Sorelle d'Italia

Mi guardi? Ti denuncio

Io ve l’avevo detto che le donne iniziavano a darsi da fare con le denunce. E a un certo punto capita anche che qualcuno venga condannato. La storia che vi racconto oggi riguarda due vicini di casa. Un giorno, per caso, si sono trovati anche nello stesso treno. Si conoscevano di vista, come capita a chi abita a pochi passi l’uno dall’altro. Lui l’ha seguita, ha cercato il posto più adatto e per tutto il viaggio ha continuato a guardarla. Nessun complimento sconcio, non un dito mosso: solo gli occhi perennemente fissati sul seno della donna. Ed è stato condannato a dieci giorni di arresto e quaranta euro di multa.

La donna è una signora di 55 anni, si è trovata seduta accanto al trentenne sul treno regionale Sondrio-Lecco-Milano. Non era la prima volta. Anche il giorno prima – ha raccontato lei nella sua denuncia – il trentenne aveva preso il posto vicino, dopo averle fatto spostare il cappotto. Un po’ troppo vicino, secondo la donna. Lo stesso il giorno dopo: l’aveva guardata a lungo durante il tragitto.

Tra i due non c’è stato altro, nessuno scambio di parole, non ci sarebbero stati complimenti o tentativi di corteggiamento. Ma la donna ha comunque ritenuto inopportuno e fastidioso il comportamento dell’uomo, alla fine del secondo viaggio ha chiesto aiuto a un agente di polizia ferroviaria e ha denunciato l’uomo per molestia.

Il giovane, un trentenne di Mandello del Lario, un paese in provincia di Lecco, è finito in tribunale dove si è tenuto il processo di primo grado. Ha smentito tutto, non intendeva molestarla, semplicemente non poteva fare a meno di guardarla, per la posizione in cui si trovava e per il posto occupato.

Alla fine il giudice ha deciso per una condanna a dieci giorni di arresto e quaranta euro di multa. Una punizione quasi simbolica in quanto la pena rientra nell’indulto, ma l’imputato non intende rassegnarsi. Giura di essere innocente e ha annunciato di voler insistere per vedere riconosciuta la sua buona fede. Inutilmente il suo avvocato, Richard Martini, ha cercato di evitare la pena ottenendo solo la sospensione. Ora attenderà di conoscere le motivazioni della sentenza e sulla base della decisione del giudice ricorrerà in appello contro la condanna.

«In questi casi vanno valutate le circostanze dell’accaduto. La ressa della stazione, la quantità di persone sul treno – ha precisato l’avvocato Martini – Il mio assistito non poteva comportarsi diversamente e lungi da lui l’intenzione di molestare la signora. Il mio assistito peraltro ha sempre mantenuto una condotta rispettabilissima ed è assolutamente incensurato. Impugneremo la sentenza e ci batteremo per ottenere giustizia. Ci mancherebbe».

In effetti la polizia ferroviaria il giorno successivo alla denuncia della signora aveva inviato alcuni agenti ad effettuare degli accertamenti per verificare se il racconto fosse vero e, eventualmente, per cogliere il molestatore sul fatto. Vestiti in borghese avevano seguito il trentenne durante il viaggio verso Milano e però pur tenendolo sotto controllo per tutto il tragitto, non avevano visto nulla di strano.

Ma la denuncia per molestie era stata ormai presentata. L’episodio è avvenuto tre anni fa ma è approdato in questi giorni davanti al Giudice monocratico del Tribunale di Lecco, Paolo Salvatore. Quando saranno pubblicate le motivazioni arriverà anche il ricorso in appello. E la seconda puntata di questa vicenda.

Vignetta ‘Il treno e le molestie’ – Copyright Blog ‘Diritto di cronaca’

18 aprile 2008
02:05, venerdì
flavia amabile
Filed under : Cronaca, Gender, Identità, Mamma mia!, Società
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Commenti : 51
 
51 commenti

(#) Quello che disse Ghe pensi mi

venerdì 18 aprile 2008 alle 10:02

1

E poi vi stupite se Berlusconi dice che bisognerebbe controllare la salute mentale di certi giudici?
Io controllerei anche il quoziente di intelligenza, che in questo caso non dubito risulterà sotto zero!

(#) Quello che disse Rosa

venerdì 18 aprile 2008 alle 12:54

2

x Ghe Pensi mi..sempre meglio di certi giudici che dichiarano per sentenza che se una ha i jeans non puo essere violentata o dei giudici che condannano una donna solo perchè difende la figlia come è successo ad ida di Taranto….quelli sono da controllare

(#) Quello che disse Giulia

venerdì 18 aprile 2008 alle 14:32

3

Mi domando quante rotture di balle si sarebbe risparmiata la signora, se al giovanotto avesse domandato con un sorriso “Le serve qualcosa?”
Magari quello la molestava davvero, magari no. Ma sono pronta a scommettere che affrontarlo con calma lo avrebbe messo al suo posto.
Oppure questa è scema e ci fa perdere tempo e terreno, delle due l’una.

(#) Quello che disse pigliapost

venerdì 18 aprile 2008 alle 16:56

4

Non credo che la stupidità di certi giudici (i jeans) venga poi compensata dalla stupidità di altri. Anche perchè seppure il tipo non sconterà giorni di carcere, adesso ha comunque la fedina penale non più pulita. E francamente non ho capito alla fine quale delle due parti è quella più danneggiata.

(#) Quello che disse flavia amabile

venerdì 18 aprile 2008 alle 18:54

5

Giulia, erano vicini di casa. probabilmente ci sono trascorsi di cui non abbiamo notizia.

per tutti, la storia è quella che è, ai limiti. forse la donna ha esagerato nel denunciare, forse però aveva i suoi motivi per farlo e se il giudice ha deciso la condanna anche lui doveva avere dei motivi validi. non credo che tutti diventino matti all’improvviso, giudice compreso.

in ogni caso in questo momento quello che mi lascia del tutto senza parole sono i 180 e oltre commenti giunti finora sul mio blog. solo due o tre al massimo non se la prendono con la donna dicendo che deve sentirsi ‘lusingata’ per le attenzioni di un trentenne, o che i giudici sono da rinchiudere o altre elucubrazioni di alta filosofia di questo genere.

grande gente gli italiani!

(#) Quello che disse flavia amabile

venerdì 18 aprile 2008 alle 20:11

6

ecco qualche elemento in più per capire di che stiamo parlando. sono le parole dell’avvocato del trentenne condannato.

‘Così al ’guardonè fu messo alle calcagna un poliziotto che davanti al giudice ha spiegato: «Si limitava a fissare quel vistoso seno. Non ha mai fatto null’altro». Non un ammiccamento, non una palpata. «Questa è una condanna ingiusta: il mio assistito non aveva fatto nulla di male. Aveva guardato quella donna perchè attratto da quel seno. Visto poi che non è gay nei giorni successivi ne ha approfittato per deliziarsi ulteriormente la vista».

(#) Quello che disse Hagar

venerdì 18 aprile 2008 alle 21:42

7

Non capisco perché il giovanotto non le ha rivolto la parola…
Che razza di corteggiamento è fissare per un’ora o due il seno di una donna? Non lo è infatti. Vero è che la donna poteva anche alzarsi e cambiare scompartimento (o vagone) anziché farsi Sondrio-Milano con due torcie puntate addosso…
Di sicuro al posto del ragazzo avrei spiaccicato due parole, tipo: “E’ proprio vero che non esistono più le mezze stagioni”, e avrei tenuto gli occhi al loro posto, che ci avrei guadagnato di più. Al posto di lei avrei senz’altro cambiato scompartimento.
Dieci giorni di carcere, però, suvvia… oggi in Italia non si danno nemmeno a chi stupra! E li diamo ad un guardone diurno!?
Se però serve da monito ai molestatori pesanti, chiamiamoli così, allora ben venga.

(#) Quello che disse Valentina

sabato 19 aprile 2008 alle 09:05

8

forse non le ha rivolto la parola perché la considerava solo un paio di tette da guardare,
non é un corteggiamento , in inghilterra si chiama stalking ed é un reato .
penso che sia un bel passo avanti che anche in italia sia riconosciuto come tale.

(#) Quello che disse Silent

sabato 19 aprile 2008 alle 11:19

9

Io la storia non la conosco, e non so se l’esagerata era lei, se il rompicoglioni era lui già da tempo, non ho la minima informazione riguardo al tipo di rapporto che avevano, eccetera eccetera.

So solo che sentire che commenti del tipo:

“Ah certo. E’ la donna che deve cambiare scompartimento.”

“Come no. Lui mica è frocio, grazie che le fissa le tette.”

rende davvero l’idea del concetto che tuttora si ha della donna.

E sinceramente, mi mette una grande, infinita tristezza, più degli eventuali molestatori sui treni.

(#) Quello che disse Alex

sabato 19 aprile 2008 alle 18:59

10

Se noi italiani siamo in totale balia di questi giudici io scappo immediatamente!!!

@ valentina: il passo avanti?? ma cosa dici? questa è la prova del deterioramento di questa società! ma con un ingolfamento del genere della burocrazia giudiziaria in Italia si va perdere tempo con una Signora vecchia, tra l’altro , che non ha niente da fare che denuciare un ragazzo??? per me la Sig.a poteva tranquillamente parlarci e chiarire da persona matura!!

@ silent: ma basta con questo femminismo da 4 soldi!! voi donne pensate di essere intoccabili ed ora addirittura inguardabili!!
Allora quando uscite di casa mettetevi il burka se non volete essere guardate! ma daii!!! oggi le donne si tirano talmente tanto.. per non parlare della sconceria di certi abbigliamenti, e si pretende pure che non vi si guardi altrimenti denuncia? si! ora andremo in giro tutti a testa bassa!!
Penso che voi donne con questo vittimismo e femminismo, ormai, banale e stanco, ve ne stiate approfittando!!

scusate ma a questo punto mi vien da dire : donne state a casa che è meglio!!

(#) Quello che disse Giulia

sabato 19 aprile 2008 alle 19:43

11

“Allora quando uscite di casa mettetevi il burka se non volete essere guardate!”

E’ arrivato il coglione. Dopo nove commenti, ma è arrivato.
Che ci volete fare.
Mettetevi il burka. Ma cristiddio.

(#) Quello che disse flavia amabile

sabato 19 aprile 2008 alle 19:55

12

Giulia, riporto un pezzo dell’autodescrizione di uno che vuole far mettere il burka alle donne se non vogliono essere guardate. Sono parole scritte da lui per cui penso che dovrebbe essere un ritratto fedele alla realtà.

—————————————————

”Egli nasce tra i simpatici confini dell’Abruzzo e delle Marche,la lontanissima notte del 31 Luglio 1973 da 2 bellissimi e intelligentissimi genitori; madre Marisa, donna giovane e bellissima, proveniente da una benestante e nobile famiglia Abruzzese, madre dalle 1000 risorse e sempre prodiga a salvaguardare la dignità e l’onore della famiglia, e padre Sergio (in arte Soave), uomo proveniente dalle antiche e veraci terre marchigiane ed anch’egli di nobile derivazione famigliare e qui ricordo il Conte Aroldo dei Mainardi e sua moglie Contessa Polda.

Cresciuto tra gli allori, sempre amato e viziato fino all’età di 8 anni, ebbe la bella e anche “catastrofica” notizia di diventare fratello non di uno, ma ben di due bellissimi fratellini gemellini!!!….i famosi Paolo (il cretino…) e Stefano (il carissimo…)…e da lì iniziò il flagello di Dio!!

Nel corso della crescita frequentò, non di buona voglia, tutte le scuole obbligatorie, e dopo alcune nefaste vicende diventò ragioniere, ma da qui in poi la sua carriera didattica fece progressi orientandosi verso studi umanistici, vista la sua indole caratteriale prettamente social-anarchica-rivoluzionaria, iscrivendosi alla Facolta di Scienze Sociologiche presso l’universita di Urbino. Oggi lavora in un azienda di famiglia, nella quale ha un ruolo direzionale.

Come personaggio sociale coltiva, in modo morboso, le più strane amicizie (ricordiamo il mitico Pettana e il panzone Nereo detto anche Biancheo); molto vicino alla sua famiglia, adora gli animali, soprattuto i cani ( e qui ricordiamo tutta la dinastia dei pastori tedeschi Tommy che lo accompagnano fin dai primi giorni della sua esistenza dal Tommy 1° al Tommy 14°); si accosta alla musica dance fine anni ‘80 e per tutti gli anni ‘90 intraprende l’hobby del Disk Jokey con discreti risultati; amante dei motori.. auto, moto, e qualsiasi mezzo con qualche ruota! Amante dei film dal dopo guerra in poi, da Toto‘, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Fellini, etc etc…a dimenticavo Ciccio e Franco!!….. non escludendo la filmografia trash anni ‘70 ‘80, Lino Banfi , Pippo Franco, Gianfranco D’angelo etc etc….; amante dei viaggi della vita notturna e aperto a “quasi” tutte le esperienze di vita vissuta…droga-sesso e acid house!! ; da non dimenticare la creazione del famoso “Psyco Studio“, luogo di perdizione e di meditazione creato da Dj Sandrino come suo alter ego , che si puo definire una depandance all’interno della sua tenuta domestica, che rispecchia totalmente le sue esuberanze egocentriche.”

—————————————————-

Io non ho altro da dire

(#) Quello che disse Silent

sabato 19 aprile 2008 alle 20:05

13

A me è piaciuta questa frase di alex:

“si va perdere tempo con una Signora vecchia, tra l’altro”
(clap clap clap)

Ciò dimostra come tutti gli alex del mondo siano ancor peggio dei personaggi squallidi sui treni

(#) Quello che disse Alex

sabato 19 aprile 2008 alle 20:16

14

aahhooo basta poco per farvi agitare…

Il burka ovviamente era una provocazione….

cmq una 55enne ormai è vecchia rispetto ad un 30enne!!

cos’è guerra?

sono capitato in covo di femministe per caso?

Poi che c’entra il mio profilo? mica l’ho capito….:-s

(#) Quello che disse Silent

sabato 19 aprile 2008 alle 20:22

15

Arrivi qui parlando di burka e femminismo da 4 soldi.
Guerra? fai un po’ tu..

Ma provocazione di che, scusa? Hai semplicemente utilizzato la classica frase di chi non ha argomentazioni per giustificare la grettezza di certi modi di fare: “sono le donne che se la vanno a cercare”. Tranquillo, che di “provocazioni” del genere ne sentiamo ogni giorno eh. E la frase di Giulia rispetta al 100% quello che ogni volta, per l’ennesima volta, ci tocca commentare: E’ ARRIVATO IL COGLIONE.

(#) Quello che disse Alex

sabato 19 aprile 2008 alle 20:23

16

@ flavia amabile: te che sei andata a fare copia e incolla dal mio profilo che è, tra l’altro, se non l hai capito, un’allegoria, perche non rispondi alle mie osservazioni in modo lucido e concreto, invece di attaccare senza motivo!

vabè cmq se mi state a difendere un giudice che ha dato galera ad un ragazzo perchè guardavo nemmeno ci voglio parlare con Voi! romanete con le vostre teorie!!

Un abbraccio

(#) Quello che disse flavia amabile

sabato 19 aprile 2008 alle 20:28

17

Alex, abbi pazienza, qui sfioriamo il ridicolo. vuoi una risposta lucida e concreta? tu che ti vanti da aver fatto quasi tutte le esperienze di vita vissuta: droga-acid house e sesso?

per te sono queste ‘quasi’ tutte le esperienze di vita vissuta e vuoi da me lucidità e concretezza quando non mi sembra che tu ne abbia portata molta nei tuoi commenti

sii serio, è sabato sera, io sto lavorando, tu hai la tua discoteca che ti attende.

(#) Quello che disse Alex

sabato 19 aprile 2008 alle 20:28

18

@ silent:
non mi chiudo in una frase fatta io! infatti non ho detto solo quello!! che sia chiaro!
siete voi femministe che ascoltate o leggete solo cio che vi interessa o cio che non vi piace!! tutto qui!
infatti, di tante parole avete preso solo il burka!!
ma va va!!

e poi che mi state a difendere?? il giudice è impazzito punto e basta!! ha condannato senza prove un incensurato sulle parole di una psicotica secondo me!!

io sarò coglione ma voi siete una banda di ottuse!! rimaneteci!

chiudo qui!

(#) Quello che disse flavia amabile

sabato 19 aprile 2008 alle 20:32

19

alex, ha condannato senza prove?

l’avvocato del trentenne dice ‘Aveva guardato quella donna perchè attratto da quel seno. Visto poi che non è gay nei giorni successivi ne ha approfittato per deliziarsi ulteriormente la vista’.

a me, scusami, queste parole bastano come prova e anche al giudice

(#) Quello che disse Alex

sabato 19 aprile 2008 alle 20:34

20

@ flavia amabile: ti auguro buon lavoro allora.
Per quanto rigurda le mie esperienze, il post a cui ti riferisci era solo un piccolissimo argomento della mia vita, non sai nulla di me e non stare a giudicare! capito? io non ho giudicato nessuno!
sarete tutte puriste qui?
nessuno ha mai fatto sesso?
nessuna si è mai drogata?
nessuno si è abbandonata alla musica?

io faccio anche il dj ma ho un azienda di cui sono l’amministratore e lavoro anch’io , per arrotondare anche la notte!

ho studiato sociologia, non ho bisogno delle vostre lezioni!

non è che tu fai la giornalista e allora sei una stacanovista purista!!

stai sfiorando il bigottismo!

ma basta
ciao

(#) Quello che disse Silent

sabato 19 aprile 2008 alle 20:45

21

Oddio, ci hai veramente scandalizzato.

Pensa, io è un’ora che sto a bocca aperta.

(#) Quello che disse Alex

sabato 19 aprile 2008 alle 21:11

22

con questo chiudo e non ci torno più! tanto è inutile.

ovviamente in un blog di femministe non potevo aspettarmi altro che una reazione del genere.

sono e rimango del parere che, se le donne si acchittano in modo provocante, lo fanno per essere guardate e per provocare! altrimenti non c’è spiegazione! e non mi venite a dire che lo fate per sentirvi meglio! perche si sta meglio con una abbigliamento sobrio.

potete dirmene di tutti i colori ma questa è il mio pensiero ed è una verità, non assoluta, ma verità.

(#) Quello che disse Giulia

sabato 19 aprile 2008 alle 21:24

23

Sì, effettivamente le femministe hanno torto e tu hai ragione.
E hai la verità in tasca.
Berlusconi ti darebbe ragione.
Genio.

(#) Quello che disse provo

sabato 19 aprile 2008 alle 21:29

24

provoooooo

(#) Quello che disse Hagar

sabato 19 aprile 2008 alle 23:31

25

@Silent: Vorrei capire che ci trovi di così scandaloso nel mio dire che la donna poteva anche alzarsi e cambiare scompartimento se in quello dove stava c’era qualcosa che non andava bene.
Scusa, eh! Ma se uno ti fissa il seno da Sondrio a Milano… tu che fai? Lasci fare e stai zitta? Io no. O dico qualcosa (visto anche che il tipo non ha detto nulla) o mi alzo e me ne vado. Lei l’ha lasciato fare, un po’ come una che si fa toccare il culo senza dire e fare nulla. Non dico che il guardone non avesse torto marcio, ma dico anche che non capisco la donna che non ha reagito in nessun modo.

(#) Quello che disse contevico

domenica 20 aprile 2008 alle 09:58

26

Siete proprio sicure che una simile sentenza serva a qualcosa?
A fissare seri principi di convivenza, a garantire un apprezzabile senso di giustizia o, quel che più interessa, a tutelare le donne?
A me sembra che, come tutte le manifestazioni di fondamentalismo in qualsiasi forma si manifestino (e sul tema molestie ne abbiamo lette di tutti i tipi: vedi jeans stretti eccetera), servano solo a fare esprimere i tanti Alex di turno e nient’altro.
Nient’altro di buono, intendo.

(#) Quello che disse Maria Sung

domenica 20 aprile 2008 alle 11:32

27

Hagar, mica niente, ma dire che lei poteva cambiare scompartimento è un po’, aumentando le proporzioni, “se lui ti picchia te ne devi andare di casa”. Certo che è così, ma spostare la responsabilità dagli aggressori alle vittime non sposta di un centimetro il problema, oltre ad essere ingiusto.

Penso anch’io che si debba imparare a reagire in questi casi, ad alzare la voce, a coinvolgere gli altri passeggeri o il conducente: magari non tutte sono pronte a reagire, non siamo tutte determinate uguale.

La denuncia per uno sguardo però mi sembra una notizia buona solo per il dibattito mattutino di una radio privata: se non altro serve a far sfogare tutti i repressi de “se non volete essere guardate vestitevi in maniera meno provocante”.

(#) Quello che disse Hagar

domenica 20 aprile 2008 alle 12:23

28

Maria Sung, lungi da me dallo spostare la responsabilità dall’aggressore alla vittima, ma in questo caso ritengo che si sia arrivati ad un eccesso, paradosso… chiamalo come vuoi.
Intanto la donna NON mi sembra affatto un’essere fragile e indifeso, tant’è che ha avuto il coraggio di denunciare una cosa del genere a fronte di migliaia di donne che non denunciano ancora nemmeno lo stupro e le percosse giornaliere. Perciò, visto che è una donna determinata e tosta… poteva anche dire qualcosa o cambiare scompartimento. Vado oltre in questo caso, e la dico tutta, per come la penso: Gli occhi sono fatti per guardare, e tutti li usiamo per guardare chi ci piace, in faccia, dietro, davanti e ovunque, con l’unica differenza che una persona educata lo fa senza farsi notare e, invece, un cafone maleducato e con qualche ingranaggio in testa ingrippato lo fa spudoratamente e senza alcun ritegno (facendosi notare e dando fastidio).
Quest’uomo doveva essere condannato ad un corso accelerato di buona educazione e, semmai, ad una sfilza di sedute psicologiche, ma non a 10 giorni di carcere. Mi dispiace ma è così che io la penso. E d’altronde dice mamma rocca: “Si guarda ma non si tocca!”
In un’Italia dove per gli stupratori NON c’è carcere ma una sfilza di aiuti di ogni tipo… Penso alla protezione dei preti pedofili da parte delle istituzioni tutte e ai piani di reinserimento sociale finanziati dallo Stato, con tanto di posto di lavoro a tempo indeterminato dato ai violentatori prima ancora che alle persone per bene, per finire con l’indulto di Mastella, che, non dimentichiamocelo mai, è stato votato da quasi tutti i partiti di centro-destra e centro-sinistra e che prevedeva per gli stupratori con altri reati a carico di uscire dalla galera il giorno dopo o, beffa atroce, di non entrarci affatto, nemmeno per un giorno e senza ritrovarsi neanche le carte macchiate, come quel reato non l’avessero mai commesso… Ecco, in un’Italia così, dove lo stupro sta sempre più entrando a far parte della categoria dei reati minori… NON trovo giusto dare 10 giorni di carcere ad un “guardone diurno”, così vedo io il tipo di cui stiamo parlando. E’ una burla, che serve solo a dire a tutti che in Italia siamo sensibili al fenomeno “violenza contro le donne”, ma a fronte di una realtà che dice l’esatto contrario, e cioè che punta a far notizia quando un violentatore è rumeno o albanese ma che affoga nel silenzio più totale la violenza perpretata ai danni delle donne italiane dagli uomini italiani, e che costituisce il vero problema, il 90% del problema, del quale i media NON parlano mai, perché ciò che da fastidio al maschio italiano (soprattutto leghista) è che le donne italiane siano violentate da extracomunitari. Per la serie: Ognuno si violenti le sue donne!!! Ecco, mi sembra che in un Paese come il nostro simili condanne siano quantomeno senza senso. E’ come se Mamma Rocca dicesse: “Si tocca ma non si guarda”.

(#) Quello che disse sonomaschio

domenica 20 aprile 2008 alle 13:35

29

Che reato ha fatto? Guardare è diventato molestia? Com’è ’sta legge? Per quanti secondi si può guardare per non incorrere in sanzioni? Da che distanza? 10 giorni di carcere e 40 euro di multa e se non rientrava nell’indulto quanto gli davano? Non è giusto

(#) Quello che disse sonomaschio

domenica 20 aprile 2008 alle 13:37

30

http://antifeminist.altervista.org/risorse/stupro_visivo.htm
ecco forse è ridicolo come definizione stupro visivo.

(#) Quello che disse sonomaschio

domenica 20 aprile 2008 alle 13:43

31

E c’è differenza tra guardare seno o sedere o altro? Quanti secondi per ogni parte del corpo? E da che distanza?

(#) Quello che disse flavia amabile

domenica 20 aprile 2008 alle 19:32

32

avviso alle ragazze inglesi che decidono studiare nelle università italiane inserito nella Essential students’ guide to Italy dell’Università di Bristol:

‘Non pensate di potervi comportare come nel vostro Paese. Anche se molti italiani si dichiarano ‘moderni’ laggiù dovrete fare i conti con un livello più alto di sessismo, sciovinismo e molestie’. E quindi attenzione a quelle che indossano ‘gonne corte o scoprono la pancia’ perché ‘gli uomini faranno commenti sul vostro aspetto e fischieranno vedendovi dall’altra parte della strada’.

L’ennesima conferma che ancora nel 2008 in un Paese come l’Inghilterra è possibile andare in giro con una gonna corta senza che questo appaia come un richiamo sessuale, mentre in Italia viene ancora e sempre percepita come una provocazione o un semaforo verde per occhiate, etc. etc.

(#) Quello che disse Alex

domenica 20 aprile 2008 alle 19:44

33

povera italia!!

povere donne! che pena che mi fanno!!

proporrei di dare il bromuro a tutti gli uomini cosi la smetteranno di guardare le donne e di fare pensieri cattivi!!!!!

povere suore d’italia!!
cosi si poteva chiamare questo sito!

SUORE D’ITALIA!! ahahaahaha

@flavia. se non mi sbaglio dovresti essere una giornalista? ricordo all’università che regola fondamentale deontologica del vero giornalista è l’obbiettività e l’oggettività dell’osservazione dei fenomeni ! se sei cosi di parte non penso che il giornalismo ne possa beneficiare.

(#) Quello che disse Silent

domenica 20 aprile 2008 alle 19:47

34

Hagar scrive: Vorrei capire che ci trovi di così scandaloso nel mio dire che la donna poteva anche alzarsi e cambiare scompartimento se in quello dove stava c’era qualcosa che non andava bene.

Se tu avessi un dirimpettaio molesto che tiene lo stereo acceso 24 ore al giorno al massimo del volume, qualcuno verrebbe forse a dirti “colpa tua che non cambi casa”?

Ripeto, io non entro nel merito del fatto in sé, perché è una storia che non conosco, e dagli stralci che appaiono sui giornali si capisce poco. In generale, trovo assurdo che si finisca sempre per dire che è la donna che se la va a cercare.

(#) Quello che disse Silent

domenica 20 aprile 2008 alle 19:52

35

sonomaschio scrive:

“E c’è differenza tra guardare seno o sedere o altro? Quanti secondi per ogni parte del corpo? E da che distanza?”

Vabbè oh. Se non ci arrivi tornatene sull’albero.

(#) Quello che disse flavia amabile

domenica 20 aprile 2008 alle 20:07

36

caro alex quello che proprio non riesci a capire è che forse una donna potrebbe anche aver voglia di scegliere con chi stare

e che le ‘attenzioni’ le ‘premure’ reiterate da parte di altri sono non volute e quindi passano sotto la voce molestie senza per questo essere suore o voler bromurizzare nessuno

siamo in una società in cui per fare sesso bisogna essere in due, non basta la volontà di una persona sola, questo mi sembra un po’ il problema da parte di alcuni uomini.

sulla deontologia non vedo quale sia il problema: ho scritto un articolo in cui non mi sembra di aver fatto altro che riportare quello che è accaduto. poi esiste una sezione chiamata commenti in cui anche il giornalista può esprimere la propria opinione, oppure vuoi costringere le donne a sorridere e considerare chissà che cosa un viaggio intero con lo sguardo puntato addosso e imbavagliare anche i giornalisti a vita e impedire loro di avere opinioni?

(#) Quello che disse Hagar

domenica 20 aprile 2008 alle 20:14

37

Se avessi un dirimpettaio molesto… prima di denunciarlo gli andrei di certo a dire qualcosa. Lo sport insegna in questo: Prima cartellino giallo, poi rosso.
Non ho mai detto che la donna se l’è andata a cercare, e nemmeno lo penso. Ho detto solo, e lo ribadisco convinta, che lui era un maleducato con qualche problema mentale ma, fossi stata in lei, o avrei detto qualcosa per indurlo a smetterla subito o mi sarei alzata e avrei cambiato scompartimento.
Poi, oh, ognuno reagisce come meglio crede nella vita. Io sono una di manica più larga, evidentemente, per quanto riguarda gli sguardi, ma ho pur sempre tolleranza zero verso le molestie pesanti e i reati sessuali tutti. Credo che spostata di poco in alto l’asticella del reato… ci ritroveremmo pienamente d’accordo su tutto.

(#) Quello che disse Silent

domenica 20 aprile 2008 alle 20:50

38

Sì, ma noi mica lo sappiamo se lei lì per lì abbia protestato o meno.
A occhio e croce, penso di sì. Per arrivare a una denuncia, mi sembra plausibile che fosse piuttosto esaurita dalla cosa…

(#) Quello che disse Michela

lunedì 21 aprile 2008 alle 14:35

39

Ho un seno molto prorompente, di una misura che mi fa spendere patrimoni in creme e biancheria, ma in compenso mi fa risparmiare sull’abbigliamento, visto che mi starebbero malissimo almeno due terzi dei vestiti che mi piacerebbe portare.
In prima media questo ha cominciato a costituire un problema: all’ora di educazione fisica i miei compagni mi fissavano come ebeti. Non toccavano, non dicevano una parola davanti a me, al massimo ridevano dandosi di gomito. Ho resistito tre mesi, poi ho chiesto l’esonero inventandomi un’asma da sforzo che non è mai esistita. Non ho più fatto un’ora di ginnastica a scuola.
A 16 anni il medico mi ha dovuto correggere la postura: camminavo con le spalle incassate nel tentativo di minimizzare il seno, perchè ero stufa che mi guardassero. Ogni volta che succedeva volevo sparire, volevo correre a casa a mettermi un maglione più largo, soprattutto volevo lavarmi, che certi occhi sono come mani sporche. In tutte le foto della mia adolescenza sembro vestita con i pacchi della croce rossa: maglioni informi e maniche pendenti.
Poi si cresce, si diventa più forti, ma ogni volta che questa cosa mi risuccede – cioè ogni volta che un uomo mi fissa il seno come se fosse un feticcio inanimato, e io non mi posso sottrarre allo sguardo – mi sale rabbia, perchè non posso chiedere l’esonero dal mio corpo.
E’ violenza, ed è titanico provare a dimostrarla, perchè un uomo non può avere idea di che cosa significhi diventare oggetto nel silenzio di un altro sguardo esplicito. Se un giudice uomo è arrivato a capire che quella è una violenza, forse per il futuro c’è speranza sul serio.

(#) Quello che disse Claudia

lunedì 21 aprile 2008 alle 14:59

40

Michela, sigh… Lo dico sempre io, che al mondo soldi, fortuna e _tette_ sono proprio mal distribuiti!
(Battuta che nulla toglie alla validità delle tue parole, anzi preciso: battutaccia dal basso dell’invidia di una “piallata” che invidia, sì, la misura ma non tutto il resto:-)

(#) Quello che disse flavia amabile

lunedì 21 aprile 2008 alle 15:17

41

Michela, grazie per le tue parole, gli uomini alcune cose davvero non riusciranno mai a capirle

(#) Quello che disse Michela

lunedì 21 aprile 2008 alle 15:19

42

Claudia, provalo per un mese il seno grosso ;)
poi comincerà ad essere meno divertente essere distinta dagli altri come “quella tettona”.
Lo sguardo molesto non è ammirazione, ma una forma involuta di necrofilia: il modo in cui ti fissano è feticistico, e prescinde completamente dal tuo essere viva o morta, consapevole o meno, persona o cosa.

Valutazioni a parte, piangeresti ogni volta che passi davanti alla vetrina di Tezenis, le cui taglie per il seno arrivano alla quarta nel migliore dei casi!

(#) Quello che disse ee

lunedì 21 aprile 2008 alle 15:33

43

Viva le Tette!! (.)(.)

(#) Quello che disse Claudia

lunedì 21 aprile 2008 alle 15:42

44

Michela, per carità, non intendevo in alcun modo sostenere il contrario di quel che dici o svalutare parole che ritengo sacrosante.
Era una battuta, forse poco simpatica, ma leggila dalla mia: prova per un giorno una prima scarsa ;-) e verrai etichettata (e guardata) come quella senza tette…
Vedi che siamo lì.
Non ho mai pensato, che gli sguardi (o peggio) siano sintomo di ammirazione, anzi. Sono convinta che purtroppo a molti non riusciremo mai a insegnare il rispetto.
Scusa, davvero scusa, se ti sono sembrata io per prima irrispettosa. :-)

(#) Quello che disse Michela

lunedì 21 aprile 2008 alle 15:47

45

Tranquillissima, non l’ho pensato nemmeno per un momento! Volevo solo precisare meglio il pensiero, perchè da commenti precedenti – assolutamente non dal tuo, ma evidentemente da prospettiva maschile – traspare l’idea che lo sguardo sia una specie di tributo di cui andare molto fiere.

(#) Quello che disse Flavio Zabini

sabato 9 aprile 2011 alle 15:12

46

Come vi permettete a parlare di “violazione del consenso” in merito ad uno sguardo? Serve forse il consenso per guardare quanto l’altra parte decide di mostrare pubblicamente? Voi femmine volete deresponsalizzarvi e colpevolizzare i maschi. E chi vi fa notare la corrispondenza logica prima ancora che etica fra lasciar pubblicamente mostrato e mirare viene da voi definito “retrogrado” semplicemente perchè per voi il progresso è l’abbandono di ogni diritto, di ogni logica e di ogni ragione ad uso e consumo del femminismo.

Cara Michela tettona, per te è violenza un semplice sguardo?
Ma allora sono io che mi sento violentato dalle donne che “vestendosi come pare a loro” mi provocano inganno ai sensi, frustrazione alla psiche ed alla lunga disagio da sessuale ad esistenziale.
Adesso ti spiego io che cosa provo quando le grazie femminee mi sono mostrate SENZA CHE IO LO CHIEDA (come “diritto della donna”).
Il tuo dire: “non è colpa mia/non mi interessa che la tua natura sia repressa/sofferente e il tuo corpo e la tua psiche si sentano feriti e alla lunga danneggiati, perchè io mi vesto, mi muovo e mi comporto con gli altri come mi pare” è simmetrico nella sua prepotenza individualistica e sessista ad un discorso maschile del genere: “non è colpa nostra se vi dà fastidio quando vi tocchiamo o se state male quando siete costrette ad un rapporto non voluto!”. Se la libertà delle proprie azioni ha un limite in quanto esse generano nel corpo e nella psiche del prossimo, ciò deve valere anche per il vostro “vestirvi come vi pare” (e non solo per il nostro “non toccare”).
Non è accettabile che la donna possa passeggiarmi innanzi (per via o, peggio, sul lavoro) mostrando liberamente le sue fattezze e suscitando consapevolmente o meno disio ed io non possa altretanto liberamente mirare, seguire e disiare e cercare di ottenere come sarebbe in natura, o (se da umani non si ha alcuna voglia di corteggiare), semplicemente esprimere con lo sguardo, la parola e il gesto il proprio naturale apprezzamento o commentare quanto il disio fa venire alla mente.
Quanto non accetto è che quando si parla di comportamenti in un modo o l’altro legati alla sessualità alla sua illimicata licenza nell’esprimere la propria natura (nel poter suscitar disio, attirare e mostrarsi) debba corrispondere il mio obbligo (nel disiare, seguire e mirare), a reprimere, limitare, nascondere la mia natura corrispondente. Perchè poi deve valere solo la sensibilità della donna?
Anche per la mia corrispondente e non già inesistente sensibilità maschile potrebbero risultare molesti certi atteggiamenti definiti “diritto della donna” o “bel gioco dell’essere donna” da demagogia femminista e stupidità cavalleresca.
Si sente offesa nella dignità di donna ad essere vista come oggetto di disio (il che è natura)? E allora io perchè non dovrei sentirmi ancora più offeso nella mia dignità di uomo ad essere trattato come un freddo specchio innanzi a cui le donne testano la loro avvenenza, come un pezzo di legno innanzi a cui si possono permettere di tutto (qualsiasi provocazione più o meno sessuata, qualsiasi tensione psicologica, qualsiasi derisione al più profondo disio) o addirittura un pupazzo da attirare e respingere, da sollevare solo per farlo poi cadere con il massimo del dolore e del disprezzo?
Certi comportamenti suscitano disagio? Quanto suscita disagio è soggettivo.
Io mi sento a disagio anche solo quando la donna appare nel mio campo visivo ponendomi innanzi (senza io lo chieda) le proprie grazie corporali, poiché suscita un disio che non potendo essere almeno in quel caso appagato genera frustrazione.
E tale rimane il mio sentimento sia che secondo natura continui a guardare (giacché la situazione mi fa sentire un puro nulla innanzi a colei che tutto può poiché da tutti è disiata) sia che costringendomi contro natura guardi dall’altra parte (poiché comunque il disio è già stato suscitato e anche la semplice consapevolezza di esser vicini a quanto non si può raggiungere fa permanere lo stato di frustrazione).
E se la donna di turno, per capriccio, vanità , autostima o diletto sadico, sfrutta la situazione per infliggere ferimento intimo suscitando ad arte il disio compiacendosi poi della sua negazione, per provocarmi intenzionalmente sofferenza emotiva, irrisione al disio, frustrazione nel profondo, umiliazione pubblica o privata, inappagamento fisico e mentale, per rendermi ridicolo davanti a me stesso o agli altri qualora tenti un qualsiasi approccio, per causarmi dolore fisico o psicologico nell’attirarmi e nel respingermi, per trattarmi come uno qualunque, un banale scocciatore, dopo avermi scelto fra tanti e illuso solo per farmi patire l’inferno dopo la speranza di paradiso, per appellarmi molesto dopo avermi appositamente attratto e indotto implicitamente a farmi avanti in maniera da lei considerata magari maldestra, se insomma usa l’arma erotico sentimentale per infierire su chi psicologicamente si trova in svantaggio nei primi momenti di incontro (occasionale e breve come sentimentale e lungo) con l’altro sesso, allora mi suscita un disagio da sessuale ad esistenziale.

Ma per voi deve fare legge solo quanto dà fastidio a voi. Quanto da fastidio agli uomini è diritto. E poi dite che non siete delle stronze…

(#) Quello che disse Flavio Zabini

sabato 9 aprile 2011 alle 15:18

47

O flavia, quasi omonima, ma cosa dovrei capire?
Anche io potrei NON AVERE VOGLIA di vedermi sbattere in faccia le tette (o le coscie), che, SENZA IL MIO CONSENSO, un’estranea mi fa apparire nel campo visivo, la natura mi fa disiare e la psiche (data la condizione in cui ci si trova spesso innanzi alla bellezza – ovvero privi di “armi” per compensarla, di qualcosa di oggettivamente valido ed immediatamente apprezzabile con cui sentirsi universalmente mirati, amorosamente disiati e socialmente accettati al primo sguardo e a prescindere da tutto come voi fanciulle lo siete per le forme belle, o comunque di possibilità di appagarne il disio, almeno in quel frangente) mi rende fonte di frustrazione, ferimento, senso di nullità e impotenza.

Se tu chiami violenza/mancanza di rispetto il guardare con disio a fanciulle discinte (per volontà loro) perchè non dovrei considerare violenza maggiore e mancanza di rispetto più grave il mostrare (implicitamente o esplicitamente) agli astanti le grazie da parte di queste fanciulle, essendo non solo l’atto corrispondente del guardare, ma anche, fra i due, quello che avviene per primo quale causa prima non causata? Si esercita violenza in quanto si impone qualcosa senza possibilità di scelta a chi non l’ha richiesto (chi si trova poste innanzi le grazie femminili non può scegliere di non disiare quanto la natura gli mostra disiabile: può al massimo girarsi dall’altra parte, ma non può evitare nè la distrazione della mente, nè la frustrazione del corpo, per aver suscitato nel profondo quanto almeno in quel momento non può essere appagato – e, per inciso, è sempre raro, difficile, faticoso, costoso da ogni punto di vista materiale e morale appagare – nè il disagio della psiche, per trovarsi di fronte, senza armi per contrastarne la bellezza, a colei che essendo da tutti subitaneamente disiata potrebbe permettersi e ottenere tutto su tutti a da tutti).
Si manca di rispetto all’uomo, ridotto a freddo specchio su cui provare la propria avvenenza o a pezzo di legno innanzi a cui permettersi di tutto (perchè quasi considerato privo di sensibilità).

(#) Quello che disse Flavio Zabini

sabato 9 aprile 2011 alle 15:19

48

O Maria Sung (che spero venga incarcerata come quella vera).
Ma che cavolo di discorso è il tuo, o donna-femminista? Tu puoi mostrare e io non guardare? Tu puoi sfoggiare liberamente (per vanità, capriccio, moda, autostima, accrescimento di valore economico-sentimentale, o gratuito sfoggio di preminenza erotica) le tue grazie, nel modo che vuoi e per il tempo che vuoi ed io non posso altrettanto liberamente guardare quanto (da te) mostrato (secondo natura)? Tu puoi “tenere le cosce di fuori” (o le tette, o le natiche) passando sulla pubblica via ed io non posso, nel medesimo luogo, rivolgere ad esse lo sguardo e il disio (da te per prima oggettivamente suscitato con il fatto stesso di mostrare pubblicamente quelle fattezze che, in conseguenza non della mia volontà, ma delle disparità di desideri volute dalla natura, hanno valenza sessuale)?
E perchè il tuo mostrare è raffinato e il mio guardare porco?
Sono entrambi desideri di natura! E’ solo ipocrisia il fatto che tu presenti il “mostrare le belle gambe depilate”, o il “lasciar intravedere il bel seno dal tailleur” o il “fasciare il bel sederino in jeans aderenti” non come istinto (qual è) ma come “cultura” ( mentre al contrario chiami “fare il porco” il guardare secondo natura le stesse forme da te mostrate).
Come si fa a negare che nel diritto a “vestirsi come ci pare” si nasconda il legittimo e naturalissimo disio femminile (magari inconscio) di farsi guardare (anche quando la mente cosciente non ha intenzione di incontrare o conoscere uomo alcuno, perchè l’istinto non può saperlo)? Mi considerate stupido? Sappiate che odio la vostra ipocrisia! Vestitevi e agite come vi pare! Posso accettare cio’, ed evitare il burqua e l’altre cose e restrizioni talebane, se ovviamente si riconsoce il corrispondente diritto a guardare cio’ che la donna per sua decisione autonoma ha deciso di mostrare. Altrimenti si tratta di uno squilibrio inaccettabile. Se io devo “trattenermi” dal guardare (e non si capisce perche’) la donna si deve “trattenere” dal mostrarsi (secondo me non e’ giusto neanche questo in un mondo non talebano, ma segue coerentemente dal primo divieto), come avviene presso gli Arabi. Io speravo in un occidente emancipato in cui le donne potessero farsi guardare senza essere violentate e gli uomini guardare senza essere accusati.
Non ho motivo per ritenere che essere oggetto di disio sessuale sia piu’ offensive per una donna di quanto non lo sia per un uomo essere considerato un freddo specchio su cui provare la propria avvenenza (e questo sta dietro la pretesa di vestirsi e svestirsi o addirittura provocare come vogliono), o, peggio, un pezzo di legno davanti a cui permettersi letteralmente di tutto sapendo che non puo’ e non deve reagire (come invece magari farebbe nelle corrispondenti situazioni con un altro uomo). Perche’ questo attualmente succede in occidente! Questo e’ quanto succede per le strade, nelle discoteche e persino a volte nei luoghi di lavoro! E diro’ di piu’: mentre il comportamento dell’uomo e’ spesso soltanto naturale, quello della donna ha in piu’ la stronzaggine premeditata.
E non mi venire a dire che solo con questo “giustifico lo stupro” (se parlerò io dopo di stupro non è per “animalità” nostra, o perchè come pensano gli stolti il mirare e disiare la bellezza conduca allo stupro, bensì per stronzaggine vostra, nel comportamento prima che nel vestimento, per giusta e razionale vendetta verso le stronze mentitrici e perfide come te, negatrici di ogni natura e di ogni ragione e perciò meritevoli di vera violenza quando chiamano con quel nome qualcosa di naturale e di pacifico come uno sguardo o una carezza! Quindi non c’entra con quanto stiamo dicendo).
Non mi venire a parlare di stupri in questo caso. Si parlava di qualcosa di naturale come guardare quanto per istinto attira l’attenzione. Lo stupro invece non e’ natura! Nessun animale stupra. E’ una deviazione del desiderio naturale. Non nasce affatto dallo sguardo, nasce da deformazioni mentali indotte dalla societa’ o dal perverso sviluppo della psiche individuale (magari da eccessiva repressione da un lato o eccessiva malvagita’ intenzionale dall’altro), non certo dal disio naturale in se’ (solo una femminista antimaschile puo’ sostenere cio’).
E non mi venite neppure a dire che “sono medievale”!
Medievale è il discorso che impone agli uomini l’obbligo di trattenersi mentre dà alla donna la libertà di “esprimere se stessa”, che crea con ciò disparità, privilegi, e quindi ingiustizie, arbitrii, frustrazioni e corvèe amorose (di cui il corteggiamento è l’espressione classica e le leggi sulla cosiddetta molestia quella moderna), che concede alla donna di potersi permettere letteralmente di tutto senza prendersi la responsabilità delle proprie azioni (poichè protetta dal vittimismo femminista), senza dover temere le reazioni (poichè protetto dallo status di dama intangibile), senza dover pensare a quanto (in questo caso in termini di inganno, irrisione, ferimento e disagio da sessuale ad esistenziale) il suo agire “libero” provoca sulle emotività altre da sè.
Il mio è un discorso fondato sulla natura, sulla ragione e sulle logiche corrispondenze. Che poi gli istinti, la razionalità e le implicazioni logice, morali e naturali siano “maschiliste” quando le donne vogliono affermare la propria prepotenza sessuale al di là di ogni etica, di ogni ragione e di ogni logica è un altro discorso.

P.S.
Anche solo per questa difesa del femminismo antimaschile, della morale contronatura, della condanna del semplice istinto maschile (accostato allo stupro anche quando è un innocente sguardo disiante avente la naturalità di un fiore che sboccia, dell’avvento della primavera o del riflesso sull’onda lucente del mare notturno della conchiglia d’argento che si chiama luna), della disparità fra il diritto femminile a mostrarsi belle e disiate e il dovere maschile di non guardare e non disiare, meritereste la Guerra. E guerra sia:
http://la-sublime-porta.blogspot.com/2008/04/guerra-guerra-guerra-tremenda-inesorata.html
DENUNCIATE ME, ORA (se avete argomenti diversi dall’essere portatrici di utero in una società che idolatra la donna)!

(#) Quello che disse Silent

sabato 9 aprile 2011 alle 15:20

49

mado’. almeno fosse sintetico.

(#) Quello che disse Flavio Zabini

sabato 9 aprile 2011 alle 15:25

50

Denunciatemi per la prolissità. Vi aspetto in tribunale, stronze.
Frattanto addio. Risparmiatevi pure la fatica di rispondermi.
P.S.
E se volete per il futuro rendere nella sfera sessuale ogni atteggiamento naturale femminile diritto ed ogni corrispondente atteggiamento maschile “stupro” (o giù di lì) da cui trattenersi, ogni istinto femmineo mascherato da “esprimere noi stesse” come raffinatezza ed ogni corrispettivi istinto maschile “porcaggine”, allora è davvero la guerra. Ed io chiamerò la rivolta araba in soccorso degli uomini occidentali. Ci vedremo a Tripoli.

(#) Quello che disse Silent

sabato 9 aprile 2011 alle 15:31

51

(eppure sembrerebbe una bella giornata)

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