Sorelle d’Italia

Giochi dis-educativi

C’e’ un giochino dedicato alle adolescenti. Si chiama: Crea la tua Lolita. Una specie di second life per bambine che invece che stare semplicemente a giochicchiare devono anche rispettare dei target. Il gioco invita infatti a diminuire di peso e a rifarsi il seno.

Ci sono gruppi di genitori e associazioni che hanno denunciato il fatto che un gioco del genere può essere un chiaro invito all’anoressia. Qui si spiega bene anche il perchè.

La questione però non si ferma certamente a questi estremi perchè di giochi e giochetti apparentemente innocui la rete è piena. Lo standard è abbastanza sessista perchè la maggior parte di essi, soprattutto quelli di simulazione, attribuiscono alle donne ruoli precisi. Così abbiamo la baby sitter che deve essere sveltissima a fare tutte le faccende oppure abbiamo la cameriera che dovrà avere grande senso dell’imprenditoria a tal punto da far evolvere una attività dal nulla.

Le figurine di donne o di bimbe vengono sempre mostrate con misure che già vengono imposte nel mondo reale. Persino le guerriere hanno tette da far spavento, vitino da vespa e bocca carnosa da urlo.

In fatto di ruoli imposti pensate anche ai vari Sims che propongono avventure prefabbricate ed eteronormate in cui lo scopo primordiale è quello di fare figli e poi accudirli con scadenze precise. Per fortuna poi ci sono aree in cui il gioco è "libero" e lì è divertente far fare "fiki fiki" (senza fini procreativi) a persone di ogni sesso o riattribuire ruoli e funzioni a seconda del nostro modo di vedere la vita.

Ogni gioco educa ed è per questo che esiste la categoria dei political games (di cui ad esempio fa parte Molleindustria) che propongono un’altra realtà virtuale possibile e sostengono cose diverse. Peccato che di esperienze così ce ne siano molto poche perchè con i giochi si guadagna e se si forma il cittadino o la cittadina plagiata e indottrinata del domani per alcuni è anche meglio…

E voi? C’e’ un gioco che secondo voi finisce per educare in modo negativo?

26 Marzo 2008
20:21, Mercoledì
FikaSicula
Filed under : Gender, Segnalazioni, Società
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10 commenti

(#) Quello che disse MademoiselleAnne

Giovedì 27 Marzo 2008 alle 12:03

1

La politica la accetti come risposta?
Non dovrebbe essere un gioco ma siccome lo è, anzi è un teatrino, direi che educa al peggio.

(#) Quello che disse Rosa

Giovedì 27 Marzo 2008 alle 13:16

2

ciao ho postato anche io un articol origuardante questo gioco xke mi è sembrato un gioco veramente diseducativo, che fa ritornare stereotipi e che gica sulla salute delle bambine molto predisposte a cascar ein qst rete poichè iniziano a prendere consapevolezza della metamorfosi del loro corpo ( lo hanno studiato a tavolino)io ora mi trovo al punto di dire basta con questi modelli che propongono la donna come un oggetto, in tv, internet e dappertutto e che rivoto sopratutto a categorie di persone delicate. Che ci impegnassimo ad oscurare questa istigazione all’anoressia e non solo anche favoreggiare la pedofilia visto che i modelli proposti sono biancheria sexy allo scopo di abbassare l’età delle ragazze desiderabili da un uomo?

(#) Quello che disse Blimunda

Giovedì 27 Marzo 2008 alle 14:48

3

Ieri, causa poppata (ebbene sì, mi giustifico) guardavo Amici. Maria De Filippi ha fatto la telepromozione di un videogame in cui le protagoniste sono due ragazzine vestite da veline che si sfidano a colpi di danza. Danza che non è disciplina, studio, passione, ma qualche colpo d’anca scosciato, esattamente come in trasmissione. La De Filippi è madre adottiva di un ragazzino. Mettersi una mano sulla coscienza e rifiutare (almeno) la telepromozione pareva brutto?

(#) Quello che disse FikaSicula

Giovedì 27 Marzo 2008 alle 21:19

4

Mademoiselle Anne io accetto ogni risposta :-)
però la politica non è un giochino online anche se fa probabilmente più danni.

Rosa ho visto quello che hai pubblicato tu.
molte cose mi trovano d’accordo a parte il fatto che io non immagino sia giusta la chiusura. penso che come per ogni altra cosa, immagine che sia visibile ovunque ci sia bisogno di costruire delle alternative in termini culturali. la cultura dell’immagine purtroppo è diffusa ovunque e non è certo un gioco a far diventare più pericolosa una modalità che già imperversa ovunque.

Blimunda non devi giustificarti per niente …
io ho cresciuto mia figlia rincoglionendomi appresso a cartoni animati di generazione giapponese di cui capivo poco (oltretutto arrivavano in italia censurati e quindi non ne capivo neppure il valore dirompente anti immagini buonine buonine alla walt disney).
la mia canzone sotto la doccia era oh oh oh occhi di gatto… e ti ho detto tutto!
la de filippi fa un programma che già promuove un modello tremendo. le future veline del domani passate in rassegna del tubo catodico. dubito che lei si ponga il problema di quanto può essere dannoso il giochino di cui parli tu…
anzi può essere che nel sito ci trovi il banner riferito ad “amici”…

(#) Quello che disse valentina

Giovedì 27 Marzo 2008 alle 21:21

5

posso fare una piccola parentesi “sorelle internazionali”?
stamattina ho saputo che ha partorito una conoscente, a cui avevo anche portato dei regalini da neonato in occasione di un baby shower casereccio 3 settimane fa. il bambino é morto durante il parto. stava in una cattiva posizione. una cazzata (di regola) in qualsiasi ospedale del primo mondo o anche solo nelle cliniche private di questa cittá. solo che noi stiamo nel cuore del sudamerica, e lei che é una giovane cameriera di famiglia molto modesta é andata a partorire all’ospedale pubblico del quartiere sfigato in cui vive. e il bambino é morto perché stava in una cazzo di posizione sbagliata. e vabbé. qui di figli ne fanno 6 a testa, ogni tanto qualcuno ne muore. mi fa rabbia che se solo K avesse potuto partorire in una clinica privata di questa stessa cittá il bambino al 90% ora starebbe a poppare. ma ci vogliono i soldi per le cliniche private. e lei fa la cameriera. single. giá che il padre appena ricevuta la lieta novella é corso a trovare un buon lavoro nella capitale, salvo poi far perdere le sue tracce abilmente… ecco stamattina sono rimasta come una stronza quando me l’hanno detto, anche per le due considerazioni che ne sono seguite da parte della persona che mi ha informato: 1) del resto, ha partorito a “la puesta publica” seguito da 2) forse era destino, anche il ragazzo l’aveva abbandonata… ecco, a parte la considerazione banale che no money=no health e i diritti vanno bene per il primo mondo, ho pensato a quante cose racchiudesse quel “forse era destino=é meglio cosí”, in un contesto dal maschilismo cosí becero e feroce che alle volte penso alle diqsuisizioni della mia vita bolognese sul politically correct e mi scompiscio di risate. un posto dove la prima cosa che mi disse la mia neo padrona di casa fu:”qui una donna per essere single a 30 anni o é molto cattiva o una puttana”. immaginerete la mia faccia. cmq mi sono pure un po’ persa, é che se penso alla situazione delle donne qui, certi giorni mi viene lo sconforto, e poi una lavoro, ci prova, aiuta, ci mette del suo per migliorare un poco le cose, ma serve a pochissimo. e penso a K che non doveva aver sofferto abbastanza per quel bimbo portato da sola, per quel vigliacco che si era eclissato, per le cattiverie della gente e si é pure vista toccare la beffa finale: la morte del suo bambino in quanto povera e senza mezzi. mia madre direbbe:piove sul bagnato. é che qui ragazze é tutto bagnato, eppure piove sempre. e donna e povertá é il binomio di sempre. poi una dice:si, ma hanno una gran dignitá!! e vaffanculo, avremo/avranno pure dignitá, ma certe volte é cosí dura, cosí ingiusta, cosí stancante… scusate lo sfogo off topic, ma certi giorni, con certe notizie, “mi scende proprio la catena”… che poi io sono felice di essere donna, non farei a cambio, ma com’é dura certi giorni qui…

(#) Quello che disse FikaSicula

Giovedì 27 Marzo 2008 alle 21:30

6

valentina cara il tuo off topic arriva come una doccia ghiacciata che ti risveglia dal torpore (lievissimo che ti giuro che ho le antenne issate su queste storie che non ti sto a dire). hai fatto benissimo a scriverne e personalmente mi piacerebbe che commenti così diventassero post di cui discutere, anzi lo ripubblico io perchè mi pare essenziale che tutte sappiano quello che hai scritto.
grazie per questo sfogo condiviso e mi dispiace veramente moltissimo per la tua amica e per il suo bambino.
mi dispiace per quello che hanno detto e per il contesto che ha dovuto soffrire.
io sono con lei.
sono con te.
un abbraccio

(#) Quello che disse valentina

Giovedì 27 Marzo 2008 alle 21:57

7

grazie mille, sai cos’é, alle volte ho paura di fare la parte di quella che stando in un contesto cosí distante dall’italia, volesse fare la paladina dei “problemi veri o piú importanti”. Invece io credo che che quello che succede qui e ferrara stiano sulla stessa barca, fa parte tutto della stessa dinamica di me**a in cui le vittime, sono sempre le donne. povertá, ignoranza, sopraffazione e dignitosa rassegnazione, vinciamo sempre il premio. sto qui da 1 anno e mezzo, e l’italia alle volte mi sembra la finlandia per le violenze fisiche, morali e legislative che qui si subiscono. dal vostro blog al lavoro in strada, tutto serve per cercare di scardinare questo sistema. vi leggo perché mi sembrate dei bei modelli di donne incazzate e impegnate. ma che gran fatica amiche mie…io certe volte non riesco neanche a difendere me stessa qui, e vorrei fare di piú per queste donne, fargli capire che non é vero che “un marito che non ti picchia non ti ama”, che qui é il refrain dominante. Lotti, lotti, lotti fai la paladina del progetto di riforma educativo regionale…e poi i bambini nelle scuole rurali sono talmente denutriti che si addormentano stelline? e ti chiedi, seriamente, ma a parte lo stipendio che piglio, ma a che ca**o servo qui? ma non voglio aprire un dibattito sulla cooperazione internazionale, altro spinoso argomento nonché un mondo di maschilisti di merda (e parlo di quelli che ci lavorano, dei colleghi…). come diceva quello,

(#) Quello che disse valentina

Giovedì 27 Marzo 2008 alle 21:59

8

RESISTERE RESISTERE RESISTERE
(é partito senza il finale…) grazie al vostro blog, siete proprio belle ragazze ;-)

(#) Quello che disse FikaSicula

Giovedì 27 Marzo 2008 alle 22:05

9

assolutamente si valentina, resistiamo e sono perfettamente d’accordo con te. le cose sono legate, la cultura è un tutt’uno tant’e’ che il papa ci tiene molto che da quelle parti non si parli di depenalizzazione dell’aborto, per esempio…
in ogni caso… il tuo commento è pubblicato. se ti va continuiamo a discutere lì così coinvolgiamo anche le altre.
bacioni

(#) Quello che disse Caterina

Venerdì 28 Marzo 2008 alle 16:03

10

Qualche anno fa ero a una riunione delle “donne del dipartimento di fisica” di Innsbruck (dove a quel tempo lavoravo). L’unica docente donna dell’Istituto parlava di quacosa di correato, cioe’ di come nella nostra societa’ le associazioni donna/casalinga/mamma-e-basta siano presenti fin dalla piu’ tenera eta’. Spiegava come aveva trovato difficile convincere le sue due figlie a giocare col “piccolo chimico” perche’ a detta loro era un “gioco da maschi”. Si pensi, per esempio, alle illustrazioni sulle scatole dei giochi.

Dovete sapere che nell’ambiente che frequento le donne sono sempre una minoranza (faccio ricerca in fisica teorica). E da quando mi sono iscritta all’universita’, le poche di noi che frequentavano i corsi dovevano sopportare tutta una serie di battute “quella e’ troppo figa per fare fisica”, “hai preso 30 solo perche’ gliel’hai data al professore”…che chiaramente non avevano alcun corrispettivo maschile. Eh si’, perche’ in Italia, se una donna si laurea in fisica o ingegneria con la lode, e’ un cesso e/o ha trovato qualche “accordo” con un docente. Non ne parliamo poi di quello che viene detto delle (rarissime) donne professore.

Ora sono in Canada. Da quando sono arrivata mi sono accorta che c’era qualcosa di diverso, ma non riuscivo a metterci il dito sopra. Mi ci sono voluti mesi, e una conversazione con una ragazza che e’ stata anche lei a Innsbruck e che ora e’ negli USA. Anche qui le donne sono pochissime, MA la societa’ e’ diversa. Qui, quando il mio ragazzo fa una battuta riferendosi -che so- al fatto che a casa devo fare tutto io (cosa che tra l’altro non e’ vera), la gente NON LO CAPISCE. Qui un professore ha ammesso candidamente davanti a me che sua moglie non sa fare le pulizie. Qui nessuno guarda strano un ragazzo che ha mollato il lavoro per seguire la morosa. Quando ho accennato io alla possibilita’ che il mio ragazzo mollasse il lavoro per seguire me mi hanno guardata come fossi pazza…

Chissa’ che oltre a importare tante cavolate, dal Nordamerica non riusciamo anche a far nostra un po’ di questa cultura!

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