Sorelle d’Italia

Incentivo alla rottamazione femminile per incrementare il mercato della Velina

E così da oggi non servo più a nessuno.

Non che sia mai servita a molto ma fino ad oggi mi ero illusa di servire almeno a rappresentare in piccola parte, almeno nel mio piccolo, quell’ideale, quel concetto di bene che pensavo fosse universalmente riconosciuto anche se non da tutti condiviso.

Non è vero che il bene o il male assoluto non esistono, siamo noi esseri umani che non riusciamo quasi mai a perseguirli fino in fondo tanto da renderli due concetti così sbiaditi e talvolta intercambiabili, ma il bene, se ci sforziamo di non umanizzarlo, esiste eccome e ognuno di noi in cuor suo, sa sempre esattamente dove sta.

Per questo fino ad oggi mi sentivo dalla parte del giusto, dalla parte di coloro che lottano per far emergere quel bene sotterrato da coltri di ipocrisia, di egoismo e di paura e non perchè io sia immune dalle umane debolezze ma perchè il riconoscerle come tali è l’unico modo per superarle.

Il bene esiste, o almeno esisteva fino ad oggi, e non aveva bisogno di essere rappresentato da una falce e martello, da un’ideologia politica e neanche da una fede religiosa per quanto proprio grazie al fondatore del cristianesimo lo si poteva definire con due semplici concetti come ama il tuo prossimo come te stesso e non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, tuttavia la sinistra, in qualsiasi contesto sociale e politico si sia sviluppata, aveva sempre rappresentato quell’ideale di giustizia sociale che è appunto il bene. Che poi la storia ci abbia insegnato che le modalità con le quali si è cercato di raggiungerlo siano state spaventose come quelle di chi ha sempre rinnegato l’eguaglianza tra gli uomini, è un altro discorso e riguarda semmai la difficoltà degli esseri umani di superare le proprie debolezze, ma il bene non poteva e non doveva essere un concetto da mettere in discussione.

Non lo abbiamo messo in discussione nonostante per secoli la Chiesa Cattolica che ne aveva monopolizzato il concetto, si fosse macchiata delle peggiori nefandezze e non dovevamo permettere che fosse messo in discussione adesso perchè era l’unico valore che ci restava da condividere.

Abbiamo lasciato in questi mesi che personaggi come Ferrara lo strumentalizzassero per soddisfare il proprio ego costringendoci, in un gioco al massacro del più debole, a difendere la nostra libertà di abortire per difenderci a nostra volta dagli uomini. Lo abbiamo sacrificato votando per chi ci aveva promesso soltanto di riconoscerlo ancora come tale senza tuttavia impegnarsi a fare niente per raggiungerlo, abbiamo tentato di rappresentarlo mettendoci in vetrina come icone di quelle ingiustizie sociali che non riconoscono alle donne alcun potere e lo abbiamo smussato, aggiustato, ridimensionato, rivisitato e rimodellato nella speranza che una versione edulcorata del bene potesse ancora salvarsi dalla deriva nel quale è finito.

E forse è questo che abbiamo sbagliato, mentre noi cercavamo di smascherare l’avversario per dimostrare che non fa il nostro bene ma soltanto il suo, l’avversario ha ribaltato il concetto di bene che non si trasmette più agli individui tramite il contesto nel quale vivono ma si trasmette al contesto nel quale vivono tramite il proprio personalissimo ed egoistico bene. Per chi ce la fa, per gli altri pace.

Fammi godere baby che dopo ti faccio un regalino.

E così da oggi non servo più a nessuno.

In un paese dove tutto si può comprare, persino il concetto di bene, come contribuente non valgo niente. E per quella cultura della velina che evidentemente invece piace tanto anche alle donne non servo a niente nè come donna da piacere onanistico né come femmina da riproduzione.

E infine, ora che la sinistra non ha più bisogno neanche del mio voto, non servo più né per difendere le sue idee e neanche per diffondere le mie.

Sono due giorni che sento e vedo parlare solo uomini, solo politici, solo giornalisti, solo opinionisti e volendo solo blogger. Pensate, per esempio, che a qualcuno interessi leggere questo post?

Non oggi, non adesso, non in questo momento che ci sono cose più importanti di cui parlare.

 

16 Aprile 2008
01:59, Mercoledì
Viscontessa
Filed under : Politica, Società
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5 commenti

(#) Quello che disse roberta sg

Mercoledì 16 Aprile 2008 alle 10:54

1

quanta tristezza, Vis…

(#) Quello che disse MademoiselleAnne

Mercoledì 16 Aprile 2008 alle 11:01

2

Ci siamo lasciate sfruttare, abbiamo fatto del tutto purché si parlasse in termini assolutamente mediocri del “problema femminile”.

E ora in cambio avremo mara carfagna ministro delle pari opportunità e 1000 euro se sforniamo un figlio.

Vedi tu se non è pure un po’ colpa nostra.

(#) Quello che disse DiesisLaDiesis

Mercoledì 16 Aprile 2008 alle 12:26

3

La realtà è che tanto siamo tutte sole, ma non solo perchè vittime dell’uomo, gran parte della colpa è nostra viene del nostro desiderio di metterci a pari con gli uomini mutuando i loro lati peggiori.

Il maschilismo ci ha fatto vivere nell’ombra per secoli, il femminismo ci ha dato il colpo finale, la frustrazione ci seppellirà.

(#) Quello che disse Claudia

Mercoledì 16 Aprile 2008 alle 12:37

4

Una giusta analisi Viscontessa.
Ritengo che ora, tuttavia, sia proprio il momento di tornare a buttar carbone. Personalmente, non credo sia “morto” il bene, inteso come il costrutto di ideali che la Sinistra ha sempre difeso, ma ultimamente mal incarnato.
E’ vero, non siamo più rappresentati in Parlamento. E’ vero, nessuno rappresenterà quel bene in Parlamento né per noi, né per chi di quel bene, di quella difesa, ha bisogno.
Sarà la volta che torniamo a farci sentire con altri mezzi? Sarà la volta che iniziamo ancora e _dal basso_? Non lo so. So che non smetterò di crederci, come forse non smetterai tu, visto che, mi par di capire, è parte di te.
La domanda è: “Ok, da dove iniziamo?”

(#) Quello che disse viscontessa

Mercoledì 16 Aprile 2008 alle 21:42

5

Iniziamo col riprenderci dalla batosta e poi scendiamo in piazza. Questa volta non ho voglia di fare nè la solita e facile ironia su berlusconi nè fare le pulci per ogni cosa che farà e dirà.
Basta parole:-)

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