Sorelle d’Italia

Il corpo delle altre

Una ragazzina di quindici anni è incinta del secondo figlio. Il primo - avuto a tredici anni - le è stato tolto e dato in adozione. Il secondo lei vorrebbe tenerlo, ma i genitori si oppongono e vorrebbero farle interrompere la gravidanza. Legalmente possono - a quindici anni, a quanto pare, non si può ancora disporre del proprio corpo - ma lei si è rivolta a un avvocato. Succede a Pordenone, che è anche la mia città natale (e infatti sospetto che la legale della ragazzina sia una mia compagna delle medie: quante Laura Ferretti ci potranno essere, a Pordenone, dell’età e disposizione giusta per fare l’avvocato?)

La ragazzina sostiene di avere a cuore i valori della Chiesa e di voler crescere il figlio con tutto l’amore di cui è capace. (In teoria, avere a cuore i valori della Chiesa implicherebbe anche rimandare i rapporti sessuali a un’età più matura, confinandoli all’interno di una relazione matrimoniale in cui far crescere i figli mandati da Dio, ma non sta a me giudicarla.) Il distacco dal primo figlio è stato un trauma, e ora vuole a tutti i costi mettere al mondo il secondo, anche contro il parere dei genitori. L’articolo non dice se la ragazza sia del tutto capace di intendere e di volere, e non elenca con chiarezza le motivazioni (per quanto brutali) dei genitori. Io così, a occhio, direi: se non vuole abortire, costringerla è una violenza. I diritti riproduttivi di ognuno sono sacrosanti: così come difendo chi vuole abortire, difendo anche chi non vuole. Ed è la società a doversi prendere cura anche di questa nuova madre e del suo bambino.

Per una volta, passo la palla: voi come la vedete?

22 Marzo 2008
17:16, Sabato
Giulia
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23 commenti

(#) Quello che disse FikaSicula

Sabato 22 Marzo 2008 alle 17:46

1

che se a 15 anni ’sta ragazza è già rimasta incinta per ben due volte immagino che qualche problema ci sia.

dopodichè giudico qualunque speculazione sul tema sbagliata. il corriere pur di dimostrare che noi siamo delle “assassine” si tufferebbe a pesce a speculare e a violare la privacy di chiunque. già immagino i fotografi a inseguire i genitori per vedere se sono comunisti e se portano sottobraccio i librini di mao…

grande rispetto invece per i genitori che vengono descritti come fossero i “cattivi” della situazione…

baci

(#) Quello che disse flavia amabile

Sabato 22 Marzo 2008 alle 17:51

2

io penso che la ragazza ha il sacrosanto diritto di tenere il figlio proprio come avrebbe il diritto di decidere di non farcela a portare avanti la gravidanza.

è evidente come dice fikasicula che un po’ di informazione in più aiuterebbe ma i miei pensieri su tutto questo sono davvero molti e complessi. C’è anche l’evoluzione della vicenda di genova da tener presente e allora se non vi crea problemi, e se ce la faccio, ci scriverei un post. Stanotte, come al solito…

(#) Quello che disse sara

Sabato 22 Marzo 2008 alle 19:08

3

io la vedo che deve essere assolutamenteaffidata ai servizi sociali, lei e il bambino che nascera’. due gili in due anni a 15 anni sono un chiaro sintomo di abbandono morale da parte dei genitori. e non mi interessa momentaneamente del fidanzato 21enne, del non sare protezione, dei finti valori della chiesa che invoca, del fatto che fare un bambino per lei forse assomiglia ad un gioco.
servizi sociali, terapia psicologica e educazione sessuale subito.

(#) Quello che disse Tatalla

Sabato 22 Marzo 2008 alle 19:58

4

Allora, vediamo se ho capito. La ragazz(ina) avrebbe il diritto di tenere il bambino. E chi è che avrebbe il dovere di mantenerlo, considerando che la ragazzina ha appena quindici anni e di sicuro non guadagna un centesimo? E quanto alla sua educazione? Chi lo educherebbe, la ragazzina in pieno delirio di maternità? O sarebbe un compito che ricadrebbe sui genitori, rei di non aver cresciuto la figlia nel modo giusto? Ci sono un sacco di coppie alla disperata ricerca di figli da amare, ma che non possono averne. Perchè non dare a quel bambino e a una di quelle coppie una possibilità, e alla ragazzina incinta una seria terapia che l’aiuti a diventare grande per davvero, invece di dover dimostrare di esserlo coi fatti? E’ a quello che serve, fare un bambino a quell’età, a dimostrare di essere grandi, proprio quando non lo si è, perchè se lo si fosse ci si renderebbe conto che fare un figlio, e crescerlo, è un’impresa titanica, non certo alla portata di una ragazzina.

(#) Quello che disse flavia amabile

Sabato 22 Marzo 2008 alle 20:07

5

Tatalla, il fidanzato e la famiglia del fidanzato sono pronti a crescere il bambino tutti insieme

(#) Quello che disse granellodisabbia

Sabato 22 Marzo 2008 alle 20:30

6

Il fatto che le abbiano tolto l’affidamento senza darlo ai nonni mi da pensare che erano tutti e tre d’accordo così,allora.Credo che se il bimbo nascerà ai sedici anni compiuti dovrebbe essere minore emancipata per legge ed avere più voce in capitolo a maggior ragione se il padre del nascituro ed i suoi genitori sono favorevoli.

(#) Quello che disse flavia amabile

Sabato 22 Marzo 2008 alle 20:48

7

sì, granello, il tribunale dei minori, se ritiene che il genitore voglia riconoscere il figlio quando compirà i 16 anni e se c’è una famiglia in grado di sostenerli può sospendere il
procedimento di adottabilità in attesa e nel frattempo far entrare la ragazza in una casa-famiglia.

oltretutto il fidanzato ha 19 anni, lavora e vuole questo figlio

(#) Quello che disse roberta sg

Sabato 22 Marzo 2008 alle 20:55

8

ciao a tutte. Scrivo per due motivi. 1- la buona pasqua per tutte voi :-) 2- auguri alla quindicenne per il secondo figlio e spero che possa crescerlo nonostante la legge: la crescita del bambino è una faccenda familiare :-) Nota: in molti piccolo paesi la cura e la crescita del bambino è una faccenda familiare e non solo della madre e della coppia: niente di nuovo sotto al sole. Vi abbraccio tutte, roberta

(#) Quello che disse flavia amabile

Sabato 22 Marzo 2008 alle 21:00

9

roberta, auguri,
e non mangiare troppa pastiera mi raccomando! :)

(#) Quello che disse viscontessa

Sabato 22 Marzo 2008 alle 22:11

10

Non credo che nessuno possa dichiararsi favorevole a questo aborto, credo anche che molte madri con una figlia quindicenne incinta, si augurerebbero quanto meno che la figlia volesse abortire.
Difficile pensare che si possa imporre ad una donna, per quanto giovanissima, di abortire, ma difficile anche pensare che una quindicenne alla sua seconda gravidanza, abbia una madre.
Difficile quindi valutare una situazione così delicata ma ciò che mi fa più orrore di questa vicenda è che queste sono le prime conseguenze di una campagna contro l’aborto che viene spacciata e venduta come battaglia “culturale”.

(#) Quello che disse flavia amabile

Sabato 22 Marzo 2008 alle 23:03

11

viscontessa,
pare che ora, sull’onda della pressione mediatica, i genitori della ragazza abbiano fatto marcia indietro e deciso di accogliere figlia e nipote a casa loro. così assicura l’avvocato della quindicenne, la compagna di classe di giulia… :)

sarebbe interessante sapere che cosa c’è dietro questa pressione mediatica, no? comunque, di tutti i casi sbattuti davanti alle telecamere in queste settimane, questo mi sembra il più lineare: nessuno può obbligare una donna ad abortire, anche se minorenne.

fikasicula, vedi? avevi ragione: i genitori non andavano criminalizzati, alla fine come in una qualsiasi soap-opera i buoni sentimenti hanno avuto la meglio

(#) Quello che disse FikaSicula

Domenica 23 Marzo 2008 alle 01:19

12

flavia ma figurati :)

se una figlia decide di fare un bambino a 15 anni piuttosto che mandarla in casa di estranei è ovvio che i genitori preferiscono lei e nipote a casa.

io già immaginavo gli urli di ferrara a dare degli assassini ai genitori e i giornalisti a rimestare in mezzo all’immondizia della famiglia per vedere di trovare chissacchè.

ma immaginate che succederebbe se qualcuno fa una telefonata anonima e denuncia che qualcuno ha buttato un feto in qualche angolo dei chilometri di immondizia di napoli? magari diventa il momento buono che i ferrara boys risolvono il problema della monnezza napoletana :)

(#) Quello che disse flavia amabile

Domenica 23 Marzo 2008 alle 01:27

13

fs (come i treni !!!)
ti amo,
quando fai così ti amo :)

(#) Quello che disse Giulia

Domenica 23 Marzo 2008 alle 10:29

14

Io credo che la ragazzina abbia bruciato troppo le tappe, che fretta c’era di avere un figlio, anzi due, a quell’età?
Ciò nonostante penso che per lei debba essere stato un trauma vedersi portar via il primo figlio, forse per questo è rimasta incinta una seconda volta (deve essere rimasta incinta per sua volontà… non si può sbagliare per ben due volte!!!).
Il problema non sta nella gravidanza in sè, ma nel fatto che troppe ragazzine fanno sesso senza essere abbastanza responsabili. A tredici anni la maggior parte di noi giocava ancora con le bambole, ed è così che deve essere. Io auguro a tutte le giovani donne di prendersela con tutta la calma possibile. Essere bambine non è cosa di cui vergognarsi, in fondo (anzi, ha un mucchio di vantaggi di cui è bene godere).

(#) Quello che disse Giulia

Domenica 23 Marzo 2008 alle 12:24

15

No, Tatalla, aspetta.
Partiamo da un dato di fatto: in Italia non esiste un istituto come quello della “open adoption”, che permette a una minorenne di far adottare legalmente un figlio e mantenere i contatti con lui e con la famiglia adottiva. In Italia, una volta che l’hai fatto adottare, tuo figlio scompare.
Questa è esattamente la crudeltà per cui alcune donne abortiscono piuttosto che dare in adozione il figlio che hanno portato nel ventre. Per cui no, io non me la sentirei di dire che la ragazzina dovrebbe essere obbligata a dare in adozione il pupo. E’ sicuramente immatura, immatura in maniera impressionante, ma è il suo corpo ed è suo figlio, e davanti a questo tutti dobbiamo fare un passo indietro e rispettarne la volontà. E’ una persona che ha scelto di generarne un’altra per poterla crescere. Possiamo giudicare la sua maturità, ma non possiamo impedirle di fare qualcosa che fino a poco tempo fa era normalissimo. La mia bisnonna paterna si è sposata a quindici anni, a sedici aveva già mia nonna. Non sto dicendo che sia giusto. Sto dicendo che così è.

Sono d’accordo con Roberta: allevare i figli da sole è un’usanza della famiglia nucleare moderna, fino a pochi decenni fa non era praticamente contemplato. Questo bambino può essere allevato da madre, padre, nonne e nonni e non per questo essere più felice o infelice di altri.

(#) Quello che disse Anna Buba

Domenica 23 Marzo 2008 alle 13:23

16

A me preoccupa apprendere che ci siano persone che partoriscono a 13-14 anni, è una notizia che rimanda a cose che succedono in luoghi remoti, che so l’India, il Perù…Ad ogni modo mi guardo bene dall’esprime giudizi morali, se la ragazza desidera il bimbo e sono in grado di dargli un ambiente decente dove crescere fanno bene. Ricordiamoci che comunque le gravidanze prima dei 17 e dopo i 35 anni sono ritenute “a rischio” della salute per la madre e per il nascituro.

(#) Quello che disse stefansia

Domenica 23 Marzo 2008 alle 17:45

17

Anna Buba, non serve andare in India o Perù, guarda l’Inghilterra: qui oppure qui.
(Ed è davvero un problema, lo so perché lavoro nel reparto finanza di una delle “Aziende Sanitarie Locali” più grandi del Regno Unito e vedo ogni giorno quanto si spende e per che cosa)
Che poi in UK l’età del consenso è 16 anni, quindi nella maggior parte di questi casi si tratterebbe di statutory rape, anche se ormai quello è il minore dei problemi.
Lo so che vado OT ma di solito i commenti di Anna Buba sono molto informati e interessanti, e volevo solo aggiustare un po’ il tiro.

(#) Quello che disse Anna Buba

Domenica 23 Marzo 2008 alle 19:40

18

Grazie @Stefansia, sul Regno Unito avevo visto un documentario in cui gli assistenti locali si preoccupavano del fatto che tutti i contributi alla maternità, e aiuti, che loro davano praticamente incoraggiassero le adolescenti a rimanere in cinta che così si evitavano la scuola…(questo fa riflettere su come deve essere la scuola in Inghilterra… ;-). So anche che da loro fare sesso a 13 anni è abuso di minore.
Voglio solo precisare in merito alla mia osservazione, che a ME fa quest’effetto e fa pensare a cose esotiche: io a 13 anni a tutto pensavo tranne che a mettere su famiglia! Mi pare che in America, per scoraggiare le teen-agers dall’avere figli gli affidino un “bambolotto” che piange in continuazione in modo che si rendano conto a cosa vanno incontro.

(#) Quello che disse beatrice

Domenica 23 Marzo 2008 alle 23:11

19

Io davvero non so. Sul fatto che se la ragazza ha deciso che vuole il bambino le debba essere permesso di averlo, non ci sono dubbi. Sul fatto che qualcuno ha mancato nel non fornire strumenti adeguati di informazione e contraccezione a questi due ragazzi, tantomeno mi sembra ci siano dubbi. Sul fatto che tante ragazze, anche della nostra età, facessero sesso molto presto, mi pare non ci siano dubbi, neanche. Ed è vero anche che puo’ capitare un errore più volte, secondo me, un errore accompagnato da poca consapevolezza e poco sostegno, di certo, ma puo’ succedere. L’unica cosa che davvero non deve succedere, secondo me, è che si viva nella totale ignoranza e con gli occhi chiusi. Che dei ragazzi di quell’età non comprendano appieno che fare una scelta vera si puo’, adesso, cosa che non era possibile anni fa. Una scelta vera significa anche avere la testa per poterla fare, una scelta, che sia anche quella di bruciare le tappe. Se ai tempi, a 13 anni, lei ha portato a termine una gravidanza senza dubbio accaduta per errore, il dolo c’è da parte di tutti, genitori, insegnanti, medici, assistenti sociali (come se no ci sarebbe stata un’adozione?), psicologi, amici. Se dopo due anni è successo di nuovo, per errore o per scelta, significa che quella stessa ignoranza ha continuato a regnare. Se si tratta di errore perchè ci sarebbe stato il modo, sano e legale, di poterlo evitare. Prima, con la contraccezione. Dopo, se questa non avesse funzionato, con la pillola del giorno dopo. Se si tratta di scelta, perchè fatta (ma su questo devo basarmi su notizie diffuse dai media, e quindi con gran beneficio di sano dubbio lo dico)non tenendo conto del contesto, la giovane età, la dipendenza dai familiari, la precarietà del lavoro. Ma tutto è bene quel che finisce bene, no? Solo mi viene da chiedermi perchè certe notizie ci arrivano proprio a fagiolo in certe occasioni e non in altre…

(#) Quello che disse Panzallaria

Lunedì 24 Marzo 2008 alle 22:45

20

ciò che mi ha maggiormente inquietata di questa storia è che come al solito - a fronte di una questione che sta diventando centrale in Italia - si sia fatta speculazione su questo fatto per creare il solito dualismo populista e senza sfumature abortisti contro antiabortisti.

il resto è cronaca di una vicenda che non dovrebbe, a mio avviso, venire giudicata in sede pubblica perché estremamente privata e complessa.

ciao e buon inizio settimana
panzallaria

(#) Quello che disse Francesca

Martedì 25 Marzo 2008 alle 19:40

21

Dal Gazzettino di oggi

“Hanno reiterato la promessa: la loro figlia quindicenne potrà tenere il bambino, potrà frequentare il suo ragazzo, un albanese di 21 anni e una volta nato il nipote aiuteranno la coppia affinché il bimbo possa crescere serenamente. E lo hanno fatto il giorno di Pasqua, lontano dai riflettori mediatici, in casa loro nel corso di una giornata che è servita a ricomporre una situazione che sembrava compromessa. Non ci sarà alcun aborto e - anche se mancano più o meno sei mesi al parto - c’è la concreta possibilità che una storia nata male possa invece finire nel modo migliore. «Da quanto ho saputo - spiega l’avvocato Laura Ferretti che ha seguito la ragazza che si era rivolta a lei perchè i genitori insistevano nel volerla far abortire dopo che un anno e mezzo fa aveva già dato alla luce un altro bambino dato in adozione - Pasqua è trascorsa in serenità. Al pranzo oltre ai genitori e alla giovane c’era anche il fidanzato e futuro papà. Hanno guardato la televisione, hanno parlato del futuro e quello che è più importante i genitori hanno reiterato la promessa fatta alcuni giorni prima. La mia assistita avrà il bambino e nessuno parlerà più di aborto». Al di là delle promesse, comunque importanti, il tempo utile per interrompere la gravidanza scade più o meno a metà settimana e quindi il rischio di abortire è del tutto scongiurato.”

Stavo cercando giusto notizie in merito (sono di Pordenone) quando ho trovato la vostra in blog (che seguo da un bel po’: ho ritenuto potesse essere gradito l’aggiornamento.

Panzallaria, anche tu qui? Ma dai che coincidenza… il web è piccino proprio.

Un saluto

(#) Quello che disse Giulia

Martedì 25 Marzo 2008 alle 20:46

22

Grazie Francesca!

(#) Quello che disse Dav Ide

Sabato 29 Marzo 2008 alle 19:35

23

Io sarei d’accordo che la 15enne abbia il bambino, siccome vuole dargli tanto amore. A patto che quell’amore glielo dia davvero lei e non qualcun’altro che guardacaso saranno i suoi genitori.
Se la 15 enne si trovasse un lavoro e fosse autonoma e volesse crescere il figlio, che faccia pure.
Il problema e’ che ben presto lei chiedera’ aiuto ai genitori, per fare da babysitter, per sostenere economicamente il figlio, e naturalmente per fornire la casa (dei genitori) dove adesso abita la adolescente.
Siccome quel figlio non veraa’ cresciuto dalla adolescente, ma dai genitori, allora credo che debbano decidere anche i genitori. Anche… direi soprattutto.

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