Sorelle d’Italia

Una riflessione sulla condizione delle donne in Italia

Un invito per tutte le donne che hanno la possibilità di farlo: consultate spesso la stampa estera, prevalentemente esclusa dagli interessi politici nazionali, culturalmente più attenta ai nostri bisogni, per un importante confronto della condizione femminile al di fuori del nostro paese.

Scoprirete che l’interesse di un americano, un francese o un tedesco verso la condizione femminile italiana è più marcato e onesto di quello della nostra classe politica. Non è assurdo?

Più pubblicizzato ed allarmato dell’indignazione della stampa italiana che troppo poco spesso dà voce a quella delle donne e spesso solo in funzione di scandali di enorme portata.

 

Alcuni esempi:

 

 

Silvio Berlusconi wins applause from a crowd of flag-waving Italian women at an election rally when he urges them to cook for his party’s candidates.

"Cook for our party’s representatives — and make the sustenance as sweet as possible," the 71-year old businessman tells them in the run-up to an election on Sunday and Monday in which he is seeking a third term as prime minister.

 

Other women have been outraged by such comments in a campaign that has underlined how men still dominate Italian politics and old stereotypes linger, despite the gains women have eked out over the years.

….

Despite boasting a higher rate of education, Italian women have long lagged their male counterparts in politics. Just over 17 percent of seats in the lower house of parliament and 14 percent in the upper house are held by women.

 

This puts Italy 67th in a ranking of nations by the number of women in parliament according to the Inter-Parliamentary Union, an international organization of parliaments.

…..

The likes of a woman such as Hillary Clinton in the United States or France’s Segolene Royal challenging for the premiership in Italy is not even on the horizon. Even in Spain, which also has a reputation for male domination of society, more than 36 percent of lawmakers are women.

…..

Some say the poor showing of women in Italian politics is hardly surprising given how they fare in other spheres of life.

 

Employment among Italian women stands at just 45 percent, among the lowest within the Organization for Economic Cooperation and Development, the group says.

In the world of business, about 83 percent of management ranks are filled with men, according to a report this year. Excluding banks and insurers, 63 percent of companies listed on the stock exchange did not have any women on their boards.

…..

On Italian television, bikini-clad women sell everything from mobile phones to ice cream and skimpily-clad and well-endowed showgirls appear on talk shows, sometimes with raunchy dance numbers.

 

via | Timothy Heritage -  Reuters

 

Polls indicate that Mr. Berlusconi’s coalition will probably be the winner in the parliamentary elections, and some legislators allied with him are already calling for changes in the abortion law.

 

via | New York Times

 

Italy is ranked 89th in the Inter-Parliamentary Union’s global classification of women in parliaments. Women hold only 11.5 percent of the seats in the lower house and 8.1 percent in the Senate; just two of the outgoing cabinet’s 24 ministers are women.

In contrast, 45.3 percent of Sweden’s lawmakers are women. Although the percentage is lower in France (126 of 901 lawmakers) and the United States (70 of 535), women have managed to rise to positions of political prominence.

 

via | Herald Tribune

 

Why is there so much female unemployment in one of Europe’s most developed countries?

Italy has almost the lowest rate of female employment in the European Union - just 46% of Italian women have jobs, and the figure is even lower in the south of the country.

Italy’s Minister for European Affairs Emma Bonino believes that getting women into work would help revive the country’s economy.

"We have six million women, more or less, who do not have access to a job or are not looking for one anymore," she told BBC World Service’s Analysis programme.

"In any country, if you had six million men out of the job market, it would be an emergency. In Italy you have six million women and, apparently, it is thought to be normal."

 

via | BBC

 

Io mi chiedo: se sono così preoccupati loro, che in Italia nemmeno ci vivono, come possiamo non esserlo noi?

12 Aprile 2008
02:05, Sabato
Stregatta
Filed under : Cultura, Gender, Identità, Interni, Politica
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17 commenti

(#) Quello che disse Stock Market » Una riflessione sulla condizione delle donne in Italia

Sabato 12 Aprile 2008 alle 04:08

1

[...] Socialist Party Australia wrote an interesting post today on Una riflessione sulla condizione delle donne in ItaliaHere’s a quick excerpt Un invito per tutte le donne che hanno la possibilità di farlo: consultate spesso la stampa estera, prevalentemente esclusa dagli interessi politici nazionali, culturalmente più attenta ai nostri bisogni, per un importante confronto della condizione femminile al di fuori del nostro paese. Scoprirete che l’interesse di un americano, un francese o un tedesco verso la condizione femminile italiana è più marcato e onesto di quello della nostra classe politica. Non è assurdo? Più pubblicizzato ed [...]

(#) Quello che disse Hillary Clinton » Una riflessione sulla condizione delle donne in Italia

Sabato 12 Aprile 2008 alle 04:35

2

[...] Monicamemo.com wrote an interesting post today on Una riflessione sulla condizione delle donne in ItaliaHere’s a quick excerpt Un invito per tutte le donne che hanno la possibilità di farlo: consultate spesso la stampa estera, prevalentemente esclusa dagli interessi politici nazionali, culturalmente più attenta ai nostri bisogni, per un importante confronto della condizione femminile al di fuori del nostro paese. Scoprirete che l’interesse di un americano, un francese o un tedesco verso la condizione femminile italiana è più marcato e onesto di quello della nostra classe politica. Non è assurdo? Più pubblicizzato ed [...]

(#) Quello che disse renato

Domenica 13 Aprile 2008 alle 23:35

3

già ma ha domenticato una cosa berlusconi:che non sapete cucinarvi neanche la pasta per cui niente cuoche;-)

le quote rose sono una cosa ingiusta ovunque esse siano.I maschi non devono essere obbligati adarvi i posti di lavoro.
Comunque vi ritenete tanto superiori , e poi venite piagnucolare che non vi diamo , noi maschi, i posti di lavoro.Scusate ma tutta la vostra indipendenza e intraprendenza dove è finita.Delle vostre lauree apieni voti, non sapete che farne?

(#) Quello che disse Stregatta

Lunedì 14 Aprile 2008 alle 12:21

4

“le quote rose sono una cosa ingiusta ovunque esse siano.I maschi non devono essere obbligati adarvi i posti di lavoro.”

Sono d’accordo con te. La partecipazione femminile dovrebbe essere espressione di un normale equilibrio culturale, sociale e politico. Il problema è che in Italia così non è.

“Comunque vi ritenete tanto superiori , e poi venite piagnucolare che non vi diamo , noi maschi, i posti di lavoro.Scusate ma tutta la vostra indipendenza e intraprendenza dove è finita.Delle vostre lauree apieni voti, non sapete che farne?”

Non ho mai sentito una donna ritenersi superiore ad un uomo solo per il suo sesso, semmai questa è una pratica maschile…Rimane il fatto che spesso le nostre lauree a pieni voti vanno all’estero dove sono molto più apprezzate o rimangono a casa insieme a figli, anziani da accudire e panni da stirare.

L’intraprendenza e l’indipendenza delle donne c’è, ma è stata messa a tacere da chi ci ha fatto credere che la situazione attuale sia l’unica possibile e che sia giusto così. Per fortuna così non è.

(#) Quello che disse Caterina

Lunedì 14 Aprile 2008 alle 20:09

5

Sono italiana, ma vivo all’estero da cinque anni. Per i primi quattro ho vissuto in Austra. Li’ la situazione e’ un po’ migliore, ma mi sono accorta davvero della differenza tra come vengono trattate le donne in Italia e nel resto del mondo da quando mi sono trasferita qui in Canada. Mi ci sono voluti mesi a realizzare come le piccole differenze (tante, pero’) possano cambiare cosi’ tanto la qualita’ della vita.
Esempi? Politici che non trattano le donne come esseri inferiori.
La pubblicita’? Ma ci credete che non si inquadrano quasi mai sederi e seni?
La gente? Ma sapete che qui un uomo non si vergogna a dire che fa lui i lavori di casa perche’ sua moglie non e’ in grado o non ha tempo? E per strada mai NESSUNO che fischi, faccia commenti o allusioni!
Le altre donne? Qui mi guardano strabuzzando se accenno al fatto che e’ “naturale” che sia io a badare la casa, cucinare la cena e fare la spesa. I commenti: Ma se fai lo stesso lavoro del tuo ragazzo?

In effetti poi non mi stupisco quando mi guardano con aria di compatimento chiedendomi “Ma in Italia e’ davvero cosi’?”

(#) Quello che disse virgo sine macula

Martedì 15 Aprile 2008 alle 08:43

6

Cara Caterina ho vissuto diversi anni in Germania e ti posso assicurare che la cultura germanica e’ molto piu’ maschilista di quella italiana.In apparenza in germania le donne sono libere,emancipate,indipendenti:in realta’ in ogni famiglia,in ogni coppia,tutte le decisioni importanti sono prese dagli uomini e le donne non hanno voce in capitolo.Inoltre se lavori in un ufficio con molti uomini ti posso assicurare che alla sera se la polizia scientifica prende le impronte digitali dalle tue chiappe trova tutte quelle dei tuoi superiori:anche qui la vecchia pratica della mano sul sedere e’ molto diffusa.Come vedi tutto il mondo e’ paese

(#) Quello che disse renato

Martedì 15 Aprile 2008 alle 11:09

7

” La partecipazione femminile dovrebbe essere espressione di un normale equilibrio culturale, sociale e politico. Il problema è che in Italia così non è”.

vuoi dire la stessa cosa con parole diverse?.Ti ripeto che gli uomini non hanno nessun obbligo morale a darvi i posti di lavoro.Quello che vi viene offerto dovete prendere altrimenti arrangiatevi ,avete lauree e master , usateli.

“Non ho mai sentito una donna ritenersi superiore ad un uomo solo per il suo sesso”

Mi pare che la vostra superbia trabocchi ovunque , da questo blog alla quotidianità.

“Rimane il fatto che spesso le nostre lauree a pieni voti vanno all’estero dove sono molto più apprezzate o rimangono a casa insieme a figli, anziani da accudire e panni da stirare”.

io invece vedo che nei forum femminili che i figli per voi sono molto più importanti del lavoro esiete ben felici di accudirli.E spesso rischiate la vita per averli.Come la mettiamo, sono una imposizione maschile o una vostra profonda volontà, ragione di vita?

L’intraprendenza e l’indipendenza delle donne c’è, ma è stata messa a tacere da chi ci ha fatto credere che la situazione attuale sia l’unica possibile e che sia giusto così. Per fortuna così non è”.

Già quale sarebbe la situazione attuale? Ma invece di recriminare, perchè non utilizzate le vostre lauree e cominciate a creare aziende lavoro , ricchezza.Perchè non cominciate acreare qualcosa di diverso da quello che c’è.Qualcosa di vostro.Dopo 40 anni di femminismo sembra che continuate avivere con chi vi schiavizza, gli uomini, ma non avete fatto nulla di vostro ealternativo. Invece siete sempre a lamentarvi che noi maschi vi dobbiamo dare dare e dare.Ma perchè scusa noi maschi dovremmo darvi?Siamo i vostri servi?

(#) Quello che disse Maria Sung

Martedì 15 Aprile 2008 alle 11:13

8

Renato, ma lo capisci che il femminismo non è creare una società parallela senza uomini?
Ti faccio l’esempio del mondo dell’università: le donne si laureano prima e meglio, i docenti universitari sono quasi tutti uomini. Non ti viene in mente niente? Dài, che forse ci arrivi da solo senza andare nei forum femminili.

(#) Quello che disse renato

Martedì 15 Aprile 2008 alle 15:33

9

Maria sung L’università è maschile? ottimo fatevi una università solo femminile.la scuola è maschile? Fatevi delle scuole femminili.La religione è maschile? fatevi una religione femminilie Le aziende sono maschili e assumono più uomini che donne? fatevi aziende femminili.
Cioè perchè dopo 40 anni di femminismo non avete fatto nulla di tutto ciò? siete tante, avete lauree denaro, siete più brave dei maschi ascuola eppure a parte i bambini vedo che di vostro non sapete fare nulla.E allora che parlate a fare, accettate la cosa come è e riconoscete i vostri limiti.Gli uomini perchè devono avere obblighi verso di voi?

(#) Quello che disse Stregatta

Martedì 15 Aprile 2008 alle 15:43

10

Ma invece fare in modo che ci sia una condizione paritaria per entrambi? Non sarebbe più facile che fare le cose divise per sesso? Gli uomini non hanno nessun obbligo verso di noi, ma le donne hanno il diritto di essere trattate al pari dei colleghi maschi e questo non accade oggi.

Non siamo certo noi a voler isolarci in un mondo fatto di sole donne, ci teniamo al confronto con l’altro sesso, ma forse a voi maschietti non va che si invada il vostro territorio?

(#) Quello che disse Rosa

Martedì 15 Aprile 2008 alle 15:48

11

renato, hai problemi con tua madre? perchè ti accanisci contro le donne? in italia è assolutamente vero che le donne sono sotto rappresentate e discriminate xke questo viene proprio da voi uomini che ragionate cosi come ragioni tu. io Donna non mi sento obbligata a vedermi costretta ad assumere un ruolo da un uomo xke scelgo io cosa essere nella società e infatti sono contro la frase di berlusconi, perchè mi sembra una vera e propria forma di schiavizzazione della donna. Io sono stufa di vedere modelli femminil icostruiti dagli uomini, perchè noi donen siamo libere di decidere, e sono stufa di essere trattata come una scema senza cervello sentendo un ciccione che impone alle donne come usare il proprio corpo! e sopratutto con un atteggia<mento antidemocratico poichè è argomento femminile e ogni volta ke una donna prende parola o contesta ci mandano la polizia a manganellare, alla faccia del paese per la vita e contro la violenza sulle donne come vuole propagandare ferrara!

(#) Quello che disse Cristina

Mercoledì 16 Aprile 2008 alle 11:54

12

Renato, visto che torni spesso a commentare, mi sa che poi tanto male in un ambiente totalmente femminile come questo blog non ti ci trovi tanto male. E se le tue ospiti la pensassero come te ti avrebbero già buttato fuori da questo loro “mondo femminile”. Ma per fortuna non lo fanno. Gli uomini non devono avere obblighi verso di noi, ok. Però un uomo che vuole aver un figlio, magari maschio, arrangiarsi ancora non può. E fare un figlio con qualcuno crea degli obblighi (almeno di legge). E se non ci sono allora sta a chi lo farà crescere dentro di sè a scegliere se mettere al mondo un altro figlio/a e prendersi degli obblighi oppure no.
Tu sei nato no? qualcuno si sarà fatto obbligo di farti vivere e stare bene uomo o donna…..
Forse preferivi succedesse il contrario?

(#) Quello che disse renato

Giovedì 17 Aprile 2008 alle 11:36

13

Ma invece fare in modo che ci sia una condizione paritaria per entrambi? Non sarebbe più facile che fare le cose divise per sesso? Gli uomini non hanno nessun obbligo verso di noi, ma le donne hanno il diritto di essere trattate al pari dei colleghi maschi e questo non accade oggi.

Non siamo certo noi a voler isolarci in un mondo fatto di sole donne, ci teniamo al confronto con l’altro sesso, ma forse a voi maschietti non va che si invada il vostro territorio.

diritto=obbligo.No grazie.
Non fate un mondo di sole donne perchè NON NE SIETE CAPACI.

(#) Quello che disse Stregatta

Giovedì 17 Aprile 2008 alle 12:57

14

dirìtto (sostantìvo):la facoltà di agire, di usare, di chiedere, di ottenere e sim., che è consentita dalla legge. Con sign. attenuato, facoltà (non sancita dalla legge ma sostenuta dalle ragioni della morale o dell’equità)

òbbligo: òbbligo
dovere imposto dalla morale o dalla legge

Guarda, alla fine ti do ragione. C’è l’obbligo morale e costituzionale di essere tutti uguali. E l’obbligo legislativo rendere pari le opportunità per tutti.

L’Art. 3 della costituzione italiana recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Questo non avviene per le donne, ed è piuttosto evidente. E’ compito di ognuno di noi, ma anche dello Stato di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che di fatto impediscono l’effettiva partecipazione delle donne “all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Sì, hai ragione è un tuo obbligo come italiano, non come uomo in quanto tale, lavorare per questo…

(#) Quello che disse renato

Venerdì 18 Aprile 2008 alle 14:59

15

Stregatta ho capitoil tuo ragionamento puntate al regime femminista dove la giustizia elo stato si deve far garante delle vostre idee e bisogni.Siamo proprio lontani dall’articolo tre allora. in italia come in tutto l’Occidente i sessi non sono uguali, hai ragione , infatti come dimostra il caso del 30enne di lecco un uomo può andare in galera per aver guardato troppo una donna,oppure per aver toccato il sedere ad una donna.Il contrario non esiste che accade, anche se una mi tira addosso qualcosa e mi manda all’ospedale.Questo vuol dire che difronte alla legge non solo non siamo uguali maschi efemmine , ma la legge come lo stato è al servizio della ideologia femminista cioè il senso della giustizia e della egualità è completamente andato a farsi benedire.
Invece lo stato deve garantire i diritti fondamentali della persona, istruzione e sanità , non si deve mettere al servizio di di ideologia perchè altrimenti diventa un regime.Più ancora la giustizia.Lo stato non si deve intromettere nella libertà della persona enel suo spirito di iniziativa per motivi ideologici.Voi i diritti fondamentali già li avete, istruzione e sanità non è giusto che pretendiate i posti di lavoro.Anche ad onor del vero i posti statali veli state occupando tutti per cui meglio di così non vi può andare .La parità dei sessi è una propaganda ideologica infatti voi donne non sarete mai uguali a noi uomini e la parità non si fa con le leggi. Non vi rimane che accettare i vostri limiti e quello che vi viene proposto.Avete dimostrato finora di non saper creare nulla, per cui fate un gesto di umiltà e dite la verità,non continuate a rimuginare contro gli uomini perchè non vi danno posti di lavoro, denaro e non vi sono sufficientemente servi( avostro dire).Ma per voi l’umiltà è qualcosa di veramente lontano invasate di superbia come siete.
per cui un datore di lavoro assume chi vuole e quando vuole.Vuole assumere tutti maschi , assume tutti maschi ,vuole assumere 30 maschi e 4 femmine , lo fa.I diritti della pesrona sono quelli all’istruzione ealla assistenza sanitaria.penso che quando uno Stato si faccia garante di una ideologia diventa un regime.Essere uguali difronte alla legge non significa ottenere quello che si vuole.le parole della costituzione possono avere mille significati se si interpretano male.

(#) Quello che disse Stregatta

Venerdì 18 Aprile 2008 alle 16:02

16

“Voi i diritti fondamentali già li avete, istruzione e sanità non è giusto che pretendiate i posti di lavoro”

Ciao Renato, io fossi in te un ripassino alla costituzione lo darei…

Art. 4.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Le donne sono cittadine italiane e come tali hanno diritto al lavoro al pari di un uomo. E’ un diritto fondamentale per tutti, comprese le donne.

“La parità dei sessi è una propaganda ideologica infatti voi donne non sarete mai uguali a noi uomini e la parità non si fa con le leggi.”

Non mi risulta che la parità dei sessi sia un’utopia inventata dalle donne, ma la base di ogni stato democratico che non discrimina i suoi cittadini per religione, sesso, appartenenza etnica, ecc…Comunque le leggi ci sono, basterebbe solo rispettarle. Il problema è che in Italia non è prassi comune…

“per cui un datore di lavoro assume chi vuole e quando vuole.Vuole assumere tutti maschi , assume tutti maschi ,vuole assumere 30 maschi e 4 femmine , lo fa.”

Sempre a proposito di leggi, al datore di lavoro è “vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale.” Legge 903/77 per “la parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro”.

“Essere uguali di fronte alla legge non significa ottenere quello che si vuole.”

Le donne vogliono proprio questo: essere cittadine considerate uguali agli uomini in ogni campo, politico, professionale, culturale, legislativo…Questo non è un regime, questa è democrazia.

democrazìa: democrazìa

s. f.

forma di governo volta ad assicurare la perfetta uguaglianza tra i cittadini i quali esercitano il potere direttamente (democrazia diretta) o per mezzo dei rappresentanti da loro stessi eletti (democrazia indiretta o rappresentativa o parlamentare)

(#) Quello che disse renato

Domenica 20 Aprile 2008 alle 11:04

17

“Non mi risulta che la parità dei sessi sia un’utopia inventata dalle donne”,

a voi non vi pare mai nulla

Le donne vogliono proprio questo: essere cittadine considerate uguali agli uomini in ogni campo, politico, professionale, culturale, legislativo…Questo non è un regime, questa è democrazia.

democrazìa: democrazìa

si infatti la democrazia femminista dove un datore di lavoro deve essere obbligato ad assumere, dove per toccare il sedere ad una donna ti prendi 3anni di carcere , dove se guardi una donna vai in carcere, dove alla donna tutto nel bene e nel male è concesso.bella la democrazia femminista , andatebne orgogliose.

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