Dov’è la novità?
E’ stato eletto il nuovo governo. Componenti totali 22, compreso il premier Silvio Berlusconi.
Un po’ lontani dalle dichiarazioni espresse durante la campagna elettorale (forse Sivio si riferiva solo a quelli con portafoglio? Magari gli italiani sarebbero stati felici di saperlo prima di votare?):
«Nel governo del Popolo della libertà ci saranno 12 ministri, e 4 di questi saranno donne», ha sparato solennemente Silvio Berlusconi ieri sera in tivù. Era il colpo conclusivo per Primo Piano, su Rai3, che ha centrato tre obiettivi, primo fra tutti quello di rimarcar la differenza rispetto al governo Prodi coi suoi cento e passa elementi. Suscitando però, anche sospetto e timore tra i maggiorenti di Forza Italia e di An, con la prospettiva di doversi spartire soltanto 8 ministeri «buoni», cioè con portafoglio, e doversi poi accapigliare per le aggiuntive 4 poltroncine senza portafoglio.
fonte Il Giornale
Poi si sa, bisogna sistemare un po’ di amici in poltrona e non si può iniziare una legislatura litigando. In politica questa è prassi comune da parte di ogni schieramento. Ecco quindi che il numero totale dei ministri cresce, ma comunque per il momento risulta inferiore al precedente governo.
Grande celebrazione delle novità di governo, più giovane (si fa per dire) rispetto al precendente (l’esecutivo Prodi aveva una media di 56 anni, il governo Berlusconi abbassa la media a 50 anni) e più veloce (Silvio non aveva dubbi che il posto fosse il suo ed ha accettato l’incarico senza alcuna riserva). In realtà la novità è un’altra: meno donne in parlamento.
Nessuno infatti si è disturbato di dire che la partecipazione femminile al governo non è cresciuta al pari del numero totale. E c’è una bella differenza di rappresentanza tra 4 ministri donna su 12 e sempre 4 ministri su 22.
Considerate che se i ministri fossero stati in totale 13 (compreso il premier), così come annunciato, e le poltrone ministeriali rosa 4, allora la partecipazione femminile al governo sarebbe stata del 30% (ben lontana comunque dal paritario 50%).
Cosa ben diversa se i ministri in totale sono 22 (compreso il premier), così come è ad oggi, e le poltrone in rosa rimangono sempre 4. La rappresentanza femminile al governo precipita al 18%.
Per farvi un esempio, il precedente governo Prodi aveva una rappresentaza femminile nel suo governo quasi del 26%.
E allora, ditemi un po’, dov’è la novità? E soprattutto dove sarebbe il passo avanti? A me sembra proprio che invece si stia tornando decisamente indietro con un grosso scivolone. Sarà il caso di segnalare la cosa al neo-ministro delle pari opportunità Mara Carfagna?
Per avere un’idea della situazione europea, possiamo analizzare gli ultimi governi dei paesi europei che più si avvicinano all’Italia:
Governo tedesco: 16 ministri (compreso il primo ministro Angela Merkel) = 7 donne e 9 uomini (43,75% di presenza femminile)
Governo spagnolo: 17 ministri (compreso il primo ministro Zapatèro) = 9 donne e 8 uomini (quasi 53% di presenza femminile)
Governo francese: 16 ministri (compreso il primo ministro François Fillon) = 7 donne e 9 uomini (43,75% di presenza femminile)
Per quanto riguarda invece l’Italia:
Governo italiano (Berlusconi IV ) = 13 ministri con portafoglio (compreso il primo ministro) + 9 senza portafoglio = 4 donne in totale (18%di presenza femminile)
Governo italiano (Prodi II) = 19 ministri con portafoglio (compreso il primo ministro) + 8 senza portafoglio = 7 donne in totale, il resto uomini. (26% di presenza femminile)
Non mi sento molto europea…
Meno donne in Parlamento ma, soprattutto, CHE DONNE!
Senza stare a recriminare sulla qualità e la preparazione delle elette che al di là dei valori misurabili, è affidata ad ogni singolo parere soggettivo, rimane l’allarme della rappresentanza femminile al parlamento, già considerevolmente ristretta, per di più falciata nell’attuale esecutivo.
Questo mi sembra un allarme da non sottovalutare…
La novità sta nel fatto che ora quelle poche donne che hanno messo nemmeno ci rappresentano quindi in pratica sono scomparse le donne.
io sono della teoria poche ma buone ma qui e come se davvero non ce ne fossero, ci potrebbe rappresentare una che ha fatto la velina? sembra uno schiaffo a chi non è avvenente e dare un ministero delle pari opportunità proprio a lei no, è una presa per il culo.
vediamo: x raggiungere le pari opportunità che ci propone la signorina? di fare le veline? di darla a qualcuno?
rimpiango la pollastrini ora non posso più mandare quella lettere che tanto desideravo mandare sul ruolo scandaloso delle donne nei mass media perchè è come se la mandassi alla canalis e mi direbbe: sta racchia sfigata invidiosa!
o che dite la potrei mandare come provocazione?
dai che mi diverto
devo preparare qualcosa che sotto sotto provoca.
Lungi da me difendere la Carfagna, tuttavia evitiamo di cadere nello stereotipo del bella, pure velina = cretina. Misuriamo le qualità sul campo.
Certo, come curriculum l’amica Mara non ha l’esperienza di una Bonino o una Finocchiaro, ma diamogli una possibilità e vediamo come se la cava. Per il resto è desolante vedere come le donne ministro siano talmente poche da non riuscire ad occupare nemmeno lo spazio di una foto.
La cosa drammatica è che come al solito nessuno dice niente. Di governo hanno parlato tutti oggi, ma ce ne fosse uno che ha denunciato questa presa in giro o che abbia registrato una tale minoranza come un allarme…
Le femmine al governo, Carfagna su tutte, evidentemente stanno là
soprattutto per allietare gli occhi dei loro colleghi…è questa l’idea di donna che ha il centrodestra.
Poi, se le ministre si riveleranno anche capaci di fare qualcosa di buono, benvenga, per loro, per tutte noi e per il Paese.
Ma di certo non contrasteranno l’idea della funzione ancillare della donna, perchè la condividono o quanto meno l’accettano.
Noi donne ci siamo smepre battute per la visione che ha la nostra società della donna, ovvero quella di essere solo un oggetto che provvede ai piaceri maschili. Il lavoro per sovvertirla deve avvenire tramite la politica che attua leggi per contrastare il fenomeno a origine mediatica e purtroppo nel nostro paese c’è l’anomalia che questo non solo viene ignorato , ANZI viene accettato e preso come modello da seguire.E’ la polticia ad essere terribilmente sessista, maschilista e MISOGENA, perchè questa è misogenia e purtroppo finchè non siamo noi a lottare queste cose non finiranno mai. In Spagna e negli altri paesi è la politica che si impegna a migliorare la società ancora sessista mentre da noi il sessismo viene proprio dalla POLITICA.
Rosa, questa è la difficoltà di chi lotta per primo, lottare non semplicemente contro un modo di fare ma dall’interno di quell’ambiente










2008