Sorelle d'Italia

Trova la ministra

Giochiamo.

Vi propongo un quesito enigmistico: trovate i ministri di sesso femminile nel governo Berlusconi (Italia) e in quello Zapatero (Spagna).

Fatto?

Sì, mi rendo conto, ci vuole un po’. Magari nella secondo foto è più semplice.

Le soluzioni sono qui e qui.

 

Divertente, no?

 

Invece c’è da preoccuparsi….Secondo Il nostro Primo Ministro a riguardo della sanità mentale del capo di governo spagnolo. Secondo gli organi di stampa nazionali, non c’è da preoccuparsi affatto, non è successo nulla. Secondo fonti estere sarebbero le donne a doversi preoccupare. (la traduzione è come sempre assolutamente limitata, si consiglia di visualizzare e fare fede alle fonti, appositamente citate)

 

Come mai?

 

Nonostante una ex showgirl, ed una deputata che è stato votata come "Miss Parlamento", siano tra i ministri di sesso femminile del nuovo governo dell’Italia, i critici stanno accusando Silvio Berlusconi di non essere abbastanza "rosa".

[...]

Solo due donne tra i vari ministeri detendono incarichi di primo piano, come l’ambiente e l’istruzione. Gli altri due incarichi, ovvero pari opportunità e politiche giovanili, si trovano tra i nove ministeri senza portafoglio.

"I ministri donna all’interno del governo Berlusconi sono veramente pochi -4 su 21- sono meno di un quinto" ha detto Vittoria Franco, un senatore di centro-sinistro, ora opposizione di governo.

"Ci sono 4 di loro in posizioni che sono tradizionalmente più femminili. E’ un chiaro passo indietro sul fronte delle pari opportunità."

Il numero 2 del Partito democratico, principale partito dell’opposizione, ha dichiarato che è "completamente sconcertato" dalla lista di governo Berlusconi che ha una così bassa percentuale femminile.

 [...]

Forse riflettono le attitudini del primo ministro, un concentrato di ministri femminili in media così carine e relativamente giovani – le loro età vanno dai 31 ai 41 anni – in una classe politica italiana prevalentemente geriatrica.

[...]

"In confronto alle aspettative di serietà che erano state incoraggiate, 21 ministri con solo 4 donne non sembrano un grande segno di cambiamento" ha dichiarato Antonello Soro, legislatore dell’opposizione.

fonte: Reuters

 

Ancora prima che giurasse il suo nuovo governo, Silvio Berlusconi ha rotto la sua prima promessa elettorale. Almeno, questa dovrebbe essere il punto di vista di molti italiani, in particolare delle donne italiane.

Durante la campagna elettorale, Berlusconi promise di avere minimo 4 donne nel suo governo. E la lista dei ministri presentata mercoledì conteneva veramente i nomi di 4 donne.

Ma l’altra promessa elettorale di Berlusconi era di avere un nuovo super-ristretto governo con solo 12 membri. Così, non sorprendetemente, gli elettori hanno pensato che un terzo del futuro governo sarebbe stato donna.

Questo potrebbe essere scelto in sottile contrasto con la Spagna, dove più della metà dei ministri di Jose Luis Rodriguez Zapatero -9 su 17- sono donne. Ma sarebbe stato comunque un grande salto per l’Italia dove, se la memoria mi dice bene, qualcuno ha recentemente scoperto che proporzionalmente ci sono meno donne in parlamento di quanto non ce ne siano in Marocco.

Ma gli elettori italiani avrebbero dovuto sapere ormai che il loro leader milionario è un brillante venditore, e supporre ogni cosa quando hanno stretto accordi con un venditore che poteva essere a capo di una cocente deluzione. Si dovrebbero sempre leggere le parole scritte in piccolo nel contratto scritto dal giovane e carino assicuratore di polizze per la vita, così come si dovrebbe prendere nota delle esatte parole usate da Silvio, e ancora di più durante la campagna elettorale.

Ora che la lista di governo è pubblicata, sembra che ci siano solo 12 ministeri degni di questo nome (dei quali solo due sono assegnati a donne), mentre ce ne sono altri nove denominati "ministeri senza portafoglio", che comunque hanno specifiche responsabilità.

Così non solo l’Italia ha concluso con un governo non così ristretto come quelli del recente passato (L’ultimo governo Berlusconi contava 23 ministri), ma la proporzione totale di donne nel governo è meno di un quinto, e la condivisione delle donne all’interno dei veri ministeri in un bilancio sostanziale è un sesto.

Una – Mariastella Gelmini, un coordinatore regionale del partito di Berlusconi Forza Italia – ha preso il ministero dell’istruzione. L’altra, Stefania Prestigiacomo, che ebbe il posto di più giovane nell’ultimo governo, è stata ricompensata con il ministero dell’ambiente.

Delle altre due donne senza portafoglio, una è Mara Carfagna, che ha solo 32 anni. Lei avrà vita dura nel dimenticare il suo (appena recente) passato come modella in topless e regina di bellezza ("Miss sorriso e musica"). Ancora di più da quando il nuovo primo ministro le ha affidato la responsabilità delle pari opportunità.

fonte: John Hooper dal Guardian

 

Si è parlato molto di pari opportunità nel periodo che ha preceduto le recenti elezioni in Italia, ma come è a tutti chiaro dalla linea del nuovo governo del magnate Silvio Berlusconi, gli uomini qui governano ancora.

Su 21 ministri nella nuova amministrazione di centrodestra ci sono solo 4 donne, e tutte con dei ruoli si secondo piano.

Molte di loro si sono distinte molto più per i loro look che per le loro capacità politiche.

[...]

[N.d.R a proposito della battuta di Berlusconi sulla Spagna] I commenti del signor Berlusconi sono forse il segno di come due nazioni, tradizionalmente considerate dalla popolazione nord europea come relativamente pari sui paletti machisti, sono ora su due sentieri molto differenti.

fonte: BBC

 

In Italia sui giornali tira un’altra aria…

 

 

 

11 maggio 2008
19:27, domenica
Stregatta
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  • nessuno.
Commenti : 5
 
5 commenti

(#) Quello che disse enrico

domenica 11 maggio 2008 alle 19:37

1

guarda che cesse le spagnole! ahahahahahahaha

(#) Quello che disse Rosa87

domenica 11 maggio 2008 alle 19:52

2

@enrico..sei una persona stupida, priva di intelligenza perchè ti ostini ancor aa scrivere qui?
Cosa speri che ti applaudiamo pure?

(#) Quello che disse enrico

domenica 11 maggio 2008 alle 19:55

3

Scherzavo Rosa io sono d’accordo con voi

(#) Quello che disse ioseph

lunedì 12 maggio 2008 alle 23:02

4

Cerchiamo di essere seri una volta tanto.

Se tutta la misoginia d’Italia (o d’Europa) sparisse di colpo col gesto di una mano fatata, i problemi delle donne sarebbero solo all’inizio indipendentemente dal paese considerato.
E’ facile capire il perchè.
Anche se è difficilissimo, dopo 40 anni di femminismo militante, accettare questo perchè.
Procediamo con ordine.

Quando noi uomini votiamo un candidato, lo facciamo perchè condividiamo la politica di quel candidato.
Se non condividessimo quella politica, voteremmo un altro candidato.
Se non condividessimo la politica di nessun candidato, ci asterremmo dal voto.
- Fine della teoria -

Se le donne non votano le loro candidate è evidente che non condividono la politica di quelle candidate : trovino altre candidate che esprimano una politica condivisa dalle donne.
Esistono 30 milioni di femmine in questo maledetto paese : è possibile che dopo 60 anni di suffragio universale non siano state capaci di scovarne poche decine degne di rappresentare il mondo femminile in parlamento, assumendosi le proprie responsabilità?

Praticamente non esistono rappresentanti del mondo femminile in parlamento perchè non esiste una politica femminile.
Attualmente ci sono donne in parlamento che si occupano dei problemi della famiglia, senza aver mai avuto una famiglia.
Si occupano dei problemi del rapporto uomo-donna, senza avere mai avuto un rapporto con un uomo.
Si occupano dei problemi del mondo delle lavoratrici madri, senza aver mai avuto problemi come lavoratrici madri.
Io non ho la patente : c’è qualcuno che si fiderebbe a darmi le chiavi della sua auto?

Esiste una politica della parità, che però è un’altra cosa.
Per attuare la politica della parità è sufficiente qualche commissione d’inchiesta, coordinata da un Apposito Ministero, che si incarichi di revisionare i Regi Decreti e i Decreti Presidenziali dal 1848 al 2008.
E dove ci sono espressioni del genere “gli uomini fanno pippiripì”, cancellino e sostituiscano con “gli uomini e le donne fanno pippiripì”, oppure tanto per risparmiare sull’inchiostro “le persone fanno pippiripì”.
Un lavoro molto pedante e noioso tra immani cumuli di scartoffie.

Non esistono rappresentanti degli Etruschi in parlamento, perchè non esiste un’identità Etrusca in Italia.
Se esistesse un’identità Etrusca, suppongo che gli Etruschi ad un certo punto maturerebbero il desiderio di esprimerla e svilupparla anche facendo l’immane sforzo di eleggere qualche loro cialtrone in parlamento.
Non credo che gli Etruschi, in mancanza di loro rappresentanti parlamentari, ad ogni fottuta tornata elettorale incomincierebbero a lamentarsi con … i Portoghesi.
Perchè i Portoghesi per un pò li starebbero ad ascoltare e poi direbbero “ma in definitiva che cosa centriamo noi con le vostre beghe? Non è che ci state prendendo in giro?”.

Non esiste una politica femminile, perchè non esiste un’identità femminile nella nostra cultura occidentale.
In questi ultimi 40 anni il movimento femminista, che ha monopolizzato lo sviluppo culturale delle donne, ha pensato a tutto (cioè all’uomo) tranne che a maturare un identità femminile.

La conclusione è che l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, della politica e del servizio militare non ha cambiato le regole economiche, politiche o militari.
Sono solo cambiate le donne che si sono adeguate a quelle regole, attente solo ad essere equiparate in tutto ai loro coetanei maschi.
Se si sono comportate così vuol dire che evidentemente non avevano idee alternative.

Pertanto se anche tutti i posto di responsabilità fossero occupati da donne, questo non cambierebbe nulla.
Le donne non vogliono fare la “rivoluzione”, desiderano solo occupare certe poltrone … perchè per fare la rivoluzione occorrono idee rivoluzionarie.
E dove sarebbero queste idee?

La donna moderna è emancipata : entra negli ambiti maschili, ma senza portare alcun contributo innovativo.
Non porta una sensibilità femminile, quella che un tempo si chiamava femminilità.
Spesso, smarrita, non sà più nemmeno che cosa sia la femminilità.
Porta una capacità professionale, ma nessuna passione, finendo con l’esercitare un ruolo gregario di valore marginale e discutibile.
Quando non accade che scompaginando la mentalità maschile, ossia la sensibilità virile nei confronti della donna, finisca addirittura con lo spingere l’uomo verso il baratro di una primitiva barbarie (vedi ad esempio Abu Ghraib).

Inoltre con la presunzione di impegnare il maschio sul suo stesso terreno si pone obiettivi poco credibili, se non addirittura irraggiungibili, generando il problema del “soffitto di vetro” e del “muro di gomma”.
E, cosa assai più grave, non maturando una propria identità, si mette al totale servizio della società e dei suoi bisogni contingenti.
Finendo col divenire ostaggio di quella società e di quei bisogni.

La donna moderna ha molto riflettuto sulla sua storia e sul suo destino.
E nel fare tutto ciò ha sparato con alzo zero contro tutto.
Ha fatto del suo sesso un deserto e lo ha chiamato “parità”, ma ora il suo vero nemico (lei stessa) è molto più potente di quanto possa immaginare.
E’ ridicolo pensare che le “pensate” zapatiste cancellino questo fatto brutale e granitico come un pilastro di cemento armato.

Il femminismo (ossia il superamento del “passato maschilista”), così come è stato propagandato per generazioni, è come “lo specchio delle brame” di Harry Potter : ci mostra solo e soltanto i più profondi e tormentati desideri del nostro cuore.
Donne facili, sesso creativo, grandi opportunità lavorative, guadagni a portata di mano.
Ma questo specchio non ci dà ne la conoscenza, ne la verità.

(#) Quello che disse paiola

venerdì 16 maggio 2008 alle 09:47

5

Leggo stamattina che Mr Obama chiede scusa per aver utilizzato un termine sessista… Se Silvio and co. iniziassero non a chiedere scusa ma perlomeno prendere atto che siamo pervasi di atteggiamenti sessisti sarebbe già un passo avanti. http://www.corriere.it/esteri/08_maggio_15/obama_sweetie_9b7dd610-229f-11dd-8bc7-00144f486ba6.shtml

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