Sorelle d’Italia

E ora lavoro e figli in Spagna

 

 

In tanti, davvero troppi ormai, sognano di abbandonare l’Italia. Ilaria Ronchetti lo farà davvero: si prepara a fare i bagagli e stabilirsi a Barcellona dove potrà avere i figli e un lavoro che l’Italia non riesce a darle. Che poi si tratti di un lavoro con gli italiani è uno di quei paradossi di cui è pieno questo Paese.  

Partirà a giugno. Ha 35 anni, età difficile per una donna, tanto più in Italia. E’ una psicologa, ad un certo punto nel 1998 ha scoperto di soffrire di endometriosi, malattia che colpisce l’utero, poco nota, ancora nemmeno riconosciuta in Italia, nonostante l’Unione Europea abbia chiesto a tutti i suoi Paesi di farlo e abbia anche investito soldi in proposito e nonostante un progetto di legge presentato nel gennaio 2007 alla Camera dei Deputati. 

Ora, il disinteresse apparirebbe anche normale se l’endometriosi fosse una malattia come le altre ma provoca l’infertilità e colpisce 3 milioni di donne in Italia, 14 milioni in Europa. Per il nostro Paese, insomma,fingere che non esista è l’equivalente di otto-nove anni di aborti legalizzati senza nemmeno doversi sottoporre ad anatemi papali. E quindi in un’Italia alla spasmodica ricerca di pargoli da far nascere uno si aspetterebbe una battaglia per rendere patologie come questa una priorità di governo.

 

E invece ci si ritrova con storie come quella di Ilaria, operata una prima volta nel 1998, poi colpita di nuovo dalla malattia nel 2005. Peccato che i medici abbiano impiegato  tre anni per capirlo nonostante avesse girato molti ginecologi e mostrato i suoi organi interni in numerose ecografie. E peccato che fra questi medici ci sia stato chi le abbia detto: ’se paga la faccio operare subito, se vuole farlo con l’assistenza pubblica sono almeno 4 mesi di lista d’attesa’.  Va a finire che Ilaria entra in sala operatoria in tempi brevi grazie al suo vecchio ginecologo e alle sue conoscenze. 

Una storia come tante, quella di Ilaria. E nemmeno una delle più gravi come quella della donna che ha mandato agli inizi di aprile una lettera al ministro Livia Turco per chiederle un sostegno nel riconoscimento dell’endometriosi.

‘Vorrei un figlio - dice Ilaria - ma non è semplice qui in Italia’. Perché dovrebbe far ricorso alla fecondazione assistita. Poco tempo fa le è arrivata una proposta di lavoro: andare a Barcellona a fare sedute on-line per ragazzi sieropositivi. Mille euro al mese, casa e contributi pagata. Metteteci la possibilità di fare un figlio con la fecondazione assistita senza i vincoli presenti in Italia e avrete la risposta di Ilaria all’offerta. Vado in Spagna, faccio un figlio. Forse torno, forse no. Nostalgia dell’Italia? Non molta: anche perchè indovinate chi saranno molti dei sieropositivi di cui si occuperà: italiani, è ovvio. 

 

Vignetta ‘Gli italiani, la fuga e gli immigrati’ - Copyright Blog Diritto di cronaca

28 Aprile 2008
23:47, Lunedì
flavia amabile
Filed under : Cronaca, Gender, Identità, Interni, Politica, Salute, Società
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3 commenti

(#) Quello che disse Stregatta

Martedì 29 Aprile 2008 alle 14:10

1

Come sentirsi distanti da Ilaria? Tra poco forse nemmeno lo saremo geograficamente visto che l’anno prossimo mi sto organizzando per un trasferimento in Spagna…

I motivi? Fondamentalmente gli stessi. Fondamentalmente troppi.

(#) Quello che disse flavia amabile

Martedì 29 Aprile 2008 alle 16:55

2

Stregatta, ormai si fa fatica a trovare dei motivi per restare.

mi piacerebbe conoscerli i tuoi motivi per andare e come ti stai organizzando.

(#) Quello che disse Roberta

Venerdì 2 Maggio 2008 alle 15:34

3

è interessante vedere quante persone, ogni giorni, si sentano attratte dal fenomeno anche un po’ mediatico, che è la Spagna ora. L’Italia è in crisi e i giornalisti italiani in Spagna alimentano, sempre più spesso ormai, questa voglia di penisola iberica nei giovani spiriti italiani. Vivo in Spagna praticamente da 5 anni e recentemente ho avuto modo di avere contatti con alcuni degli inviati italiani di importanti testate giornalistiche che da Madrid diffondono questo, sempre più grande, amore iberico. Lo stesso Silvio Berlusconi, vittima di se stesso e dei suoi stessi media, nomina con profonda simpatia il premier Zapatero. La Spagna è un paradiso, ed ogni giorno lo è smepre di più. Io amo profondamente la Spagna e la cultura della sua gente, ma quanto a lavoro non crediate che i giovani siano messi molto meglio dei nostri italiani e lo stesso vale per le opportunità e i contratti di lavoro. I prezzi aumentano anche lì e la delinquenza, la droga e gli alcolici tra i giovani, i prezzi delle case sono veri e propri scogli da superare. Certo l’assenza di forte clientelismo aiuta chi realmente vale, ma la crisi è ovunque! Non voglio fare un elenco dei gravi problemi spagnoli, mai citati sulle pagine dei nostri giornali. Voglio solamente sensibilizzare chi, spesso accecato dalle politiche propagandistiche, idealizza l’estero lontano, credendo che i problemi siano solamente quelli che lo toccano personalmente. Grazie per il vostro spazio e non vedo l’ora di ritrovare altri spunti ispanici sulla vostra web per conversarne con voi. Roberta

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