Sorelle d’Italia

Gli hanno preso tutto

A Piero Ricci, autore di questo articolo, la faccenda deve sembrare a metà fra la roba di colore e la follia oltranzista. A leggere il pezzo, pare che l’idea della Regione Puglia di emanare un codice antimolestie che vieti di toccacciare, palpare e lanciare sguardi lascivi all’indirizzo di una collega (inutile, per ora, usare il maschile) lo riempia di ilarità, come solo le cose senza senso possono fare. Lo chiama "codice anti-pizzicotto", come se fosse una sciocchezza, un eccesso di inutile bacchettonismo che va contro la "libido da ufficio" che, "secondo alcuni sondaggi, fa aumentare la produttività" e "si alimenta di sguardi insistenti e di doppi sensi, prima di scoppiare".

Alla Regione Puglia l’ufficio è a rischio-controlli. Allora meglio attrezzarsi: un paio d’occhiali da sole, girare alla larga dal collega dell’altro sesso per evitare contatti fisici anche casuali, possono aiutare il dipendente regionale a resistere alla tentazione e conservare il posto di lavoro.

Sono sempre un po’ basita dall’incapacità maschile di distinguere fra flirt e molestia, fra il normale gioco della seduzione reciproca e l’aggressività che porta a pensare che tutte, ma proprio tutte, non aspettino altro che la tua pacca sul culo per sentirsi donne. A giudicare da quanto scrive, Piero Ricci sembra appartenere a quella categoria di uomini che non riesce a trattenersi dal fare commenti laidi alle donne che passano per strada. Una tara culturale che in Italia è proprio dura a morire: togli a un uomo la possibilità di fare lo sbruffone con le donne intorno a lui, e gli hai tolto la ragione per alzarsi la mattina.

L’idea che in ufficio ci si vada principalmente per lavorare, e non per pizzicare le chiappe alle colleghe, non sembra avere sfiorato nessuno. E che il solo fatto di dover diramare un codice anti-molestie la dice lunga sul clima che si respira in certi ambienti. Applausi alla Regione Puglia. E fischi, ma belli forti, ai Piero Ricci d’Italia, che di un problema serio fanno una barzelletta da corridoio.

6 Marzo 2008
11:27, Giovedì
Giulia
Filed under : Mass Media
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12 commenti

(#) Quello che disse ugo

Giovedì 6 Marzo 2008 alle 19:37

1

Sono concorde, in ufficio si va per lavorare, in chiesa per pregare, in strada per fottere a pagamento, si paga…e si…niente flirt, e che tutte le colleghe, lavoratrici, se ne stiano a debita distanza, anzi non vorrei neanche rivolgere la parola, figuriamoci li sguardo! sotto gli occhiali scuri, un ghigno, che si vadano a fottere tra di loro, le donne!!!!
Un bacio

(#) Quello che disse granellodisabbia

Giovedì 6 Marzo 2008 alle 21:42

2

…e perchè no,Ugo?

(#) Quello che disse flavia amabile

Venerdì 7 Marzo 2008 alle 02:11

3

granello :)

giulia, anche a me aveva colpito un bel po’ il tono dell’articolo ma anche il codice stesso. se non avessi scritto tu qualcosa forse lo avrei fatto io.

è vero, per certi versi è giusto ma pensa un po’ quale voragine di contenziosi si apre di fronte a quelli che vengono definiti ‘gesti alludenti al rapporto sessuale’ oppure ‘discorsi a doppio senso a sfondo sessuale’.

Basterà una battuta o un gesto interpretabile in molti modi a giustificare una sanzione da parte della Regione o a diventare giusta causa per un licenziamento. basterà una foto un po’ più osé per far scattare provvedimenti.

non sono una fan del porno, figuriamoci, ma sono anche sufficientemente liberale da non voler imporre agli altri nulla. se qualcuno vuole tenere una foto di sabrina ferilli (tanto per citare uno dei miti del maschio medio italiano) sulla sua scrivania o sul suo computer per me ha il diritto di farlo, basta che faccia il suo lavoro.

(#) Quello che disse Giulia

Venerdì 7 Marzo 2008 alle 16:04

4

Flavia, io sono poco preoccupata di questo. Semplicemente perché il codice ha un valore poco più che simbolico: sta lì a ricordare che le molestie non sono in alcun modo accettabili. E sta lì anche a tutela di una forma di integrità sul lavoro: il prossimo capo che si tromba la segretaria e poi viene denunciato per molestie stimolerà tutti gli altri a tenerselo nei pantaloni. Un codice del genere, se applicato ad altre aziende italiane (che so, la Rai?) potrebbe aiutare a contenere le furbate di quelle che pensano di poter andare avanti a colpi di passera e ricatti. E anche le vogliazze di quelli che pensano di poterne approfittare.

(#) Quello che disse Lakyel

Domenica 9 Marzo 2008 alle 18:18

5

Riferito a Giulia.

No so quanti anni hai, ma un ragionamento che hai espresso tu qua in poche righe poteva andare bene una trentina di anni fa, ora è obsoleto, morto sepolto. Il 68 è ormai lontano ed è sono gia cambiate due generazioni. Le donne moderne vogliono avere un uomo vicino, non un effeminato od una donna piaciona che la corteggia. Se un uomo ti corteggia è perchè gli piaci, se lo allontani cerca altrove, ora ci sono molte donne straniere e comunque in ogni caso lui è sempre soddisfatto mente tu invecchi di corpo e di mente con le solite lugubrazioni mentali. Non te la prendere ma pensi proprio da vecchia.

(#) Quello che disse Kiki la strega

Domenica 9 Marzo 2008 alle 18:58

6

Lakyel, a me sembra che il ragionamento “teniamoci stretto l’omo”, anche perchè oramai c’è tanta concorrenza da parte di quelle p. delle straniere, non sia, come dire, mordernissimo.
Capita, ti dirò, che alcune donne allontanino un uomo che le corteggia perchè non ci stanno proprio, e se questo cerca altrove la donna in questione è solo felici di esserselo tolto dai piedi. E questo succede, addirittura, anche se queste donne sono sfidanzate.

Pensa all’enormità di quello che ti ho detto! Esistono donne, single (=zitelle), che respingono un uomo che si mostra interessato a loro solo perchè lui non è di loro gradimento e trovano che sia meglio restare da sole!

Tutte vecchie dentro? Dobbiamo cambiare il motto? Meglio vecchie che male accompagnate? L’originale lo diceva anche mia nonna in effetti…

(#) Quello che disse Lakyel

Domenica 9 Marzo 2008 alle 19:43

7

Replicare a quanto tu dici mi resta molto facile perchè non sei l’unica che parla in quel modo. Innanzitutto le straniere non sono p. anzi è più probabile che lo siano le italiane e soprattutto quelle che allontanano gli uomini. Anche se non lo vogliono dimostrare in pubblico, l’inconscio dice quello. Ne ho conosciute un paio di 68ine e le conosco tutt’ora - ormai sono zitelle e stanno veramente male (psicologicamente intendo). Cercano qualsiasi appiglio per giustificare il loro vissuto da single, sparano denunce verbali se qualcuno le tocca inavvertitamente, è veramente penoso questo atteggiamento e trovano disapprovazione da parte di tutte e di tutti.
Trovare un uomo perfetto come dici tu è impossibile, siamo persone umane e se stiamo a vedere anche le donne non sono certamente il massimo, lo stesso dicasi anche una volta. Non trovare empatia e fiducia nel prossimo porta ad isolarsi e non il contrario come tu hai scritto, Tu parti dal principo che sei perfetta e se gli altri non si adeguano devono essere scartati, capisci cosa voglio dire? Il tuo ragionamento non esiste più! Davvero! Qualche strascico quà e là, si cerca di convincere qualche giovane ma con poco successo. L’uomo non è più quello di trent’anni fa magari un po’ rincoglionito al quale gli dicevi, fai quello fai quell’altro. Ormai ha percorso i suoi tempi e trova altrove e sicuramente di meglio. Le donne che rimangono zitelle non hanno concluso nulla nella vita ed il fenomeno muore assieme a loro.
Spero di non avere offeso nessuno di chi legge. ma è la realtà

(#) Quello che disse Maria Sung

Domenica 9 Marzo 2008 alle 21:03

8

Lakyel, non è che hai offeso qualcuno, sei solo andata fuori tema, si parlava di molestie sul luogo di lavoro.

(#) Quello che disse Giulia

Domenica 9 Marzo 2008 alle 21:33

9

Lakyel, come ti ha detto Maria Sung, tu parli di corteggiamento, io di molestie.
Sono due cose diverse, ed è triste che non si riesca a fare una distinzione.
Non mi piace giudicare le persone chiamandole “zitelle” e accusandole di essere “tristi” perché non hanno un uomo. E’ una cosa molto maschilista, come se l’uomo fosse il fondamento di una vita normale, e senza proprio non si può stare. Una donna non ha bisogno di giustificare le proprie scelte, tantomeno quella di vivere senza un compagno, se lo desidera. Mi pare villano giudicarla in modo sprezzante per questo.

Ritornando al discorso di partenza, credo che stiamo parlando di due cose completamente diverse. Il corteggiamento è una cosa bellissima che ha le sue regole, ma il regolamento non è stato emanato per impedire alla gente di corteggiarsi. E’ stato emanato per impedire che sul posto di lavoro vengano a crearsi situazioni pesanti o prevaricatorie.

Non credo di avere capito cosa volevi dire con l’ultimo paragrafo del tuo commento.

(#) Quello che disse Simone

Lunedì 10 Marzo 2008 alle 10:37

10

Riferito a tutte/i, io credo che un minimo di regolamentazione ci debba essere, soprattutto in italia, dove una legge viene presa più come un vago riferimento comportamentale che come un qualcosa da non oltrepassare, poi di uomini e donne meschini, pronti ad approfittarne ne è pieno il mondo, e soprattutto l’italia, ma adulti normali penso che la differenza tra flirt e molestia sappiano individuarla, se qualcuno non è in grado di farlo dovrebbe essere però educato non rinchiuso in carcere. Ieri sera mi è capitato di vedere Galimberti in TV, e ha detto una cosa mooolto giusta, quello che manca oggigiorno è educazione sentimentale, ci sono troppe persono che sono pronte a “dare” e a “ricevere” subito, per paura di non essere più apprezzati.

(#) Quello che disse Simone

Lunedì 10 Marzo 2008 alle 10:42

11

p.s. lo sguardo denunciabile mi sembrano un pò esagerato, ma le donne in puglia non sanno difendersi? non sanno dire:” oh ma la smetti?”

(#) Quello che disse Lakyel

Lunedì 17 Marzo 2008 alle 20:45

12

X Giulia.
Bisogna capire che cosa è un corteggiamento e che cos’è una molestia. A quanto pare visto dai giudici è mooolto relativo e la definizione è interpretata a propria discrezione. Come vedi in Puglia uno sguardo un po’ insistente viene interpretato una molestia, e la tendenza è sempre verso in quella direzione. Basta vedere in tv - trasmissione varie - pubblicità - grandi lunimari come si presentano, non sono realmente privi di pregiudizi e mettono in primo luogo una interpretazione personale piuttosto che oggettiva. Cosi pure i giornalisti, gli opinionisti, i politici, ecc…. Bisogna leggere tra le righe per capire, se ci provi per un pò forse te ne rendi conto anche tu che c’è qualcosa che non va. L’opinione pubblica poi ovviamente ci va dietro senza pensare.

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