But not in my uterus
Sembra facile a dirsi ora, ma nessuno ci aveva pensato a chiedere la religione alle donne che andavano nei consultori a chiedere un’interruzione di gravidanza. Lo ha fatto Tiziana Antonucci, ginecologa di Ascoli Piceno, ottenendo un risultato non poco imbarazzante: sono cattoliche il 60% del totale, sei donne su dieci che abortiscono.
Tiziana Antonucci da anni è una delle poche ginecologhe delle Marche a garantire l’applicazione della 194. Nel consultorio dell’Aied dove lavora arrivano da tutta la regione dopo aver girovagato fra obiettori di coscienza di diversi paesi. Tiziana le fa innanzitutto parlare e dopo averne ascoltate a centinaia per anni le è sorto un dubbio. «In alcune si percepiva un forte senso di colpa», spiega.
E allora decise di fare una ricerca. E’ andata a finire che nel 2007 su 513 richieste di interruzione giunte in consultorio, 200 arrivavano da cattoliche praticanti e 108 da cattoliche non praticanti: il 60% del totale. Le sole cattoliche praticanti rappresentano quasi il 39% degli aborti richiesti, molto di più dei 146, il 28,4%, che vengono da donne di altre religioni: soprattutto musulmane, ortodosse, alcune buddiste, sikh e anche qualche atea. Le restanti 59 donne hanno preferito non rispondere.
Risultati poco in linea con la dottrina della Chiesa, ma che hanno una spiegazione precisa secondo Tiziana Antonucci. ‘Le non cattoliche arrivano più preparate, hanno maggiore dimestichezza con i contraccettivi’. Risultati però che confermano in pieno qualcosa che si percepisce anche da altri sondaggi. Nell’aprile del 2006 l’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Torino intervistò degli infermieri (in maggioranza tra i 30 e i 40 anni, impiegati in reparti di terapia intensiva, lungo-degenza e chirurgia). Fra i vari risultati emerse che il 76% degli infermieri credenti era favorevole all’eutanasia volontaria, e più o meno lo stesso era emerso a Milano.
E’ il Nimby in versione etica. Aborto? No, grazie, dicono i cattolici. No, grazie, dicono le cattoliche. But not in my uterus.
Vignetta ‘La 194 e il suo Nimby’ – Copyright Blog ‘Diritto di cronaca’
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Questo, fa capire quanto sono ipocrite le cattoliche, sopratutto
quelle praticanti.Come si dice “predicano bene ma razzolano male”.
Io ne conosco tante, nessuno è in coerenza con il vangelo, sono le peggiore in assoluto. Il papa dovrebbe fare meno politica e pensare di trasmettere il vangelo che non è quello di fare l’aborto clandestino, ne di essere separati in casa, ne di vivere
una vita di inferno solo perchè è quello che vuole la chiesa.
Non vuol dire molto, messa così: la maggior parte delle donne in Italia è cattolica, o almeno risponde così anche se non è praticante. Diventa un dato significativo solo se si riesce a capire quante di loro non usano i contraccettivi perché la Chiesa è ancora contraria.
“Diventa un dato significativo solo se si riesce a capire quante di loro non usano i contraccettivi perché la Chiesa è ancora contraria.”
Adottando questo criterio mi sa che di vere cattoliche non ne trovi manco una…
Anche il metodo Billings è considerato un metodo contraccettivo ed è l’unico tollerato dalla Chiesa. Secondo te se più o meno tutti non usassimo un qualche metodo contraccettivo saremmo il paese col più basso indice di natalità?
Sembra che le cattoliche italiane seguano le indicazioni della chiesa solo quando debbono votare.
amaramente marina
Molto interessante!
Se non ci fosse troppa malafede nei livelli “potenti” della chiesa cattolica, dovrebbero essere grati di ricevere materiale di riflessione su loro stessi… Ma di regime assolutistico si tratta, non c’è spazio per riflettere.







2010