Emergenza sicurezza: gli stupratori denunciano
E’ soprattutto rabbia quella che trapela dalle parole della vittima dell’ennesimo reato sessuale consumato da una giovane donna rumena ai danni di un cittadino italiano costretto a violentarla all’interno di un call center sprovvisto di preservativi. “La sicurezza sul lavoro.” ha fatto sapere l’uomo che per motivi di sicurezza ha preferito mantenere l’anonimato “è un diritto di tutti i cittadini italiani per i quali il sesso sicuro è spesso l’unica forma di prevenzione dalla malattie professionali”. Pronta la risposta di Alemanno che in una breve nota della sua segreteria ha commentato così l’accaduto “Un fatto gravissimo per il quale ho già provveduto a richiedere l’intervento dell’Accademia della Crusca il cui compito sarà quello di far luce sulle preposizioni articolate che regolano i rapporti tra Sicurezza e Lavoro”.
Dubbi sulla possibilità per l’uomo di essere riconosciuto vittima del lavoro, erano infatti stati espressi dai sindacati che di fronte ad un reato consumato all’interno di un call center si chiedevano se si potesse parlare di sicurezza del lavoro oltre che sul lavoro.
Sicuro invece il provvedimento disciplinare che il neo Ministro Brunetta intende chiedere per la donna rumena: “farsi violentare sul posto di lavoro da colleghi, amici e conoscenti è una perdita di tempo che non possiamo più tollerare. I fannulloni vanno licenziati”. O bruciati nei campi Rom, fate voi.
Attenta. È una donna romena, non rumena.
Lo scrivo solo per puro spirito di correzione, nessun altro motivo.
Oddio! e che differenza c’è?
Ah no, cazzata mia. Mi scuso.
Ecco, infatti. Mi hai preceduto.
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è verament eintollerante che una donna venga anche stuprata quando vuole avere appieno il suo diritto di lavorare tranquilla.ma che siamo nel medioevo??? e poi noi vogliamo dar elezioni di civiltà alle società islamiche.
Poi è un itlaiano questa votla ad aver stuprato una rmena. ora che ronde ci dobbiamo inventare? questa è la conferma che dovrebbero mettersi in testa i nostri politici, che gli itlaini non sono dei santi e non rispettano le donne.
Con le loro leggi del cavolo siamo tratti alla conclusione che finchè sono italiani ci possono stuprare, picchiare, ucciderci, meglio ancora se sono rumene “cosi si imparano visto che loro stuprano le nostre donne” e meglio se sono in famiglia tanto le donne sono proprietà di famiglia..(ovviamente sto ironizzando)










2008