Mi guardi? Ti denuncio
Io ve l’avevo detto che le donne iniziavano a darsi da fare con le denunce. E a un certo punto capita anche che qualcuno venga condannato. La storia che vi racconto oggi riguarda due vicini di casa. Un giorno, per caso, si sono trovati anche nello stesso treno. Si conoscevano di vista, come capita a chi abita a pochi passi l’uno dall’altro. Lui l’ha seguita, ha cercato il posto più adatto e per tutto il viaggio ha continuato a guardarla. Nessun complimento sconcio, non un dito mosso: solo gli occhi perennemente fissati sul seno della donna. Ed è stato condannato a dieci giorni di arresto e quaranta euro di multa.
La donna è una signora di 55 anni, si è trovata seduta accanto al trentenne sul treno regionale Sondrio-Lecco-Milano. Non era la prima volta. Anche il giorno prima - ha raccontato lei nella sua denuncia - il trentenne aveva preso il posto vicino, dopo averle fatto spostare il cappotto. Un po’ troppo vicino, secondo la donna. Lo stesso il giorno dopo: l’aveva guardata a lungo durante il tragitto.
Tra i due non c’è stato altro, nessuno scambio di parole, non ci sarebbero stati complimenti o tentativi di corteggiamento. Ma la donna ha comunque ritenuto inopportuno e fastidioso il comportamento dell’uomo, alla fine del secondo viaggio ha chiesto aiuto a un agente di polizia ferroviaria e ha denunciato l’uomo per molestia.
Il giovane, un trentenne di Mandello del Lario, un paese in provincia di Lecco, è finito in tribunale dove si è tenuto il processo di primo grado. Ha smentito tutto, non intendeva molestarla, semplicemente non poteva fare a meno di guardarla, per la posizione in cui si trovava e per il posto occupato.
Alla fine il giudice ha deciso per una condanna a dieci giorni di arresto e quaranta euro di multa. Una punizione quasi simbolica in quanto la pena rientra nell’indulto, ma l’imputato non intende rassegnarsi. Giura di essere innocente e ha annunciato di voler insistere per vedere riconosciuta la sua buona fede. Inutilmente il suo avvocato, Richard Martini, ha cercato di evitare la pena ottenendo solo la sospensione. Ora attenderà di conoscere le motivazioni della sentenza e sulla base della decisione del giudice ricorrerà in appello contro la condanna.
«In questi casi vanno valutate le circostanze dell’accaduto. La ressa della stazione, la quantità di persone sul treno - ha precisato l’avvocato Martini - Il mio assistito non poteva comportarsi diversamente e lungi da lui l’intenzione di molestare la signora. Il mio assistito peraltro ha sempre mantenuto una condotta rispettabilissima ed è assolutamente incensurato. Impugneremo la sentenza e ci batteremo per ottenere giustizia. Ci mancherebbe».
In effetti la polizia ferroviaria il giorno successivo alla denuncia della signora aveva inviato alcuni agenti ad effettuare degli accertamenti per verificare se il racconto fosse vero e, eventualmente, per cogliere il molestatore sul fatto. Vestiti in borghese avevano seguito il trentenne durante il viaggio verso Milano e però pur tenendolo sotto controllo per tutto il tragitto, non avevano visto nulla di strano.
Ma la denuncia per molestie era stata ormai presentata. L’episodio è avvenuto tre anni fa ma è approdato in questi giorni davanti al Giudice monocratico del Tribunale di Lecco, Paolo Salvatore. Quando saranno pubblicate le motivazioni arriverà anche il ricorso in appello. E la seconda puntata di questa vicenda.
Vignetta ‘Il treno e le molestie’ - Copyright Blog ‘Diritto di cronaca’
E poi vi stupite se Berlusconi dice che bisognerebbe controllare la salute mentale di certi giudici?
Io controllerei anche il quoziente di intelligenza, che in questo caso non dubito risulterà sotto zero!
x Ghe Pensi mi..sempre meglio di certi giudici che dichiarano per sentenza che se una ha i jeans non puo essere violentata o dei giudici che condannano una donna solo perchè difende la figlia come è successo ad ida di Taranto….quelli sono da controllare
Mi domando quante rotture di balle si sarebbe risparmiata la signora, se al giovanotto avesse domandato con un sorriso “Le serve qualcosa?”
Magari quello la molestava davvero, magari no. Ma sono pronta a scommettere che affrontarlo con calma lo avrebbe messo al suo posto.
Oppure questa è scema e ci fa perdere tempo e terreno, delle due l’una.
Non credo che la stupidità di certi giudici (i jeans) venga poi compensata dalla stupidità di altri. Anche perchè seppure il tipo non sconterà giorni di carcere, adesso ha comunque la fedina penale non più pulita. E francamente non ho capito alla fine quale delle due parti è quella più danneggiata.
Giulia, erano vicini di casa. probabilmente ci sono trascorsi di cui non abbiamo notizia.
per tutti, la storia è quella che è, ai limiti. forse la donna ha esagerato nel denunciare, forse però aveva i suoi motivi per farlo e se il giudice ha deciso la condanna anche lui doveva avere dei motivi validi. non credo che tutti diventino matti all’improvviso, giudice compreso.
in ogni caso in questo momento quello che mi lascia del tutto senza parole sono i 180 e oltre commenti giunti finora sul mio blog. solo due o tre al massimo non se la prendono con la donna dicendo che deve sentirsi ‘lusingata’ per le attenzioni di un trentenne, o che i giudici sono da rinchiudere o altre elucubrazioni di alta filosofia di questo genere.
grande gente gli italiani!
ecco qualche elemento in più per capire di che stiamo parlando. sono le parole dell’avvocato del trentenne condannato.
‘Così al ’guardonè fu messo alle calcagna un poliziotto che davanti al giudice ha spiegato: «Si limitava a fissare quel vistoso seno. Non ha mai fatto null’altro». Non un ammiccamento, non una palpata. «Questa è una condanna ingiusta: il mio assistito non aveva fatto nulla di male. Aveva guardato quella donna perchè attratto da quel seno. Visto poi che non è gay nei giorni successivi ne ha approfittato per deliziarsi ulteriormente la vista».
Non capisco perché il giovanotto non le ha rivolto la parola…
Che razza di corteggiamento è fissare per un’ora o due il seno di una donna? Non lo è infatti. Vero è che la donna poteva anche alzarsi e cambiare scompartimento (o vagone) anziché farsi Sondrio-Milano con due torcie puntate addosso…
Di sicuro al posto del ragazzo avrei spiaccicato due parole, tipo: “E’ proprio vero che non esistono più le mezze stagioni”, e avrei tenuto gli occhi al loro posto, che ci avrei guadagnato di più. Al posto di lei avrei senz’altro cambiato scompartimento.
Dieci giorni di carcere, però, suvvia… oggi in Italia non si danno nemmeno a chi stupra! E li diamo ad un guardone diurno!?
Se però serve da monito ai molestatori pesanti, chiamiamoli così, allora ben venga.
forse non le ha rivolto la parola perché la considerava solo un paio di tette da guardare,
non é un corteggiamento , in inghilterra si chiama stalking ed é un reato .
penso che sia un bel passo avanti che anche in italia sia riconosciuto come tale.
Io la storia non la conosco, e non so se l’esagerata era lei, se il rompicoglioni era lui già da tempo, non ho la minima informazione riguardo al tipo di rapporto che avevano, eccetera eccetera.
So solo che sentire che commenti del tipo:
“Ah certo. E’ la donna che deve cambiare scompartimento.”
“Come no. Lui mica è frocio, grazie che le fissa le tette.”
rende davvero l’idea del concetto che tuttora si ha della donna.
E sinceramente, mi mette una grande, infinita tristezza, più degli eventuali molestatori sui treni.
Se noi italiani siamo in totale balia di questi giudici io scappo immediatamente!!!
@ valentina: il passo avanti?? ma cosa dici? questa è la prova del deterioramento di questa società! ma con un ingolfamento del genere della burocrazia giudiziaria in Italia si va perdere tempo con una Signora vecchia, tra l’altro , che non ha niente da fare che denuciare un ragazzo??? per me la Sig.a poteva tranquillamente parlarci e chiarire da persona matura!!
@ silent: ma basta con questo femminismo da 4 soldi!! voi donne pensate di essere intoccabili ed ora addirittura inguardabili!!
Allora quando uscite di casa mettetevi il burka se non volete essere guardate! ma daii!!! oggi le donne si tirano talmente tanto.. per non parlare della sconceria di certi abbigliamenti, e si pretende pure che non vi si guardi altrimenti denuncia? si! ora andremo in giro tutti a testa bassa!!
Penso che voi donne con questo vittimismo e femminismo, ormai, banale e stanco, ve ne stiate approfittando!!
scusate ma a questo punto mi vien da dire : donne state a casa che è meglio!!
“Allora quando uscite di casa mettetevi il burka se non volete essere guardate!”
E’ arrivato il coglione. Dopo nove commenti, ma è arrivato.
Che ci volete fare.
Mettetevi il burka. Ma cristiddio.
Giulia, riporto un pezzo dell’autodescrizione di uno che vuole far mettere il burka alle donne se non vogliono essere guardate. Sono parole scritte da lui per cui penso che dovrebbe essere un ritratto fedele alla realtà.
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”Egli nasce tra i simpatici confini dell’Abruzzo e delle Marche,la lontanissima notte del 31 Luglio 1973 da 2 bellissimi e intelligentissimi genitori; madre Marisa, donna giovane e bellissima, proveniente da una benestante e nobile famiglia Abruzzese, madre dalle 1000 risorse e sempre prodiga a salvaguardare la dignità e l’onore della famiglia, e padre Sergio (in arte Soave), uomo proveniente dalle antiche e veraci terre marchigiane ed anch’egli di nobile derivazione famigliare e qui ricordo il Conte Aroldo dei Mainardi e sua moglie Contessa Polda.
Cresciuto tra gli allori, sempre amato e viziato fino all’età di 8 anni, ebbe la bella e anche “catastrofica” notizia di diventare fratello non di uno, ma ben di due bellissimi fratellini gemellini!!!….i famosi Paolo (il cretino…) e Stefano (il carissimo…)…e da lì iniziò il flagello di Dio!!
Nel corso della crescita frequentò, non di buona voglia, tutte le scuole obbligatorie, e dopo alcune nefaste vicende diventò ragioniere, ma da qui in poi la sua carriera didattica fece progressi orientandosi verso studi umanistici, vista la sua indole caratteriale prettamente social-anarchica-rivoluzionaria, iscrivendosi alla Facolta di Scienze Sociologiche presso l’universita di Urbino. Oggi lavora in un azienda di famiglia, nella quale ha un ruolo direzionale.
Come personaggio sociale coltiva, in modo morboso, le più strane amicizie (ricordiamo il mitico Pettana e il panzone Nereo detto anche Biancheo); molto vicino alla sua famiglia, adora gli animali, soprattuto i cani ( e qui ricordiamo tutta la dinastia dei pastori tedeschi Tommy che lo accompagnano fin dai primi giorni della sua esistenza dal Tommy 1° al Tommy 14°); si accosta alla musica dance fine anni ‘80 e per tutti gli anni ‘90 intraprende l’hobby del Disk Jokey con discreti risultati; amante dei motori.. auto, moto, e qualsiasi mezzo con qualche ruota! Amante dei film dal dopo guerra in poi, da Toto‘, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Fellini, etc etc…a dimenticavo Ciccio e Franco!!….. non escludendo la filmografia trash anni ‘70 ‘80, Lino Banfi , Pippo Franco, Gianfranco D’angelo etc etc….; amante dei viaggi della vita notturna e aperto a “quasi” tutte le esperienze di vita vissuta…droga-sesso e acid house!! ; da non dimenticare la creazione del famoso “Psyco Studio“, luogo di perdizione e di meditazione creato da Dj Sandrino come suo alter ego , che si puo definire una depandance all’interno della sua tenuta domestica, che rispecchia totalmente le sue esuberanze egocentriche.”
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Io non ho altro da dire
A me è piaciuta questa frase di alex:
“si va perdere tempo con una Signora vecchia, tra l’altro”
(clap clap clap)
Ciò dimostra come tutti gli alex del mondo siano ancor peggio dei personaggi squallidi sui treni
aahhooo basta poco per farvi agitare…
Il burka ovviamente era una provocazione….
cmq una 55enne ormai è vecchia rispetto ad un 30enne!!
cos’è guerra?
sono capitato in covo di femministe per caso?
Poi che c’entra il mio profilo? mica l’ho capito….:-s
Arrivi qui parlando di burka e femminismo da 4 soldi.
Guerra? fai un po’ tu..
Ma provocazione di che, scusa? Hai semplicemente utilizzato la classica frase di chi non ha argomentazioni per giustificare la grettezza di certi modi di fare: “sono le donne che se la vanno a cercare”. Tranquillo, che di “provocazioni” del genere ne sentiamo ogni giorno eh. E la frase di Giulia rispetta al 100% quello che ogni volta, per l’ennesima volta, ci tocca commentare: E’ ARRIVATO IL COGLIONE.
@ flavia amabile: te che sei andata a fare copia e incolla dal mio profilo che è, tra l’altro, se non l hai capito, un’allegoria, perche non rispondi alle mie osservazioni in modo lucido e concreto, invece di attaccare senza motivo!
vabè cmq se mi state a difendere un giudice che ha dato galera ad un ragazzo perchè guardavo nemmeno ci voglio parlare con Voi! romanete con le vostre teorie!!
Un abbraccio
Alex, abbi pazienza, qui sfioriamo il ridicolo. vuoi una risposta lucida e concreta? tu che ti vanti da aver fatto quasi tutte le esperienze di vita vissuta: droga-acid house e sesso?
per te sono queste ‘quasi’ tutte le esperienze di vita vissuta e vuoi da me lucidità e concretezza quando non mi sembra che tu ne abbia portata molta nei tuoi commenti
sii serio, è sabato sera, io sto lavorando, tu hai la tua discoteca che ti attende.
@ silent:
non mi chiudo in una frase fatta io! infatti non ho detto solo quello!! che sia chiaro!
siete voi femministe che ascoltate o leggete solo cio che vi interessa o cio che non vi piace!! tutto qui!
infatti, di tante parole avete preso solo il burka!!
ma va va!!
e poi che mi state a difendere?? il giudice è impazzito punto e basta!! ha condannato senza prove un incensurato sulle parole di una psicotica secondo me!!
io sarò coglione ma voi siete una banda di ottuse!! rimaneteci!
chiudo qui!
alex, ha condannato senza prove?
l’avvocato del trentenne dice ‘Aveva guardato quella donna perchè attratto da quel seno. Visto poi che non è gay nei giorni successivi ne ha approfittato per deliziarsi ulteriormente la vista’.
a me, scusami, queste parole bastano come prova e anche al giudice
@ flavia amabile: ti auguro buon lavoro allora.
Per quanto rigurda le mie esperienze, il post a cui ti riferisci era solo un piccolissimo argomento della mia vita, non sai nulla di me e non stare a giudicare! capito? io non ho giudicato nessuno!
sarete tutte puriste qui?
nessuno ha mai fatto sesso?
nessuna si è mai drogata?
nessuno si è abbandonata alla musica?
io faccio anche il dj ma ho un azienda di cui sono l’amministratore e lavoro anch’io , per arrotondare anche la notte!
ho studiato sociologia, non ho bisogno delle vostre lezioni!
non è che tu fai la giornalista e allora sei una stacanovista purista!!
stai sfiorando il bigottismo!
ma basta
ciao
Oddio, ci hai veramente scandalizzato.
Pensa, io è un’ora che sto a bocca aperta.
con questo chiudo e non ci torno più! tanto è inutile.
ovviamente in un blog di femministe non potevo aspettarmi altro che una reazione del genere.
sono e rimango del parere che, se le donne si acchittano in modo provocante, lo fanno per essere guardate e per provocare! altrimenti non c’è spiegazione! e non mi venite a dire che lo fate per sentirvi meglio! perche si sta meglio con una abbigliamento sobrio.
potete dirmene di tutti i colori ma questa è il mio pensiero ed è una verità, non assoluta, ma verità.
Sì, effettivamente le femministe hanno torto e tu hai ragione.
E hai la verità in tasca.
Berlusconi ti darebbe ragione.
Genio.
provoooooo
@Silent: Vorrei capire che ci trovi di così scandaloso nel mio dire che la donna poteva anche alzarsi e cambiare scompartimento se in quello dove stava c’era qualcosa che non andava bene.
Scusa, eh! Ma se uno ti fissa il seno da Sondrio a Milano… tu che fai? Lasci fare e stai zitta? Io no. O dico qualcosa (visto anche che il tipo non ha detto nulla) o mi alzo e me ne vado. Lei l’ha lasciato fare, un po’ come una che si fa toccare il culo senza dire e fare nulla. Non dico che il guardone non avesse torto marcio, ma dico anche che non capisco la donna che non ha reagito in nessun modo.
Siete proprio sicure che una simile sentenza serva a qualcosa?
A fissare seri principi di convivenza, a garantire un apprezzabile senso di giustizia o, quel che più interessa, a tutelare le donne?
A me sembra che, come tutte le manifestazioni di fondamentalismo in qualsiasi forma si manifestino (e sul tema molestie ne abbiamo lette di tutti i tipi: vedi jeans stretti eccetera), servano solo a fare esprimere i tanti Alex di turno e nient’altro.
Nient’altro di buono, intendo.
Hagar, mica niente, ma dire che lei poteva cambiare scompartimento è un po’, aumentando le proporzioni, “se lui ti picchia te ne devi andare di casa”. Certo che è così, ma spostare la responsabilità dagli aggressori alle vittime non sposta di un centimetro il problema, oltre ad essere ingiusto.
Penso anch’io che si debba imparare a reagire in questi casi, ad alzare la voce, a coinvolgere gli altri passeggeri o il conducente: magari non tutte sono pronte a reagire, non siamo tutte determinate uguale.
La denuncia per uno sguardo però mi sembra una notizia buona solo per il dibattito mattutino di una radio privata: se non altro serve a far sfogare tutti i repressi de “se non volete essere guardate vestitevi in maniera meno provocante”.
Maria Sung, lungi da me dallo spostare la responsabilità dall’aggressore alla vittima, ma in questo caso ritengo che si sia arrivati ad un eccesso, paradosso… chiamalo come vuoi.
Intanto la donna NON mi sembra affatto un’essere fragile e indifeso, tant’è che ha avuto il coraggio di denunciare una cosa del genere a fronte di migliaia di donne che non denunciano ancora nemmeno lo stupro e le percosse giornaliere. Perciò, visto che è una donna determinata e tosta… poteva anche dire qualcosa o cambiare scompartimento. Vado oltre in questo caso, e la dico tutta, per come la penso: Gli occhi sono fatti per guardare, e tutti li usiamo per guardare chi ci piace, in faccia, dietro, davanti e ovunque, con l’unica differenza che una persona educata lo fa senza farsi notare e, invece, un cafone maleducato e con qualche ingranaggio in testa ingrippato lo fa spudoratamente e senza alcun ritegno (facendosi notare e dando fastidio).
Quest’uomo doveva essere condannato ad un corso accelerato di buona educazione e, semmai, ad una sfilza di sedute psicologiche, ma non a 10 giorni di carcere. Mi dispiace ma è così che io la penso. E d’altronde dice mamma rocca: “Si guarda ma non si tocca!”
In un’Italia dove per gli stupratori NON c’è carcere ma una sfilza di aiuti di ogni tipo… Penso alla protezione dei preti pedofili da parte delle istituzioni tutte e ai piani di reinserimento sociale finanziati dallo Stato, con tanto di posto di lavoro a tempo indeterminato dato ai violentatori prima ancora che alle persone per bene, per finire con l’indulto di Mastella, che, non dimentichiamocelo mai, è stato votato da quasi tutti i partiti di centro-destra e centro-sinistra e che prevedeva per gli stupratori con altri reati a carico di uscire dalla galera il giorno dopo o, beffa atroce, di non entrarci affatto, nemmeno per un giorno e senza ritrovarsi neanche le carte macchiate, come quel reato non l’avessero mai commesso… Ecco, in un’Italia così, dove lo stupro sta sempre più entrando a far parte della categoria dei reati minori… NON trovo giusto dare 10 giorni di carcere ad un “guardone diurno”, così vedo io il tipo di cui stiamo parlando. E’ una burla, che serve solo a dire a tutti che in Italia siamo sensibili al fenomeno “violenza contro le donne”, ma a fronte di una realtà che dice l’esatto contrario, e cioè che punta a far notizia quando un violentatore è rumeno o albanese ma che affoga nel silenzio più totale la violenza perpretata ai danni delle donne italiane dagli uomini italiani, e che costituisce il vero problema, il 90% del problema, del quale i media NON parlano mai, perché ciò che da fastidio al maschio italiano (soprattutto leghista) è che le donne italiane siano violentate da extracomunitari. Per la serie: Ognuno si violenti le sue donne!!! Ecco, mi sembra che in un Paese come il nostro simili condanne siano quantomeno senza senso. E’ come se Mamma Rocca dicesse: “Si tocca ma non si guarda”.
Che reato ha fatto? Guardare è diventato molestia? Com’è ’sta legge? Per quanti secondi si può guardare per non incorrere in sanzioni? Da che distanza? 10 giorni di carcere e 40 euro di multa e se non rientrava nell’indulto quanto gli davano? Non è giusto
http://antifeminist.altervista.org/risorse/stupro_visivo.htm
ecco forse è ridicolo come definizione stupro visivo.
E c’è differenza tra guardare seno o sedere o altro? Quanti secondi per ogni parte del corpo? E da che distanza?
avviso alle ragazze inglesi che decidono studiare nelle università italiane inserito nella Essential students’ guide to Italy dell’Università di Bristol:
‘Non pensate di potervi comportare come nel vostro Paese. Anche se molti italiani si dichiarano ‘moderni’ laggiù dovrete fare i conti con un livello più alto di sessismo, sciovinismo e molestie’. E quindi attenzione a quelle che indossano ‘gonne corte o scoprono la pancia’ perché ‘gli uomini faranno commenti sul vostro aspetto e fischieranno vedendovi dall’altra parte della strada’.
L’ennesima conferma che ancora nel 2008 in un Paese come l’Inghilterra è possibile andare in giro con una gonna corta senza che questo appaia come un richiamo sessuale, mentre in Italia viene ancora e sempre percepita come una provocazione o un semaforo verde per occhiate, etc. etc.
povera italia!!
povere donne! che pena che mi fanno!!
proporrei di dare il bromuro a tutti gli uomini cosi la smetteranno di guardare le donne e di fare pensieri cattivi!!!!!
povere suore d’italia!!
cosi si poteva chiamare questo sito!
SUORE D’ITALIA!! ahahaahaha
@flavia. se non mi sbaglio dovresti essere una giornalista? ricordo all’università che regola fondamentale deontologica del vero giornalista è l’obbiettività e l’oggettività dell’osservazione dei fenomeni ! se sei cosi di parte non penso che il giornalismo ne possa beneficiare.
Hagar scrive: Vorrei capire che ci trovi di così scandaloso nel mio dire che la donna poteva anche alzarsi e cambiare scompartimento se in quello dove stava c’era qualcosa che non andava bene.
Se tu avessi un dirimpettaio molesto che tiene lo stereo acceso 24 ore al giorno al massimo del volume, qualcuno verrebbe forse a dirti “colpa tua che non cambi casa”?
Ripeto, io non entro nel merito del fatto in sé, perché è una storia che non conosco, e dagli stralci che appaiono sui giornali si capisce poco. In generale, trovo assurdo che si finisca sempre per dire che è la donna che se la va a cercare.
sonomaschio scrive:
“E c’è differenza tra guardare seno o sedere o altro? Quanti secondi per ogni parte del corpo? E da che distanza?”
Vabbè oh. Se non ci arrivi tornatene sull’albero.
caro alex quello che proprio non riesci a capire è che forse una donna potrebbe anche aver voglia di scegliere con chi stare
e che le ‘attenzioni’ le ‘premure’ reiterate da parte di altri sono non volute e quindi passano sotto la voce molestie senza per questo essere suore o voler bromurizzare nessuno
siamo in una società in cui per fare sesso bisogna essere in due, non basta la volontà di una persona sola, questo mi sembra un po’ il problema da parte di alcuni uomini.
sulla deontologia non vedo quale sia il problema: ho scritto un articolo in cui non mi sembra di aver fatto altro che riportare quello che è accaduto. poi esiste una sezione chiamata commenti in cui anche il giornalista può esprimere la propria opinione, oppure vuoi costringere le donne a sorridere e considerare chissà che cosa un viaggio intero con lo sguardo puntato addosso e imbavagliare anche i giornalisti a vita e impedire loro di avere opinioni?
Se avessi un dirimpettaio molesto… prima di denunciarlo gli andrei di certo a dire qualcosa. Lo sport insegna in questo: Prima cartellino giallo, poi rosso.
Non ho mai detto che la donna se l’è andata a cercare, e nemmeno lo penso. Ho detto solo, e lo ribadisco convinta, che lui era un maleducato con qualche problema mentale ma, fossi stata in lei, o avrei detto qualcosa per indurlo a smetterla subito o mi sarei alzata e avrei cambiato scompartimento.
Poi, oh, ognuno reagisce come meglio crede nella vita. Io sono una di manica più larga, evidentemente, per quanto riguarda gli sguardi, ma ho pur sempre tolleranza zero verso le molestie pesanti e i reati sessuali tutti. Credo che spostata di poco in alto l’asticella del reato… ci ritroveremmo pienamente d’accordo su tutto.
Sì, ma noi mica lo sappiamo se lei lì per lì abbia protestato o meno.
A occhio e croce, penso di sì. Per arrivare a una denuncia, mi sembra plausibile che fosse piuttosto esaurita dalla cosa…
Ho un seno molto prorompente, di una misura che mi fa spendere patrimoni in creme e biancheria, ma in compenso mi fa risparmiare sull’abbigliamento, visto che mi starebbero malissimo almeno due terzi dei vestiti che mi piacerebbe portare.
In prima media questo ha cominciato a costituire un problema: all’ora di educazione fisica i miei compagni mi fissavano come ebeti. Non toccavano, non dicevano una parola davanti a me, al massimo ridevano dandosi di gomito. Ho resistito tre mesi, poi ho chiesto l’esonero inventandomi un’asma da sforzo che non è mai esistita. Non ho più fatto un’ora di ginnastica a scuola.
A 16 anni il medico mi ha dovuto correggere la postura: camminavo con le spalle incassate nel tentativo di minimizzare il seno, perchè ero stufa che mi guardassero. Ogni volta che succedeva volevo sparire, volevo correre a casa a mettermi un maglione più largo, soprattutto volevo lavarmi, che certi occhi sono come mani sporche. In tutte le foto della mia adolescenza sembro vestita con i pacchi della croce rossa: maglioni informi e maniche pendenti.
Poi si cresce, si diventa più forti, ma ogni volta che questa cosa mi risuccede - cioè ogni volta che un uomo mi fissa il seno come se fosse un feticcio inanimato, e io non mi posso sottrarre allo sguardo - mi sale rabbia, perchè non posso chiedere l’esonero dal mio corpo.
E’ violenza, ed è titanico provare a dimostrarla, perchè un uomo non può avere idea di che cosa significhi diventare oggetto nel silenzio di un altro sguardo esplicito. Se un giudice uomo è arrivato a capire che quella è una violenza, forse per il futuro c’è speranza sul serio.
Michela, sigh… Lo dico sempre io, che al mondo soldi, fortuna e _tette_ sono proprio mal distribuiti!
(Battuta che nulla toglie alla validità delle tue parole, anzi preciso: battutaccia dal basso dell’invidia di una “piallata” che invidia, sì, la misura ma non tutto il resto:-)
Michela, grazie per le tue parole, gli uomini alcune cose davvero non riusciranno mai a capirle
Claudia, provalo per un mese il seno grosso ![]()
poi comincerà ad essere meno divertente essere distinta dagli altri come “quella tettona”.
Lo sguardo molesto non è ammirazione, ma una forma involuta di necrofilia: il modo in cui ti fissano è feticistico, e prescinde completamente dal tuo essere viva o morta, consapevole o meno, persona o cosa.
Valutazioni a parte, piangeresti ogni volta che passi davanti alla vetrina di Tezenis, le cui taglie per il seno arrivano alla quarta nel migliore dei casi!
Viva le Tette!! (.)(.)
Michela, per carità, non intendevo in alcun modo sostenere il contrario di quel che dici o svalutare parole che ritengo sacrosante.
Era una battuta, forse poco simpatica, ma leggila dalla mia: prova per un giorno una prima scarsa
e verrai etichettata (e guardata) come quella senza tette…
Vedi che siamo lì.
Non ho mai pensato, che gli sguardi (o peggio) siano sintomo di ammirazione, anzi. Sono convinta che purtroppo a molti non riusciremo mai a insegnare il rispetto.
Scusa, davvero scusa, se ti sono sembrata io per prima irrispettosa. ![]()
Tranquillissima, non l’ho pensato nemmeno per un momento! Volevo solo precisare meglio il pensiero, perchè da commenti precedenti - assolutamente non dal tuo, ma evidentemente da prospettiva maschile - traspare l’idea che lo sguardo sia una specie di tributo di cui andare molto fiere.










2008