Sorelle d’Italia

E se fossero solo ridicoli?

Ferrara vuol rimetterci tutte in sala parto, Berlusconi vuol relegarci in cucina, il Papa non si è capito molto bene dove vorrebbe collocarci ma in linea di massima direi il più lontano possibile da qualsiasi forma di potere o ancor meglio all’inferno.

I benpensanti invece vorrebbero rinchiuderci nelle case chiuse e quelli che pensano bene e razzolano male in camera da letto; possibilmente con tonnellate di Viagra fornito gratuitamente dal servizio sanitario nazionale.

Molti ci vorrebbero chiudere in una bara, qualcuno, sempre più spesso, ci riesce ma sono molti anche coloro a cui va benissimo che sulla bara si continui a danzare mezze nude; per comodità quel tipo di bare le chiamano “cubi”.

C’è poi chi si vorrebbe portare in parlamento con un bel guinzaglio di brillanti e chi con quel guinzaglio ci vorrebbe portare semplicemente all’altare. E ci sono quelli che ci vorrebbero portare in palmo di mano o sotto al tacco e ancora quelli che ci vorrebbero martiri o sante o puttane o veline o quello che ci pare purchè non gli si faccia mancare la nostra presenza.

Una presenza che ormai è diventata strumentale come quella dei bambini per impietosire l’opinione pubblica di fronte ai “drammi” della vita.

Gli uomini da una parte e le donne ancora una volta a loro disposizione che nell’accezione più moderna del termine, significa a disposizione delle loro battaglie, della loro vanità, dei loro desideri o dei loro sensi di colpa.

Ormai la donna tira, mentre i più sciocchini pensano ancora che a tirare sia il pelo, i più furbi hanno capito che ha far tendenza è la donna da esibire non più solo come un pezzo di carne, ma come lo stendardo del proprio casato, della propria personalissima battaglia.

E noi ancora una volta lì. Noi ancora una volta ingenuamente presenti sopra, sotto, di fianco, dentro, contro, insieme, di lato ai nostri uomini. Pronte a farci usare da Ferrara per accrescere il suo ego, pronte a farci usare da Berlusconi per aumentare la sua visibilità, pronte a tendere la mano a Veltroni per aiutarlo ad allargare il suo elettorato.

Qualsiasi scemenza esca dalla bocca di un uomo, noi la prendiamo talmente sul serio da rendere seria la sua scemenza.

A volte, ve lo dico sinceramente, mi chiedo quanta parte di colpa abbiamo nell’alimentare una certa mentalità. Forse, dico forse, diamo troppa importanza ad un avversario il cui valore è rappresentato soltanto da quello che noi siamo capaci di offrirgli con la nostra indignazione.

Ma se ci limitassimo a scendere, ahimè, al livello dei nostri avversari?

Che se Berlusconi vuol rimetterci in cucina evidentemente in camera da letto non saprebbe più  cosa raccontarci.

 

1 Aprile 2008
23:56, Martedì
Viscontessa
Filed under : Società
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31 commenti

(#) Quello che disse larvotto

Mercoledì 2 Aprile 2008 alle 00:26

1

Ricordo una vecchia battuta di Aldo Busi: “Le donne, da quando hanno lasciato la cucina, non le vuole più nessuno”
:)

(#) Quello che disse roberta sg

Mercoledì 2 Aprile 2008 alle 12:10

2

Vis, perdonami forse dell’amenità, ma è un’amenità a volte non priva di fondamento. Le donne sono troppo divise fra di loro e, sempre più spesso, ragionano ognnun per sè. ti abbraccio, roberta.

(#) Quello che disse viscontessa

Mercoledì 2 Aprile 2008 alle 12:29

3

No Robi, la penso esattamente come te:-)))

(#) Quello che disse renato

Mercoledì 2 Aprile 2008 alle 15:28

4

Mi piacerebbe che fondaste una società femminile,in un luogo sperduto,invece siete sempre tra i piedi di noi uomini a chiedere il mantenimento , a cercare il posto di lavoro.ma dove è tutta questa vostra indipendenza?
Donne lberate, siete una palla al piede.Dite dite e poi siete sempre qua.40 anni che vi lagnate di essere indipendenti e poi non avete creato neanche un posto di lavoro.Occupate o posti di lavoro statali o privati ,ma sempre di aziende maschili.Coraggio! fondate una società femminile andateneve da qualche parte fate come israele ,fate una società parallela in Italia coome i cinesi,costruitevi dei quartieri femminili ma fate qualcosa non ci state sempre tra le palle a lagnarvi che noi maschi di destra o sinistra di centro o di niente vi abbiamo stufati.
Gli Stati Uniti quando si non dichiarati indipendenti hanno chiesto il mantenimento all’Inghilterra?No, si sono messi alavorare e sono divenuti quello che sono.
Siete nell’odio totale ma siete incapaci di creare anche un posto di lavoro solo femminile.
Ma il destino di noi maschi è quello di mantenere esopportare delle lagnose piene di superbia e odio che tutto fanno meno quello di rendersi indipendenti?

(#) Quello che disse Cristina

Mercoledì 2 Aprile 2008 alle 17:02

5

Caro Renato,
chiedo perdono all’autrice per essere la prima a risponderti, ma dopo essere rimasta senza parole posso solo essere sicura di due cose di te:
-col tuo commento confermi il titolo del blog
-se quella quella santa donna di tua madre che ti ha mantenuto (in vita per 9 mesi nel suo corpo nutrendoti e poi partorendoti con dolore)si fosse resa indipendente fondando magari una società femminile lontano dal genere maschile per non farsi accusare che “il destino di noi maschi è quello di mantenere esopportare delle lagnose piene di superbia e odio che tutto fanno meno quello di rendersi indipendenti” tu non saresti probabilmente al mondo.
Con tutto il rispetto per tua madre che già deve sopportare te.

Aggiungo un altro commento a “Siete nell’odio totale ma siete incapaci di creare anche un posto di lavoro solo femminile.”
Le aziende create e gestite da donne ci sono in Italia, non sono neppure poche, e sono aperte anche alle professionalità maschili perchè di solito le donne se la parità vogliono la parità danno.

Per favore ” fa.. qualcosa non ci stare sempre tra le palle” che si sa che questo blog è un “quartiere femminile” di “donne liberate” e dunque che ci sei venuto a fare se ti diamo tanto fastidio?

PS-Chiedo perdono alle autrici del blog per aver paragonato Sorelle D’Italia a una quartiere femminile , ma ho chiaramente voluto estremizzare e citare senza intento di offesa nei vostri confronti.-

(#) Quello che disse Noantri

Mercoledì 2 Aprile 2008 alle 17:40

6

A occhio e croce Berlusca in camera da letto vi fa cabrio.
[Ste]

(#) Quello che disse Gianni

Mercoledì 2 Aprile 2008 alle 21:07

7

tutte cose giustissime. dette e stradette. urlate a volte.una, cento, mille volte. allora mi chiedo se essere vicino, a fianco di…berlusconi, ferrara o uno stronzo qualsiasi non celi qualcosa di più estremo. se cioè non si debba mettere in discussione ( fino alle estreme conseguenze) il concetto di ruolo. mi spiego: quando parliamo di donna ( e anche di uomo) facciamo riferimento più ad un codice culturale ( che abbraccia un’infinità culturale) che all’anatomia. è la cultura ( italiana nel nostro caso) che veicola un immagine artificiosa della persona e che la “usa” come velina, prezzemolina, santa o puttana.
ergo è il ruolo assegnato alla donna ( dove sta scritto che deve essere al fianco di?) e agli uomini ( dove sta scritto che devo essere normativo, lavoratore, dettatore di regole, ecc…) è da superare. senza superare il concetto di ruolo per arrivare a quello di persona non arriveremo mai da nessuna parte. lo dico da persona prima che da persona biologicamente maschio,
ps: vi leggo con piacere

(#) Quello che disse viscontessa

Mercoledì 2 Aprile 2008 alle 21:39

8

Gianni ti ho letto prima per mail per cui non avendo visto il tuo nome fino alla fine del tuo commento, ero convinta che fossi una donna. Nel dubbio ti dico subito che il mio è un complimento. Infatti il senso del mio post era proprio quello di sottolineare questa differenza culturale tra uomini e donne che alla fine si ripercuote anche nel contestare e condannare proprio questi ruoli.
Io per esempio da donna comprendo perfettamente il senso del commento di Cristina in risposta a Renato, se avessi seguito l’istinto sarei stata molto più cattiva di lei ma poi mi dico che se non vale la pena di star dietro alle cazzate di Berlusconi, figurati se voglio star dietro a quelle di un cretino che paragona il rapporto tra uomo e donna alla guerra di indipendenza americana (qualcuno per favore gli vuol spiegare che gli uomini e le donne sono fatti per stare insieme e non divisi come cane e gatto?). Tuttavia i cambiamenti culturali sono molto lunghi e richiedono un grosso sforzo.

(#) Quello che disse renato

Mercoledì 2 Aprile 2008 alle 21:48

9

Cristina fino a quando mi è concesso di scrivere posso scrivere, scrivo da commentatore dato che c’è questa possibilità.

Sinceramente perchè dopo 40 che predicate la schiavizzazione femminile non solo qua , ma in Tv sui giornali ovunque, non avete fatto nulla , ma proprio nulla per costruire una società femminile parallela?fORSE SIETE INCAPACI DI ANDARE OLTRE ALLE PAROLE?
cioè la sola presenza maschile ritenete legittimamente che sia una schiavitù perchè vivente ancora nelle case , tra gli uomini?

Si è vero avete trovato una schiera infinita di uomini che vi stanno ai vostri piedi e vi servono in silenzio nonostante tutto.Forse a voi donne liberate va bene così.Parlate male di chi vi serve, e chi vi serve continua a servirvi e crede anche alle vostre parole.le cose quindi vi vanno bene.pur disprezzando i servi ne traete vantaggio: mangiate , vi danno lavoro, talvolta anche i figli vi costruiscono le auto, gli aerei, i treni, vi portano aspasso e in vacanza.
Però dovreste almeno ammettere e dire:

“Noi i maschi li disprezziamo , però senza la loro manodopera e il loro genio non andremmo da nessuna parte perchè da noi stesse non siamo neanche capaci di farci da mangiare.Noi donne predichiamo l’indipendenza ma siamo incapaci di essere indipendenti anche a cucinarci; siamo incapaci di creare istituzioni alternative a quelle maschili e solo femminili , siamo incapaci di creare del lavoro solo femminile , insomma come donne siamo incapaci di creare una società alternativa a quella maschile e solo femminile in tutte le sue articolazioni. Il motivo è presto detto: non lo sappiamo fare per natura e dopo 40 anni di femminismo, di lauree e di cortei siamo al punto a capo, non abbiamo combinato nulla in questa direzione e fatti parlano chiaro.Eppure se uno non sopporta un altro fa di tutto per allontanarsene anche fisicamente.
Possiamo quindi vivere solo di quello che c’è cioè in una società maschile. Rassegnamoci a vivere con gli uomini ma rallegriamoci del fatto che possiamo disprezzare e manipolare quanto vogliamo tanto sono dei fessi e non se ne accorgeranno mai.Basta promettergli quella cosa lì.”

Vi propongo questo scritto per il prossimo articolo ;-)

(#) Quello che disse Rosa

Mercoledì 2 Aprile 2008 alle 22:58

10

Bellissimo articolo, complimenti :) Quel che importa è che gli uomini non devono decidere loro del destino delle donne e del proprio futuro, loro non sono nè padroni della nostra vita, nè delle nsotre scelte nè tanto meno dei nostri corpi.
un bacione

(#) Quello che disse granellodisabbia

Giovedì 3 Aprile 2008 alle 08:35

11

Caro Renato,non prima di aver letto la TUA dose di veleno,ti posso assicurare che trent’anni fa la mia mamma (non femminista bensì semplicemente donna)ha allevato due figlie (me e mia sorella)con la convinzione che indipendenza economica e una certa dose di cultura ci avrebbero rese libere ed indipendenti.Sorrette ed incoraggiate siamo arrivate a due professioni autonome.Sai cosa auguro a mia figlia?Non di capire che senza vera autonomia mentale non si va da nessuna parte(credimi,quest’adolescente l’ha già capito) ma di poter parlare allo stesso livello con l’altra metà del cielo.So che ti arrabbierai…Io spero tanto che ci arriviate…;-)

(#) Quello che disse Cristina

Giovedì 3 Aprile 2008 alle 15:19

12

Caro Renato, non commento altro.
Cara granello di sabbia, grazie per il tuo commento, mi è molto piaciuto e concordo

(#) Quello che disse renato

Giovedì 3 Aprile 2008 alle 20:54

13

“Non di capire che senza vera autonomia mentale non si va da nessuna parte(credimi,quest’adolescente l’ha già capito) ma di poter parlare allo stesso livello con l’altra metà del cielo”

infatti si vede cosa volete dirci.

(#) Quello che disse Gianni

Venerdì 4 Aprile 2008 alle 20:32

14

risposta all’autrice dell’articolo.
accetto i complimenti…per il fatto di essere stata scambiata per una donna. ho sorriso di gusto…di gusto ripeto non di sarcasmo.
dovrei aggiungere molte altre cose a quel post ( rispetto al discorso del ruolo)perchè, come dici giustamente tu, un nuovo clima culturale è lungi dal venire. per questo invito anche voi ( persone, non mi stancherò di ripeterlo) a ripensare a questo. perchè non si deve esaurire o esplicitare solo nella sacrosanta battaglia per l’autodeterminazione delle proprie scelte. ci sono tantissimi esempi che potrei citare riguardo la vita quotidiana. e questi hanno quantomeno pari dignità dell’aborto. perchè più di ogni battaglia sarebbero il simbolo del cambiamento. di ognuno.
cosa intendo?….per fare qualche esempio non sta scritto da nessuna parte che io ( in quanto uomo ) devo saper aggiustare il lavandino che perde…ma nemmeno che tu ( in quanto donna) debba saper stirare…ma nemmeno che io devo fare il full time al lavoro e tu il part time….e neanche che ci devo provare io per primo….e nemmeno che tu lo consideri un atto dovuto.
lo dico con amore. quell’amore che ho per (alcune) persone ( in questo caso donne), per so che quelle stesse sono intelligenti.e mi capiranno.
ciao

(#) Quello che disse renato

Venerdì 4 Aprile 2008 alle 21:45

15

scusa gianni ma tu hai intuito dall’articolo che traspare del risentimento per il genere a cui appartieni o no?

(#) Quello che disse viscontessa

Sabato 5 Aprile 2008 alle 03:14

16

Gianni, non preoccuparti nessuno da per scontato che tu debba saper riparare il lavandino del bagno (cosa che per esempio a casa mia faccio io) come tu non darai per scontato che io sappia stirare le camice. Tuttavia il senso di questo blog è quello di richiamare l’attenzione su quella cultura maschilista che negli ultimi anni, e senza che quasi ci se ne accorgesse, ci ha portato, per esempio, a rimettere in discussione una legge come la 194.
Perdonami se parlo ancora di questa legge ma la campagna anti abortista rappresenta molto bene quella mentalità che nel richiamare tutti ad una maggiore coscienza collettiva, chiede ancora una volta solo alle donne di sacrificarsi per il bene comune. In questi mesi di battaglia contro l’aborto non è stata sprecata una sola parola per colpevolizzare, per richiamare al senso del dovere e di responsabilità gli uomini che mettono incinta le donne. Difficile in questo contesto pensare di poter improntare un dialogo da pari tra uomini e donne.
Perchè ho la sensazione, leggendo il tuo ultimo commento, che tu faccia un po’ di confusione. Per esempio è vero che nessuno ha detto che l’uomo deve lavorare full time e la donna part time ma invece per legge sono vietate le discriminazioni eppure nel nostro paese gli uomini guadagnano in proporzione più delle donne. Allora vedi, qui siamo proprio su un altro piano, non si parla di difficoltà di relazione ma di diritti e di doveri che nel nostro paese non sono uguali tra uomini e donne. Tanto pensiamo a questo, poi su chi ripara il lavandino ci si metterà d’accordo e se non riesce a nessuno si chiamerà l’idraulico. Non questo il problema.

(#) Quello che disse Gianni

Sabato 5 Aprile 2008 alle 10:01

17

per renato: a me pare che il risentimento c’è l’abbia tu….e forse anche un po’ di misoginia.
per viscontessa: ebbene si cara. io facevo alcuni esempi di come la cultura dei ruoli influisce sulle nostre vite. sia nella dimensione privata che in quella pubblica. quindi lungi da me non appoggiare in tutte le forme la lotta contro il passato che rigurgita cattolici da opus dei e atei devoti. se urge la battaglia per la difesa della 194, legge che tutela la libertà di decidere da soli della persona ( lo so che è la donna che abortisce o no. ma non è questo solo il punto. il punto fondamentale è ke la persona DEVE decidere del proprio corpo.al di là del genere sessuale).
poi volevo dire che non c’è solo la 194…appunto…ci sarebbero tante cose e tanti esempi…che sono appunto figli del clima culturale attuale e storico.
se pensiamo che siamo l’unico paese, tra quelli industrializzati, a non vedere tutelati i diritti delle coppie….se non benedette sa santa(???) romana chiesa….

(#) Quello che disse renato

Sabato 5 Aprile 2008 alle 13:35

18

gianni per negare l’evidenza sei un lecchino da paura, tanto stai tranquillo che non te la danno.

(#) Quello che disse Valentina

Sabato 5 Aprile 2008 alle 14:17

19

finalmente ho capito qual’è il problema i renato , non gliela danno .

(#) Quello che disse Gianni

Sabato 5 Aprile 2008 alle 18:10

20

per renato: dato che tu hai sempre ragione….
” ci sedemmo dalla parte del torto perchè gli altri posti erano già occupati”. b.brecht

(#) Quello che disse ioseph

Sabato 5 Aprile 2008 alle 22:10

21

Un poco di pazienza.
La domanda è : questi maschi sono solo stupidi?
Negli ultimi anni noi uomini abbiamo dovuto ridefinire in maniera radicale il rapporto con la donna e contemporaneamente abbiamo dovuto dare significati del tutto nuovi alla nostra virilità.
Non abbiamo ancora assimilato per bene tutti i cambiamenti che ci sono stati imposti dalle donne perchè abbiamo dovuto farlo in un tempo molto breve, spesso accettando cose che le generazioni precedenti avrebbero giudicato inaudite.
Questo è un fatto.
E’ più che normale che molti di noi si sentano disorientati, frastornati ed instupiditi da tanti cambiamenti improvvisi.
Non penso che alcuni atteggiamenti degli uomini siano dovuti a malvagità.

Noi abbiamo capito perfettamente le esigenze delle donne moderne di parità di diritti e di doveri :

1 - dobbiamo affermare la parità con leggi che sanzionino le discriminazioni sessuali.
2 - dobbiamo accettare le donne in ogni ambito lavorativo.
3 - le ragazze in futuro dovranno assumere oneri lavorativi sempre più intensi ed in ambiti sempre più “maschili”.

(#) Quello che disse renato

Lunedì 7 Aprile 2008 alle 11:04

22

Noi abbiamo capito perfettamente le esigenze delle donne moderne di parità di diritti e di doveri :

1 - dobbiamo affermare la parità con leggi che sanzionino le discriminazioni sessuali.
2 - dobbiamo accettare le donne in ogni ambito lavorativo.
3 - le ragazze in futuro dovranno assumere oneri lavorativi sempre più intensi ed in ambiti sempre più “maschili”.

Eccone un altro.

La parità nel gergo femminista vuol dire privilegi.E’ ingiusto che la donna abbia privilegi solo perchè è donna.OgnunO deve essere libero di assumere chi vuole, niente imposizioni femministe.

(#) Quello che disse ioseph

Lunedì 7 Aprile 2008 alle 20:36

23

l’uomo moderno non ha più la forza di concedere ad una sua coetanea dei privilegi.

E in ogni caso, anche se avesse quella forza, non avrebbe alcuna motivazione per concedere quei privilegi.

Scacco Matto

(#) Quello che disse renato

Martedì 8 Aprile 2008 alle 13:13

24

“l’uomo moderno non ha più la forza di concedere ad una sua coetanea dei privilegi.”

questa proprio non l’ho capita.

E in ogni caso, anche se avesse quella forza, non avrebbe alcuna motivazione per concedere quei privilegi.

Scacco Matto”

contraddici quello che hai scritto nel messaggio precedente ossia:

“dobbiamo affermare la parità con leggi che sanzionino le discriminazioni sessuali”

a me pare che questa affermazione è sessista (in senso antimaschile).La parità dei sessi sono privilegi concessi alle donne.E già questa è un ingiustizia.I privilegi devono essere imposti con leggi.Un altra ingiustizia.

(#) Quello che disse ioseph

Martedì 8 Aprile 2008 alle 22:51

25

le donne devono lavorare : noi non possiamo più mantenerle.
Punto.

Il femminismo non è privilegio.
Il femminismo è parità di diritti e di doveri.
Posso riconoscere che quà e là esistano sacche di privilegi … l’Italia è il paese dei furbi (e delle furbe).
Ma … un operaia è lì per fare l’operaia, non per fare l’operaia “privilegiata”.
Ti posso assicurare che il concetto di “operaia privilegiata” tra le ultime generazioni non esiste più.
Non può esistere : noi maschi saremmo i primi a ribellarci, perchè per noi il lavoro non è un divertimento.
E’ un peso ed un dovere.
E una noia mortale : non vediamo l’ora che la giornata finisca.

Certo, questo non significa che le ragazze facciano esattamente tutto quello che facciamo noi.
Se ci sono degli attrezzi che richiedono una certa prestanza fisica, siamo noi ad adoperarli.
Ma questo non significa che le ragazze fanno meno fatica, lavorano di meno, o hanno a che fare con sostanze chimiche meno pericolose di quelle che adoperiamo noi.
E men che meno che abbiano da fare lavori meno schifosi dei nostri.

Per quanto riguarda gli incidenti sul lavoro, il numero di donne coinvolte è in continuo aumento.
E’ un pò come i soldati alla guerra : aumenta la presenza femminile e le donne devono combattere in prima linea.
Quindi è normale che il numero delle cadute e mutilate aumenti proporzionalmente.
La dinamica di questi fenomeni ci è ben nota : sono come la dipendenza dalla nicotina.
Al principio sono poche le donne che fumano, poi diventano la norma.

Renato : io ho capito la tua ansia di arrivare presto e bene alla parità tra i sessi.
Però devi capire che la mentalità delle persone non cambia da un giorno all’altro.
Devi dare alla gente il tempo di adeguare la loro mentalità alle esigenze dei tempi in cui vivono

(#) Quello che disse renato

Giovedì 10 Aprile 2008 alle 16:22

26

“Il femminismo non è privilegio.
Il femminismo è parità di diritti e di doveri

Per quanto riguarda gli incidenti sul lavoro, il numero di donne coinvolte è in continuo aumento.
E’ un pò come i soldati alla guerra : aumenta la presenza femminile e le donne devono combattere in prima linea.
Quindi è normale che il numero delle cadute e mutilate aumenti proporzionalmente.”

joseph mi pare che tu vivi in un altro mondo oppure di questo mondo non hai capito nulla o fai finta di non capire.Innanzitutto il femminismo è l’esatto contrario di quello che scrivi perchè non è assolutamente parità di diritti e doveri ma solo doveri per gli uomini ediritti per le donne.Come puoi leggere dall’articolo del blog le donne-liberate proprio non ne vogliono sapere di avere ache fare con i doveri verso il sesso maschile.Ciò nonostante il femminismo predica che tutto ciò che vale per la donna non vale per l’uomo.In poche parole quando uno ha solo diritti el’altro ha solo doveri quest’ultimo è in uno stato di servitù.

Riguardo agli incidenti sul lavoro. non capisco se lo fai apposta o ci credi veramente in quello che dici.I morti su lavoro nonchè infortuni sono sempre o quasi sempre di uomini.I lavoro più rischiosi sono maschili a tutti i livelli.Gli uffici statali e il settore terziario è pieno di “lavoratrici”.Certo ci sono anche le operaie che faticano non poco, ma oggi le donne liberate non vogliono fare quei lavoro vogliono, anzi pretendono, il posto di scrivania e poi si mettono a parlar male di chi gli ha dato il lavoro cioè gli uomini.Cioè disprezzano gli uomini e poi pretendono il lavoro da essi.Non ti sembra una cosa strana?Come se un figlio insultasse tutto il giorno i genitori, gli dicesse che non vuole più vivere con loro e poi alla sera chiede il denaro.
Inoltre ripeto che in 40 anni di femminismo sono riuscite a creare ben poco lavoro, se fossero state un pò più coerenti con la loro voglia di indipendenza le cose sarebbero diverse.In realtà si sono dimostrate incapaci di creare lavoro nonostante master lauree,sono bravissime a rivendicare diritti e privilegi.Mi pare le cose così non vanno bene.

(#) Quello che disse Valentina

Giovedì 10 Aprile 2008 alle 17:18

27

come ti spieghi il fatto che quando sono state proposte delle quote per avere una rappresentanza femminile meno irrisoria la stragrande maggioranza ( ovviamente maschile ) abbia immediatamente fatto fronte comune con un chiaro NO .
Si chiedeva un privilegio o non si voleva cedere un privilegio ?

(#) Quello che disse ioseph

Giovedì 10 Aprile 2008 alle 22:28

28

Renato : io ovviamente mi occupo del settore di mia competenza, non sono omniscente, non sò come vanno le cose nella pubblica amministrazione.
C’è stato un tempo in cui le operaie, anche di industrie importanti, non lavoravano di notte.
Era proibito per legge.
Oggi quella legge non c’è più.
Ci sono stati tempi in cui le ragazze non lavoravano su certe macchine o con certe sostanze.
Oggi lavorano su quelle macchine e con quelle sostanze.
Il trend è sempre stato verso l’equità.
E’ aumentata moltissimo la denatalità (oggi avere un figlio è un lusso che molte non si possono più permettere) e sono anche aumentati gli incidenti sul lavoro.
I dati parlano chiaro.
Come, sia detto per inciso, parla chiaro quello che vedono questi miei occhi.
E il trend in futuro non cambierà, perchè non ci sono più i margini di manovra per un cambiamento : “Insigni femministe ci hanno dato un importante insegnamento : è bene che le donne occupino ruoli e mansioni tradizionalmente maschili” - Napolitano, Presidenza della Repubblica 8/3/2007

Valentina : gli uomini non vi devono nulla.
Non devono caricarvi su una barella e portarvi in parlamento ad occupare il loro posto.
E’ ridicolo solo pensarlo, figuriamoci attuarlo.
Non siete delle impedite, non comportatevi da impedite.
Fate le persone serie.
Siete milioni, non quattro gatte spaventate chiuse in un angolo.
Ti posso assicurare che la “questione femminile” non è più in cima alla Hit Parade di noi uomini già da molti anni : abbiamo una quantità di problemi che dal nostro punto di vista ci interessano molto di più.
E, detto con tutta franchezza, al di là delle esternazioni della campagna elettorale … la donna moderna ci interessa sempre meno, per molti e fondati motivi che non hanno nulla e che fare col maschilismo, l’antipatia o il sesso.
Devi imparare a distinguere tra ciò che dicono i politici e i giornalisti e ciò che pensa la gente comune come me.
Sono due cose nettamente distinte.
Il femminismo vi ha dato tutti gli strumenti per competere a livello politico con gli uomini.
Avete un elevato grado di istruzione e una grande consapevolezza dei vostri diritti.
Questo non significa che automaticamente abbiate diritto a più seggi in parlamento.
Avete diritto a più seggi in parlamento se fate valere il vostro diritto nelle sedi opportune.
Le sedi opportune sono i partiti, appoggiando attivamente le candidate femminili tramite il voto e la campagna elettorale.
Pretendendo, non chiedendo, che siano ripristinate alcune cose (come ad esempio la possibilità di esprimere la preferenza) che possano servire a bypassare i candidati maschi in cima alle liste elettorali.
Oggi moltissimi giornalisti sono donne : perchè non appoggiano attivamente le candidature femminili?
Il meccanismo delle quote và benissimo ed è a mio parere molto positivo.
Però occorre un “innesco” per attuarlo.

Quell’innesco sei tu, non io.
E’ giusto che sia così.

(#) Quello che disse renato

Giovedì 10 Aprile 2008 alle 23:12

29

Joseph non è vero che le donne fanno sempre più il lavoro degli uomini.Non è assolutalmente vero.I lavori più rischiosi continuano ad essere quelli maschili.esempio: operai di opere edilizie ecivili, operai di fabriche matallurgiche e chimiche.Ma il rischio è anche ad alti livelli, come imprenditori , finanzieri.

“come ti spieghi il fatto che quando sono state proposte delle quote per avere una rappresentanza femminile meno irrisoria la stragrande maggioranza ( ovviamente maschile ) abbia immediatamente fatto fronte comune con un chiaro NO .
Si chiedeva un privilegio o non si voleva cedere un privilegio ?”

giustamente non vi hanno concesso un privilegio, perchè solo il fatto di essere donna non è un obbligo per diventare onorevole, magistrato, ricercatrice ecc.ecc.

(#) Quello che disse ioseph

Venerdì 11 Aprile 2008 alle 19:25

30

Renato : se tu avessi un figlio, come lo educheresti data la situazione?
A fare l’uomo?
A essere pronto da grande a sobbarcarsi oneri, sacrifici e rischi lavorativi al posto della figlia del tuo vicino di casa?
Solo perchè lei è femmina?

Non era mia intenzione affermare che attualmente le donne facciano prevalentemente lavori “maschili”.
Volevo solo dire che in futuro li faranno sempre di più.
Guarda cosa è accaduto negli USA con le soldate

(#) Quello che disse renato

Domenica 13 Aprile 2008 alle 23:26

31

joseph tu hai scritto:

1 - dobbiamo affermare la parità con leggi che sanzionino le discriminazioni sessuali.

E poi mi vieni aparlare che tu non sei per i privilegi?

facciamo un esempio della tua parità :la donna deve fare la oparaia edile.Però non deve salire sui ponteggi, non deve portare pesi ,non deve rovinarsi le mani.Ecco la tua parità lavorativa.

Non era mia intenzione affermare che attualmente le donne facciano prevalentemente lavori “maschili”.
Volevo solo dire che in futuro li faranno sempre di più.
Guarda cosa è accaduto negli USA con le soldate

Già infatti in futuro poi in futuro e poi ancora in futuro.

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