Sorelle d'Italia

Braccialetti per tutte

 

 

Mancano cinque giorni al ballottaggio per l’elezione del sindaco di Roma ma i conti non mi tornano e le parole nemmeno. Le parole, soprattutto. Perché ad un certo punto Francesco Rutelli ha lanciato sul piatto della campagna elettorale il braccialetto elettronico con un pulsante per chiedere aiuto. L’idea è di darlo a tutte le donne e in caso di aggressione sperare che serva. 

Una trentina di donne del Pdl non hanno gradito la proposta e si sono incatenate e velate di nero davanti alla stazione de La Storta dove era stata aggredita la studentessa africana giovedì scorso. Da Roberta Angelilli di An a Barbara Saltamartini di Fi, incatenate e velate come erano, hanno parlato di ‘burqa elettronico’, di diritto alla libertà e simili come delle veterane delle lotte di emancipazione delle donne.

Persino Roberto Maroni, con una sensibilità piuttosto inaudita, chiede di non ‘aggiungere violenza psicologica a chi è già troppo spesso vittima di violenza fisica’. E l’idea di Rutelli lo fa ‘un po’ sorridere’ perché la sicurezza ’si garantisce solo controllando i luoghi a rischio’.

Dal centrosinistra per una volta mostrano una buona dose di pragmatismo di sicuro utile di questi tempi.  La ministra per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini risponde senza polemiche: ’Ovviamente dovrebbe essere una libera scelta delle donne. E se fosse una libera scelta, se ci si sentisse più sicure così, perché no?’  Maria Coscia, che Veltroni ha portato alla Camera, dopo una lunga convivenza politica in Campidoglio, è più diretta: ‘Il centrodestra è liberale solo a parole. Non è un obbligo, non è un marchio, non è un simbolo. E’ solo uno strumento in più’. 

E poi però uno va indietro con la memoria di qualche mese e ritrova un via libera della Regione Lombardia che prometteva finanziamenti ai Comuni che volevano attivare progetti di difesa personale come i braccialetti elettronici. La proposta arrivava dalla Lega, primo firmatario il consigliere Lorenzo Demartini, ed era stato approvato con il sostegno di An e Forza Italia. Era dicembre, quattro mesi fa: che cosa è accaduto di così sconvolgente in questo periodo da far cambiare radicalmente idea al centrodestra? Forse le lombarde sono più predisposte a essere dotate di braccialetti elettronici, o hanno scoperto delle incompatibilità tra i microchip made in Padania e le donne che vivono a Roma? Tutto può essere, ormai.

22 aprile 2008
01:34, martedì
flavia amabile
Filed under : Corsivi, Cronaca, Economia, Interni, Mass Media
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Commenti : 6
 
6 commenti

(#) Quello che disse MademoiselleAnne

martedì 22 aprile 2008 alle 08:57

1

Flavia, sulle questione relativa ai cambiamenti di opinione della destra sulla questione non mi pronuncio; d’altronde se pensiamo che a Milano di stupri ne avvengono tantissimi, pare 1 ogni giorno, e che la Moratti ha parlato di responsabilità del Governo di centrosinistra mentre per gli stupri di Roma la stessa Moratti e il centrodestra hanno dichiarato che la colpa è del Sindaco (sempre di centrosinistra) è chiaro che il problema è alla base.

Così come sono convinta che i suddetti soggetti del centrodestra, Lega in primis, si prendano i voti dei rumeni per poi avviare campagne contro gli stessi, a voto preso chiaramente.

Però la storia del braccialetto non mi va giù, affatto: è da sabato che ci penso e mi sdegna proprio… ci manca il bollino di qualità e siamo a posto. Io proverei a mettere a Rutelli una collana con sensori collegati alla centrale di polizia così quando dice caxxate viene fulminato seduta stante.

(#) Quello che disse Piero Andretti

martedì 22 aprile 2008 alle 11:27

2

Perché non un lampeggiante da mettere in testa al posto del cappello?
Quando si preme il pulsante scatta la sirena e la luce rotante.

(#) Quello che disse Rosa

martedì 22 aprile 2008 alle 13:08

3

il bracciale se lo mettono dove dio comanda…Non mi va di essere trattata come un automobile o avere la libertà vigilata come se fossi io uno stupratore..direi che dovrebbero metterlo agli uomini x vedere chi è stupratore o no, ma ovviamente tutti vorrebbero rendere schiave le donne o che sia a fin di bene o no. a questo punto preferisco il burqa ke rende + libera. Io mi chiedo perchè se uno stupra una donna dev’essere sempre lei quella a prendere precauzioni senza chiedersi che il problema non siamo noi, ma sono certi uomini che devono tenersi a freno. Tra l’altro missà di collarino che portano le schiave per indicare una proprietà, propretà di chi? visto che poi parlano di estranei o romeni come se in famiglia fosse lecito. Cio’ sono indignata che in italia si ragiona ancora come nel medioevo. Ma non fanno prima a organizzare coorsi di autodifesa gratis si spende di meno). Io nn sono un panda.

4

[...] Amabile, Braccialetti per tutte I conti non mi tornano e le parole nemmeno. Le parole, soprattutto. Perché ad un certo punto [...]

(#) Quello che disse Bando

giovedì 24 aprile 2008 alle 19:44

5

Da La Repubblica di oggi

Bari, donna rimane sola sul bus
l’autista tenta di violentarla

BARI – Un autista 48enne dell’Amtab, la municipalizzata dei trasporti pubblici di Bari, è agli arresti domiciliari con l’accusa di aver tentato di violentare l’unica passeggera rimasta a bordo di un autobus di linea. Gli agenti della squadra mobile della Questura hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Bari, su richiesta del pm inquirente Renato Nitti. L’accusa è tentativo di violenza sessuale.

L’episodio è avvenuto di pomeriggio e risale a febbraio. La passeggera era salita sul bus per fare rientro a casa. Una volta rimasta sola, l’autista del mezzo ha deviato il percorso stabilito e si è diretto in una zona periferica: ha quindi tentato di violentare la donna, che ha però reagito in modo risoluto provocando la reazione dell’uomo. Questi l’ha prima picchiata, poi l’ha scaraventata fuori dal mezzo, facendola cadere sull’asfalto e provocandole numerose ferite in varie parti del corpo. Per l’uomo la procura della Repubblica aveva chiesto la detenzione in carcere, ma il gip ha disposto gli arresti domiciliari per i reati di tentativo di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali gravi.

Ho segnalato la notizia un po’ per invitare a sgombrare le nostre menti da idee preconcette: rumeni…luoghi bui e deserti…
Suppongo che il fatto che a tentare la violenza sia stato l’autista del bus abbia incoraggiato la donna a reagire con la speranza di evitare il peggio, mentre magari in altre situazioni si viene sopraffatte dallo spavento e dalla sorpresa.
Certo si avrebbe il diritto di poter girare per la propria città senza dover per forza sfoderare abilità nelle arti marziali, ma magari organizzare corsi gratuiti di difesa personale non sarebbe una cattiva idea…

Altra cosa che mi ha fatto pensare è che proprio le linee di trasporto pubblico dovrebbero essere un luogo “protetto” dove cercare rifugio. Nella mia città le fermate a rischio hanno un totem di sos per chiamare aiuto.

(#) Quello che disse flavia amabile

giovedì 24 aprile 2008 alle 19:51

6

Bando, grazie, hai fatto molto bene a segnalare questa notizia che sfata alcuni luoghi comuni molto comodi soprattutto in campagna elettorale.

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