Lettera sul presente
Care Sorelle d’Italia,
ho visto che molte persone ultimamente si esprimono attraverso lettere inviate ai destinatari più impensabili. Rappresentanti del mondo glbt che scrivono a sindaci fascisti. Mogli che scrivono ai mariti. Quarantenni in piena crisi adolescenziale che riversano tutto il loro odio contro la madre sessantottina. Avanzi di partito che scrivono agli elettori che non hanno più. La lettera va di moda e fa anche notizia.
Mi sembrava così più coerente scrivere a delle destinatarie alle quali posso dire veramente quello che penso e posso raccontare come vedo io questi brutti anni.
Ogni tanto davvero penso di essermi addormentata e svegliata in un universo parallelo in cui i partigiani che fecero la resistenza vengono chiamati “bande partigiane comuniste” e a loro viene imputato di aver fucilato dei repubblichini la cui memoria si pretende di celebrare in pompa magna. Sarà che sono cresciuta con una nonna che aveva vista buona e una memoria di ferro ma vi giuro che mai e poi mai lei mi avrebbe mentito. Piuttosto mi raccontava di questi signori della repubblica di Salò che rubavano beni, cibo, ammazzavano uomini e qualche volta stupravano anche le donne. Che poi le donne in realtà le stupravano un po’ tutti, anche i partigiani e anche gli americani quando vennero a “liberarci”. Però i partigiani nei racconti di mia nonna erano i buoni e i repubblichini sempre i cattivi. Così non capisco come sia possibile che la storia si sia capovolta da un giorno all’altro.
Succede che un sindaco fascista copia da un sindaco comunista perché gli sono tanto piaciuti i provvedimenti contro i lavavetri e i mendicanti che lui ha fatto. E io tutto mi sarei aspettata meno che vedere che c’e’ un sindaco di sinistra più fascista di un fascista, talmente fascista che un fascista vero va a copiare da lui. Che a ben vedere quelle ordinanze se non ci fosse da piangere ci sarebbe da farsi tante grasse risate. Fino ai lavavetri ci arrivo ma quello che mi sfugge è la storia dei mendicanti distesi. Che poi vorrebbe dire che se stanno sdraiati intralciano e prendono la multa e se stanno in piedi invece va tutto bene. Voi l’avete mai sentita una cosa così scema? Io spero di no che altrimenti vorrebbe dire che ci sono amministratori anche più “creativi” di così. Sarebbe da farci una mostra: delle trovate più buffe degli amministratori, dei provvedimenti più liberticidi, delle ordinanze più fasciste. Sono sicura che la gara potrebbe riservare delle grandi sorprese.
Poi c’e’ quella storia del ragazzo assassinato a Verona, Nicola Tommasoli, che mi fa una rabbia infinita. E chi sta dentro la faccenda ne dice e ne fa di tutti i colori. Roba da uscirne pazzi. Un giorno dicono che l’hanno ammazzato in cinque e poi da cinque si accorciano a uno mentre tutti gli altri guardavano. Poi si misurano la potenza dei calci per capire qual’e’ stato praticamente quello che ha sfondato il cranio di Nicola e infine sembra tutta una faccenda teleguidata. Ma l’avete visto i primi giorni che è uscita la notizia? Sulle pagine dei giornali c’era questa foto di un bel ragazzo biondo e sorridente che tutto si poteva pensare meno che fosse uno degli assassini. Eppure quella foto era lì apposta a dire che quel bel ragazzo non poteva aver fatto mai una cosa così brutta. Che se uno vuole fare bella figura si sa, non si può scegliere la foto peggiore. Si tira fuori l’immagine di un ragazzetto perbene, di buona famiglia, lo si riveste di nuovo, e si lascia fare il resto ai giornali.
Voi lo sapete, vero, come funziona il mito lombrosiano? Ma si, quello che dice che la gente si giudica dai lineamenti del viso. Così ancora devono pensarla dalle parti di Verona perché insistono tanto proprio su quel punto: se un fanciullo ha un viso così carino come fa ad essere un assassino? Come dire che gli assassini sono tutti brutti e pelosi e non sorridono mai, e non amano, non hanno amici ne mogli ne figli. Solo mostri, come ci piace definirli, senza neppure un pizzico di umanità. Così, in questo pregiudizio reiterato, cosa può esserci di meglio se non quello di affidare la difesa all’aspetto di questi bei ragazzetti di provincia?
Poi, non so voi, ma io davvero qualche volta mi perdo il conto delle scemenze che sento in giro. Prima dicono che questi sono sbandati, poi che sono di Forza Nuova, poi che conoscono anche la banda veneta nazi del quartierino, poi invece spunta fuori che a dire che questi sono amici dei fascisti si rischia una querela e allora si scopre che l’avvocato difensore è proprio uno che si è candidato sindaco per Forza Nuova e che uno dei cinque si è candidato alle circoscrizionali sempre per lo stesso partito. Viene fuori anche che frequentano un bel po’ di ultrà della Hellas Verona. Ma ancora dicono che questi qui non sono di destra.
E io davvero non capisco. Quando avviene che uno può essere definito di destra? Quando un giovanotto può essere chiamato fascista? C’e’ qualcuno che ha una definizione di fascista precisa? Quando si può dire che un gesto è di chiara ispirazione fascista? Che ci sono persone che si muovono legittimate da una cultura fascista? No, perché altrimenti bisogna riscrivere tutto il dizionario e se le lamentele si basano sulla nuova storia che recupera i repubblichini e li fa diventare eroi allora stiamo freschi.
Mi chiedo allora come facciano i fascisti in genere a definire con assoluta certezza il comunista tipo. Cos’e’ la faccia da centro sociale? Quando un ragazzo può dirsi di sinistra? Quando può definirsi anarchico? Un ragazzo di diciotto anni che entra ed esce dai centri sociali – che non è legato a strutture di partito, ne’ si è mai candidato in nessun posto - è politicamente connotato oppure no? Parliamone, perché magari scopriamo cose nuovissime e possiamo rimettere in discussione tutta una serie di pregiudizi che stanno dappertutto. Fino ad ora io però ho sentito di brutte speculazioni tutte nell’altro senso. Tutte a dire che lo scarabocchio sul muro della vicina l’ha fatto un comunista, che la pipi’ davanti alla porta di casa l’ha fatta sicuramente un cane comunista che appartiene ad un padrone comunista, che se uno si veste da operaio perché non c’ha una lira e anche la domenica si mette gli scarponi da lavoro è per forza comunista.
Tra noi che vediamo fascisti dove ci sono e si presentano anche con gesti inequivocabili e loro che vedono comunisti fantasmi anche dentro il cesso di casa c’e’ una bella differenza. Alla prova dei fatti bisognerebbe davvero capire chi tra i due merita una bella chiacchierata dallo psicologo.
Ve ne dico ancora: oggi ho letto che un uomo ha strangolato la moglie che lo voleva lasciare. E’ un italiano e la notizia sta in cronaca messa in un angolino invisibile perché se l’assassino o lo stupratore non è un immigrato non si dice. Dopodiché leggo che il papa ci assicura che la vita degna per una donna è quella in famiglia. Che è quello il nostro posto ed è in quel luogo che a coronamento del nostro “sogno d’amore” potremo avere tanti bei figli. Quello che dice il papa non è un auspicio ma una specie di ordine dato a tutta la comunità cattolica e quello che temo è che da ora in poi il governo di destra farà di tutto per eseguire fin nei minimi dettagli i suggerimenti del papa.
La storia non finisce qui: egli come sempre se la prende con i gay che sarebbero ora anche la causa della bassa natalità in Italia. E qui davvero io ci perdo il senno perché questa cosa mi fa impazzire. Ho un’amica lesbica che vorrebbe avere un figlio con la procreazione assistita ma la legge non glielo permette perché la possono usare solo le coppie etero e regolarmente sposate. Ho anche un amico gay che con il suo compagno vorrebbero adottare un bambino ma la legge non glielo permette perché i genitori di un bambino devono essere per forza un uomo e una donna, sposati, etero, regolari insomma. Poi ci sono io che non voglio avere figli perché sono in mezzo alla mia vita senza avere nessuna certezza e con un partner ancora più incerto di me e ogni volta che sbaglio qualcosa, o mi si buca il preservativo, o mi fallisce il contraccettivo ecco che spuntano tutti come i funghi a chiedermi di fare figli, anzi ad impormi di farli per forza.
Perciò mi chiedo e vi chiedo: la natalità è bassa perché ci sono questi gay cattivoni in giro o perché in questo stato i figli li devono e possono avere solo una certa categoria di esseri umani? Che poi in realtà i figli li fanno gli immigrati e a me sembra solo che si voglia custodire l’italianità, per questioni di purezza della razza, e si tema il superamento di presenze di religioni diverse in uno stato che indulge nel voler essere a tutti i costi a prevalenza cattolica. Voi dite che il papa ci rimarrebbe molto male se io faccio un figlio e non lo battezzo? Io dico di si e in ogni caso credo proprio che quando sarà il momento è proprio quello che farò.
Il papa continua ancora con i suoi moniti e ci invita a fare sesso solo per procreare, possibilmente senza preservativi, anticoncezionali, nessuna protezione. Ma dico, non gli è bastato lo scempio che il divieto dell’uso del preservativo ha fatto nella trasmissione dell’aids? Lo sa il papa oppure no che le malattie trasmissibili sono una cosa grave e che la vita umana che esiste è più importante dell’obiettivo che evidentemente si è posto lui. Quanti figli vuole entro l’anno? 100? 1000? 10000? Ce lo dica con chiarezza, almeno ci organizziamo senza stare lì a tirarcela per le lunghe con questa manfrina dei divieti sul sesso. Ma davvero crede che nel 2008 ci sia qualcuno che possa fare sesso solo per procreare? Ma se neppure i preti tengono l’attrezzo a posto, e sarebbe bene lo usassero nelle direzioni giuste invece che darlo in pasto alle bambine e ai bambini piccoli.
Comunque sia, mie care, io il sesso l’ho sempre fatto e continuerò a farlo e di certo non mi spaventano i richiami del papa ne’ le minacce dei fascisti che vanno in giro a presentare progetti di legge – come in liguria – per permettere ai farmacisti di praticare obiezione di coscienza. Come faccio a evitare di abortire se non mi è permesso andare a comprare contraccettivi?
Spero che la lettera vi sia piaciuta. Concludo, invitandovi a partecipare alla manifestazione che si terrà sabato 17 maggio a Verona, per ricordare Nicola e per ricordarci un po’ di noi, di chi siamo e di quale mondo vogliamo.
Con affetto
Una vostra lettrice
Onestamente questa lettera è un’accozzaglia di luoghi comuni, visti da una parte sola. Pareri esposti guardando la storia e la realtà solo con la chiave di lettura che la cultura “dominante” del vincitore ha imposto all’Italia. Ora qualcosa sta cambiando, la storia riemerge e allora si tenta di tenere la realtà falsata com’era prima facendo vedere che tutto ciò è un’assurdità e un’ingiustizia.
Spesso alcuni di questi argomenti (come la religione) sono citati in maniera parziale e faziosa.
E ognuno di essi meriterebbe una bella risposta, ma la rispsta è troppo vasta per essere data qui.
C’è troppa carne al fuoco, ottime riflessioni ma degne ciascuna di un post a parte. Allora. Facciamo un po’ d’ordine.
-i comunisti e i fascisti nell’immaginario comune:
La mia opinione è che, come per ogni concetto o figura entrata nei luoghi comuni o nell’armamentario ideologico del cittadino qualsiasi il fascista e il comunista siano, estremizzati, degli insiemi piuttosto elastici di attributi eterogenei facilmente riscontrabili e solitamente esteriori o che comunque non implichino una vera conoscenza dell’individuo in questione.
Per la destra estrema: i capelli rasati, le svastiche e le celtiche, il colore nero, i vestiti eleganti o comunque formali,l’ostentazione della bandiera italiana, il rifiuto delle droghe
l’attaccamento alla proprietà privata e la tendenza a privilegiare il privato al pubblico, la xenofobia. (ma queste due cose sono già considerazioni meno superficiali per quanto anch’esse generalizzanti)
Per la sinistra estrema all’opposto: i capelli lunghi e le trecce, la falce e il martello, l’internazionalismo e la tendenza a far passare la patria in secondo piano, il colore rosso, i vestiti abbinati in maniera informale,l’uso diffuso di droghe, il
privilegiare il pubblico rispetto al privato.
Come si può vedere, questi sono due calderoni che ci permettono di identificare facilmente noi stessi nel caso della ricerca di un’identità forte o il nemico nel caso volessimo definirci violentemente per contrasto. All’estremista basta trovare anche una di queste caratteristiche per avere un buon motivo per attaccar briga contro il “diverso”.
-il papa e la pretesa di regolamentare la vita sessuale:
La cosa risale all’epoca di Marco Caco (di Gregorio VII a voler essere più “storici”) e con Ratzinger ha ripreso vigore. Sono solo io che lo trovo più intransigente e più desideroso di influire sulla società anzichè sulla spiritualità dei singoli di quanto non fosse il compianto Giovanni Paolo II (che io ammiro)?
-il pestaggio di Verona
Tutte le notizie contrastanti sono anche la reazione fisiologica di una stampa tendenzialmente sensazionalista di fronte ad un caso che “tira”. E “tira” proprio per la sua violenza e per il contesto così per bene. Lo scoop si ciba dei contrasti che fanno inorridire il lettore, che lo colpiscono.Ecco il perchè della foto. Che comunque non vuole per come la vedo io, giustificare niente, ma solo far notare il contrasto e sollevare il problema (il polverone?) ad esso correlato.
Il marito che picchia la moglie non solletica nessuna delle nostre facili indignazioni o paure, insomma, è reale, ma non rientra nella nostra immagine del delinquente (e chiediamoci perchè!). Ecco perchè fa meno sensazione. La sua verità, nella società dell’ immagine passa in secondo piano.Evviva.
-la Sinistra che insegue la destra
E’ sintomo di triste decadenza. Non dico altro
Io sono stata colpita da come con semplici parole siano stati messi a fuoco dei punti talmente lampanti che al commentatore precedente sembrano banalità, e a quello di prima mistificazioni.
Invece (purtroppo) è la pura semplice nuda e cruda realtà, e chi ha scritto l’intervento l’ha fotografata benissimo. E’ molto triste, ma è tutto vero nell’Italia di oggi. Però per fortuna non mancano donne con la lucidità necessaria a mostrarlo agli altri.
Io non intendevo banalizzare nulla, ma cercare di spiegare cosa secondo me c’è dietro. D’altronde cercare un perchè fa parte di un modo per spiegarsi una realtà che ha in realtà, vista così, davvero poco che la spinga a farsi accettare
Ma perché, vista in qualche altro modo la realtà in cui stiamo vivendo avrebbe qualche cosa che la spinga a farsi accettare?
Non sono sempre d’accordo con i post di Fikasicula, ma stavolta riconosco in quello che scrive la mia stessa confusione.
Sono nata in un Paese dove le cose mi erano state raccontate in un modo, dove per esempio chi andava in giro a vantarsi di essere fascista era fuori legge, e mi sono ritrovata improvvisamente il fascismo legittimato in tutto e per tutto, addirittura un partito di estrema destra dove Storace ha pubblicamente insultato Rita Levi Montalcini in quanto ebrea, e il tutto senza che nessuno osasse rispondergli sul serio come meritava.
E se quel partito in Parlamento non c’è, non devo certo ringraziare l’etica dei suoi elettori o le leggi dello Stato che avrebbero dovuto impedirne anche la formazione, ma il senso dell’opportunità dell’elettorato di destra.
Mi sono sentita ripetere per anni, da donne che avevano abbastanza testa, che grazie alle lotte del femminismo, con cui non sempre mi sento in sintonia, il genere femminile ha ottenuto perlomeno la parità dei diritti.
E invece mi ritrovo a sentire che un giorno sì e l’altro pure una donna viene massacrata dal marito e che il maggior numero di violenze sulle donne vengono perpetrate in famiglia (e non, come cerca sempre di farci credere la stampa, da delinquenti extracomunitari, spesso rumeni, che poi i rumeni sono pure comunitari, adesso, e mi deve spiegare il Governo come vuole sbatterli fuori dall’Italia aggirando Shengen… Ma certo, al Governo non gliene frega niente di essere in Europa, non gliene frega mai niente di quello che vuole l’Europa, perhcé si dovrebbe preoccupare proprio adesso?)
Mi avevano raccontato che finalmente un omosessuale può esprimere la sua sessualità senza doversi vergognare, dopo anni di clandestinità sofferta anche in famiglia perché non era proprio il caso, di dire in giro che si provava attrazione e a volte si amavano persone dello stesso sesso, credevo che la sessualità fosse finalmente diventato un affare strettamente personale, da vivere come ci pare e piace… E invece mi ritrovo con il pregiudizio sempre latente di nuovo legittimato, sia da uomini di destra che per forza di cose ripristinerebbero Ventotene, che da uomini di sinistra, troppo preoccupati di non far arrabbiare i cristiani moderati e il Papa.
Credevo anche che con Giovanni Paolo II si cominciasse a voler comunicare con il mondo di fuori, che dalle parti di Santa Romana Chiesa qualcuno volesse davvero mettere mano al Concilio Vaticano II, magari cercando di renderlo ancora più attuale. Mi avevano convinto di questa cosa strana un sacco di preti intelligenti, che lungi dal molestare i loro chierichetti avevano preoccupazioni molto più pregnanti delle loro pulsioni sessuali, nella nostra piccola parrocchia di periferia decisamente disastrata e lasciata in balia di sé stessa dall’Arcivescovado.
Mi ritrovo un Papa che sta tornando addirittura al Concilio di Trento, facendo un balzo di 400 anni e passa.
Insomma, mi sento un po’ confusa anche io. E non trovo strano mettere tutto nello stesso calderone, perché la confusione è generale, e fa un po’ franare il terreno sotto i piedi, togliendo il minimo di stabilità che in anni e anni qualcuno di noi aveva faticosamente raggiunto.
Che poi ogni argomento meriterebbe un post a parte, è un altro discorso, ma in questo sito i post mirati su ogni argomento esistono. Andarseli a rileggere ogni tanto non fa male.
C’è un tempo per tutto: per la chiarezza e per la confusione. Questo è il tempo della confusione. Purtroppo la confusione non è così diffusa come dovrebbe…
Questo non è il tempo della confusione ma del passo del gambero, della controriforma strisciante, della sicurezza e del politically correct che prevale sulla libertà e sull’espressione schietta. I signori di Al Qaeda hanno ottenuto un risultato ben più inquietante, con tutto il rispetto, dell’abbattimento delle torri: ci hanno costretto a far assomigliare il nostro concetto di mondo un po’ più al loro, togliendo un pochino di libertà per guadagnare un po’ più di controllo e di omologazione. Bush ha persino approvato indirettamente gli “interrogatori duri”, trent’anni dopo le denunce dell’arte e della cultura (penso ad Apocalypse Now)legate al Vietnam. E non vengono chiamati tortura solo perchè nella visione di questi militari e forse anche di Bush, bhè, la tortura è qualcosa di “ancora peggio”. E come non citare il radioso episodio di democrazia e libertà di manifestazione – da entrambe le parti, visto che un manifestante pacifico generalmente non lo trovi che armeggia con un estintore a due metri da una camionetta…-che è stato il G8 di Genova meno di 8 anni fa, che i liceali di oggi forse manco ricordano.
Forse mi avete frainteso quando ho parlato di accettazione. Forse avrei dovuto dire “comprensione”, visto che in effetti io quello che succede oggi cerco di spiegarmelo, certo, perchè diventi un po’ meno alieno da me, ma non ho alcuna intenzione di dire che è così che il mondo dovrebbe girare, anzi.
x Giuliana
Anch’io penso che viviamo un’epoca di grande confusione. E siccome invece voglio almeno cercare di capire, mi informo. Ma non mi informo solo dai giornali italiani, leggo anche i giornali stranieri. Non leggo solo i libri di sinistra (tra i quali ce ne sono di interessantissimi), ma anche quelli di destra.
Poi studio la storia, i fatti, le culture. Cerco di capire il perchè, oltre quello che ci vogliono raccontare.
De farai questo capirai che è una situazione quasi logica e conseguenza di 60 anni di follia storica in Italia. Follia se paragonata a quello che è successo il tutti gli altri paesi europei e che in Italia NON è successo.
Ci illudiamo sempre di essere diversi, che per noi le regole degli altri non funzionano e non pensiamo mai di dover imparare dagli altri.
E ora, banalmente, stiamo pagando quello che gli altri stati hanno affrontato 30 anni, con meno problemi, perchè fatto al momento giusto.
grazie per questi tanti interventi. a parte il primo che mi sembra chiaramente ispirato alla logica revisionista del nuovo “vincitore” che vuole imporre un nuovo punto di vista persino sulla storia, poi ho trovato utili tutti gli spunti e ringrazio chi ha capito cosa in questo post si voleva dire.
gli argomenti sono tanti, è vero, ma per me hanno un legame forte. sono parte di una tendenza che ci riporta indietro nel tempo. sono lancette dell’orologio che si spostano a ritroso. sono la dimostrazione di quello che sta avvenendo.
quando un paese scivola a destra i vincitori impongono la propria visione a tal punto da trasformare i carnefici in vittime. poi ci sono i corpi di cui il fascismo prende possesso. quei corpi che devono essere tutti speculari ad un’unica ragion di stato e se non lo sono allora finiscono male.
ci sono i corpi degli uomini, quelli dei gay e quelli delle donne.
i corpi diventano carne da usare per produrre, consumare e procreare. nulla di più di questo.
noi siamo merce e come ogni merce che si rispetti ci vengono imposte delle regole e se non le seguiamo si creano ragioni più o meno comprensibili e comunque sempre conciliabili con il tempo in cui stiamo vivendo affinchè noi tutti diventiamo quello che altri vogliono che siamo.
eccovi un link che può esservi utile a capire quello che voglio dire: parla di mussolini e del suo governo e di quello che ha rappresentato per le donne, la sessualità, i corpi, il controllo sociale. Leggete QUI.
insomma quello che voglio dire è che c’e’ un collegamento e che stiamo viaggiando in un’unica direzione. guardare le cose assieme può aiutarci a capire che stiamo andando davvero verso il passato.
Non sono e non mi sento revisionista (parola che ora è un’offesa!).
Il Presidente della Repubblica stesso ha intrapreso questa strada e un comunista come lui di sicuro non è definibile come revisionista!
La verità storica c’è ed emerge.
E mia cara, ti assicuro che è dai tempi degli antichi greci che quando si cambiano le certezze di chi vive nella propria bolla di comfort, quest’ultimo comincia a lamentarsi che si sono persi i valori e che si stanno facendo passi indietro.
Come ho detto, la storia insegna, basta leggerla.
A meno che non cominciamo a chiamare revisionisti (o peggio fascisti) anche i filosofi greci e romani….
Leggiti pure Seneca. Troverai parole simili alle tue.
Nulla di nuovo sotto il sole.
caro valerio io non ho mai sentito dire al presidente della repubblica di onorare i morti della repubblica di salò e se l’ha detto che vuoi farci allora è un revisionista anche lui.
dopodichè io non ho mai avuto certezze che poggiavano su quello cui ti riferisci tu e non c’e’ bisogno di scomodare seneca così come i greci, per capire che l’antifascismo è un valore in quanto tale.
la storia insegna e io ti direi basta viverla e se non l’hai vissuta almeno studiala invece che fartela raccontare da alemanno e la russa.
tanto per capirci: io non sto in una bolla di comfort. e la perdita di valori è ideale da un lato e riguarda il mio corpo dall’altro.
vorrai dirmi che stiamo meglio ora che stiamo tornando ai tempi dell’inquisizione e del fascismo?
come dire: tra un governo laico che mi lascia libertà di scelta, sulla mia vita, sull’aborto, sulla sessualità che scelgo di vivere e un governo fascista che mi impone di rispettare un codice quasi militaresco non ti seccherà spero se io scelgo sempre e soltanto la prima opzione. libero tu di fare quello che vuoi ma non ammantare di “verità unica e indiscutibile” una reinterpretazione della storia e del presente che corrisponde ad un unico punto di vista. Il tuo, il vostro, quello di chi vuole a tutti i costi che ciascuno di noi la pensi allo stesso modo perchè un mondo vario infastidisce e se esiste allora si dichiara che è superato da una “grande verità storica”.
girala come vuoi ma i repubblichini fascisti sono stati assassini e non li piangerò ne onorerò mai. non c’e’ onore per i camerati. non c’e’ onore per i fascisti. non c’e’ onore per chi toglie la vita a quelli che non la pensano come loro. proprio no.
lascio a te, se proprio ci tieni, il compito di portare corone di fiori su tombe di gente che non merita neppure una lacrima.
Perfetto, allora continua ad onorare la memoria dell’eroe Bulow, grandissimo antifascista e padre della constituzione italiana. Ma non venire mai qui a Codevigo, dove tante persone si ricordano dei 106 fascisti (molti dei quali neanche erano fascisti ma padri di famiglia) che sono stati da lui (e dai suoi amici) trucidati cosi barbaramente che il paese dopo 60 anni ha ancora il detto “sei come Bulow” quando parla di assassini.
Io onoro i valori dell’antifascimo e li sostengo, ma da 60 anni dietro l’antifascismo si sono nascosti sanguinari assassini, avvallati dai vincitori. E con questo non tolgo nulla né assolvo fascisti o altri, i cui responsabili (ma solo quelli!!!) hanno fatto la fine che meritavano.
Qui non c’è da onorare i morti di Salò, questa è propaganda. C’è da rendere giustizia a molte persone. E ripeto, non vuol dire negare nessuno dei valori dell’antifascismo, ma semmai proprio affermarli.
La storia, come ho già detto, va studiata per capire il presente. Ma siccome è fatica, pochi lo fanno. Facile credere a quello che ci raccontano, poi se è vero o no, nessuno se lo domanda: accade da 60 anni (ma vorrei dire da sempre, sempre dai tempi dei greci…).
Da anni nel mio blog porto avanti una battaglia: quella di avere una nuova storia, quella VERA, quella accertata. Quella che si trova nei libri dell’esercito americano in Italia e che nessuno vuole aprire. Che non assolve i fascisti o i repubblichini, ma che ci dà un vero quadro.
Se questo fosse stato fatto Berlusconi non avrebbe avuto la possibilità di giocare la sua finta e propagnadistica battaglia contro il “comunismo”. Ma la storia è troppo lunga per essere raccontata qui…
Quello che ti posso dire è che finalmente Veltroni e molti altri dirigenti di sinistra l’hanno capito e solo questo ci fa sperare, finalmente!, in un’Italia nuova e forse, finalmente!, europea.
E’ stata guerra in Italia, guerra con tanto di forze d’occupazione, non uno solo ma due eserciti si sono affrontati sul nostro suolo. Ed è un po’ difficile immaginare i partigiani che metteno un mazzo di fiori in mano ai repubblichini…
E’ la guerra, è questo. Tutti ammazzano tutti, specie se la guerra è guerra civile, che, per sua stessa definizione, va oltre gli scontri tra militari. Nessuno vuole vedere i partigiani come eroi dalla lucente armatura, ma voi cosa avreste fatto per combattere la dittatura?Cosa faremmo noi in quel clima, con la guerra, i tedeschi sul nostro suolo, i diritti negati, gli oppositori tacitati e ridotti alla clandestinità? Non tutti hanno la fortuna di riuscire a percorrere la strada di Ghandi.
valerio quante persone, bambini, donne, anziani uomini hanno ammazzato i fascisti anche a codevigo, quanti ebrei, rom, gay, lesbiche, compagni,studenti in lotta per la libertà?
quanti sono i cittadini che mentre i nazisti espropriavano case e terreni agli ebrei si arricchivano alle loro spalle? quanti cittadini fiancheggiavano i fascisti e facevano la spia? quanta gente è morta durante quel tempo tu lo sai oppure no?
la verità? chiedilo ai tantissimi morti per regalare anche a te un futuro di cui evidentemente non sai neppure fruire.
e poi dimmi se con quella gente non era possibile che persino tu potevi non avere nessuna occasione di nascere e vivere.
io piango i partigiani, si. i fascisti li lascio piangere a chi ha lacrime da sprecare…
Perfetto, così fai nascere la cultura della tolleranza e del rispetto, della libertà di idee. Convinci la gente che il fascismo è un’ideologia errata e siccome non si convincevano bene, beh… li ammazzeremo. Tanto mica siamo come loro, perchè noi abbiamo lottato per la libertà.
Finchè la pensi così, non meravigliarti che esistano fascisti, perchè sono gente come te, dalla parte opposta della tua.
Finchè non riuscirai a perdonare anche tu e non piangerai ANCHE QUEI MORTI, la maggior parte dei quali non erano spie, né gerarchi, né assassini, non ci sarà mai pace vera. Ci sarà sempre un neo fascista che vorrà “eliminare” i comunisti.
La pace non si può solo guadagnarsela, e neanche imporla, bisogna saperla DARE per primi: e la prima pace è il perdono.
E se c’è ancora chi come te non sa perdonare, non ti meravigliare.
Ficnhè non capiremo che queste “uscite” non sono altro che due facce dello stesso metro, non ci sarà mai pace in Italia (unica nazione europea che vive ancora il dopuguerra… un motivo ci sarà…).
Finchè non supereremo la posizione del vinto e del vincitore, del giusto assassino (ma eravamo in guerra e poi gli altri erano peggio…), finchè tutto questo non sarà veramente storia, per l’Italia non c’è futuro.
E allora non ti meravigliare se ci sono ancora i nostalgici e ci sono politici che prendono voti su questo, domandati: “IO COSA HO FATTO PERCHE’ QUESTO NON ACCADESSE?”, “HO VERAMENTE CERCATO LA PACE DIMOSTRANDOLA O HO IMPOSTO LA PACE?”.
Finchè non piangerai i morti fascisti, non perchè fascisti, ma perchè morti, non c’è pace. E non ho detto considerarli eroi, semplicemente come noi. Come l’eroe Bulow: tenente dell’esercito fascista che l’8 settebre ha scoperto che i partigiani erano i veri salvatori dell’Italia…. come sempre chi salta la cavallina in tempo ha la meglio…
Ora, io non conosco Bulow ma sarebbe bene distinguere caso per caso per vedere se il morto in questione meriti o no di essere onorato di una commemorazione. Un soldato della repubblica di Salò morto combattendo per il suo stato sicuramente lo merita. Anche un nazista morto difendendo Berlino dai russi lo merita. Ma per un ipotetico fascista ucciso per evitare che uccidesse dei civili, ad esempio, non me la sentirei di dire che merita una commemorazione se non dai suoi parenti e amici.
Quello che disse Marco Bastianello
“del politically correct che prevale sulla libertà e sull’espressione schietta”.
vedi cos’è successo a Travaglio…
L’ho citato solo a titolo di esempio.
Trovi qui la sua biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Arrigo_Boldrini. E’ morto alcuni mesi fa tra gli onori di tutta Italia e i titoloni di tutti i giornali.
Un classico esempio di come la verità di Codevigo sia stata opportunamente taciuta, confusa, nascosta. La classica verità del vincitore, che non sarebbe mai emersa se Pansa non avesse tirato fuori le prove.
Detto questo, è ovvio che la maggioranza dei partigiani fossero bravissima gente che si è sacrificata per noi.
Come molti repubblichini e/o fascisti era gente che faceva il loro lavoro e non aveva fatto nulla. Se non fare quello che aveva fatto il 90% dell’Italia prima e che poi non ha cambiato carro, come hanno fatto molti per opportunismo.
Mio nonno era tesserato al fascio, perchè come conducente di locomotive se non lo eri ti eliminavano. Aveva famiglia, non ha mai fatto male a nessuno. Per fortuna (!!!) alla resa dei conti l’hanno solo riempito di botte perchè era fascista. E come lui tantissimi altri. E’ fortunato, per gli stessi motivi molti suoi colleghi sono “scomparsi in guerra”, resta da capire quale, visto che la guerra era finita da due mesi.
Ma la verità non ce la dicono.
Per questo sostengo quello che ho scritto. L’altra verità, quella di migliaia di repubblichini (+ mogli e in alcuni casi figli!!!) trucidati solo perchè tali, mi spiace ma non l’accetto. Soprattutto perchè sono stati trucidati a guerra finita.
Detto questo, vogliamo andare oltre? Accettare la storia e impedire che una manicata di astuti politici sfruttino tutto ciò solo per prendere il potere come hanno già fatto? Se si, dobbiamo trovare una ragione di rispetto e pace e dire a questa gente: non mi prendi per il culo, continui ad agitare una bandiera solo per stare in quelle poltrone per interesse personale. Fascismo, resistenza, comunismo, qui non c’entrano nulla.
E allora sono al fianco di tutti, anche tuo.
Quello che disse Valerio
“Come molti repubblichini e/o fascisti era gente che faceva il loro lavoro e non aveva fatto nulla. Se non fare quello che aveva fatto il 90% dell’Italia prima e che poi non ha cambiato carro, come hanno fatto molti per opportunismo”.
Caro Valerio,
il non cambiare carro quando sei su quello del fascismo e l’altro è quello che combatte la dittatura NON è un merito. Poi si può discutere se sia anche un torto, e gli intellettuali del dopoguerra l’hanno fatto: ricordi il “Non sono stato indifferente” di Montale? Ma comunque è la ragione per cui i “ragazzi di Salò” non possono essere riconosciuti eroi dallo Stato, con tutto il rispetto della loro storia privata, che può interessarmi in quanto tale ma non può farmi mettere storicamente sullo stesso piano “due eserciti” così vagamente, come se non ci fossero differenze e ragioni contrapposte. Nobilitando i soldati che combattono e muoiono su entrambi i fronti si scopre solo che tutti gli uomini sono uguali: bella scoperta.
Mi viene in mente la canzone “Il cuoco di Salò”. De Gregori racconta di un suo parente che, a quanto pare, era un repubblichino, appena un cuoco nell’esercito di Salò. Non un generale o qualche gerarca. Lo fa rivivere con una sorta di affetto ma poi, “Qui si fa l’Italia e si muore… dalla parte sbagliata”. La parte sbagliata.
Per cui credimi, non è un merito, non c’è cosa plaudere alla loro coerenza e mancanza d’opportunismo quando sei coerentemente rimasto mussoliniano e fascista.
Ma c’è qualcosa che mi preme sottolineare ancora di più.
Cambiare carro in un Italia fascista, se fascismo vuol dire pensiero-unico, pensiero-obbligato, non è solo opportunismo, è una necessità. Molti partigiani avranno indossato la divisa balilla quand’erano piccoli e molti saranno stati educati al fascismo. Ragion per cui tutti potranno sembrarti dei voltafaccia colossali.
Ma è una deviazione del giudizio che nasce da tempi liberi in cui è possibile schierarsi.
In tempi non liberi, invece, occorre una presa di distanza dalla cultura originaria che può richiedere anni, può non riuscire o può non essere neanche intrapresa. L’antifascismo di molti spesso è la storia di questa presa di distanza.
Rossellini ha fatto una “trilogia della guerra fascista” e una “trilogia della guerra antifascista”, ebbene come intendiamo ricordarlo? come fascista o come antifascista?
Eugenio Scalfari, leggevo pochi giorni fa, è stato fascista fino ai 17 anni.
Gli opportunisti ci sono sempre, ma l’operazione del cambiare carro nell’antifascismo è qualcosa di diverso mi pare.
Un saluto a tutti
uno particolare a FikaSicula perchè leggo il suo blog
innanzitutto ciao e grazie a Lilly Briscoe
in quanto a quello che dici tu valerio: fino a prova contraria non sono io che ammazzo la gente se non la pensa come me ma i fascisti come quei bravi giovani di verona. negli anni a cui ti riferisci vale lo stesso principio e se la questione ha riguardato tuo nonno in un senso io posso dirti che ha riguardato anche il mio.
solo che tuo nonno si è iscritto al fascio per non avere problemi e mio nonno non si è iscritto al fascio e ha continuato a sfamare gente che veniva affamata dai fascisti contrariamente ai loro ordini. per questo ha rischiato di morire ed essere ucciso. c’e’ stata tanta gente che ha finito di vivere in carcere. erano solo poveri contadini che volevano solo poter restare a casa a sfamare i propri figli invece che imbarcarsi per andare a fare la guerra. loro si sono opposti e hanno pagato per questo.
ciascuno sceglie in vita da che parte stare e poi si assume la responsabilità delle proprie azioni.
accade anche adesso, che ti credi: c’e’ gente che in sicilia fa buon viso e cattivo gioco alla mafia per stare tranquilla e c’e’ chi invece dalla mafia e dagli amici dei mafiosi non accetterebbe nulla e continua coerentemente a vivere anche con gravi sacrifici senza svendersi a nessuno.
nella vita si fanno scelte. possono essere di coerenza o di connivenza ma sono pur sempre scelte e tutti noi le paghiamo quindi non capisco perchè gli sconti dovrebbero stare solo da una parte.
chi ha deciso di stare con i fascisti ha fatto una scelta che andava bene finchè quelli erano i vincitori e poi non è più andata bene quando essi divennero sconfitti. e la guerra non guarda alla distinzione tra conniventi, fiancheggiatori, complici silenziosi o sterminatori. li mette tutti assieme. tant’e’ che come ti dicevo il fascismo ha affamato e ucciso migliaia di donne uomini e bambini che non avevano fatto nulla di male se non nascere ed esistere.
ti ripeto, con tutto il rispetto non puoi chiedermi di piangere qualcuno che ha sposato per un motivo o per un altro idee e un modello di vita che ha creato morti e ucciso tante persone. di quelle morti sono tutti responsabili compresi i complici silenziosi, le anime conniventi e tutti quelli che per stare bene non hanno aperto bocca.
spiegami ora perchè dovrei piangere per loro. spiegami perchè dovrei essere “tollerante” con sterminatori nazisti. anzi no, non me lo spiegare.
quello che dici è una tua questione di risentimento personale e quindi piangi pure tuo nonno ma non cercare ragioni storiche che possano avallare un motivo affettivo e personale.
ps: non mi dire che tuo nonno era costretto. TUTTI erano costretti a fare quello che dicevano i fascisti. questa è la ragione per cui non li piangerò mai. dopodichè senza volere entrare nel merito della scelta di tuo nonno posso dirti che molti altri si sono rifiutati di iscriversi al fascio e sono stati uccisi per questo. ci sono quelli che pur di non iscriversi sono andati in montagna a lottare contro i fascisti, nostri nemici. per ciascuno che piegava la testa di fronte ai fascisti ce n’erano mille altri che venivano uccisi senza ragione. quando parli di tolleranza, ti prego, ricordati di loro e non parlare a me come se la fascista fossi io. grazie!
Scusate, ma il vostro è un modo di ragionare da vincitori, oggi.
Allora, l’8 settembre, gli oppositori al fascimo erano pochissimi, trattati come matti e/o spesso terroristi dalla gente stessa (non tutti ovviamente). Molti, moltissimi hanno aderito al fascismo perchè convinti dall’ideologia, non perchè assassini. Rendendosi conto di questo solo dopo, molto dopo la guerra.
I partigiani erano terroristi, anche nella mentalità della gente, la stragrande maggioranza. Tra questi alcuni erano certamente patrioti, altri semplicemente approfittatori, gente che ha fatto fortuna grazie al salto.
Quella che dite voi è la mentalità de vincitori, l’agiografia scritta dopo, anche contro gli stessi scritti dell’esercito americano che non badavano a indicare alle autorità italiane i molti volgari assassini che si nascondevano dietro i partigiani vincitori.
L’esercito italiano era quello di Salò e chi ha voluto rimanere fedele al proprio stato (attenti non al fascismo, ma all’Italia) è rimasto lì, nonostante non fosse fascita, soprattutto nel nord. Sono tantissimi i casi. E non per questo erano assassini, tanto che tra i molti militari della RSI trucidati, non pochi erano ricordati dalla gente come persone che hanno aiutato contro il nazismo.
Poi se vogliamo credere alla storia riveduta e corretta dopo la vittoria, allora avete ragione su tutto.
Detto questo, molte persone potranno anche non avere avuto la forza di ribellarsi al fascismo (non tutti nascono eroi) e molti potranno anche averci creduto. E sono rimasti fedeli alla loro educazione e alle loro credenze. Se non hanno ucciso, violentato o quant’altro non è reato.
Al contrario molti partigiani (appunto come Bulow) violenti e sanguinari di natura che tali erano sotto i fascisti, l’8 gli “eroi” hanno fatto lo sport nazionale dei voltagabbana e sono rimasti violenti e sanguinari nei partigiani. Solo che lì sono diventati eroi, ma solo perchè la loro parte era giusta.
Detto questo, se continuate a tenere queste posizioni, non ci sarà mai pace. Non bisogna disconoscere nulla dei valori dell’antifascismo, io stesso li porto avanti. Questo non vuol dire che sono cieco. Che devo affermarli anche quando è assurdo farlo.
Un esempio: Napolitano non ha usato mezze parole nell’ammettere la strage delle foibe, quando l’agiografia ci ha sempre insegnato che erano stati gli slavi… certo, bastava però cercare la storia.
Ognuno deve ammettere le proprie colpe. Chi è stato fascista lo ha fatto (ormai dei veri fascisti ce ne sono pochi), quelli attuali sono solo violenti che sfruttano le situazioni. Nulla a che vedere con il fascismo di allora.
Il tipo di Verona quello che ha fatto lo avrebbe fatto comunque, non politicizziamo tutto.
no valerio non ci siamo. io non parlo da vincente (e chi ha vinto mai?) e chi ha fatto delle scelte allora le ha fatte solo perchè ha scelto di vedere bene quello che stava succedendo mentre molti hanno scelto di tapparsi gli occhi anche quando veniva massacrato il vicino di casa.
e tapparsi gli occhi, vuoi o non vuoi, rappresenta in quelle condizioni un atto che non merita alcun rispetto o alcuna stima. Umanamente possiamo capire tutto ma non si può certamente mistificare la storia per le assurde ragioni di quelli che come dici tu non sono nati eroi e guardavano soltanto a difendere i propri interessi.
succedeva allora e succede ancora adesso. mentre tu scegli di non guardare quello che succede a tal punto da dire che a verona nicola è stato ucciso per “ragioni non politiche” io scelgo di vedere e di guardare e per quello che mi riguarda quel delitto E’ un delitto politico perchè figlio di quella cultura fascista che lo ha legittimato e che ha creato le condizioni affinchè avvenisse.
se invece che stare a chiacchierare amabilmente di recuperi di fascisti morti senza gloria applicassimo più attenzione e tempo per concentrarci su come sia dannoso, ad esempio, non applicare quella legge che vieta ogni ricostituzione di partito fascista e allo stesso modo parla di segni chiari di ritorno al fascismo che vanno duramente contrastati (la celtica, il saluto romano, le svastiche etc etc) forse ora nicola e renato biagetti a roma o dax a milano e molti altri sarebbero ancora vivi.
invece sono morti ma non si è trattato di tuo fratello ne di un tuo parente e dunque la cosa non ti riguarda.
il punto è che quando riguarderà te alla fine non ci sarà nessuno a difenderti come diceva il caro brecht, perchè tutti saranno stati zittiti e censurati e persino tu, che ami tanto la pacificazione sociale tra fasci e partigiani, ti sentirai un po’ solo.
io scelgo di vedere che i fascisti per strada aggrediscono compagni, stuprano lesbiche per motivi “educativi”, picchiano gay, vanno a vandalizzare aule studentesche dove stanno persone di altra area politica, mettono al muro persone di altre razze che loro considerano inferiori e tutto questo lo fanno anche grazie a quelli di sinistra come te che passano il tempo a favorire il recupero della “verità”, quella vostra, che vedete solo voi, e nel frattempo sdoganano fascismi in ogni direzione.
siete voi che minimizzate e che favorite la deportazione dei rumeni solo perchè rumeni. siete voi che volete stare ben tranquilli nelle vostre case, da vincitori sui vinti della storia, gli unici perchè ultimi. i migranti, i poveri, i gay, le lesbiche, le donne.
tanto cosa vi importa se i “bei valori” del fascismo che sdoganate poi costringono noi donne a dover fare figli per forza.
il punto è che ieri come oggi chi ha voluto e vuole scegliere ha scelto e sceglie.
tu provi a recuperare la memoria di tuo nonno e io difendo la memoria del mio. tu provi a recuperare la memoria di tuo nonno e io provo a difendere me e persino te dal fascismo.
e se non capisci qual’e’ la tua responsabilità in termini culturali mentre avalli e legittimi i repubblichini di salò allora tocca a me spiegartelo.
all’assemblea di alleanza nazionale qualche giorno fa gianfranco fini non ha detto che è felice perchè finalmente hanno ottenuto rispetto per la morte di tuo nonno e di quelli come lui. ha detto che hanno vinto anche perchè tutti piangono i LORO morti.
i LORO, capisci? e quei morti io non li piangerò mai perchè sono stati assassini esattamente come gli assassini di oggi che chiamiamo “ragazzi un po’ confusi”.
e poi: quando ti riferisci alla memoria dei partigiani, che tu chiami sanguinari, mi piacerebbe che tenessi conto di un dato storico fondamentale.
i partigiani ci hanno difeso e liberato dal fascismo e per forza di cose dovevano ammazzare qualcuno che era l’oppressore. c’era una guerra.
dopo la guerra moltissimi tra quelli che sono saliti sul carro del vincitore e che sono andati a fare la festa ai fascisti per fargli pagare gli anni di fame, sangue, morte, tortura che avevano loro inflitto c’erano anche tanti grandi vigliacchi che fino al giorno prima se n’erano stati nascosti o dalla parte dei fascisti.
se vuoi davvero la verità di quella storia, come ti dicevo, prova ad essere obiettivo e meno coinvolto emotivamente e poi vai a cercare materiale sui partigiani e le loro storie e vedrai che sono descritti come esseri umani con debolezze e pregi ma pur sempre esseri umani che hanno fatto una cosa grandiosa e coraggiosissima. hanno preso posizione e si sono schierati contro i fascisti quando nessuno lo faceva con loro e hanno liberato l’italia per farla trovare “non occupata” quando arrivarono gli americani.
è grazie a loro che tu hai potuto vivere in questa difettosa e traballante democrazia. è grazie a loro che io oggi ho gli strumenti per poter capire che il tuo giudizio è sbagliato e che quello che succede oggi è una brutta ripetizione del ventennio fascista. anzi che siamo in pieno totalitarismo fascista e capitalista.
ma tra la mia opinione e la tua c’e’ una grandissima differenza.
nicola a verona è stato ammazzato da fascisti, per motivi “politici”, per questioni strettamente dipendenti dalla cultura politica dalla quale quei ragazzi discendevano. voler nascondere questo è come ficcare la testa sottoterra come gli struzzi.
non credo che troveremo mai un punto in comune.
sono ovviamente in disaccordo, sopratutto perchè le idee me le sono fatte proprio visitando più di qualcuno di quegli istituti, musei (o nomi vari che si danno) sulla resistenza. dove ho letto si lettere di veri difensori della libertà e delle loro sofferenza, ma ho letto anche terrore dei loro compagni partigiani assassini. ho letto rapporti americani che consideravano i partiginani come allegri disturbatori, da aiutare perchè meglio di niente (e nessuno le cita mai…). ho letto anche sentenze dei tribunali, rapporti dei carabinieri, poi scomparsi dalla letteratura.
ferrara, reggio emilia, venezia, asti. sono pieni di questi posti.
tu li hai letti?
giusto adesso stanno raccontando su rai2 come in Francia si sia superato tutto questo nel 68…. “ci siamo considerati vincitori perchè abbiamo fatto la resistenza, ma non ricordiamo che il giorno prima eravamo tutti con loro”… l’ha detto una prof. francese intervistata.
mi spiace, considero la tua visione l’anacronistica visione che ha fossilizzato l’Italia e, ripeto, non perchè sono a favore del fascismo, anzi!
e per chiudere: a Verona, fatti alla mano (se quello che raccontano i giornali è vero), fascismo è proprio una cosa casuale. se il facinoroso fosse stato comunista si sarebbe detto lo stesso? quei comportamenti non hanno colore, ma non perchè difendo i fasciti, ma semplicemente perchè è stato un violento che non ci sta con la testa… è lo stesso motivo per cui il rumeno delinquente va in prima pagina e l’italiano in ottava.
Credo che non ci muoveremo da queste posizioni.
Valerio, è proprio vero che la storia la fanno i vincitori.
Io non sono mai stato per punire i soldati semplici.
A Norimberga ma anche altrove, in Iraq, ad esempio, si sono puniti solo i gerarchi ma sento ancora ragionare così: “se un soldato nazista aveva ricevuto un ordine sbagliato doveva ribellarsi”. E finire fucilato, aggiungo io. Senza tener conto che poi rispettare l’ordine dal suo punto di vista era stare dalla parte della sua patria, della legge del suo stato, della sua stessa educazione. Una patria, una legge, un’educazione nazista. Certo. Le uniche che aveva, comunque.
La storia del tesserino del partito però non te la passo. Tutti gli Italiani anche solo minimamente collegati allo stato (un insegnante, un impiegato) lo avevano, compresi i partigiani, che dovevano pur lavorare, per cui non poteva essere un elemento di discriminazione tra fascisti e non fascisti.







2012