8 marzo 2008
I vivaisti vanno consultando ogni giorno più nervosamente le previsioni del tempo e i prezzi del petrolio. Ma sull’Italia c’è un’ondata di gelo siberiana che non lascia sperare niente di buono per le future mimose e proprio oggi i combustibili di vario tipo che dovrebbero riscaldarne le serre sono schizzati alle stelle.
Non c’è da sperare nulla di buono e i poveri vivaisti tremano: quando capiterà un altro 8 marzo come questo? Aborto, elezioni politiche, neofemminismi e neolesbiche, veterofemministe e ministre, sottosegretarie e casalinghe, movimenti per la Vita e movimenti per il Voto, e infine perfino il gran Giuliano Ferrara.
Tutti e tutte in questo storico 8 marzo 2008 affolleranno piazze e strade. Andranno negli ospedali, nei consultori, nelle scuole, negli uffici, riempiranno di donne l’Italia. Il sogno dei sogni. Altro che quote rosa: quel giorno dalla Valle d’Aosta alla Sicilia ogni persona - embrioni e feti compresi - saranno rosa, visto che ancora ci si ostina a considerarlo il colore simbolo della femminilità.
Tutti e tutte nelle piazze e nelle strade: Giuliano Ferrara con o senza sindrome di Klinefelter, e persino la Cgil che per rendere più solenne la data organizzerà una poderosa manifestazione nazionale a Roma per festeggiare quello che ha definito ‘il centenario della giornata internazionale della donna’. Vista l’importanza dell’evento, ha gentilmente offerto la sua rete e i suoi pullman alle donne che vogliano partecipare. Immaginiamo già gli striscioni: ‘donne, da un secolo in lotta’ ‘donne, cento anni di cortei’ e via straparlando. Perché anche in questo caso la storia è un’altra, confusa, vaga, chiara solo su un punto: l’8 marzo del 1908 non è accaduto un bel nulla.
Era il pomeriggio di sabato 25 marzo 1911, quando il fuoco attaccò gli ultimi tre piani di un palazzone di Washington Place, nel cuore di New York. Nessuno sa con certezza come quell’incendio sia poi diventato l’8 marzo, festa della Donna. Le femministe francesi degli anni Cinquanta, dicevano che la giornata della donna fosse stata scelta «per commemorare il 50° anniversario di uno sciopero di lavoratrici tessili, brutalmente represso a New York l’8 marzo del 1857». Chi per ricordare la rivolta pacifista delle operaie di Pietrogrado, l’8 marzo 1917. Chi, come il bollettino del Pci Propaganda nel ’49, per celebrare l’8 marzo 1848, quando le donne di New York scesero in piazza per avere i diritti politici. Chi in memoria dell’incendio del 1911 (con la data anticipata di oltre due settimane) e chi di un fantomatico incendio a Boston nel 1898.
Alla fine, fra passaparola e equivoci, proprio un vecchio settimanale della Cgil, Il lavoro, nel 1954 mescolò date, luogo, episodi, numero dei morti. E così ora davvero non si capisce molto di che cosa e quando sia accaduto e quindi proprio la Cgil sa di poterne approfittare e si appropria di un anniversario storico almeno quanto inesistente.
E quindi tutti e tutte in piazza per l’8 marzo più affollato e strumentalizzato che l’Italia ricordi da tempo. E mentre i poveri vivaisti tremano al pensiero di non essere pronti dinanzi a tanta abbondanza di clienti di mimose, perché non far tremare anche politici e politichesse, e lasciarle vuote le piazze, le strade di tutt’Italia?
Vignetta ‘Giuliano Ferrara e la piazza’ - Copyright Blog ‘Diritto di cronaca’
Meditate,gente,meditate…e cercate di ponderare bene,nella vostra vita,dove porre le vostre speranze.
Nel significato dei tatuaggi che hanno significato…
Come marito, non faccio i fiori a mia moglie per l’8 marzo.
Come tutte le celebrazioni è stata troppo strumentalizzata ed alla fine la festa è solo dei fiorai e dei ristoratori. Ora ci si mettono pure i politici.
Concordo con le piazza vuote. Cominciamo a fargli sentire che ci hanno rotto le scatole.
Non so, le piazze sono sempre vuote per l’8 marzo, quindi non mi sembrano poi né una grande novità, né una protesta particolarmente efficace. Un po’ come non andare a votare: certo, si rimane beati a contemplare la propria coerenza, e mentre si è convinti di aver fatto chissà che protesta, si lasciano le mani libere agli altri.
Maria Sung, quest’anno non è come gli altri anni, pensa che impatto avrebbe una manifestazione organizzata per le donne ma senza donne.
oppure - utopia pura - un 8 marzo senza donne in strada, senza donne nei supermercati, tanto per dire: tenetevi la festa, rivogliamo la nostra vita.
è chiaro che non lo si potrà mai organizzare ma il senso di quello che ho scritto è anche un invito a riflettere su questa data, su come eventualmente organizzarsi
Iniziamo a svuotare fiorai e ristoranti piuttosto che le piazze.Le donne hanno ancora conquiste da ottenere!!!!!
Se tornassimo a riempire le piazze, invece che le pizzerie e i locali con spogliarelli mascolini, (non che ne abbia mai visto uno, solo la pubblicità!) ne sarei felice. E’ vero che l’otto marzo non commemora niente di preciso,(e forse è meglio così) ma possiamo utilizzarlo come sempre per i nostri scopi: lottare, ancora, per noi.
Autorganizzandoci se ci riusciamo, non per contendere la piazza alla CGIL, e men che meno a Ferrara (che bisogna lasciare solo a rimirarsi i suoi zebedei)
Nella tradizione dell’autonomia: si accettano idee creative, luoghi inconsueti, forme di lotta inedite…ho fiducia nelle vulcaniche menti delle sorelle!
sono pienamente d’accordo con paola de ferrari. poco mi importa da chi sia organizzata la manifestazione, ciò che mi preme è far sentire la mia, anzi LA NOSTRA voce.
In piazza bisogna andarci, eccome! Già i diritti delle donne vengono calpestati in moltissimi paesi del mondo, ma qui in Italia ci stiamo giocando conquiste che ormai si davano per scontate! Bisogna far sentire che ci siamo e che non ci faremo mettere i piedi in testa da nessuno. Con buona pace dei media e del suino Ferrara. Come si permette di pontificare sulla sacralità della vita quando fa annegare nel grasso i soui poveri spermatozoi? (Forse è un metodo anticoncezionale “naturale”, ammesso dalla Chiesa..)
Forse non si commemora niente, e concordo, meglio così, le commemorazioni sono solo decandenza. Ma è vero che le piazze sono sempre più vuote di donne, ed è questo che ha fatto credere a vaticano e dementi pseudogiornalisti di poter rimettere mano al diritto di non morire per mano di mammane e di cucchiai d’oro.
E non parliamo delle prossime elezioni dove le già barbare “quote rosa” non verranno rispettate.
Di silenzio , il nostro, in questi anni ce n’è stato sin troppo.
Usciamo dal silenzio, una volta per tutte però.
scusate… non ho capito una cosa… le separatiste quindi non partecipano alla manifestazione dei sindacati? cioè a mio riguardo ci sarà e c’è molta ipocrisia in questa manifestazione come in tante altre “cose rivolte alle donne”… però una bella manifestazione fatta come dio comanda nel centanario di questo ipetico 8 marzo ci starebbe proprio bene!!!! non hanno organizzato niente femmeniste o separatiste?? aspetto risposte grazie un bacio a tutteee










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