Faccia al muro
Sono stata un po’ in giro per il nord negli ultimi quattro giorni. Bologna, Cremona, Genova: tutti comuni del centrosinistra (solo per un caso, non penserete mica che uno nei viaggi scelga il colore politico dei luoghi?) Tutti comuni del centrosinistra, dunque, immersi nella campagna elettorale come il resto d’Italia, eppure ho cercato invano qualcosa di più rispetto a quanto vedo ogni giorno a Roma: dei manifesti elettorali affissi ai muri capaci di avere un qualsiasi genere di appeal per una donna.
Ho incontrato decine di facce piacenti di Pierferdinando Casini, decine di facce meno piacenti di Antonio Di Pietro, o facce così così come quella flaccida di Walter Veltroni o quella segaligna di Enrico Boselli. Centinaia di manifesti e un solo volto femminile, quello di Daniela Santanché, sapientemente abbellito da un effetto argenteo-platinato e da uno slogan dai molti significati: ‘Io credo’.
Da che cosa dovrebbe sentirsi attratta allora una donna? Dalla Santanché, quasi cyber e virtualizzata, che afferma di credere. In che cosa? In Dio? Nella Chiesa che ha lanciato una campagna contro l’aborto che equipara le donne a delle assassine? Oppure crede nei valori come sostiene da sempre? E in quali valori? Nella famiglia che, come molte sanno sulla loro pelle, non è esattamente uno dei luoghi di estrema valorizzazione per una donna?
Ad essere sinceri un altro volto femminile ci sarebbe, è quello voluto dai socialisti di Boselli che - con notevole spirito di marketing - hanno preso tutte le categorie meno protette e le hanno trasformate in altrettanti manifesti. C’è ne è uno per i gay, uno per i precari, uno per i pensionati, uno per gli operai e uno anche per le donne. Il manifesto sulle donne dice ’sono donna e sono incazzata’. Messaggio diretto, pienamente condivisibile. Sui muri però non l’ho visto, forse l’hanno affisso in zone selezionate così accuratamente da non farsi trovare da un occhio femminile che lo cerchi. L’ho trovato sul sito del partito socialista e se quello è un volto in cui una donna dovrebbe identificarsi quasi quasi mi viene voglia di essere un uomo.
Restano gli altri, gli uomini. Se un leader si espone su un manifesto è perché crede di lanciare un messaggio preciso: ci metto la faccia, le mie promesse le manterrò. Ma soprattutto è perché pensa di poter attirare elettori solo con il suo volto. Pierferdinando Casini, ad esempio: a un certo tipo di donne piace per il ciuffo sapientemente scomposto da eterno ragazzino, il labbruccio un po’ imbronciato, caratteristiche di indubbio peso politico. Dice cose che alcune donne possono condividere? Può essere anche per qualcuna delle sue elettrici, ma per lui vale la stessa legge applicata da sempre alle donne che tentano di farsi strada: l’aspetto uccide tutto il resto, chi lo guarda vedrà innanzitutto e comunque il suo aspetto più o meno piacente a seconda dei gusti.
E allora restano solo gli uomini non bellocci. Anche se forse qualche precisazione va fatta. Antonio Di Pietro lo inserirei a pieno diritto nella categoria, invece pare abbia un discreto successo con le donne. Fascino macho da giustiziere dell’entroterra abruzzese, molti peli, abbastanza da solleticare la voglia di sicurezza delle donne che amano l’uomo dedito alla famiglia, capace di trovare lavori e case per i figli senza problemi, capace di conquistare Ela Weber con un piatto di pasta cucinato alla buona nella sua casa da scapolone romano (ma la moglie che fine avrà fatto?). Forse conquisterà qualcuna con il suo volto sui manifesti ma sia chiaro che il suo partito è uno dei meno femminili di un Parlamento già abbastanza maschilista.
Vogliamo parlare di Walter Veltroni? Perché una donna dovrebbe votarlo osservando la sua foto sui manifesti? Per il fascino da Pinocchio sfatto con quegli occhiali, il volto molliccio. E’ l’uomo da proteggere insomma, che piace alle donne sensibili al fascino del maschio fragile, per dare fondo al loro istinto materno se già non ne hanno avuto abbastanza con i figli. Ma, perdonatemi, perché votare un leader da proteggere?
Infine, Enrico Boselli. Che cosa può rendere il suo volto interessante per una donna? Forse la sua magrezza, in termini politici simbolo di severità, rigore che di questi tempi non fa mai male. E però la mia impressione che ad amare gli ossuti oltre a Carmen Llera siano in poche e quindi le sue possibilità di catturare il voto femminile con quel volto non so quanto possano essere alte.
Si nota un solo grande assente: Silvio Berlusconi. Questa volta i suoi capelli taroccati e i suoi tratti immancabilmente ringiovaniti non chiedono voti dai muri d’Italia. Che dite, le donne ne sentiranno la mancanza?
Vignetta ‘Berlusconi e i manifesti elettorali’ - Copyright Blog ‘Diritto di cronaca’
Campagna elettorale = manifesti pubblicitari come per un qualsiasi bene di consumo.BENE DI CONSUMO ! Questa è la attuale concezione della politica da parte dei politici e di quegli elettori che,al momento di decidere,spengono le proprie idee a fronte di una bella apparenza.Proprio come per le veline.
“Turarsi il naso e votare” diceva Montanelli.
Prego questi Signore e Signori di sbrigarsi perchè il tempo stringe ed io ho già quasi deciso…alla faccia della loro faccia…










2008