le modelle di riferimento
Il dentista esibisce una Angelina Jolie dal sorriso smagliante; la (mia) parrucchiera Claudia Schiffer nei suoi fasti anni ’90; il fotografo Jessica Simpson in posa plastica e il negozio di vestiti una raggiante Britney Spears pre crollo nervoso. Bianche, principalmente molto bionde, magre, con dentatura perfetta e sorrisi “felici”. Sono solo alcuni dei modelli femminili che vengono esibiti in gigantografia (abusiva) come insegne di varie attivitá commerciali qui in cittá. Ora, tenendo conto che siamo sulle Ande peruviane, come si valuta l’impatto di tutto ció su donne e ragazzine alte la metá di Angelina Jolie; coi denti cariati a causa delle carenze alimentari; con una tonalitá di pelle decisamente scura e fianchi tendenti ad allargarsi disegnando una silhouette che non definirei slanciata?
Il sottosviluppo é una questione mentale; il sottosviluppo si nutre della mancanza di autostima delle persone e del disprezzo delle culture autoctone; il disprezzo di se stessi passa attraverso il NON – riconoscimento della propria identitá, la vergogna di parlare quechua, il sentirsi inadeguati rispetto a quello ché é “bello e giusto”.
Riflessione finale: come sempre, le donne pagano il prezzo doppio. Tutto intorno a loro grida: siete povere e pure brutte. Nel caso qualcuno ci credesse davvero che il colonialismo é finito negli anni ’60.
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[...] ElsaElsa.com wrote an interesting post today on le modelle di riferimentoHere’s a quick excerpt Il dentista esibisce una Angelina Jolie dal sorriso smagliante; la (mia) parrucchiera Claudia Schiffer nei suoi fasti anni ’90; il fotografo Jessica Simpson in posa plastica e il negozio di vestiti una raggiante Britney Spears pre crollo nervoso. Bianche, principalmente molto bionde, magre, con dentatura perfetta e sorrisi “felici”. Sono solo alcuni dei modelli femminili che vengono esibiti in gigantografia (abusiva) come insegne di varie attivitá commerciali qui in cittá. Ora, tenendo conto ch [...]
prima di ogni cosa mi complimento per sagacia, ironia e intelligenza del tuo blog (mi permetto il “tu” perchè il “ei” mi sembrerebbe freddo e poco incisivo) che pone problemi femminili ma non solo! nel merito che dire? sostengo da sempre che la reale bellezza di una Donna non sta nella misura del reggiseno ma nella testa pensante di Donne dagli occhi lucenti che emanano si fascino ma dovuto a cervello che funziona, non credi? ovviamente ti invito a visitare il mio blog, credo dovrebbe piacerti per riferimenti colorati e poetici inerenti gli uomini e le Donne..
roberto
Oddio, non e’ che qui in Italia e piu’ in generale in Europa il divario tra i modelli di riferimento proposti e la realta’ sia poi tanto minore.
Basta guardare certe pubblicita’, certi cartelloni, certi spot e poi guardarsi intorno.
Del resto se l’anoressia e’ un problema, se i chirurghi estetici hanno cosi’ tanto lavoro, se l’industria della bellezza continua a tirare un motivo di fondo magari ci sara’.
Poi vabbe’, non discuto che altrove sia peggio, ma alla fine i meccanismi per creare-un-disagio/risolvere-un-disagio, creare-un-bisogno/soddisfare-un-bisogno si somigliano un po’ ovunque, e fanno la fortuna di un sacco di gente, direi.
Va bene, la pubblicità esagera. E Valentina ha di sicuro ragione a sottolineare il paradosso di certa pubblicità in luoghi del mondo tanto svantaggiati sotto punti di vista decisamente più importanti della questione estetica. Ma nella ricca Italia non sarebbe ora di smetterla di demonizzare i cosiddetti “modelli di riferimento”? C’è forse qualcuno (donna o uomo) a cui piaccia portarsi in giro chili di troppo che lo limitano nei movimenti e sono, obiettivamente, poco piacevoli da guardare, per non parlare delle ricadute a livello medico? Senza ovviamente arrivare agli eccessi dell’anoressia, credo che a tutti faccia piacere avere una figura armonica e agile. Personalmente la pubblicità mi fa un baffo, ma guardarmi allo specchio e piacermi mi fa sentire bene. E non serve certo, a meno di grossi difetti fisici congeniti, ricorrere al chirurgo plastico: misura nel mangiare, attività fisica e, possibilmente, serenità d’animo sono tutto quello che serve per sentirsi bene nei propri panni. Se poi quel che manca è la serenità, andiamo dallo psicologo, non dal chirurgo!
L’anno scorso, le mie compagne di origine non-bianca (una vietnamita e una londinese di famiglia indiana) non potevano credere che io mi lamentassi dei miei capelli lisci* e la mia pelle che si arrossa per un raggio di sole. In parte penso fosse il solito “vorrei gli occhi chiari, perché li ho scuri” (come dice Wislawa Szymborszka in una poesia), tipico degli esseri umani in generale. Ma in parte c’era una idealizzazione del tipo occidentale un po’ inquietante - soprattutto quando l’idealizzazione viene da una ragazza decisamente bella, “solo” non occidentale.
*Ho scoperto che le ragazze del sudest asiatico e della Cina hanno i capelli tendenzialmente crespi, che lisciano con un prodotto cinese apposito.
L’ho detto anch’io ad una mia paziente che,forse,era meglio uno psicologo che un lifting e sai cosa è successo?Ha fatto il lifting ed ha cambiato dentista.Tenendosi il suo problema dentario…
piú che altro volevo mettere l’accento non tanto sulla questione estetica, ma sulla questione estetica legata a meccanismi di colonialismo (o la vogliamo chiamare globalizzazione??) che sono 2 volte pregiudicanti per le donne andine, ad esempio. La componente razzista é molto forte in sudamerica: se vedete una pubblicita alla tele di una merendina, la famiglia tipo é identica a quella del mulino bianco che potete vedere in italia. rappresentativitá del pubblico di riferimento peruviano: 2%. Era tutta qui la riflessione. Un conto é far venire a me il complesso della cellulite vicino allo stacco di coscia di una fotomodella 18enne (mi riprendo rapidamente) altro é imporre un modello con una forte componente di discriminazione razzista.
Tralasciando il fatto che poi finisce sempre per essere il mercato quello che comanda,semmai potremmo chiederci di quale lungimiranza commerciale sono dotati coloro che cercano di imporre target così diversi dalle caratteristiche degli utenti locali che cercano di acquistare.Certamente la globalizzazione porta a contatto visioni della vita diverse tra culture diverse e,come in ogni contatto tra genti,il più forte cerca di imporre il proprio modo e stile di vita sul più debole.Non ci sono più i Romani che annientano gli Etruschi?I barbari che distruggono i Romani?Ci sono i denti bianchi e le gambe lunghe che ci provano.Sbaglio poi così tanto?
E’molto interessante quello che fai notare, valentina.
pero’ mi sembra che -per fortuna- il modello estetico occidentale non venga percepito ovunque con la stessa forza.
anch’io sono cooperante, ma in paesi piuttosti distanti dai tuoi, e mi sembra ad esempio che nei paesi africani che ho conosciuto -ora sono in Darfur - ci sia un’estetica “autoctona”, che accoglie elementi europei ma li mescola ad altri interiorizzandoli con allegria.
Certo, va la pelle chiara, tanto che ci sono delle creme sbiancanti, ma va anche il culo abbondante, e infatti si vendono molto queste iniezioni cinesi che, pare, dovrebbero aumentarlo ancora di piu’.
E’ vero, anche in questo caso si parla di intervenire sul corpo- forse anche con danni per la salute- per adeguarsi ad un modello estetico, ma credo che non si possa dire che e’ un modello imposto dall’esterno.
E d’altra parte, a me e’ sembrato, spesso, che prendersi cura del proprio aspetto fosse un modo per esprimere la propria dignita’ e rifiutare di sentirsi povere e brutte.
cavolo Darfur!! chissá cosa succede da quelle parti… é interessante notare come la questione “culo” sia significativa indipendentemente dalla geografia: qui il peggior insulto estetico ad una ragazza é chiamarla “senzaculo”. per cui sono d’accordo con te rispetto alla questione della forza con cui si percepisce o meno il modello occidentale. Ho seri dubbi sulla “armonizzazione con allegria”. Qui non c’é. Qui ci si vergogna di essere india e punto. Le cose stanno cambiano ma moooolto lentamente. quanto a prendersi cura del proprio corpo, ben venga chiaro!!! solo che vorrei sottolineare un’altra volta che sentirsi inadeguate e “brutte” per questioni razziste di supremazia culturale NON ha niente a che fare con la cura di se stesse como espressione della propria dignitá, stanno su due piani diversissimi.
suerte davvero nella tua Africa ![]()
a proposito di “modelli di riferimento”, che ne direste di aderire con i vostri blog all’iniziativa lanciata dal blog http://www.mondine.it ?!










2008