Sorelle d’Italia

Meno male che Silvio c’è

Oggi, alle ore 23.15, il prof. on. Ichino, ospite alla trasmissione EXIT in onda su La7, dichiara apertamente che la legge proposta da Berlusconi circa la detassazione degli straordinari sul lavoro è, con molta probabilità, vietata dalla Comunità Europea, che impone che non si emanino leggi nettamente a favore di uno solo dei due sessi. "E’ evidente, aggiunge Ichino - e le interviste fatte su strada dalla troupe di Exit lo hanno dimostrato ampiamente - che questa legge sarebbe una legge a netto favore degli uomini". Le donne che non fanno straordinari al lavoro, infatti, tipicamente scappano a prendere i figli a scuola, vanno a fare la spesa, cucinano la cena, etc. Questa legge, quindi, sarebbe l’ennesimo aumento di stipendio riservato ai soli uomini di fatto, come se non bastasse ancora che l’Italia vanta il maggior divario di stipendio uomo-donna d’Europa.

E adesso, DONNE italiane, cantate pure "Meno male che Silvio c’è…", che intanto io penso che "Il buon giorno si vede dal mattino"…

 
14 commenti

(#) Quello che disse MademoiselleAnne

Martedì 29 Aprile 2008 alle 08:43

1

Il fatto che lo dica Ichino, ed è davvero tutto dire, depone ancora meno a favore di Silvio.
Io sono seduta ad aspettare la “svolta”…

(#) Quello che disse elofoolish

Martedì 29 Aprile 2008 alle 09:55

2

certo per capire che le mosse di berlusconi non vanno mai a favore della collettività ma al più di una minoranza della società,basta leggere il sole24ore, mica il capitale di marx.
ragazze le donne lo votano, lo trovano pure bello… sinceramente asta solo pensare al trattamento indegno che ha con la moglie (che da brava moglie fa pippa nella villa di arcore).
boh

(#) Quello che disse ste

Martedì 29 Aprile 2008 alle 10:15

3

Mah, abbiate pazienza e perdonatemi. La vera disuguaglianza non sta nel fatto che a prendere i bambini, cucinare e fare la spesa ci vadano solo le donne e non ci sia una condivisione di compiti vera nell’ambito domestico? Sono sposata, senza figli, faccio straordinari a raffica per mandare avanti la baracca, e non posso che pensare che questa sarà l’unica legge decente che quel bel tomo dello psiconano partorirà in tutto il suo mandato, peraltro improntato al più becero maschilismo.

(#) Quello che disse Rosa

Martedì 29 Aprile 2008 alle 10:34

4

Quel nano energumeno ci ha invitate due volte a cucinare per chi è impegnato ai seggi figuriamoci se pensa che noi abbiamo un lavoro stando alla sua mentalità.
Per lui non esistiamo in politica (solo se siamo fighe), e nemmeno in ambito lavorativo. Per lui le donne sono invisibili. Tutto ciò è vergognoso. Anche il fatto che lui per avere voti ha fatto proposte di cui solo un pubblico di elettori maschi potessero votarlo. Ad esempio quando parlò della 194 o quando il suo intento era elegger euna velina (nn mi ricordo il nome) o quando disse che le sue donne erano le più belle, per raccattare voti e da chi?

Ke tristezza, manco dirlo…:(

(#) Quello che disse Giulia

Martedì 29 Aprile 2008 alle 13:17

5

La detassazione degli straordinari è una misura spettacolare, e spettacolarmente ininfluente sul tenore di vita di chi ha un contratto a progetto, dove gli straordinari non sono previsti perché non sono previsti orari, e quindi ogni ora che fai in più la fai perché ti tocca, non retribuita e te la pigli in quel posto.

C’è da cambiare la legge sul lavoro, e lui detassa gli straordinari. Buffone.

(#) Quello che disse Stregatta

Martedì 29 Aprile 2008 alle 14:06

6

Giulia, non è possibile, arrivi sempre prima tu a dire esattamente quello che volevo dire io! =D

Per ribadire: la legge è penalizzante e non risolutiva sicuramente per la condizione femminile ma soprattutto per la maggior parte dei lavoratori ai quali gli straordinari non vengono pagati. Ovvero i giovani che, notoriamente, hanno contratti atipici che per definizione non prevedono retribuzione degli straordinari. Per gli stessi lavoratori (con contratti a tempo determinato o indeterminato) in ambito privato ai quali raramente vengono pagati straordinari, pur essendo previsti dal contratto di lavoro. Per non parlare dei liberi professionisti e dei commercianti che gli straordinari non li hanno mai avuti.

La legge, per come si configura l’attuale panorama del mercato del lavoro, favorisce esclusivamente i dipendenti pubblici (tra i quali ci sono ovviamente i parlamentari e lo stesso Berlusconi) e i gradi societari più alti in ambito privato (sempre Berlusconi).

A me non sembra una misura equa, intelligente e onesta. Tanto meno risolutiva…A voi?

(#) Quello che disse ste

Martedì 29 Aprile 2008 alle 14:23

7

Sui contratti atipici avete perfettamente ragione. Io non sono un dipendente pubblico ma un 6 livello metalmeccanico a tempo indeterminato in una ditta privata, e gli straordinari me li pagano, così come sono pagati a tutti gli operai o amministrativi dal 6 livello in giù. Certo che non è una legge che mira a far migliorare spettacolarmente le condizioni del lavoro in Italia, e sarò anche egoista, ma se sono costretta a fare almeno 2h di straordinario al giorno perchè la mia ditta non ha personale che svolga le mie mansioni oltre a me, mi pagano le ore, e posso non pagarci anche le tasse sopra, non mi lamento. Il problema è se tutto ciò che Mr.B ha intenzione di fare a sostegno del lavoro è questa legge. Allora sì che la legge si configura come una presa in giro discriminatoria.
Scusatemi se non la penso come voi su questo argomento, e grazie dell’ospitalità. Penso comunque che questo blog sia un momento di riflessione fondamentale nella nostra giornata (e se lo fosse anche per qualche uomo in più, sarebbe meglio).

(#) Quello che disse Stregatta

Martedì 29 Aprile 2008 alle 15:14

8

Ste, siamo aperti al confronto di qualsiasi tipo, purchè civile. Per cui il tuo intervento è graditissimo. ;-)

Riguardo a quello che dici degli straordinari, parlo per quanto riguarda la mia esperienza: io ho un contratto a tempo indeterminato come consulente informatico, professione ormai notevolmente diffusa, ma senza un contratto specifico che varia dal metalmeccanico, alle telecomunicazioni fino al commercio. Alcuni poi svolgono la professione come free-lance.

Per quanto riguarda gli straordinari ci sono, purchè siano preventivamente concordati. E’ facile fare tardi o lavorare nei week end in questo tipo di lavoro, ma normalmente le ore in più non vengono retribuite in cambio di un orario abbastanza flessibile o di un giorno di recupero. Insomma a me, come a molti altri, un provvedimento del genere non porterebbe alcun beneficio perchè in realtà gli straordinari non vengono quasi mai pagati (di solito in accordo con il dipendente).

E credo che sia una realtà piuttosto diffusa in ambito privato, anche se ovviamente non è la norma.

(#) Quello che disse ste

Martedì 29 Aprile 2008 alle 18:40

9

Hai ragione, io parlo dal mio punto di vista di programmatrice-inquadrata-metalmeccanica (straordinari a gogo come i programmatori, senza nemmeno doverli concordare perchè tanto si sa che c’è bisogno + orario di legno a flessibilità zero come gli operai, ma con straordinari pagati; di giorni di recupero non se ne parla nemmeno se hai fatto la notte in ufficio). Certo che ormai il panorama dei contratti o pseudocontratti a cui sono sottoposti i lavoratori italiani è ormai molto variegato, sono io ad essere in una situazione anomala! E in questo senso, la proposta del nostro ineffabile Berlusca è settaria, come dicevate giustamente.
Grazie, ciao!

(#) Quello che disse elofoolish

Martedì 29 Aprile 2008 alle 19:48

10

il problema è proprio che tu sarai incentivata a fare più ore, e come te tante altre persone, e le aziende risparmieranno sul personale. ovvio no?
tu lavori 10 ore invece che 6, se altre 3 persone lo fanno si risparmia un lavoratore. lapalissiano.
il tuo non è più straordinario se lo fai regolarmente. è lavoro ordinario!
lo straordinario come il suo nome dovrebbe evocare, sono ore di lavoro in più una tantum.
se non è più così c’è sfruttamento del lavoratore.
è lo stipendio base che deve essere aumentato. le leggi si fanno per tutti.
come l’ici. stesso ragionamento togli una tassa solo a chi è proprietario di un immobile (e quindi c’ha avvantaggiato se non strozzato da un mutuo) e per gli altri fessi che stanno in affitto sti cazzi.
magari poi aumentiamo un po’ le tasse comunali o la tassa sui rifiuti cosicchè il privilegio di pochi lo pagano tutti.
se bevemo proprio tutto!

(#) Quello che disse elofoolish

Martedì 29 Aprile 2008 alle 19:55

11

e comunque credo che berlusconi punti proprio su questo: fare leva sui bisogni dei singoli e non della collettività, spaccare la società, la base dei lavoratori, e come reagan far sparire il sindacato. Ognuno rincorrendo il proprio guadagno perde di vista il concetto di bene comune e poi eccotelatiè la recessione. abbiamo l’esempio degli stati uniti.
ognuno per sè silvio pe tutti????? no grazie.

(#) Quello che disse Hagar

Martedì 29 Aprile 2008 alle 20:02

12

Sì, Ste, penso anch’io che le donne dovrebbero pretendere qualche cenetta il più preparata dal marito e qualche figlio in più preso a scuola. Credo che ciò non accada perchè è come se avessimo tutti instaurato un patto sociale tacito, che dice che gli uomini devono restare seppelliti al lavoro tutti i giorni fino a tardi (Italia agli ultimi posti in Europa per tempo trascorso dai padri con i figli) e le donne devono timbrare di corsa il cartellino e correre a sbrigare tutte le faccende di casa.
La donna, poi, non chiede niente di più al padre dei suoi figli di ciò che lui decide di dare, perchè lui gli fa’ percepire continuamente che non restare al lavoro fino a tardi comprometterebbe la sua carriera, quindi il lavoro (legge dell’UP or OUT), e quindi il sostentamento della famiglia alla fine.
Forse nel resto d’Europa non è così proprio perché ci sono più donne al comando in tutti i settori. Credo di sì. Ricordo benissimo un giorno che un mio collaboratore era molto pensieroso al lavoro, ed io gli chiesi che avesse. Mi rispose che aveva il bambino a casa con la febbre a 40 e riprese a lavorare, dicendomi che quello che gli avevo chiesto di fare me lo avrebbe consegnato a fine serata. Gli ordinai di prendersi il pomeriggio. Di uscire dall’azienda e andare a casa, subito, che quel lavoro non cascava il mondo se aspettava un giorno di più per essere finito. Mi chiedo: “Quanti uomini al mio posto avrebbero fatto altrettanto?”

(#) Quello che disse Thumper

Martedì 29 Aprile 2008 alle 20:24

13

Avete tutte ragione.
Ahimé.

(#) Quello che disse ste

Martedì 29 Aprile 2008 alle 21:25

14

@elofoolish: perdonami. Lo so che il mio non è più lavoro straordinario, ma non sono io a volerlo fare per i soldi, ma perchè nelle condizioni in cui è la mia azienda e per il tipo di lavoro che faccio, è necessario (se ho un collaudatore nella bratta, magari in Sudan o in Qatar, non lo lascio lì un giorno in più del dovuto solo perchè alle 17.30 mi casca la penna dalla mano, ma cerco di risolvere il problema anche stando in ufficio di più).Certo che ci vorrebbe personale in più nelle ditte ed orari da cristiani per tutti, e un innalzamento degli stipendi base per tutti. Comunque non mi aspetto dal Berlusca che è un maestro delle leggi ‘ad personam’ che riesca a partorire delle leggi per tutti. Magari lo facesse. Sulla questione del ‘divide et impera’, probabilmente hai ragione: ci stanno mettendo gli uni contro gli altri, per comandarci meglio.
@Hagar: ritenevo semplicemente non corretto definire questa legge ‘a favore degli uomini’; infatti nel corso della discussione si è chiarito che in realtà è semplicemente contro i lavoratori senza contratto specifico, a prescindere dal sesso (anche se poi gran parte di questi lavoratori sono donne). Nel caso dei lavoratori con straordinari pagati, la legge è contro le donne solo perchè, come giustamente rilevi, il nostro ‘patto sociale tacito’ fa sì che accettiamo che certe incombenze spettino a noi, senza nemmeno discutere più di tanto (e quando discutiamo di ridistribuzione dei compiti domestici, ci troviamo contro a volte un muro di gomma). Secondo me è questo il vero problema, a prescindere dal fatto che questa legge venga emanata o no. Con il tuo collaboratore, sei stata grande; c’è da chiedersi però perchè dobbiamo chiederci ‘quanti uomini avrebbero fatto lo stesso?’.

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