Sorelle d’Italia

I figli della legge 40

 

 

 

La storia di Fabio Callegari e Silvia Poloni inizia quasi 18 anni fa quando hanno sedici anni e sono poco più di due ragazzini alle prese con il primo amore in un paese in provincia di Treviso, Montebelluna. Un vero, grande amore se ancora oggi che di anni ne hanno 34 sono l’uno accanto all’altra a combattere insieme per avere un figlio mentre il mondo cattolico li condanna, li ostacola, li spinge a adottare un bimbo altrui e per certi versi anche ad abortire. La storia di Fabio e Silvia è una storia piena di contraddizioni, di contorsioni, tante quante sono le contraddizioni e le contorsioni di cui sono ricche le leggi italiane che regolano la vita e la morte.

 

Fabio e Silvia non possono avere figli. Non c’è un motivo preciso nè una cura: l’unica strada loro consentita per diventare genitori passa per la fecondazione assistita. Vanno in tre centri diversi, e alla fine riescono ad averlo un bimbo. Lo chiamano Pietro. Due mesi e mezzo dura l’illusione di avercela fatta. Pietro ha una rara malattia genetica, (l’atrofia spinale muscolare di tipo 1) e loro due scoprono di esserne portatori sani. ‘In ospedale ci hanno detto: possiamo ricoverarlo e usare tecniche invasive ma il suo destino è segnato. Altrimenti potete portarlo a casa e accompagnarlo voi’, racconta Fabio.

E allora scelgono di tornare a casa. ‘Tre mesi a vedere nostro figlio soffrire’, dicono. Poi non c’è altro da fare se non piangere. Ora Pietro non c’è più, Fabio e Silvia non hanno parole per descrivere il loro dolore, le poche che sono rimaste hanno deciso di trasformarle in una battaglia per avere un altro figlio o una figlia, ma sani. 

‘Ci hanno spiegato che possiamo andare all’estero, ci hanno consigliato il Belgio. Se invece vogliamo rimanere in Italia possiamo effettuare una fecondazione che sappiamo già dove ci potrebbe portare. Siamo portatori sani di questa grave malattia, ad ogni gravidanza abbiamo il 25% di probabilità di generare un feto malato. E però non possiamo effettuare la diagnosi preimpianto, l’esame che consente di capire ancora prima dell’impianto se vi siano malattie oppure no’.  Non possono effettuarlo perché quando fu approvata la legge 40 sulla fecondazione assistita il mondo cattolico fu perentorio: nessuna analisi prenatale altrimenti sarebbe eugenetica. 

‘E così se Silvia rimanesse incinta potremmo solo sottoporre il feto ad un esame che si chiama villocentesi, e si fa all’undicesima settimana di gravidanza. E se dall’esame il feto risultasse malato? ‘Potremmo andare avanti o ricorrere all’aborto terapeutico. Andare avanti significherebbe ripetere il dramma di Pietro: farlo nascere, farlo crescere e soffrire fino a cinque mesi e poi vederlo morire perché questa è la malattia di cui siamo portatori sani, ormai lo sappiamo, non c’è cura. Non resterebbe quindi che l’aborto terapeutico, ma non abbiamo già sofferto abbastanza? Perchè vietare in nome dell’eugenetica di intervenire su un embrione ancora non impiantato e permettere invece un aborto di un feto che già è in una fase avanzata di crescita?’

Il 3 marzo Fabio e Silvia hanno scritto un appello per chiedere di aggiornare la legge 40, attraverso le linee guida promesse da tempo dal governo e mai approvate. La prima destinataria è stata il ministro della Salute Livia Turco. Finora non ha ancora risposto. Dopo il ministro Turco hanno contattato l’associazione Coscioni, forum, enti e anche Sorelle d’Italia. Nei prossimi giorni invieranno l’appello anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. ‘Forse almeno lui che è al di sopra delle parti potrà intervenire’ spera Fabio. 

E dopo aver tempestato di email anche il Quirinale? ‘Andremo avanti, ormai non abbiamo nulla da perdere, almeno raccontiamo quello che succede a quelli come noi’. Ovvero a più di 30 mila coppie in Italia. 

Vignetta ‘La diagnosi e l’eugenetica’ Copyright Blog ‘Diritto di cronaca’

26 Marzo 2008
11:34, Mercoledì
flavia amabile
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9 commenti

(#) Quello che disse granellodisabbia

Sabato 29 Marzo 2008 alle 08:57

1

Quello che io non riesco a capire,ma evidentemente mentalmente devo essere rimasta all’età della fanciullezza,è questo terrore delle decisioni sulle questioni della vita che siano diverse dal pensiero ossessivo moralistico religioso.Racchiudiamo tutto dentro il termine “fede” così nessuno si sente offeso.

(#) Quello che disse balia

Lunedì 31 Marzo 2008 alle 21:27

2

o fanciulla,
non è per questioni di fede ma di umanità e umanesimo che il legislatore ha considerato meritevole di tutela il corpo umano fin dalla fase embrionale.
la giurisprudenza (Cost. 48/05) ritiene non solo questo punto sancito fin dall’art. 1 della 194/78 ma anche che una sua revisione sarebbe incostituzionale.
balia

(#) Quello che disse Maria Sung

Martedì 1 Aprile 2008 alle 10:28

3

Infatti l’umanità e l’umanesimo di vietare la diagnosi preimpianto portano a situazioni come quella che c’è raccontata qua sopra. C’è di che andare fieri, no?

(#) Quello che disse granellodisabbia

Martedì 1 Aprile 2008 alle 10:57

4

Non mi perdo in preamboli e vi invito ad andare a leggere la Legge 40/2004,in special modo il Capo III-Tutela del nascituro Art.8 Stato giuridico del nato.Il capo IV-Misure di tutela dell’embrione.Art.13 lettera b ma,soprattutto,l’Art.14 numeri 1 4 e 5.Cosa vuol dire che è vietata la riduzione degli embrioni di gravidanze mutiple SALVO QUANTO PREVISTO DALLA 194/78?Cosa vuol dire è vietata la soppressione degli embrioni FERMO RESTANDO QUANTO PREVISTO DALLA 194/78? Cosa vuol dire i soggetti di cui all’art.5(cioè chi ha diritto di accedere alla fecondazione medicalmente assistita)sono informati sul numero e,su loro richiesta,sullo stato di salute degli embrioni prodotti e da trasferire in utero?Che senso ha dare il diritto di sapere lo stato di salute dell’embrione pre-impianto se non per prendere delle decisioni?Ci vedo solo io il diritto di non impiantarlo/i? Io ci vedo delle regole precise avendo ben presente la 197/78. Voi no?

(#) Quello che disse balia

Venerdì 4 Aprile 2008 alle 20:00

5

”fermo restando quanto previsto dalla 194/78” vuol dire ”ferma restando la possibilità di ricorrere all’aborto in caso insorgano complicazioni non prevedibili al momento della fecondazione che determinano un serio danno per la salute fisica o psichica della madre, laddove per serio si intende un rischio oggettivo registrato da un medico non altrimenti eliminabile”.
queste sono le regole precise che discendono dalla 194/78.
dipende quali decisioni - la decisione ”l’embrione è malato quindi lo uccido” come fa a discendere dal diritto alla salute della madre, visto e considerato quanto prescritto dalla 194/78?

(#) Quello che disse stefania

Venerdì 11 Aprile 2008 alle 13:13

6

visitate quest’altro blog e lasciate un messaggio.
è importante che lo veda quanta più gente possibile
legge40toccala.blogspot.com

(#) Quello che disse marzia

Lunedì 14 Aprile 2008 alle 23:12

7

Io ho 31 anni e sono sposata da otto anni ed a causa di questa legge discriminante,non possiamo avere figli,la sterilità e l’infertilità sono delle malattie,e qui in Italia,chi ne soffre viene discriminato e punito per questo.Bisogna andare all’estero,ma chi non se lo può permettere?La libertà di scelta dov’è?

(#) Quello che disse marzia

Lunedì 14 Aprile 2008 alle 23:13

8

Io ho 31 anni e sono sposata da otto anni ed a causa di questa legge discriminante,non possiamo avere figli,la sterilità e l’infertilità sono delle malattie,e qui in Italia,chi ne soffre viene discriminato e punito per questo.Bisogna andare all’estero,ma chi non se lo può permettere?La libertà di scelta dov’è?

(#) Quello che disse flavia amabile

Lunedì 14 Aprile 2008 alle 23:23

9

Marzia ho visto che hai aperto una petizione,
non so dove sia la libertà di scelta e con la maggioranza che ha appena vinto su questo tema non so se nei prossimi anni sarà possibile modificare qualcosa

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