Sorelle d’Italia

Andare dall’altra parte, avere di nuovo torto

Non serve ribadire la mia posizione sulla legge 194. Ormai fa venire mal di stomaco anche a me, soprattutto perché la ritengo ragionevole e rispettosa delle volontà di tutti, e mi pare assurdo che venga messa in discussione da chi vorrebbe imporre una volontà sola. Però non riesco a non domandarmi di che diavolo stiano parlando quelli che criticano film come Juno o Knocked Up perché le protagoniste non abortiscono.

Chiariamoci, qui pensiamo di star male, ma in America stanno come noi se non peggio, e da un pezzo. Lì da loro, a guardia dell’aborto legale, c’è una sentenza, non una legge: e ogni Stato fa circa come gli pare. La contraccezione, l’interruzione di gravidanza, anche la contraccezione d’emergenza sono in larga parte forniti da un’organizzazione che si chiama Planned Parenthood, che è un po’ come dire l’AIED, per capirci. Qui da noi, le bombe all’AIED non le abbiamo ancora viste, e non vorrei dare delle idee strane ai seguaci di Giulianone. Insomma, stanno messi peggio di noi, perché per rovesciare una sentenza ci vuole molto meno che per abrogare una legge.

Però cazzo, stiamo parlando di film. Film in cui, se le protagoniste abortiscono, non c’è più il film. O meglio, ce n’è un altro che non ha a che vedere con le pance, le difficoltà, il decidere cosa fare, e altre cose che nelle commedie sono importanti. Una pancia può anche far ridere. Un aborto, difficilmente fa ridere. Viene quindi da dare ragione a Ellen Page, quando dice che Juno

[...] è un film su una ragazza che ha un bambino e lo dà a una coppia di yuppie… Insomma, mi dispiace per tutti che lei non abortisca, ma non è di questo che parla il film. La ragazza va in una clinica dove praticano aborti, si fa un quadro di tutte le possibilità e delle scelte che può fare, e questa è la parte importante. E’ semplice. Io mi autodefinisco femminista quando la gente mi chiede se lo sono, e ovviamente lo sono, perché si parla di uguaglianza, e in quel senso spero che tutti lo siano.

 

 In America, le fazioni pro-life e pro-choice sono ancora più sanguinose che da noi. Ferrara è un dilettante, un parvenu della protezione dell’embrione: non è ancora arrivato a celebrare la decisione di Simona, alla fine di Notte prima degli esami. Né le nostre femministe si sono ancora spinte a dare addosso alla suddetta per non avere abortito. E che diamine. E’ un film. Non costringeteci a prendervi sul serio, perché altrimenti ci viene da pensare che la vostra posizione sull’aborto sia assolutistica quanto quella dei pro-lifers: e cioè che se la gravidanza inizia in circostanze meno che favorevoli l’aborto sia sempre la scelta in cima alla lista. Sappiamo che non lo è. Non tutte vogliono abortire. Il corpo è una cosa privata, e anche i personaggi dei film hanno diritto a decidere che diavolo vogliono farne, anche quando la scelta è razionalmente, logisticamente sbagliata. Abbiamo già Ferrara che chiama la sua posizione "razionale" e indiscutibile.

Insomma, laggiù c’hanno le loro gatte da pelare. Non siete contente? Non vi sentite meglio, adesso?

(No, eh? OK, io ci ho provato.)

 

20 Febbraio 2008
15:00, Mercoledì
Giulia
Filed under : Cinema, Esteri
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9 commenti

(#) Quello che disse flavia amabile

Mercoledì 20 Febbraio 2008 alle 15:56

1

va bene, giulia, ci hai provato e qualcuno lassù in alto te ne renderà merito :)

la differenza di fondo fra noi e loro è che noi abbiamo il papa e la binetti e loro bush e condoleeza rice
loro hanno clinton che ancora rivendica con orgoglio il calo di aborti dovuto ai suoi provvedimenti. lo raccontava proprio ferrara sul foglio di ieri: un pro-life agguerrito ha avvicinato clnton e gli ha gridato di tutto, clinton ha risposto con garbo la prima volta poi ha iniziato a urlare difendendo i suoi provvedimenti e ricordando le cifre sul calo degli aborti.

giulia, onestamente, ce lo vedi prodi diventare rosso e difendere la 194? oppure d’alema o amato, tanto per citare a caso fra i presidenti del Consiglio di centrosinistra che ha avuto l’italia?

(#) Quello che disse granellodisabbia

Giovedì 21 Febbraio 2008 alle 08:27

2

Perchè,quando mai l’integralismo ha un solo colore?
IO son nel giusto,TU sbagli ed io ho il dovere di correggerti…
Lo trovi applicato così poche volte nella vita dell’animale uomo?

(#) Quello che disse Nessuno

Giovedì 21 Febbraio 2008 alle 10:32

3

Giulia …Giulia ….
Contro l’eugenetica “legalizzata”!!!

(#) Quello che disse Giulia

Giovedì 21 Febbraio 2008 alle 10:44

4

Io sarei più contro il commento inutile legalizzato, ma non si può avere tutto.
Mi spieghi in quale punto di questo post si parla di “eugenetica legalizzata”?
Se devi venire qua a fare proclami a casaccio, sappi che di Ferrara ne abbiamo già uno. Io personalmente non sono interessata all’articolo.

(#) Quello che disse Maria Sung

Giovedì 21 Febbraio 2008 alle 11:01

5

Eh, ma pare che il nostro Aboliamo le province* ieri a Matrix abbia parlato proprio di Juno.
E comunque se Pro-choice dev’essere, che choice sia. Personale, magari.

*Cominciamo da Ferrara http://www.neotom.com/aboliamo.jpg

(#) Quello che disse flavia amabile

Giovedì 21 Febbraio 2008 alle 11:14

6

maria sung l’avevo perso questo ‘aboliamo le province’

:) :) :)

(#) Quello che disse Maria Sung

Giovedì 21 Febbraio 2008 alle 11:39

7

Giulia, questo post o è stato profetico, o è stato d’ispirazione ;-)(non credo, al Foglio era già da un po’ che la smenavano con Juno).
Pare che il Ferrara, a Matrix, ci abbia dato giù di spoiler e abbia concluso “questo film mi farà andare al sei per cento”.
http://weekendance.tumblr.com/post/26851504

(#) Quello che disse Giulia

Giovedì 21 Febbraio 2008 alle 16:35

8

Mi sento male.

(#) Quello che disse barynia

Giovedì 21 Febbraio 2008 alle 19:13

9

L’ho sentito anch’io, Giulia ripigliati.

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