Sorelle d'Italia

Scendere in piazza. Salire al potere.

Mi sono chiesta quest’oggi come accidenti ci sia venuto in mente a noi donne che per ottenere rispetto dovessimo dimostrare di saper fare sia le cose da donne che quelle da uomini.

Me lo sono chiesta perché le modalità con le quali abbiamo cercato di ottenerlo, sono affatto diverse da quelle con le quali lo ottengono gli uomini come se noi avessimo imparato benissimo a muovere gli scacchi su un’ipotetica scacchiera sulla quale da secoli gli uomini giocano a dama.

Prendi per esempio le quota rosa e l’aborto, le prime le abbiamo snobbate perché non volevamo accontentarci del male minore, non volevamo che ci fosse concesso qualcosa perché da sole non saremmo mai riuscite ad ottenerlo, il secondo lo difendiamo a spada tratta per il motivo esattamente opposto ovvero che nel contesto attuale l’aborto è spesso il male minore.

Il risultato è che di quote rosa non si sente più parlare, tanto che, devo ammetterlo, questa campagna elettorale appena avviata già mi ripugna per la sua totale mancanza di protagoniste donne, mentre di aborto si sente parlare quotidianamente come se fosse l’aborto il problema delle donne in questo paese. Era di questo che ci lamentiamo da anni? Ovviamente no ma nel momento in cui è stato un uomo ad affrontare il problema, ecco che la battaglia contro l’aborto diventa addirittura un movimento politico.

Per tornare all’esempio della scacchiera, ecco che mentre noi mettiamo in atto una raffinata strategia per fare scacco al re, qualcuno ci mangia la torre, il cavallo e la regina con una pedina per la dama.

Ma com’è che nessuna di noi ha fondato un partitello, un movimento, una lista o anche solo un movimento in favore delle quote rosa? Io lo so che noi non siamo fatte così, lo so che di fronte al movimento pro-quo ci verrebbe da sorridere con sufficienza, ma temo che sia arrivato il momento, se vogliamo ottenere qualcosa, di mettere gli scacchi da una parte per imparare a giocare a dama perché il rispetto non serve a niente, perché non è il rispetto quello con il quale si fa politica e si prendono decisioni nel nostro paese e non è attraverso il rispetto che si ottiene il potere.

Altro che scendere in piazza, secondo me è giunta l’ora di salire al potere perché, ve lo dico in tutta onestà, secondo me è giunto il momento di smetterla di essere migliori degli uomini.

Se le donne andassero al potere non lo sarebbero e ora che non devo essere migliore di te, ecco spostati che adesso tocca a me.

21 febbraio 2008
21:24, giovedì
Viscontessa
Filed under : Personale, Politica
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Commenti : 10
 
10 commenti

(#) Quello che disse granellodisabbia

giovedì 21 febbraio 2008 alle 22:08

1

Ok,mettiamo pure che ci sia stato l’errore iniziale “tu,uomo,mi rispetterai quando ti dimostrerò che sono in grado di fare il mio ed il tuo…” vorrei tanto sapere come si fa a dedicarsi anima e core alla politica se non facendo pagare il prezzo ad un figlio.
O,come al solito,devo scegliere o politica o figlio?
Sarà anche posto in modo banale ma temo tanto che figlio-lavoro e figlio-politica siano superiori alle 24 ore a disposizione…

(#) Quello che disse Viscontessa

giovedì 21 febbraio 2008 alle 23:00

2

ahimè è questo il nostro problema, la nostra debolezza, la nostra forza e il nostro handicap.
E se i figli non fossero solo delle madri ma anche dei padri? se fossimo meno “brave”, meno scrupolose, se vincessimo i nostri sensi di colpa e se “ciao caro, settimana prossima sono via per lavoro”?

(#) Quello che disse flavia amabile

venerdì 22 febbraio 2008 alle 00:18

3

viscontessa,
penso che esistano due elementi da considerare.

una delle rare (molto rare) affermazioni di berlusconi più o meno sensate fu la risposta a chi alle elezioni del 2006 gli chiedeva come mai così poche donne nelle sue liste: non ce n’erano, disse.

alla stragrande maggioranza delle donne il potere come puro strumento di dominio o per fare un po’ di soldi o altre amenità del genere, non interessa, o interessa poco, o comunque meno che agli uomini. alcune preferiscono i figli, altre semplicemente il loro lavoro, i viaggi, i libri, o altro ancora.

le donne pronte a lanciarsi in politica non sono così numerose quanto gli uomini, non sono organizzate e non amano farlo, preferiscono essere teste pensanti individuali se hanno le doti per farlo. E quindi per gli uomini decisi a conquistare il potere è facile averla vinta e impedire alle donne di prendere il loro posto.

Negli anni Ottanta – terminata l’epoca delle grandi battaglie per l’aborto e il divorzio – si sono disperse ovunque. Ora, paradossalmente, si riorganizzano ma per combattere la stessa battaglia di trent’anni fa. esiste una nuova generazione di donne, le neo-femministe ventenni o al massimo trentenni, molto agguerrita, molto arrabbiata, stufa di tutto. hanno alcuni strumenti per opporsi, per far sentire la loro voce, e internet è di sicuro uno di questi.

che faranno? che succederà? boh, stiamo a vedere

(#) Quello che disse granellodisabbia

venerdì 22 febbraio 2008 alle 08:31

4

Curioso,cara Flavia,ma dei due elementi che l’Unto del Signore descrive e che tu citi trovo che ci sia un solo comune denominatore.
Il Potere e la conquista del Potere.
Evidentemente alle donne il suddetto non interessa e,probabilmente,alla gestione dello stesso non ci arriveranno.
Potranno essere brave,molto brave semmai,nel gestire cose pratiche.
Tu dici vedremo?Si,vedremo.
Dobbiamo,forse,solo aspettare che la ricombinazione genica crei un altro tipo di donna… ;-)

(#) Quello che disse Anna

venerdì 22 febbraio 2008 alle 11:32

5

Sono d’accordo con granellodisabbia: in Italia per fare politica le donne devono rinunciare alla famiglia. Quelle che conosco io che riescono ad occuparsene (di politica) hanno la mia massima ammirazione, perchè altro che palle bisogna avere. Si dice sempre che dietro un grand’uomo ci sia una donna….ma dietro a noi chi ci sta?

(#) Quello che disse tatalla

venerdì 22 febbraio 2008 alle 14:29

6

“in Italia per fare politica le donne devono rinunciare alla famiglia”.
Questo solo perchè in Italia la politica è un mestiere, e anche ben retribuito, non la gestione della cosa pubblica. Il fatto stesso che il concetto di potere sia indissolubilmente legato alla parola politica la dice lunga. Se fossero le donne a fare politica la farebbero diversamente, collaborando, lavorando un po’ tutte, non lavorando tanto solo in pochi, come accade oggi. In tal modo ci sarebbero tempo ed energia per tutto, anche per i figli. Le donne non vogliono fare politica perchè fa loro schifo il modo in cui si fa politica in Italia, infatti negli altri paesi, penso soprattutto al nord europa, ci sono molte donne in politica, che si occupano anche delle loro famiglie. Questo perchè il loro stesso modo di vivere è diverso dal nostro, la loro prospettiva è a misura d’uomo (e di donna, ovviamente), non a misura della quantità di potere e ricchezza che la politica consente di ottenere, come in Italia, dove entrare in politica significa comandare e, soprattutto, arricchirsi. Costruiamo una politica in cui non ci si possa arricchire, rimborso spese e basta: scommetto che la vorranno fare solo le donne (e pochi uomini davvero illuminati…).

(#) Quello che disse Anna

venerdì 22 febbraio 2008 alle 14:51

7

ça va sans dire…per questo ho precisato “in Italia”. I paesi del Nord, che sono paesi civili (ma sul serio), le donne partecipano attivamente, eccome, alla vita politica.(Vigdís Finnbogadóttir è stata la prima donna ad essere eletta Capo di Stato nel 1980 in Islanda). Io ogni tanto penso che vorrei attivamente fare qualcosa per migliorare il nostro paese ma la politica italiana è a dir poco ributtante.

“Dobbiamo,forse,solo aspettare che la ricombinazione genica crei un altro tipo di donna…”

E se arrivasse un altro “tipo di uomo”?

(#) Quello che disse Aranel

venerdì 22 febbraio 2008 alle 16:02

8

“Un 50 per cento di composizione femminile, alternanza uomo donna e non ricandidabilità oltre i tre mandati, pieni e consecutivi in Parlamento. Sono solo alcuni dei punti salienti del regolamento per le candidature approvato questa mattina all’unanimità dal Coordinamento Nazionale del Partito Democratico”. Direi che sul fronte “quote rosa” qualcosa si muove…

(#) Quello che disse Giulia

venerdì 22 febbraio 2008 alle 16:35

9

Non è affatto vero che alle donne il potere non interessi. Solo, non sono culturalmente interessate al potere fine a se stesso. L’equazione potere=prestigio è tipica della cultura maschile.
Resta il fatto che si sta facendo di tutto per arrestare le donne nella loro corsa all’emancipazione e all’autodeterminazione sociale.

(#) Quello che disse viscontessa

venerdì 22 febbraio 2008 alle 20:41

10

Ho la sensazione che diciamo tutte più o meno la stessa cosa ovvero che, per un motivo o per l’altro, le donne nel nostro paese non possono far politica e non possono per impedimenti familiari, perchè, come avviene per il mondo del lavoro, anche il mondo politico è ritagliato a misura d’uomo, o perchè l’attività politica viene svolta con modalità che non dovrebbero avere niente a che fare con la politica. La scacchiera è in mano agli uomini, sono loro a decidere il gioco.
Tanto ho la sensazione che sia in atto una scissione, una frattura sempre più profonda tra uomini e donne e vi dico sinceramente che sentir parlare tutti questi uomini in giacca e cravatta delle donne da “valorizzare” oltre a disturbarmi, rafforza sempre più la mia sensazione: ne parlano come se fossimo degli esseri astratti, degli ospiti arrivati all’improvviso a casa loro con i quali, a parte una certa formalità, non si sa come comportarsi. E sono in aumento in single, uomini e donne che non riescono più a capirsi e a comprendersi e che per questo preferiscono non investire nei sentimenti. Poi dice che nascono pochi figli!
Se non fosse che abbiamo ancora il diritto di votare e che il nostro vota conta quanto quello degli uomini, mi chiedo se ci sarebbe riservata anche questa scarsissima attenzione.
E ti dico sinceramente, Flavia, che non nutro molte speranze neanche per un futuro prossimo perchè, tanto per restare in argomento internet che anche tu citi, come vedi i blog più letti, più seguiti, più famosi, sono tutti in mani maschili e non perchè gravidi di contenuti interessanti ma perchè anche i blog rappresentano spesso una certa forma di potere che come tale, viene coltivata più dagli uomini che dalle donne.
Guarda questo blog, ti pare di vedere molti uomini incazzati per come vengono trattate le loro compagne nel nostro paese? Eppure a sentir loro abbiamo ragione da vendere. In teoria, sempre in teoria che tanto la pratica tocca sempre a noi.
E pensare che in questo paese siamo la maggioranza…..

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