Sorelle d’Italia

Ciao, Italia

L’ha confessato con un filo di voce alla famiglia dove lavorava da sei anni. «Non ce la faccio, l’Italia costa troppo. Qui tutto è difficile, preferisco tornare a casa». Marianna ha 24 anni, era arrivata a Roma alla fine degli anni Novanta, quando la lira non si azzardava a sbancare le casse statunitensi e nemmeno i nostri portafogli come sta facendo l’euro. Aveva trovato subito lavoro come baby-sitter. Non era particolarmente esperta ma onesta, e disponibile ad imparare.

Imparò molto con la seconda famiglia dove fu assunta. Lavorò per un anno due giorni a settimana da loro il pomeriggio e gli altri giorni al mattino nella prima famiglia. In totale guadagnava sui 500 euro al mese. Inutile dirlo, senza contributi o contratti di alcun tipo.

In quegli anni la Polonia ancora non era entrata nell’Unione Europea. Marianna prendeva le vacanze due volte l’anno: a Natale e poi a luglio, in modo da non far scadere il visto d’ingresso valido sei mesi. Cinquecento euro al mese le erano più che sufficienti per pagare una quota dell’affitto di una casa che divideva con la madre e uno zio, qualcosa da mangiare, e per quel che riguarda i soldi versati in Italia la lista finiva lì. Perché Marianna i vestiti li comprava al mercato nero dei suoi connazionali, pochi zloty potevano bastare. E lo stesso con i giornali, i cd o i libri.

Poi arrivarono il 2004 e l’allargamento delle frontiere. I polacchi in Italia, e a Roma in particolare, erano sempre stati molti, si sentivano a casa loro a pochi passi come erano dal loro papa, Giovanni Paolo II. Dopo il 2004 esplosero. Quanti erano? Qualcuno dice centomila, altri duecentomila, nessuno lo sa. Marianna ormai lavorava soltanto a casa della seconda famiglia, la prima l’aveva scaricata senza tante giustificazioni. Guadagnava 600 euro al mese, lavorava sei giorni a settimana, dal pomeriggio alla sera.

Tutto andava bene quando un giorno si fidanzò con un ragazzotto romano. «Questa qui me la sposo», annunciò con fare un po’ sbruffone, ma tutto sommato convincente, quando fu presentato in forma ufficiale alla famiglia dove Marianna lavorava.

Due anni dopo, sul finire del 2006, Marianna diede la notizia: era incinta, si sarebbe sposata davvero l’estate seguente in Polonia quando sarebbe nato il bambino. L’inverno passò fra attese e ansie più che comprensibili. Il luglio seguente Marianna tornò in Polonia come aveva annunciato, per sposarsi e partorire. Era tutto pronto, documenti, ospedale, chiesa, prete. Due giorni prima delle nozze, come nelle peggiori commedie all’italiana, il fidanzato fece telefonare da qualcuno per avvertire che non si sarebbe presentato in Chiesa e, anzi, che sarebbe scomparso per un po’.

Il bambino è nato, Marianna è tornata a Roma a gennaio di quest’anno, ha ripreso a lavorare con la stessa famiglia. Stesso orario, stesso lavoro, stesso stipendio, solo che in più portava con sè anche il figlio di quattro mesi. In quella casa c’erano già due bambini, il terzo fu accolto con gioia da tutti.

Marianna ha resistito tre mesi, è ripartita per la Polonia proprio domenica scorsa. «Con un bambino è impossibile, qui tutto costa troppo: i pannolini, il latte artificiale, le pappe. Per il medico mi arrangio con un’amica polacca che in Polonia faceva la pediatra e qui la domestica. Ma il resto no, non so proprio come fare». E così, domenica è salita su un aereo e si è lasciata alle spalle l’Italia e i suoi sogni.

 

29 Febbraio 2008
00:41, Venerdì
flavia amabile
Filed under : Cronaca, Esteri, Interni, Politica, Racconti, Società
Tags: , , , , , , , ,
Related: Blog reactions Commenti :
 
39 commenti

(#) Quello che disse granellodisabbia

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 08:11

1

Ho sentito proprio tutto…

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 12:04

2

Allora si vede che non sei abituato/a a sentire molte cose. Non c’è niente di strano/anomalo/ingiusto in quel che purtroppo è accaduto alla polacca. Non vedo dove sia la notizia né la presenza di qualcosa degno di nota. Non riescono ad arrivare alla fine del mese famiglie dove lavorano in 3, figuriamoci se ci riesce chi guadagna 500€ al mese. Avrebbe potuto andare a lavorare come commessa al supermercato e guadagnare 1500€ al mese, ad esempio. Con quel che avrebbe guadagnato in più avrebbe pagato una sua amica polacca per accudire il bambino (magari mentre puliva le case degli italiani).
Stavolta questo buonismo è raccapricciante. Sembra uno stralcio preso da Buona Domenica.

(#) Quello che disse antonella

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 12:44

3

I commessi e le commesse che lavorano nella grande distruzione, in Italia, NON guadagnano 1500 euro al mese.
Anche buttare lì cifre a caso è raccapricciante.

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 13:09

4

L’unica cosa buttata lì a caso è il tuo commento superfluo. Conosco personalmente decine di ragazze che vi lavorano e guadagnano quella cifra. Terrei a far notare che il punto non è tanto fare i giochini su questa o quella cifra, quanto il denunciare il becero buonismo che c’è in questo post. E’ saggio mettersi a fare figli quando si guadagnano 500€ al mese? La colpa è dell’Italia se una polacca che prende 500€ al mese non riesce a mantenere un figlio?
Capisco che l’atteggiamento dei Costanzo, delle Buona Domenica e dei Giletti piaccia tanto, ma con questo buonismo d’accatto e l’enunciazione di stronzate non si va da nessuna parte.

Ora dimmi che è colpa del caro-euro se una polacca che guadagna 500€ al mese non può mantenere i figli (in Inghilterra, invece, lo cresci alla grande un figlio guadagnando 300 sterline al mese. Va anche al college, tu pensa). Dai, suvvia.

(#) Quello che disse flavia amabile

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 13:48

5

anna maria, preferivi un aborto per caso?

(#) Quello che disse granellodisabbia

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 15:37

6

Un Cytotec,signora Franzoni?

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 15:52

7

La battuta sull’aborto è carina e ci sta: ne do atto a Flavia. Ciò non toglie che è stupido piagnucolare per non riuscire a vivere in Italia con 500€ al mese per sé e per un neonato. I figli vanno fatti quando si ha di che sfamarli, altrimenti ha poco senso piangere perché non si ha modo di dar loro da mangiare. Non sapevo che questa pratica fosse usata anche dalle polacche; fino a ieri erano i messicani, calabresi, africani e indiani quelli che piangevano perché non sapevano come sfamare i pargoletti (sfornano nidiate di 10 figli a famiglia come l’Antico Forno Mulino Bianco, però).

(#) Quello che disse Piero Andretti

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 16:11

8

Flavia, quale sarebbe il punto dell’articolo?
Il costo della vita in Italia? Lei guadagnava poco ma lavorava anche solo mezza giornata, non pagando un centesimo in tasse tra l’altro.
Poi che significa “per il medico mi arrangio” quando lei, come chiunque, poteva fruire del servizio sanitario nazionale?

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 16:21

9

Sì, infatti. Viene strumentalizzata una questione e fatta passare per vittima una persona che vittima non lo è. Se a malapena riesci a campare con 500€, fare dei figli è da incoscienti che non conoscono il rispetto per la vita. Di sicuro non è un male che certe persone non stiano più qui.

(#) Quello che disse flavia amabile

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 17:17

10

anna maria e piero, vediamo di rileggere insieme la storia. nel 2004 marianna vive in italia, lavora, ha quanto le basta per vivere e mandare qualcosa a casa, al padre invalido (questo non l’ho scritto nel post ma lo aggiungo ora). insomma, sta bene.

ad un certo punto incontra un ragazzotto romano, cameriere in un bar. si innamorano con semplicità, anche con una certa ingenuità se volete, ma chi non è stato ingenuo a ventiquattro-venticinque anni nelle sue storie d’amore?

dopo due anni di fidanzamento capita un incidente. invece di abortire decidono di tenere il figlio e sposarsi. con due stipendi probabilmente sarebbero arrivati a 1500 euro al mese, in qualche modo forse ce l’avrebbero fatta.

lui però è scappato e lei è rimasta da sola. lei è un’incosciente? lei non è una vittima? lei si lamenta?

mah! vi assicuro che non l’ho mai sentita lamentarsi, a me sembra solo una donna come tante che sta lottando per dare una vita decente a suo figlio e l’Italia del 2008, delle barricate per la vita, dei feti sbandierati come banali slogan elettorali non le offrono questa possibilità

(#) Quello che disse granellodisabbia

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 18:03

11

Ripeto,Flavia,ho sentito proprio tutto.
Aggiungo un “grazie”.Da non buonista.
Anzi aggiungo una notizia che mi era giunta alle orecchie qualche settimana fa.Non so da quale parte del mondo c’è stata una proposta normativa che chi,senza ragione,fugge davanti all’altare ha il dovere di risarcire di un tot delle spese sostenute da parte della controparte.

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 20:08

12

Io proporrei la castrazione chimica anche per i cattivi maskkki che scapane di fronte alaltare!

(#) Quello che disse granellodisabbia

Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 23:15

13

Suggerirei,oltre al Cytotec,una prova col Roipnol.Chissà che la giornata di domani possa essere un po’ migliore…

14

[...] in tutti i dialetti d’Italia, e che noi abbiamo trovato su Sorelle d’Italia, dove oggi si legge un post non direttamente elettorale ma di attualità durissima: la fuga di una ragazza polacca [...]

(#) Quello che disse Gaia Giordani

Sabato 1 Marzo 2008 alle 15:06

15

Anch’io, con questa, spero di aver sentito proprio tutto. : (((

(#) Quello che disse flavia amabile

Sabato 1 Marzo 2008 alle 21:40

16

No Gaia, ne sentirai ancora

ho in serbo altre storie… :)

(#) Quello che disse Piero Andretti

Sabato 1 Marzo 2008 alle 22:49

17

Flavia, ora che abbiamo riletto, mi dici per cortesia quale sarebbe il punto in una storia simile a migliaia di altre?
Alcuni abbandonano prima del matrimonio, altri dopo il matrimonio. Sai che novità…

Oppure non c’è nessun punto da scoprire, da analizzare, ed è solo una richiesta di aiuto, nella speranza che qualcuno voglia dare una mano alla ragazza?

(#) Quello che disse flavia amabile

Sabato 1 Marzo 2008 alle 23:11

18

Piero, che cosa intendi per il punto di una storia? Questa, come molte altre storie, può avere diversi piani di lettura.

La puoi leggere come una storia che ti racconta l’incapacità dell’Italia di offrire una speranza a chi come polacchi e rumeni erano venuti a migliaia negli ultimi anni (anche i rumeni negli ultimi mesi hanno mostrato un certo malcontento e il loro governo ha organizzato iniziative per riportarli in patria)

La puoi leggere come una storia che ti racconta il dramma di una mamma alle prese con una scelta

La puoi leggere come una storia individuale che non ti racconta nulla di collettivo ma soltanto un singolo problema.

Puoi non leggerci niente e quindi passare oltre perché ti sembra che non valga la pena di soffermartici.

Quello che non puoi leggerci è una richiesta di aiuto. Marianna è già stata aiutata in ogni modo da chi poteva farlo. E’ partita comunque, spezzando il cuore di due bambini che si erano affezionati a questo bimbetto che consideravano un loro fratellino, e un po’ anche quello del resto della famiglia che lei e suo figlio li avevano incoraggiati e sostenuti come potevano in questi mesi. E’ partita perché l’Italia non le permetteva di restare.

(#) Quello che disse Maria

Domenica 2 Marzo 2008 alle 10:43

19

Che ce ne facciamo di un altro evasore fiscale?

(#) Quello che disse Gianni

Domenica 2 Marzo 2008 alle 10:53

20

Il problema sono proprio le tasse. Se le tasse fossero più basse per tutti, la gente evadrebbe meno. Se poi questi soldi venissero usati bene dai politici, si potrebbero creare strutture che possono offrire aiuto anche a situazioni come queste.
Uno straniero che non paga tasse e fa uscire soldi dal nostro paese per mandarli ai propri parenti all’estero crea un danno all’Italia.
Non è corretto nei confronti di chi le tasse le paga che agli stranieri evasori fiscali vengano messe a disposizione risorse e servizi sociali di cui non hanno diritto.
Ma questo è proprio ciò che attira questa gente a venire nel nostro Paese.

(#) Quello che disse Giulia

Domenica 2 Marzo 2008 alle 12:16

21

Non entro neanche nel bizzarro discorso sull’evasione fiscale (il vostro commerciante sotto casa fa più danni di qualsiasi baby-sitter polacca). E nemmeno nel discorso assurdo sul “mettersi a fare figli”, come se ’sta poveracrista avesse deciso deliberatamente di fare sei figli per i cavoli suoi e poi frignasse perché non riesce a mantenerli. Sono tutti commenti che mostrano una cosa sola: in questa Italia perbene e buona e accogliente dove tutti si sentono moralmente superiori, si distingue ancora fra “gli italiani” e “tutti gli altri”. Non siamo assolutamente capace di accogliere alla pari le persone che vengono qui a fare un lavoro, a fornire un servizio. Sono esseri umani finché non dicono “me ne vado perché qui non si campa”: da quel punto non hanno più diritti, sono solo frignoni-inutili-cagafigli-evasori.
Fanno comodo finché puliscono il culo in nero ad anziani e bambini (e ricordiamoci, o paladini della legalità, che il “nero” conviene prima di tutto a chi dà lavoro, e molto meno a chi il lavoro lo fa). Appena si lamentano, possono tornarsene a casa loro, non servono più.

In fondo siamo tutti un (bel) po’ fascisti, diciamolo. Patria e famiglia, la nostra, però.

(#) Quello che disse Piero Andretti

Domenica 2 Marzo 2008 alle 20:26

22

Flavia, il punto, è il motivo per cui hai trovato particolarmente interessante la vicenda di Marianna, talmente interessante da volerla far conoscere a tutti.
Sostituisci Marianna con un altro nome, la cittadinanza polacca con un’altra cittadinanza e avrai migliaia di storie simili.
In Italia come in Francia come in Germania…
Una storia come tante altre, che non mi ha colpito per nulla, però nell’eventualità che non avessi ben capito il senso del discorso ho preferito chiedere esplicitamente quale fosse il punto.
Semmai sarei curioso di sapere perché colpevolizzi l’Italia e non esclusivamente l’incapacità di quella famiglia italiana, dove Marianna lavorava.
Negli altri casi, in cui la badante riceve vitto alloggio e uno stipendio più che buono, il merito sarebbe dell’Italia?
Questo Paese, pur con un debito pubblico molto alto, offre alle persone come Marianna di concorrere all’assegnazione di una casa popolare, di fruire della Giustizia per obbligare il padre al mantenimento del bambino, cure mediche gratuite, asili nido gratuiti, scuole gratuite, servizi sociali gratuiti.
Non mi sembra poco.
A me che una non abbia come riferimento il socialismo reale, dove lavoro e stipendio sono competenze dello Stato.

(#) Quello che disse flavia amabile

Domenica 2 Marzo 2008 alle 22:00

23

piero, stai parlando dell’italia? ne sei proprio sicuro? l’assegnazione di una casa popolare? a roma?
la giustizia per obbligare il padre al mantenimento del bambino? E’ stato fatto il test del dna, la causa è in corso, ma lo sai che le spese legali devono essere anticipate e immagini quanto può costare e durare un processo del genere fra rinvii, malattie e altre variabili?

una storia come tante, dici. certo, il mondo è pieno di storie come tante. quante volte abbiamo sentito la notizia del pazzo che inizia a sparare in un campus americano? è sempre la stessa storia eppure continuiamo a parlarne. oppure la solita famiglia che si ammazza in modo un po’ collettivo, o la solita donna che viene stuprata.

alla fine le storie sono sempre le stesse, piero. eppure, guarda un po’, continuiamo a scriverne.

la famiglia, poi. le hanno dato l’opportunità di andare a lavorare con il figlio che è una fortuna che poche donne hanno. non hanno fatto una piega di fronte al minore impegno di una madre che deve occuparsi di suo figlio più che degli altri due bambini decisamente più grandi. le hanno dato un giorno in più di vacanza a settimana senza toccarle lo stipendio. hanno provato a parlarle e a convincerla che tornare in polonia era un errore. che altro dovevano fare?

(#) Quello che disse FulviaLeopardi

Lunedì 3 Marzo 2008 alle 11:14

24

ma il padre? che fine ha fatto? poi magari mi sono persa per strada, ma costringerlo a pagare gli “alimenti”…no??

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Lunedì 3 Marzo 2008 alle 11:48

25

Non sono sposati, quali “alimenti” dovrebbe pagare? A chi?
Una Polacca ha tutto l’interesse di trovare giovani di buona famiglia per sistemarsi. Qui hai sentito solo una campana, mettersi a giudicare e pretendere qualcosa da qualcuno non ha senso.
Non che il non aver senso stupisca: si strumentalizza una storia del genere partendo dal presupposto che una giovane polacca non riesce a vivere (guadagna 500€ al mese e fa figli), quindi figuriamoci…

(#) Quello che disse Thumper

Lunedì 3 Marzo 2008 alle 22:41

26

Ohibò, <>?
Non so, forse che un padre (e una madre) hanno il dovere di mantenere la prole, forse, eh?!

Più sù qualcuno parlava di una proposta di risarcimento da parte di chi infrange la promessa di matrimonio… non serve, c’è già: c.c., capo I, art. 81.

P.S.: una commessa di livello medio, ex CCNL 2006-2009, porta a casa meno di 1.200 Euro mensili. Lordi.

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Martedì 4 Marzo 2008 alle 12:52

27

Il CCNL lo puoi anche mettere dove non batte il sole: è carta straccia che non serve a niente. Non so se ti hanno messo al corrente di come funziona il mondo del lavoro (purtroppo) da un po’, ma comunque: si prendono anche 3-400€ al mese fuori dalla busta. Non capisco perché dovete tu e quell’altra col grumo di sabbia nella testa dovete continuare per giorni a scrivere che una cassiera non arriva a 1500€, boh. Se vuoi ti passo l’indirizzo del supermercato, vai a domandare e poi torni qua e cancelli le stronzatine, gli articolini e i numerini superflui utili solo in un aspro dibattito da Bruno Vespa. Ciao.

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Martedì 4 Marzo 2008 alle 12:56

28

Infine: a parte il fatto che gli stupidini su questo o quell’articolo per dimostrare che una cassiera non arriva a prendere 1500€ al mese, quello che conta è che è gente che partecipa al divanetto di Bruno Vespa emozionarsi e fare delle pseudo-inchieste su una donna che nel 2008 non riesce a crescere i figli con 500€ al mese. E’ una cosa idiota. E’ naturale che non si riescano a crescere i figli con 500€ al mese: non siamo in Africa. In Europa serve qualcosina in più.

PS:
Però mica lo scrivono il PS per far notare che è stupido soffermarsi sul fatto che una donna non riesce a crescere un figlio con 500€ al mese. Chissà perché, eh.

(#) Quello che disse granellodisabbia

Martedì 4 Marzo 2008 alle 17:39

29

Niente Roipnol…meglio del Serenase…

(#) Quello che disse antonella

Mercoledì 5 Marzo 2008 alle 14:03

30

I soldi c’entrano e tu lo sottolinei sempre con acredine, quindi AMFranzoni non stupirti se qualcuno ti fa notare che gli stipendi di cui parli non esistono.
So come funziona il mondo del lavoro, sono RSA proprio in ambito di lavoro con CCNL Terziario-Distribuzione e so di cosa parlo.
Non sono buonista, ma le tue considerazioni basate su se non hai i soldi non fare figli sono più banali di ogni buonismo o - per dirla col poeta -
‘Sentirsi dire che la vita è crudele / è proprio una cosa da marciapiede’

Orvuàr.

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Mercoledì 5 Marzo 2008 alle 18:02

31

Parli di cose che non conosci. Gli stipendi di cui ti parlo esistono. 1100/1200 in busta, il resto fuori busta. Conosco personalmente più di venti persone che lavorano in quell’ambito che guadagnano tra i 1300 e i 1700 € al mese (dipende dalle ore).

Oltre a questo, resta il fatto che la banalità (=stronzate) sono state scritte da chi strumentalizza una notizia del genere. E’ naturale che non si riesca ad arrivare alla fine del mese se si guadagnano 500€ al mese con figlio a carico. Però, (guarda tu il caso) stranamente tu e molti altri non dite nulla a riguardo.

Nel resto del mondo “occidentale” si arriva alla fine del mese con 500€ (crescendo un figlio) ? No, non ci si arriva in nessuna parte del mondo “occidentale”. Quindi, in sostanza, di cosa stai/state parlando? Di un anello d’aria con del fritto intorno.

Au revoir à toi, mon amour.

(#) Quello che disse seralf

Mercoledì 5 Marzo 2008 alle 19:22

32

“Uno straniero che non paga tasse e fa uscire soldi dal nostro paese per mandarli ai propri parenti all’estero crea un danno all’Italia.”

ahahahah :’-)

ma mi faccia il piacere…

(#) Quello che disse antonella

Giovedì 6 Marzo 2008 alle 14:39

33

Di cosa stai parlando tu, cara franzoni?
Ci dici che con 500 euro non si cresce un figlio, né in Italia nè in altri Paesi del mondo avanzato.
Bene, meno male che ci hai informate in merito.
Il punto dell’articolo di Amabile credo sia che chi lavora onestamente, italiano o straniero che sia, abbia diritto a un salario dignitoso e che la maternità delle lavoratrici sia da tutelare, sempre, con aiuti economici laddove necessari.
E ancora che i lavoratori stranieri non dovrebbero essere merce ancora più ricattabile di quanto già siano diventati molti lavoratori italiani, in una corsa al ribasso per salario, diritti, tutele.
Ma già, alla ragazza polacca sarebbe bastato andare a fare la cassiera del supermercato, perché ‘almeno 20 persone’ che tu conosci guadagnano 1500-1700 euro al mese… In posti meravigliosi come l’Esselunga, immagino.
Ho come l’impressione che dovresti allargare lo sguardo oltre la fortunata cerchia delle tue conoscenze.

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Giovedì 6 Marzo 2008 alle 17:05

34

Sei tu che dovresti allargare il tuo sguardo perché ne hai un evidente bisogno. 500€ per lavorare part-time spolverando un tavolo è già il “salario dignitoso” di cui parli. Quella ragazza veniva pagata in nero perché altrimenti avrebbe preso 200€ in meno, dato che la famiglia che l’ha assunta non credo si possa permettere di dare 500€ al netto dei contributi. Non sono stati lesi i diritti della lavoratrice polacca, quindi non è necessario che tu scriva stronzate, grazie.
Sì, qui c’era bisogno di me che specificavo che in Italia non si vive con 500€ al mese, perché le altre donne erano tutte occupate a far finta di preoccuparsi col fazzoletto in mano mentre si riempivano la bocca di tante carine e pacate frasine veltroniane.

Ha poco senso da parte tua fare dell’ironia da ritardati: “Già, alla ragazza polacca sarebbe batato andare a fare la cassiera…” perché manifesti, appunti ritardo mentale.
Se la Polacca avesse lavorato come cassiera avrebbe guadagnato (minimo) poco più del doppio di quanto prendeva. E’ un fatto? Sì.
E allora perché scrivi stronzate? Taci e l’ironia risparmiatela.

(#) Quello che disse flavia amabile

Venerdì 7 Marzo 2008 alle 02:21

35

fulvia, scusa se ti scrivo con tanto ritardo. il padre non c’è perchè qualche giorno prima del matrimonio e del parto ha pensato bene di fuggire

anna maria, la ragazza veniva pagata in nero perché nel mondo delle colf e badanti rumene e polacche nessuna ha interesse a farsi mettere in regola. non sono residenti qui, vogliono solo lavorare e lavorare sodo, a ritmo pazzeschi, incredibili per delle italiane, e poi tornare a casa loro e aprire un’attività con i soldi risparmiati o acquistare una casa per i figli o qualsiasi altra cosa.

ci vedi un furto in questo? sono persone che non incidono sui servizi sociali italiani, non sono a carico del servizio sanitario, non vogliono pensioni o contributi, chiedono solo un po’ di soldi per alcuni anni, quei soldi che nei loro Paesi non riuscirebbero a guadagnare. in cambio lavorano e per l’appunto lo fanno con una determinazione e una dedizione difficili da trovare in altre persone.

non sono le persone su cui come governo concentrerei la mia azione di recupero dell’evasione fiscale.

(#) Quello che disse PEPPONE

Giovedì 13 Marzo 2008 alle 00:52

36

contro questo governo incapace di condurre la nostra povera italia ormai alla deriva , FAI SENTIRE LA TUA VOCE NEL WEB ,IL POPOLO ITALIANO ORGANIZZA UNA SERRATA DEI TELEGIORNALI, SCIOPERO GENERALE DEGLI SPETTATORI TELEVISIVI, 22 -23-24 MARZO . STOP A I TELEGIORNALI…OSCURIAMO TUTTI I TELEGIORNALI D’ITALIA–FATE GIRARE ….OVUNQUE SIATE

(#) Quello che disse antonella

Venerdì 14 Marzo 2008 alle 10:15

37

Anna maria Franzoni, sei la peggio!
Tu e la tua ‘ironia da ritardati mentali’.
Tra il buonismo stucchevole e la tua manifesta stronzaggine ci sono molte vie di mezzo ma che te lo dico a fare?

(#) Quello che disse Giulia

Venerdì 14 Marzo 2008 alle 11:44

38

Ci sono vie di mezzo anche nei commenti, antonella.

(#) Quello che disse carlo

Lunedì 17 Marzo 2008 alle 20:05

39

Sono italiano e vivo da 25 anni in Polonia, sono imprenditore e penso di conoscere un pochino la Polonia.
Sfortunata la ragazza polacca, ma a parte questo ho letto che una pediatra(quindi medico) polacca lavora come domestica in Italia,ebbene questo poteva succedere negli anni ‘80, oggi a parte eventuali motivi giudiziari e’ impossibile, visto che un ‘insegnante di scuola primaria (con l’euro a 3,55 złoty)guadagna 600/700 euro mensili. Cordialmente LeonelloCarlo

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

About:

Dietro ad ogni grande blog c'è una grande donna.