Galline in fuga
I pollai italiani sono sottosopra. Gli ultimi dieci giorni di campagna elettorale sono stati davvero estenuanti. Ordini, ordini,ordini da ogni parte. Da Bologna, e va bene, ma anche Ravenna, Milano, Palermo: tutti a chiedere uova. Nemmeno le galline fossero incubatrici al contrario, distributrici automatiche di aborti senza nemmeno un sano briciolo di etica morale. Ma lo sanno loro che ogni uovo spiaccicato sulla giacca del grande GF è un pulcino strappato alla vita?
E semmai sarebbero capaci di dire anche che siamo delle crudeli e spietate assassine, hanno pensato le galline dei pollai di tutt’Italia. E comunque nemmeno mezza tonaca si è levata a difenderle e allora stanno meditando di scrivere una lettera a Chi di Dovere. Consapevoli della potenziale inutilità di un simile gesto, hanno allo stesso tempo preso contatto con la Federazione unita dei pomodori per un’alleanza disgiunta, un patto da far sottoscrivere ad inizio di ogni manifestazione. Se vengono lanciate uova non possono essere lanciati anche pomodori, in modo da salvare una discreta fetta del patrimonio gastronomico nazionale e garantire almeno, a turno, una carbonara o un sugo di spunzilli freschi.
Da domani, però, finalmente sarà festa grande. La campagna elettorale si chiude e le frittate si faranno solo nelle buone vecchie padelle e non sulle giacche in tweed o in velluto. In attesa di tornare ai ritmi eticamente e nutritivamente normali di aborti, le galline si sono decise a creare un bel MPVP, Movimento per la Vita dei Pulcini. Hai visto mai: dovessero beccare anche loro qualche soldo in finanziamenti…
Mi fa venire in mente una vecchia battuta di Daniele Luttazzi: “Se lo fa una donna è un aborto, se lo fa un pollo, è un’omelette.”
Esatto. E allora qualcuno vorrà difendere il diritto delle galline di scegliere se abortire oppure no? ![]()
O uova o pomodori.Mi raccomando…solo diete dissociate…;-)
Posso dirvi che ho paura?
Dopo aver visto ieri sera Giuliano Ferrara in televisione, ho paura.
Lo ascoltavo farneticare, guardavo la giornalista ed ero attenta a domande che mi aspettavo e che invece non arrivavano e ho avuto la conferma di quel che pensavo: pochi si rendono ben conto di cosa sta iniziando. Del resto, ne abbiamo avuto la dimostrazione con il referendum, ve lo ricorderete bene.
Temo che uova e pomodori non basteranno.
Ho paura.
Claudia, io comincio a pensare invece che spetti a noi tirare fuori le unghie e denunciare.
Non ci danno la pillola del giorno dopo? Denunciamo.
Liste d’attesa infinite per un’interruzione di gravidanza? Denunciamo.
Dobbiamo superare - tutte insieme - il blocco di colpa e paura che ci impedisce di far valere i nostri diritti. Perché è con la colpa e la paura che ci tengono in scacco.
Denunciamo. Se denunciamo, sono costretti a prendere atto del disservizio. Se non denunciamo, continueranno a fare quello che gli pare, contando sul nostro silenzio.
Nella mia profonda cattiveria,quando sono davanti ad una farmacia entro e “chiedo”.Fino ad ora nessuno ha trassato.Almeno quelle che ho visitato…
Claudia, bisogna aver paura, è giusto aver paura proprio oggi, ultimo giorno della peggior campagna elettorale per le donne da almeno trent’anni a questa parte. E’ stato detto tutto quello che mai avremmo pensato che nel 2008 si potesse ancora dire di noi: orizzontali, verticali, assassine: nulla ci è stato risparmiato.
Non so che cosa cambierà da martedì prossimo. Se andrà bene non accadrà nulla. Se andrà male non andrà così male come temiamo ma dobbiamo avere paura perché è l’unico modo per non abbassare la guardia. Denunciamo come dice Giulia, abbiamo il diritto di farlo. La legge 194 è una legge profondamente equilibrata. Conoscerla bene significa avere tutti gli strumenti per non far andare i pro-life più integralisti al di là dei limiti della legalità. Lo stesso vale per la pillola del giorno dopo ma anche il mobbing o ogni altro abuso, ingiustizia, discriminazione.
Denunciare, raccontare quello che accade è la risposta alla paura.
Granello, terrore dei farmacisti, trassareeee?????
Ho avuto bisogno di andare a consultare il Dizionario della lingua italiana di Tullio De Mauro per capire il significato. Dice che è un piemontesismo: sta per imbrogliare, barare al gioco.
Va bene, allora speriamo che qualcuno prima o poi trassi e tu ce lo venga a raccontare…
“trassè”.
.Lei non conosce la mia mefistofelica faccia oscura… P.S anche in sardo significa ingannare ![]()
Ah, ah, ah, granello… Che ridere!
Mi sono figurata tutti i farmacisti della tua zona, che si “passan voce”…
Giulia:
parole sacrosante, credo che, anche se in poche, abbiamo (ri)cominciato a combattere, a non lasciar passare più nulla, a rizzare orecchie e tirar fuori unghie. Troppo poche.
Flavia:
bisogna aver paura, certo. Quello che mi spaventa di più, tuttavia, è l’indifferenza: tutto accade senza che nessuno (o quasi) si renda conto della gravità. Mi viene voglia di scuoterli, agitarli proprio fisicamente tipo una bomboletta. Trovo indecente questo soffitto di vetro: appena ti rialzi ci sbatti contro, non lo vedi, ma c’è. E’ un silenzio assordante, ultimamente, quello di molte, moltissime donne (e uomini). E’ questo che mi spaventa di più.
Staremo a vedere.










2008