più adatto.
Non otteniamo nulla (per il momento) ma abbiamo alcuni vantaggi: in primis, un rimando importante per noi perché è come dire a noi stesse che _esistiamo_, è come contarci, farci vedere tra noi, scoprire quante siamo ognuna nella propria casetta, nella propria solitudine; in secondo luogo, facciamo vedere agli altri che _esistiamo_ (che non ci hanno ancora bruciate tutte?), che non siamo un gregge di pecorelle meste e, tanto meno, smarrite. Iniziamo, facciamolo.
Naturalmente mi rendo disponibile per lavorarci.
Che dite?
Sarebbe bello, Claudia, ma temo che il clima sociale non lo consenta. La questione è andata troppo avanti perché le donne siano davvero sensibilizzate sulla realtà dell’aborto e sulla necessità della 194. Bisognerebbe ricominciare con l’educazione, la contro-informazione opposta al sensazionalismo.
Io mi sento un po’ stanca.
Ieri quando ho letto l’articolo sul sito del corriere ho perso la pazienza, seriamente. Abbiamo già votato con un referendum per la 194, e il popolo sovrano l’ha confermata. Ormai si può dire che la legge 40 è stata confermata da un referendum, che in realtà non ha nemmeno raggiunto il quorum, ma non si può ricordare che le italiane e gli italiani hanno votato per la 194. Hanno scelto di non abrogarla.
Per altro sono reduce da una settimana passata alla Fiera del Libro a Torino, per lavoro. Di fronte a me per 6 giorni uno stand da 20 mq del Movimento per la vita. Li ho osservati, meglio che potevo.
Vecchietti e giovanissime, che – senza polemica – mi chiedo cosa ci facessero a una Fiera del Libro, lì a evangelizzare. Fermavano soprattutto adolescenti e preadolescenti, offrivano un bicchiere d’acqua, un cioccolatino e li facevano sedere (in una Fiera in cui macini chilometri e non c’è una sedia nemmeno per sbaglio l’offerta è più che allettante, vi giuro). A quel punto sfoderavano questionari, volantini e gadget vari (penne, tazze, magliette “di sì alla vita”). Promuovevano programmi di adozione a distanza per aiutare mamme in difficoltà economiche, con lo splendido motto “tuo figlio non avrà paura di nulla perché tu non ti sei arresa”.
Mi ha sconvolto il loro target, mi ha sconvolto la retorica, mi hanno sconvolto i trucchetti blandi per accattivare il pubblico, un pubblico un po’ troppo giovane e spesso incosciente, vista l’età. Mi ha sconvolto che scegliessero di non fermare una persona adulta che potesse eventualmente ribattere e argomentare, non hanno mai fermato me ad esempio, giovane donna per di più in età fertile…
Scusate mi sto dilungando, ma mi ha fatto rabbia vedere tante ragazzine a cui magari dovremmo insegnare un po’ di educazione sessuale, le basi della contraccezione, dove trovare la pillola del giorno dopo et similia, “intortate” in modo subdolo.
Sono un po’ stanca anch’io mi sa.
E’ giusto, comprensibile, sentirsi stanche, ma… Non possiamo permettercelo. Di fronte a questo quadretto alla Fiera del libro (ci sono venuta anch’io per lavoro, ma non li ho visti) che hai dipinto in maniera davvero efficace, mi sale la bile.
Facciamo qualcosa. Scrivere qui, discuterne tra noi, postare il nostro sdegno sui blog, commentare negli spazi in rete dei giornali non basta. E’ triste, ma è così. Usciamo allo scoperto.
Staniamole: scoviamole tutte quelle come noi, iniziamo con un gesto simbolico, giusto per vedere se riusciamo a fare almeno questo, diamo un segnale. Sono pronta a impegnarmi in prima persona. Coraggio. Quanto ne hanno avuto le nostre madri? E se non lo insegniamo noi alle nostre figlie, chi potrà?
Ci conto.
[...] Siamo molto simili ai gay anche nel fatto che all’estero, sia la popolazione femminile che quella omosessuale, sono una questione politica di grande importanza che si concretizza in fatti di portata sociale e legislativa che, tra l’altro, ammettono di non essere riuscite a risolvere completamente la questione. Per dire, secondo molti da noi il problema della discriminazione femminile forse c’è, ma insomma non è così grave. Ecco, sappiate solo che ad oggi in Kuwait le donne lavoratrici stanno meglio delle italiane o che per esempio la legge 194, una legge, è messa in discussione dalla chiesa. [...]
E scendere semplicemente in piazza? Qui non si muove più nessuno, nemmeno i compagni lì a leccarsi le ferite, come dire, tanto… ormai…
anch’io ribollo, sembra che non gliene freghi più niente a nessuno, come se fossero solo problemi marginali sai, chi vuoi che sia coinvolto “qualche sfigata” che sia che non voglia figli (L.194) o che li voglia (L.40)
Eccomi, non mollo. Anna Buba, anche scendere in piazza va bene, ma partirei con qualcosa di più… soft? Possiamo iniziare fondando una mailing list, un gruppo, qualcosa che ci permetta di accordarci e riunirci tutte in rete ogni giorno, in tempo reale. Se riusciamo a raccogliere un po’ di adesioni, possiamo già pensare a una data subito dopo l’estate.
Possibile che davvero siamo tutte così rassegnate?
[...] href=”http://www.federicasgaggio.it/2008/05/le-piccole-donne-secondo-famiglia-cristiana/”>Il mio post su Famiglia cristiana e aborto è stato ripreso da LiberoBlog, insieme a un altro di Sorelle d’Italia. [...]
Ho appena letto di tutto sto marasma su libero affari e mi chiedo come nel 2007 si possa ragionare ancora come nel medioevo, allora è evidente che usamo un 10% solo del cervello! innanzitutto visto che gli uomini non fanno figni non devono decidere per le donne, altrimenti dove sarebbe la famosa parità di sesso? secondo men che meno i preti che non possono x ragioni di fede fare figli. poi non so io chiederei a tutte quelle che votano contro l’aborto se venissero stuprate cosa farebbero. Lo considererebbero figlio di Dio? e dei preti che violentano le bambine per un percorso di santità? e meglio che il Papa pensi a ripulire la sua curia che le famiglie. e che io sono una che vorrebbe avere minimo 3 figli, ma non si può, perchè invece di votare in parlamento cose per far andare meglio il paese ci fermiamo a perdere tempo su cose che non centrano nulla. perchè allora il papa non manda via le minoranze etniche, che non professano la legge di DIO? in francia sono talmente più avanti cu certe cose che di figli se ne hanno 2-3 per famiglia, ci sono incentivi per i figli, il paese è forte, e lo sarà con tutta la generazione giovane procreata, e la legge per abortire c’è, (probabilmente non è molto usata visto quanti figli hanno) Perchè il papa invece di rompere i cosidetti a noi non va a romperli in Cina dove al trezo figlio lo stato ti penalizza, e il quarto è meglio che lo ammazzi? Forse il papa e tutte le sue pecorelle sono contente della miseria che c’è nel 3°mondo, d’altronde come non potrebbero, danno la vita, non usano contraccettivi e pregano DIO. quali modelli migliori da seguire.
sicuramente quando una donna mette al mondo un figlio è per la crescita demografica statale, e al lavoro che porterà diventato adulto. Meglio essere sterili…?Silvia
Se la popolazione diminuisce certamente tutti ne gioverebbero in senso positivo.Stati esteri (svizzera e altri) hanno una popolazione costante e certamente non stanno male.Forse è proprio questo che da fastidio, cioè ik benessere e la possibilità di avere ciò che oggi non è possibile.
Giulia ti stimo,
firmato “un maschio”










2008