Sorelle d'Italia

Tre mesi da criminali

 

Tre mesi fa, sì era proprio tre mesi fa quando Giuliano Ferrara lanciò la sua moratoria contro l’aborto. Mancava qualche giorno al Natale, ora siamo a Pasqua: in mezzo ci sono questi tre mesi vissuti molto pericolosamente da un bel po’ di donne. Non tutte, lo so. Alcune me lo ripetono ogni giorno. Fantastico – mi dicono - ci voleva proprio un Giuliano Ferrara a parlare di aborto.

In realtà all’inizio qualcuna l’aveva considerato un fenomeno ai limiti del folklore con quella sua richiesta da portare all’Onu che faceva discutere ma, insomma, si sarebbe chetato nel giro di poco. Le donne più impegnate, più sensibili ad alcune provocazioni, invece avevano lanciato subito l’allarme. Ma non so se avevano davvero capito dove si stava andando a finire. Non penso perché tutto è precipitato all’improvviso nel giro di qualche giorno quando il governo Prodi è caduto e i partiti hanno dovuto inventare una campagna elettorale su due piedi.

 

Giuliano Ferrara la sua campagna l’aveva lì pronta, non ha dovuto far altro che andare avanti osannato da nugoli di cattolici idolatranti, salvo vedere il vuoto intorno a sé subito dopo aver annunciato di volersi presentare e quindi di voler mettere i bastoni tra i piedi agli emissari del Vaticano già sparsi con opportuna provvidenza fra le liste di tutti gli schieramenti.

Ma l’appoggio o meno dei cattolici a quel punto è un dettaglio, la giostra elettorale si mette in moto e qualcuno decide che l’aborto e le donne possono rappresentare un ottimo argomento. Il primo affondo arriva agli inizi di febbraio, sotto forma di un documento di quattro ginecologi romani che pretendono di rianimare i feti: anche quelli abortiti per malformazioni, anche senza il sì della madre. Per una parte delle donne è un passo indietro di decenni, uno schiaffo dritto in viso, un vedersi mettere al loro posto dopo trent’anni da libertine, dissolute, sterminatrici di feti in nome di non si sa quali carriere visto che la precarietà in Italia è prerogativa tutta femminile. E allora in nome di un egoismo privo di altre connotazioni: tanto agli uomini basta così.

Subito dopo lo schiaffo dei feti inizia la serie dal titolo ‘I giudici e la 194’, una sfilza di programmi dall’audience sicura, in cui alle donne viene sempre offerto il ruolo delle protagoniste cattive. A Napoli c’è la criminale che osa interrompere una gravidanza perché al feto era diagnosticata la sindrome di Klinefelter. Tuoni, lampi, fulmini, saette: eugenetica, scelte di stampo hitleriano, l’inseguimento della razza perfetta, per non parlare della minaccia di Giuliano Ferrara di sbattere una foto dei suoi testicoli in prima pagina. Nulla viene risparmiato: tranne l’esibizione di cotanta intimità, per fortuna. Bene, perché ricordo questo? Perché è trascorso un po’ di tempo ed è più facile scorgere al di là dei polveroni e delle inevitabili dopature dei casi, che cosa resta di quella vicenda: nemmeno un decimo di reato né dalla parte della donna né dei medici. Soltanto una deflagrante violazione della privacy, con le telecamere e i microfoni puntati verso la signora costretta a spiegare, a chiarire.

Nella puntata successiva ci siamo trasferiti in un’altra città di mare, Genova. Questa volta le donne cattive sono addirittura otto, tutte ben calate nei peggiori stereotipi: c’è la donna manager in carriera, la donna già un po’ famosa e comunque aspirante attrice, la mangiatrice di uomini, la mamma stanca di far figli. Tutte clandestine, tutte in fuga da ospedali troppo simili a quello di Napoli dove basta un portantino a trascinare il tuo volto sotto i riflettori e la tua vita in un cono di luce dove mai la vorresti trovare. Povere loro, nel cono di luce ci sono finite lo stesso, e senza nemmeno avere intorno la solidarietà femminile riservata alla napoletana qualche settimana prima.

Perché non sono tempi in cui si può difendere la donna che tradisce il marito e poi è così stupida da finire anche incinta. E allora via con le distinzioni, con i titoli della serie:‘Ricche, adultere e in carriera’. E’ una condanna senza appello: donne così chi le sosterrà mai? Eppure chi è che sa come è fatto il marito che stavano tradendo quelle donne, se le picchiava o le tradiva a sua volta, ad esempio. E chi è che sa quanti sacrifici era costata quella che viene definita ‘una carriera’ con un retrogusto di condanna che assume solo quando si parla di una donna. Ma non sono tempi in cui ci si schiera dalla parte di chi ha qualche soldo per saltare la burocrazia degli ospedali e può risolvere tutto lontano da occhi indiscreti, nella tranquillità di una clinica di suore. Nessuno/a parla e tutto finisce nell’usuale frullatore di accuse di omicidio perfetto, assassinio, crudeltà varie.

E poi c’è la donna che voleva partecipare a una trasmissione televisiva. Di lei si è saputo tutto: il nome, il cognome, che cosa aveva fatto e perché. Giuliano Ferrara ne ha ricavato un titolo a caratteri cubitali per la prima pagina del suo giornale. E se ne è innamorato tanto da riempire Genova di manifesti con quella frase:‘Un bambino abortito per un reality’. E nessuno/a che si sia alzato a dire: e allora? Non è un lavoro come un altro un reality? Se avesse detto: abortito per una tragedia di Shakespeare sarebbe cambiato qualcosa? O se avesse detto: abortito per non perdere il posto nel call-center avrebbe fatto una differenza? Non ho mai visto un reality in vita mia, la televisione mi fa orrore e la vedo solo dietro precisa costrizione dei miei superiori. Ma la considero un lavoro come un altro. E so quali sono le regole in quel mondo, come lo sapete anche voi. Regole imposte da un mondo di uomini per regolare l’afflusso delle donne davanti alle telecamere televisive. E così la donna di turno deve subire le regole e anche tutte le conseguenze se poi ci scappa l’incidente. E nessuno/a ha ritenuto giusto farlo notare.

L’ultima puntata finora andata in onda di questo che è davvero un grande reality è stata girata in periferia. Stavolta una storia di quelle ‘buoniste’ tanto care ad alcune frange di donne: la ragazza minorenne che vuole tenere il bambino a tutti i costi, anche contro la madre e il padre che si oppongono a un amore che non approvano. Lui è un giovane albanese, fa l’operaio, la vuole sposare ma loro speravano in qualcosa di meglio. Alla fine ci sarà il perdono familiare e fra un anno qualche rotocalco pubblicherà la foto del piccolo appena nato e della riconciliazione avvenuta. Fine. The End.

La campagna elettorale deve ancora terminare, non mancheranno altre sorprese. Non andate via, stay tuned direbbero gli inglesi e i bloggers fighetti come io non lo sarò mai. Non andrò via, ma avendo ben presente che cosa sta accadendo, in quale Colosseo hanno trascinato le donne condannandole a girare per tre mesi in cerchio e farsi azzannare dal leone di turno. A volte anche da qualche leonessa.

Io non ci sto. Non ho nulla in comune né con la donna di Napoli né con quelle di Genova. I loro mondi non sono il mio mondo, la loro vita non è la mia vita, i loro valori non sono i miei. Ma so che di donne ne esistono tante, e non mi serve a nulla né etichettarle né condannarle. Vorrei solo che a ognuna di loro fosse data la possibilità di scegliere per sé stesse la vita che desiderano. Perché è così che avviene per un uomo, no?Senza condanne, senza riflettori puntati addosso, senza sentenze facili, condanne inappellabili. Perché nessuno può giudicare gli altri, nessuno può ergersi a giudice delle vite altrui. E perché, in fondo, non dovrebbero pensarla così anche i cattolici? Non dovrebbe essere data la libertà di scegliere alle donne e poi lasciare che a vedersela siano loro e il loro Dio?

 

ps: non so perché ma scrivendo questo post mi è tornata alla mente una vecchia canzone di Fabrizio De Andrè. Si chiamava ‘Nella mia ora di libertà’ e faceva così:

E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual’è il crimine giusto
per non passare da criminali.

C’hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame…

 
31 commenti

(#) Quello che disse granellodisabbia

domenica 23 marzo 2008 alle 01:50

1

Suppergiù.E porta pazienza (perchè sono assonnata) se non è precisa.”Posso non essere d’accordo con le tue idee ma mi batterò affinchè tu abbia il diritto di esprimerle”.Già.Diritto…

(#) Quello che disse Nick

domenica 23 marzo 2008 alle 09:46

2

Non so quanti anni tu abbia, ma i toni e gli argomenti che usi sono caricaturali di quelli delle femministe originali. Hai così tanta paura di non essere all’altezza dello scontro culturale che conduce Ferrara che tenti di mostrificarlo, personalizzando in ogni post? Cerca di persuadere i tuoi lettori con argomenti seducenti, non denigrando con acrimonia chi ha delle idee radicalmente opposte alle tue e sulle quali scrive parole e articoli di giornali in libertà. Cerca di essere all’altezza della discussione e se pensi di non esserlo, risparmia almeno l’inutile acrimonia: combatti lealmente. E risparmiaci anche l’appropriazione indebita di Fabrizio De Andrè, che ha cantato Cristo come pochi altri.

(#) Quello che disse Maria Sung

domenica 23 marzo 2008 alle 10:05

3

Guarda Nick, per essere all’altezza dello scontro culturale con Ferrara è sufficiente una pernacchia.

(#) Quello che disse flavia amabile

domenica 23 marzo 2008 alle 10:18

4

Caro Nick, l’unico ad essere caricaturale sei tu.

Mi dai della femminista d’antan e io negli anni Settanta quando le donne erano in piazza a gridare ‘l’utero è mio’ ero alle elementari.

mi parli di acrimonia che sinceramente non mi sembra di aver usato in questo post. un po d’ironia di tanto in tanto questo sì, ma almeno questo non dovrebbe essere un crimine

personalizzo lo scontro? mi difendo da qualcuno che attacca me, la mia vita, la mia libertà di vivere secondo valori sanciti per legge

convincere? argomenti seducenti? quando dall’altra parte si espongono feti e si scava nella vita privata delle persone?
quanto alla mia slealtà dove è che la vedi? cosa c’è di sleale in quello che ho scritto?

forse ti da fastidio la frase finale, quella in cui ricordo che il giudizio non deve essere del mondo terreno, allora posso capire l’acidità di questo tuo commento e anche il riferimento a fabrizio de andrè che consideri di tua esclusiva proprietà.

complimenti per la tolleranza, l’ampiezza di vedute, la capacità di analisi e di discussione con argomenti forti

(#) Quello che disse Nick

domenica 23 marzo 2008 alle 11:08

5

Scusa prima della tua difesa avrai letto il commento precedente, è piuttosto significativo. Ferrara è un pensatore, un filosofo (e qui prevedo l’ironia gretta che caratterizza il blog) un politicante. Quindi espone le sue idee e le argomenta come è dato fare agli esponenti delle suddette categorie. Tu (l’avevo intuito che non eri una femminista d’antan…) e le tue “sorelle” cosa fate: mostrificate Ferrara, gridate al lupo! al lupo!, invece di creare un consenso attorno alle vostre idee, indipendente dalla denigrazione feroce dell’altro (Ferrara nei suoi scritti non se la prende con Flavia Amabile o chi per lei, se la prende meno personalmente con l’Occidente). Difendete l’Occidente se volete, a priori da ciò che dice Ferrara, e un po’ di tolleranza la rivendico io, che non mi approprio affatto di Fabrizio De Andrè, ma penso che in una democrazia nell’anno 2008 sia un fattore assai positivo che ci siano i Giuliano Ferrara e le amabili flavie.

(#) Quello che disse Nick

domenica 23 marzo 2008 alle 11:15

6

…le leggi vanno e vengono poi, le correnti culturali rimangono e si evolvono, non aggrapparti alla legge quindi, difendi il tuo pensiero e in modo che la legge sia influenzata dal tuo pensiero maggioritario.

(#) Quello che disse Maria Sung

domenica 23 marzo 2008 alle 11:39

7

Nick se permetti pensatore, filosofo, politico, non sono titoli di merito (Calderoli è un politico, ad esempio). Espone le sue idee e le argomenta, e quindi? E’ contro l’aborto ma anche contro la contraccezione, per me è l’equivalente dello scemo del villaggio, dal punto di vista pratico-politico.
Vogliamo parlare di come le argomenta, queste idee? Una donna si è trovata la polizia appena uscita della sala operatoria anche se stava rispettando la legge? Chissenefrega, io porto avanti la mia battaglia “culturale”. Un uomo si è suicidato? Chissenefrega, io porto avanti la mia battaglia “culturale”.
E su questo blog una persona ha scritto che chi è disposto a disfarsi di un embrione deve avere meno diritti dello stesso. La stessa è convinta che la soppressione di un embrione sia un omicidio. Siamo a un passo così dai deliri all’americana dove ogni tanto (raramente, per fortuna) un ginecologo viene ucciso.
Ma no, Ferrara va rispettato, gli embrioni vanno rispettati, tutti vanno rispettati: tutti tranne le donne, a meno che non la pensino come lui.
Ma per piacere.
Nick, invece di fare lo sbruffone a colpi di difendi il tuo pensiero, fai uno sforzo e leggiti i post e i commenti arretrati, che di argomenti contro Ferrara ne trovi quanti ne vuoi, guarda caso anche da persone laureate in teologia.

(#) Quello che disse flavia amabile

domenica 23 marzo 2008 alle 12:23

8

caro nick, non ti offendere
ma mi dai l’impressione di annaspare più che commentare

mi dici che sembro una femminista d’epoca, poi dici che lo avevi capito che non lo ero

vuoi argomenti e lo fai con una persona che da tre mesi non fa altro che andare in giro per ospedali a raccontare quello che non va nella 194, nei centri della vita, fra le donne che praticano l’aborto clandestino.

o non leggi, oppure abbiamo idee diverse anche su quello che significa argomentare. in ogni caso per fortuna non scrivo solo di Giuliano Ferrara, molto più spesso scrivo di altro

in ogni caso, la differenza di fondo fra me e te è che io non chiedo altro che la libertà di scegliere per le donne (peraltro già sancita per legge) e di lasciare da parte i giudizi morali visto che non spettano a noi poveri e miseri umani.

tu invece vuoi imporre una tua scelta basata su convinzioni del tutto personali a milioni di donne

e quindi non sei certo tu che puoi parlare di tolleranza.

(#) Quello che disse granellodisabbia

domenica 23 marzo 2008 alle 12:51

9

Vedi Nick tu parli di pensiero e di filosofia(e che Ferrara sia un filosofo,perdona,credo che lo pensi solo tu…) e non pensi che comunque una Legge è il frutto esattamente di un pensiero e di una filosofia,solo che semplicemente è diversa dalla tua.O pensi che solo le tue idee siano quelle giuste?

(#) Quello che disse Anna Buba

domenica 23 marzo 2008 alle 13:11

10

“per essere all’altezza dello scontro culturale con Ferrara è sufficiente una pernacchia”

Quoto @Maria Sung perchè mi è piaciuta troooppo! Clap clap
Saluti

(#) Quello che disse Nick

domenica 23 marzo 2008 alle 13:35

11

Amabile Flavia, traggo giovamento dalle tue parole aspre.Non capisco, per ingenuità forse, dove inizi l’incomprensione e dove la mistificazione:1. Non ho mai pensato che tu fossi una femminista sessantenne infatti ho detto che ne sembravi la caricatura, NON che lo fossi, anche perchè dalla foto che c’è sul sito della Stampa appare evidente che tu non lo sia: per ribattere ti tocca fare questi giochini?2. “Lasciamo da parte la morale” …ah beh ma guarda sì dimentichiamocene dei giudizi morali, sono fuffa: Flavia che dici? Forse ti manca qualche lettura, sei un po’ sprovveduta? Forse tra Ferrara che legge Kant e Habermas in lingua originale e te che dici sbrigativamente di “lasciare da parte i giudizi morali visto che non spettano a noi poveri e miseri umani” c’è una differenza sostanziale di approccio?3.Non voglio imporre proprio niente a nessuno: la legge 194 nessuno la vuole abrogare, mistifichi oltre me anche Ferrara? Ah, Flavia Flavia come ti difendi a riccio al posto di contrattaccare su posizioni non così raccapriccianti…e li leggo i tuoi articoli, e di solito Ferrara lo usi ormai come intercalare e volevi addirittura denunciarlo. Ripeto: fatti forza sui tuoi argomenti, il fatto di attaccare così l’avversario è indirettamente proporzionale alla forza di essi, che se validi prescindono dall’insulto e dallo sbeffeggiamento.@Maria Sung: perchè se uno si è suicidato (per motivi che sapeva solo lui) la “battaglia culturale” non si deve portare avanti, così, si smette? Cioè cosa gridi “arrivano quelli che bruciano le streghe”, siamo in una democrazia, argomenta e abituati ad essere in minoranza se usi argomenti così leggeri. Saranno fatti di Ferrara come argomenta le sue tesi, si tratta di ottenere consensi nella pluralità delle opinioni, mica si può pensare di avere tutti la stessa visione, e mica si può pensare di essere dalla parte della ragione in assoluto, perchè è un pensiero folle. Sono opinioni discordanti e nemiche anche, ma cosa c’è da scandalizzarsi, la volete smettete di gridare al lupo e volete iniziare a ragionare e dibattere senza preannuciare catastrofi ma nel modo che si confà al tema, o no?X GLI ALTRI DUE: a me sembra che più che discussione qui ci siano le tifoserie…

(#) Quello che disse flavia amabile

domenica 23 marzo 2008 alle 14:00

12

caro nick ma potevi dirlo subito! tu pensavi di aver trovato un luogo dove discutere di filosofia, dove fare un bel dibattito culturale e invece io ti parlo di ospedali, di medici.

tu vuoi avere un confronto con gente che legga kant e habermas in lingua originale e invece devi accontentarti di una povera ignorante che si ostina a farsi le notti in giro in corsia e a intervistare ginecologi.

ti consiglio allora di andare a cercare un circolo di filosofia o persone che siano alla tua altezza perché qui si sta cercando di parlare di aborto che è una questione che con la filosofia non ha niente a che vedere se non eventualmente nella mente di alcuni uomini. per me l’aborto è vita, sangue, qualcosa di molto concreto, non parole.

(#) Quello che disse Nick

domenica 23 marzo 2008 alle 14:29

13

“per me l’aborto è vita, sangue, qualcosa di molto concreto, non parole” aggiungici anche “morte” va…vado al circolo ciao.

(#) Quello che disse flavia amabile

domenica 23 marzo 2008 alle 15:41

14

nick, ciao
a presto

(#) Quello che disse Maria Sung

domenica 23 marzo 2008 alle 17:22

15

Nick, cosa vuoi che ti dica? Per me uno che legge Kant in lingua originale* e poi prepara cartelli come quelli di Genova che, ops, al di là del giudizio sul buongusto contengono una palese falsità (un bambino ucciso per un reality) deve avere dentro di sé una legge morale alquanto traballente.

Poi, che a te sembri giusto avventarsi su un fatto di cronaca a cadavere ancora caldo, e passare sopra al contesto così, cosa vuoi che ti dica, anche gli antichi interrompevano le battaglie per seppellire i morti (Questa è l’Iliade, va bene anche se ho letto solo la traduzione a fronte?). I cristiani poi, sul concetto di carità ci hanno lavorato parecchio. L’ateo devoto, evidentemente, prova pietà solo nei confronti dei bambini non nati, una volta cresciuti se ne sbatte allegramente.

* Quale, il tedesco? Data la sgrammaticatura di Abort Macht Frei, forse farebbe meglio a leggerseli in una lingua che conosce.

(#) Quello che disse granellodisabbia

domenica 23 marzo 2008 alle 17:36

16

Quanta paura fa la parola morte,vero Nick?

(#) Quello che disse virgo sine macula

lunedì 24 marzo 2008 alle 07:41

17

La lista di Ferrara in realta’ non contiene alcunche’ di cattolico o di morale:e’ solo una chiara mossa elettorale sponsorizzata dal berlusca per rosicchiare consensi al partito di Casini il cui elettorato e’ composto come tutti sanno da cattolici diciamo molto conservatori,per usare un eufemismo,che vedono l’aborto come il fumo negli occhi.Meno voti prende Casini piu’aumentano le possibilita’di vittoria del cavaliere.Tutto qui,e’ solo una mossa elettorale non una vera battaglia.

(#) Quello che disse Valentina

lunedì 24 marzo 2008 alle 19:29

18

penso che tu abbia proprio ragione , a ferrara dei bambini non frega un tubo .

(#) Quello che disse virgo sine macula

martedì 25 marzo 2008 alle 01:11

19

Mi fa piacere Valentina che tu la pensi come me.

(#) Quello che disse Maria Sung

martedì 25 marzo 2008 alle 10:36

20

http://www.ilfoglio.it/soloqui/75

A proposito di correttezze, Flavia: ti si definisce una giornalista collettiva (Perché è a te che è rivolta, vero?)

(#) Quello che disse flavia amabile

martedì 25 marzo 2008 alle 10:56

21

maria sung, chissà…

(#) Quello che disse Anna Buba

martedì 25 marzo 2008 alle 13:17

22

@Maria Sung ho dovuto fare un serio sforzo per riuscire a leggere tutto l’articolo: ho avuto la sensazione che l’articolista viva in un universo parallelo: sembra la Terra ma probabilmente non lo è…Specie quando parla di fatti grandiosi riferendosi alle vicende di cui stiamo discutendo: aborto sì, aborto per reality, aborto no ecc. Mah, qui si sta per scarrupare ‘o munno… e questi sarebbero fatti grandiosi…vabbè. Così ho cliccato sul nome ed è uscita la sua biografia, così scusate se è OT ma questa forse vale la pena di leggerla…
http://www.ilfoglio.it/redazione/59
“Maurizio Crippa
E’ nato a Milano quando via Solferino era in periferia, alla Mangiagalli quando era la fabbrica dei bambini. Il 27 febbraio 1961, e c’erano le rondini, dice sua mamma. E’ cresciuto a Monza, che èun po’ la sua Heimat, ha fatto studi di lettere e di cinema. E’ al Foglio da quando c’è, scrive letterine e di tutto quanto gli sembri interessante. Spesso di Chiesa, che interessa a lui, ma non solo a lui. Il blog non ce l’ha. Ama Jannacci, Javier Zanetti, Neil Young. Vivrebbe in montagna, leggerebbe di più. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, il che per lui è pù bello che avere tempo libero.”
Sigh! Sono commossa da tale spessore di giornalista

(#) Quello che disse stefansia

martedì 25 marzo 2008 alle 14:40

23

Ho provato a leggere l’articolo di Crippa, ma a metà del primo paragrafo mi sono dovuta fermare.

Mica perché mi ha offeso la retorica a buon mercato (di quella magari parliamo poi).
Ma perché uno che usa una parola come indifferentismo su un quotidiano dovrebbe essere rispedito in quinta elementare per rimanerci a vita.

Ma chi li fa lavorare questi?

(#) Quello che disse Claudia

martedì 25 marzo 2008 alle 15:32

24

@Stefansia:
magari, magari fosse solo “l’indifferentismo”… Che dire di “giornalista collettivo” (coniato anche al femminile ché quando fa comodo un femminile buono si trova sempre), “subgiornalista” e altre perle del genere? Sono tutte in quelle pagine scellerate che paiono divertirsi anche nell’(ab)uso di un termine come “libertà” e dell’aggettivo “libere” (al femminile ovviamente) che ne deriva.
Ogni volta che leggo l’infame slogan “libere di non abortire” mi viene lo stomaco in bocca. Qualche mese fa, gli scrissi pure una lettera al… (filosofo? pensatore? linguista? esperto di bioetica? ginecoloco ad honorem?), indignata da tutto quel faceva e fa.
Lo so, è cretino come gesto, infantile se volete, lo so… Non ho resistito.
Quello che ogni volta mi fa tremare di rabbia, è consultare la lista degli “adepti”. La prima volta, pensavo non ci fossero donne. Mi resi conto ben presto che non era così.
Vi regalo questo link tratto sempre da “Il Foglio”, il filosofo (etc.) segnala quel che si perde e quel che guadagna nel “votarsi alla causa della vita”.
Val la pena.
http://www.ilfoglio.it/soloqui/3
Un abbraccio a voi tutte.

(#) Quello che disse granellodisabbia

martedì 25 marzo 2008 alle 15:51

25

Letto.Un altro Unto…

(#) Quello che disse stefansia

martedì 25 marzo 2008 alle 15:57

26

Claudia,
non so come ringraziarti.
Quell’incredibile “Rinuncio a prendermi cura della mia barca per questa campagna” mi ha messo di buon umore per il resto della giornata.
(per non dire di quando dice di aver guardagnato competenza in bioetica!)
Lo so che in realtà è e che dovrebbe farmi molto incazzare prima di farmi ridere, ma io per smettere di incazzarmi sono andata a vivere a 1300km di distanza dalla mia famiglia.
Che ogni tanto pesa, che sono più le volte che mi sento ignava di quelle in cui mi manca la famiglia , ma vuoi mettere la pressione sanguigna!
:-D

(#) Quello che disse FulviaLeopardi

martedì 25 marzo 2008 alle 20:34

27

ma sarebbe stata VERAMENTE costretta ad abortire? http://oknotizie.alice.it/go.php?us=50b102292c93d667 (io la terrei d’occhio, tra l’altro)

(#) Quello che disse Maria Sung

mercoledì 26 marzo 2008 alle 10:09

28

Grazie Fulvia, la forzatura di quel costretta ad abortire viene fuori, quando il clamore si sgonfia.

(#) Quello che disse Lollo

lunedì 7 aprile 2008 alle 03:00

29

quanta mediocrità..

la cosa geniale è che vige il principio di sopraffazione sul più debole da parte del più forte..e che questo principio è sostenuto proprio DAI PARTITI che si dichiarano difensori dei più deboli…chissà per quale motivo?
Forse perchè le donne,e non solo loro, votano,e voti = potere x il partito. il più debole è sacrificabile…specie se non ha voce.
…mentre ad alcuni/e non è concesso non solo votare,ma neanche la possibilità di dire se vogliono vivere?
Poi ci lamentiamo del male nel mondo.

senza dimenticare che più che Ferrara, a strumentalizzare un tema come l’aborto, sono certi partiti/movimenti,i “difensori” della 194, che puntano ad inculcarvi alcuni concetti, proprio gli stessi partiti che si dichiarano contrari ai dogmatismi ed alla verità, per portarvi dalla loro parte, controllare le vostre idee, mentre Ferrara cerca più che altro di farvi ragionare…
Ma l’indurre a ragionare,si sa, è mooolto pericoloso per IL PARTITO.
Ormai tramite stampa e televisioni sono riusciti nell’impresa ad aver banalizzato e a dare x scontato l’aborto.

E poi la libertà di scelta…
Nessuno vi obbliga a scopare vostro marito, il vostro ragazzo, o 15 ragazzi appena conosciuti contemporaneamente (libere di farlo, nessun giudizio a riguardo).potete scegliere..
Nessuno vi obbliga a NON usare metodi anticoncezionali…potete scegliere…
Nessuno vi obbliga a riconoscere il figlio..potete scegliere..
Nessuno vi obbliga a non dare il figlio in adozione..potete scegliere..
Nessuno vi obbliga a non dare il figlio che non vi sentite di crescere ad un istituto (visto che ultimamente si criminalizzano sempre i figli di buona famiglia,che non sono mai contenti di niente, che rubano ,si drogano e vanno forte in macchina per noia…)…potete scegliere.
E se l’aborto è un dramma,nonostante tutte le difficoltà derivanti dalla pochezza di politiche per la vita, nessuno vi obbliga a viverlo…potete scegliere..

Senza dimenticare che I PARTITI, (anche Ferrara) sentenziano trionfalmente di aver sconfitto l’aborto clandestino con la 194.
Ma credete che quella vicenda,ora quasi insabbiata perchè c’erano centinaia di nomi nel pc, accada solo a Genova?
Diversi ginecologi si dichiarano obiettori, per non dover fare aborti per tutta la carriera e poter progredire in essa, ma praticano aborti privatamente.
E fra le immigrate…in particolare fra le cinesi, credete che sia tutto “in regola”?
Ora non si parla più di aborti clandestini perchè sono “migliorati” e “più sicuri” anche essi, per cui per fortuna i casi di mortalità sono minimi, e per non mettere in discussione la fallibilità di una legge discriminatoria basata su un PRIVILEGIO femminile,piuttosto che su un diritto.

E se anche giustamente volete la privacy (e l’impunità) per chi viola la legge, allora io la chiedo anche per Mastella, anche quando non viola nessuna legge.

Ma si sa…tutti si devono prendere le proprie responsabilità (basta che non siano donne,in particolare femministe vittimiste).

Lollo

(#) Quello che disse Maria Sung

lunedì 7 aprile 2008 alle 09:52

30

Già Lollo, quanta mediocrità…meno male che arriva qualcuno che prova a farci ragionare a colpi di nessuno vi obbliga a scopare.

(#) Quello che disse Lollo

lunedì 7 aprile 2008 alle 22:13

31

è un’occasione che cercherei di cogliere al volo..

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