Sorelle d'Italia

L’aborto del giorno dopo

Mettiamo che una quarantenne, tutto sommato normale, sposata, con figli, una domenica abbia un problema. Durante un rapporto (con suo marito, si badi, eh!) il preservativo si rompe. Che fa la sventurata? Innanzitutto parla con il marito: vogliamo un terzo figlio? Si valutano pro e contro e questo richiede un po’ di tempo, soprattutto se nel frattempo gli altri bambini si sono svegliati e chiedono le usuali cure e attenzioni amorevoli riservate alla domenica mattina.

Mettiamo che alla fine di una lunga giornata di tentennamenti la questione fra il marito e la moglie venga risolta con un ‘forse non è il caso’. La sventurata mette a letto i bambini, li lascia a casa con il padre e se ne va in giro alla ricerca dell’unico mezzo che ha per intervenire: la pillola del giorno dopo.

Una soluzione tutto sommato indolore: la sventurata è anche una cattolica media, sa che l’aborto significa cancellare una vita. La pillola del giorno dopo, no. Interrompe il viaggio dello spermatozoo verso l’ovulo. Niente fecondazione, niente embrioni, nessun senso di colpa, solo effetti collaterali particolarmente fastidiosi se se ne abusa. Ma la sventurata non è una diciottenne che si sballa in discoteca il sabato sera. E’ la prima volta che si trova in una situazione simile. Non usa nemmeno la pillola. Insomma dovrebbe star tranquilla.

Piove a Roma. Taxi neanche a parlarne . La donna si avvia a piedi all’ospedale più vicino, il San Giacomo. Sono le nove, il pronto soccorso ha l’aria di un porto di mare dopo una violenta mareggiata. «Di che ha bisogno?», chiede a voce alta un’infermiera mentre attraversa uno stanzone dove sono sedute almeno cinque o sei persone. La poveretta si guarda intorno e si dirige verso la stanza dell’accettazione. In tono dimesso e soprattutto in grado di essere percepito a non molta distanza, spiega: «Avrei bisogno della pillola del giorno dopo…».

L’infermiera consulta un elenco, poi esce dalla stanza. Torna dopo cinque minuti. «No, mi dispiace, il medico di turno stasera è obiettore di coscienza». Obiettore di coscienza? E che obietterà mai, verrebbe voglia di dire alla donna che sa perfettamente di essere con la coscienza a posto, di non urtare il mondo cattolico con la sua richiesta, e che quindi la coscienza del medico di turno non dovrebbe avere proprio nulla da ridire. La donna chiede il nome dell’obiettore. «La dottoressa Romito», risponde l’addetta. «Mi rilascia una dichiarazione scritta?», fa la donna. «No, nessuna dichiarazione».

Ci sarebbe da insistere perchè l’obiezione è prevista solo per la legge 194 ma la pillola del giorno dopo non ha nulla a che vedere con l’aborto. E’ un farmaco contraccettivo: lo si dovrebbe poter acquistare liberamente in farmacia con una prescrizione nominale e non ripetibile di un medico o di un ginecologo.

La donna però sa anche che il tempo gioca contro di lei: entro le 24 ore dal rapporto le possibilità di rimanere incinta sono piuttosto basse. Dopo, invece, aumentano progressivamente in un diabolico conto alla rovescia. E allora prosegue per l’ospedale successivo: il Santo Spirito, il più vicino. Arriva intorno alle dieci e mezza. L’accettazione è chiusa: c’è un caso urgente e l’unico infermiere se ne sta occupando. La sventurata riesce a parlargli dopo una mezz’ora di attesa. «No, non è al Pronto Soccorso che deve venire, vada in ginecologia, al secondo piano». La donna sale. La porta è chiusa, citofona. Davanti, staziona un signore inquieto. L’infermiera apre la porta. «Mi dica…». La donna guarda il signore e risponde a voce bassa. L’infermiera va a verificare il da farsi. «Mi dispiace, il medico di turno è obiettore di coscienza», spiega al ritorno. La donna è sul punto di arrabbiarsi. Chiede il nome del secondo obiettore. «La faccio venire», risponde l’infermiera. Passa almeno un quarto d’ora mentre il signore inquieto osserva con aria stralunata la quarantenne alle prese con un «incidente di percorso».

Il medico di turno è una giovane dottoressa, di cognome fa Fatigante. Apre una stanzetta appartata e spiega che lei non prescrive la pillola. La donna, sempre meno paziente, chiede aiuto. «Dove posso andare? Qui vicino c’è il Fatebenefratelli, provo lì?». La dottoressa sorride: «No, lasci perdere. Le consiglierei piuttosto il San Filippo Neri, il San Giovanni o il San Camillo». Tanti saluti, e certificazioni scritte neanche a parlarne.

E’ mezzanotte quando la donna raggiunge il terzo pronto soccorso, quello del San Camillo. Pensa di essere alla fine del suo calvario. Di turno c’è il dottor Marino, piuttosto brusco: «Sono obiettore. Una certificazione scritta? Nemmeno per idea. Sono registrato alla Direzione Sanitaria».

La donna potrebbe girare per tutta la notte e non trovare nulla . «Non sappiamo quanti si dichiarano obiettori perchè l’obiezione sulla pillola non esiste, ma sono in tanti» spiega Serena Donati dell’Istituto Superiore di Sanità. Bisogna avere fortuna, insomma. O bisogna avere la dritta giusta. «Non avvicinarsi agli ospedali cattolici», spiega la dottoressa Donati. A Roma vuol dire scartare la metà dei pronto soccorso aperti di notte. Che cosa resta? Il Sant’Andrea, ad esempio. «Lì tutti prescriviamo la pillola del giorno dopo», assicura Paola Bianchi, ginecologa dell’ospedale.

Conclusione: se anche la donna riesce a strappare nel cuore della notte la prescrizione, ha poi il problema di andare alla ricerca di una farmacia. E non tutti i farmacisti sono disposti a vendere la pillola. Nè la situazione è così diversa nei consultori. In base ad una ricerca condotta dai radicali romani lo scorso novembre più della metà dei consultori in città (il 56,8%) non è in grado di fornire nè informazioni nè la prescrizione della pillola. «A sud di Roma è ancora più difficile» commenta Serena Donati.

E quindi? E quindi se una moglie sventurata e mediamente cattolica pensava di poter evitare conflitti con la Chiesa sbagliava, e anche di grosso. Se la fortuna non l’assiste, per non avere questo figlio non desiderato ha un’ultima possibilità: l’aborto e una vita di sensi di colpa.

5 febbraio 2008
01:09, martedì
flavia amabile
Filed under : Cronaca, Politica, Religione, Salute, Società
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Commenti : 92
 
92 commenti

(#) Quello che disse FikaSicula

martedì 5 febbraio 2008 alle 03:03

1

davvero meraviglioso! :(
solo una cosa: il titolo evoca il fantasma caro ai cattolici. lo hai messo apposta?

(#) Quello che disse flavia amabile

martedì 5 febbraio 2008 alle 07:10

2

enza, non ti sembrava un titolo più che adeguato? :)

(#) Quello che disse hama kitama

martedì 5 febbraio 2008 alle 08:38

3

l’aborto dei giorni dopo che non sei riuscita a prendere la pillola del giorno dopo.

(#) Quello che disse Giulia

martedì 5 febbraio 2008 alle 08:56

4

Una decina d’anni fa mi capitò di dover prendere la famosa pillola del giorno dopo. Fortunatamente abitavo vicino a un pronto soccorso ginecologico. L’infermiere mi guardò, e con un mezzo sorriso disse:
“Ci siamo divertite, ieri, eh?”

Pezzo di cretino.
Io sto sudando freddo e tu fai dello spirito.
Muori.

Bisognerebbe denunciarla alle autorità competenti, questa gente. Ma chi sono le autorità competenti?

(#) Quello che disse hama kitama

martedì 5 febbraio 2008 alle 09:08

5

denunciare la struttura che non è in grado (si rifiuta) di fornire i servizi essenziali per cui paghiamo le tasse? una denuncia nei confronti dell’ospedale, ormai gestito come un’azienda. e le aziende temono di dover pagare quattrini per danni.

(#) Quello che disse FikaSicula

martedì 5 febbraio 2008 alle 09:44

6

si si…
ma non è l’informazione corretta. gli antiabortisti dicono che la pillola del giorno dopo serve all’aborto facilitato ma come tu stessa scrivi non è così. comunque bona, gran bell’articolo :)

(#) Quello che disse pigliapost

martedì 5 febbraio 2008 alle 10:40

7

Bello. Sicuramente in linea col mio pensiero, o meglio (forse peggio in realtà) con le mie paure. Quelle di trovare soltanto gli obiettori, e non poter esercitare un mio diritto. Mia sorella è ostetrica, quindi so benissimo come vanno le cose nei consultori, ma addirittura sentirsi dire “ci siamo divertite” mi pare offensivo.

(#) Quello che disse viscontessa

martedì 5 febbraio 2008 alle 10:41

8

Si possono mettere i nomi e cognomi di questi medici e dove operano in una apposita sezione del blog?
Una roba tipo: obbettori di coscienza e giù i nomi.
Così tanto per.

(#) Quello che disse flavia amabile

martedì 5 febbraio 2008 alle 10:48

9

enza, infatti era un titolo forte, voluto, che intendeva sottolineare quello che alla fine diventa in gran parte dei casi la pillola del giorno dopo.

viscontessa, il problema è che non esiste alcuna legge che preveda l’obiezione di coscienza per la pillola del giorno dopo, quindi non esiste alcun tipo di registrazione o certificazione nè elenco. la situazione poi varia molto in base ai periodi. ci sono primari che dettano la linea dell’obiezione di coscienza e tutti i medici si adeguano. andato via il primario, la linea cambia e quindi si può ottenere la prescrizione.

sarebbe più facile stilare un elenco dei non obiettori… :)

(#) Quello che disse Domiziano Galia

martedì 5 febbraio 2008 alle 11:32

10

Mi sono sentito angosciato io, per dire.

Ma legalmente sta gente ha il diritto di appellarsi all’obiezione di coscienza? Insomma, si tratta di un servizio pubblico. Per il pubblico, al servizio del pubblico. L’obiezione è un diritto? Benissimo, nessuno ti vieta di poter fare il dottore. Però te lo vai a fare nella tua clinica privata.

Hanno rotto il cazzo. Con questo, le liste di attesa e il fatto che la sanità è il primo business economico politico regionale.

(#) Quello che disse flavia amabile

martedì 5 febbraio 2008 alle 11:39

11

Domiziano, non hanno nessun diritto di fare obiezione di coscienza e di non garantire un farmaco come altri. I medici che non effettuano la prescrizione potrebbero essere denunciati per omissione di atti d’ufficio e soccorso

(#) Quello che disse FikaSicula

martedì 5 febbraio 2008 alle 11:44

12

si si infatti…
mi ricopio il pezzo sul mio blog perchè è veramente indicativo di quello che succede in giro. che schifo!

(#) Quello che disse flavia amabile

martedì 5 febbraio 2008 alle 11:58

13

enza, ricopia pure, è solo un onore :)

(#) Quello che disse FikaSicula

martedì 5 febbraio 2008 alle 12:04

14

:)
ehm l’ho ricopiato con così tanta foga che m’e’ scappato il click tre volte :-D
oioi

(#) Quello che disse flavia amabile

martedì 5 febbraio 2008 alle 12:07

15

:) :) :)

(#) Quello che disse viscontessa

martedì 5 febbraio 2008 alle 12:27

16

Lo so Flavia ma io continuo a pensare che poi, qualsiasi siano le circostanze perchè accade, il proprio nome sbattuto in prima pagina sia sempre una situazione sgradevole da sopportare.
Maria Rossi ginecologo del tal ospedale si è rifiutata di dare la pillola del giorno dopo? bene, si fa una bella colonnina sul blog e si riporta il nome del medico, l’ospedale dove lavora e la data nella quale tal medico di è rifiutato di prestare assistenza.

(#) Quello che disse Carla Marcialis

martedì 5 febbraio 2008 alle 12:30

17

che schifo

(#) Quello che disse flavia amabile

martedì 5 febbraio 2008 alle 12:32

18

viscontessa, fatto così può avere un senso, può anche diventare un gesto importante e forte da parte di un blog. l’importante è denunciare che l’obiezione è avvenuta in quel giorno e in quell’ora visto che gli obiettori della pillola non esistono. e l’importante è avere notizie certe

(#) Quello che disse Diana

martedì 5 febbraio 2008 alle 13:22

19

Il problema è che chi cerca la pillola del giorno dopo ha pochissimo tempo. quindi difficilmente potrà impiegarne a denunciare la mancata prescrizione. quando ne ho avuto bisogno io, conoscendo la situazione (pensate che ci sono alcuni farmacisti che ti guardano male anche se chiedi la pillola anticoncezionale) ho cercato in internet informazioni su dove procurarmela. ho così conosciuto l’AIED, una struttura laica alla quale ci si può sicuramente rivolgere. forse sarebbe opportuno, visto che questi medici e farmacisti vanno contro la legge, costituire un osservatorio che raccolga i casi denunciati e fare un esposto al ministero della sanità. perché dovremmo sopportare tutto questo? non c’è tra di noi un legale che sappia indicarci come procedere in questi casi?

(#) Quello che disse viscontessa

martedì 5 febbraio 2008 alle 13:34

20

Si infatti Flavia, i nomi li hai già fatti tu quindi immagino che siano notizie certe (ed eventualmente in futuro da accertare) e le date lo stesso.
Che poi proprio la bachecha della vergogna dove inserire di volta in volta la notizia che periodicamente ci pare più vergognosa, secondo me non sarebbe una cattiva idea

(#) Quello che disse hama kitama

martedì 5 febbraio 2008 alle 14:54

21

per dire: io in francia, sarà stato il 2002, sono andata in farmacia a chiedere la pillola del giorno dopo. la farmacista l’ha presa, mi ha spiegato come prenderla (es. le ore di intervallo fra una compressa e l’altra), i possibili effetti collaterali, le controindicazioni. tutto per altro scritto sul flglietto illustrativo.
tutto qui.
né ginecologi, né scriteriati sedicenti obiettori a nessun livello. anche perché, se hai 24 ora per prenderla dopo il rapporto a rischio, non è che un ginecologo qualunque possa fare chissacché prima di prescrivertela.

(#) Quello che disse davide l. malesi

martedì 5 febbraio 2008 alle 16:11

22

Segnalo questo post, casomai vi fosse sfuggito:

http://metilparaben.blogspot.com/2008/02/denunciateli.html

(#) Quello che disse Rita

martedì 5 febbraio 2008 alle 16:19

23

mi associo allo sdegno per questa situazione in cui sembra sempre di più che i “talebani” siano vicini, tanto il degrado in cui noi donne siamo costrette a vivere.Vorrei dire però che in tutto questo sacrosanto dibattito su pillola del giorno dopo e su aborto c’è un “assente”ingiustificato.NESSUNO infatti parla più di educazione sessuale o meglio di educazione ai sentimenti per insegnare amore, passione e tenerezza ai nostri figli.Al massimo si parla di malattie sessuali.informarli è l’unica possibilità perchè sappiano gestire al meglio la loro sessualità..”Tosti” come sono hanno più possibilità di ribellarsi a questa situazione……

(#) Quello che disse flavia amabile

martedì 5 febbraio 2008 alle 16:43

24

viscontessa, nomi e luoghi del mio articolo sono certi. domenica 3 febbraio 2008, i luoghi e i nomi sono quelli riportati nel testo. se c’è una bacheca della vergogna, si possono già inserire

hama kitama: per dire, anche in tunisia…

davide, grazie per la segnalazione. ho fatto un giro in rete e c’è un bel passaparola su quello che va fatto in questi casi

(#) Quello che disse Obiezione, vostro onore at Blimunda

martedì 5 febbraio 2008 alle 17:04

25

[...] racconta, bene come al solito, Flavia su Sorelle. Tags: aborto, figli, flavia amabile, obiezione di coscienza, oppio dei popoli, pillola del giorno [...]

(#) Quello che disse flavia amabile

martedì 5 febbraio 2008 alle 17:08

26

blimunda, grazie

:)

(#) Quello che disse FikaSicula

martedì 5 febbraio 2008 alle 18:00

27

buh: io ad esempio non sono molto d’accordo per le schedature. hanno lo stesso sapore delle schedature proposte dal movimento per la vita per le donne che abortiscono.

una cosa è questo ottimo articolo di denuncia, il passa parola tra donne e un’altra è la gogna che a me sembra sbagliata in ogni caso.

rispetto alla denuncia alle forze dell’ordine avrebbero secondo me il sapore di una “persecuzione” ai cristiani o così sicuramente la farebbero passare. in una battaglia di comunicazione non bisognerebbe sottovalutare questi aspetti.

se la cultura tollera simili atti di negligenza è su quel terreno che bisogna agire e non su quello repressivo che mi pare figlio di quella stessa cultura clerico/fascista/patriarcale.

secondo me ha un senso un censimento. dovremmo tutte fingere città per città di avere bisogno di notte della pillola del giorno dopo e vedere cosa troviamo negli ospedali…

è essenziale anche informare su quali sono i posti che invece sono accessibili. un elenco di indirizzi e di punti di riferimento in quel caso sarebbe utile. non per deresponsabilizzare gli altri posti ma propriamente per delegittimarli. per togliere terreno di legittimazione e di approvazione sociale. Per fare in modo che che si diffonda l’idea che quello che fanno non è giusto senza se e senza ma. fatto quello allora può avere un senso denunciare la trasgressione ma fino a che non viene sentita come tale mi pare di no.

come succede per le violenze alle donne. molte non denunciano perchè non sanno neppure che quello che stanno subendo è una violenza…

(#) Quello che disse viridian

martedì 5 febbraio 2008 alle 18:07

28

Mi èp successa precisament la stessa cosa, qualche anno fa. Al quarto ospedale in cui sono andata, dopo aver girato dalle 8 di sera alle 4 del mattino, ho fatto una girata tale all’ennesimo obiettore di coscienza, sulla loro capacità di umiliare le persone, sulla loro pretenziosità nel giudicare le situazioni altrui, sulla negazione del presupposto spirito di aiuto verso il paziente che dovrebbero avere i medici, che alla fine me l’ha prescritta. Resta una delle esperienze più brutte e mortificanti che abbia avuto.

(#) Quello che disse viscontessa

martedì 5 febbraio 2008 alle 18:49

29

Enza, una cosa è invadre pesantemente la vita privata di un cittadino che si avvale di una legge dello stato, un’altra fare il nome di un professionista che nell’esercizio della propria professione si rifiuta di offrire una prestazione obbligatoria per legge.

(#) Quello che disse FikaSicula

martedì 5 febbraio 2008 alle 19:10

30

è vero viscontessa, hai perfettamente ragione, di questo ti do assolutamente atto ma continuo a temere che potrebbero spacciarla per persecuzione e se comincia il solito tam tam vittimista cattolico finiamo per rischiare di provocare nostro malgrado il giusto clima perchè le forze di centro destra si permettano di inserirvi montagne di progetti di legge in cui viene autorizzata la obiezione di coscienza anche per la pillola del giorno dopo :|

(#) Quello che disse viscontessa

martedì 5 febbraio 2008 alle 19:21

31

Enza, scusa se commento a singhiozzo, ma mi permetto di dirti che molte donne non denunciano le violenze e i maltrattamenti perchè sanno benissimo che le dencunce non servono quasi mai a niente e nell’attesa che questo niente venga formalizzato, devono anche tornare a vivere sotto allo stesso tetto dell’uomo che hanno denunciato.
Poi va a finire che se sei costretto a sopportare l’orrore, impari ad accettarlo ed ad assuefarti e dopo un po’ ti sembra anche meno orrore di quanto mensavi.

(#) Quello che disse Giulia

martedì 5 febbraio 2008 alle 19:23

32

Cosa dire di piu’? Anche io segnalerò questo post sul mio blog. Letto da pochi amici , tra cui un convinto sostenitore degli obbiettori e di tutto quello che fa e dice il Papa. Chissà che non cambi idea, che per un momento non vacilli nelle sue convinzioni. Sai le \”Iene\” avevano fatto un servizio qualche anno fa su questo cosa, proprio a Roma. Andrea Pellizari con la sua compagna andà in cerca della pillola del giorno dopo ma senza risultati… ma in paese viviamo? Ostaggi della bigottaggine altrui. Non ho piu’ parole.

(#) Quello che disse viscontessa

martedì 5 febbraio 2008 alle 19:38

33

Enza, ti risulta che con la politica portato avanti fino ad adesso abbiamo ottenuto qualche risulato?
Tra l’altro….posso? non sarebbe l’ora di lasciar peredere la connotazione politica o la fede religiosa dei presunti colpevoli? Francamente, e te lo dico da donna laica di sinistra, comincio ad essere anche io leggermente disturbata da questa necessità, in ogni contesto, di ribadire che gli stronzi son tutti cattolici di destra. Possiamo d’ora in avanti attenersi al tema del blog senza per forza schierarsi politicamente o religiosamente dall’una o dall’altra parte? Anche perchè per adesso abbiamo perso Michela ma non vorrei che andando avanti così, si finisse per perdere qualche altra che prima di essere di destra, di sinistra, cattolica o laica, è una donna ed è questo ciò che conta:-)

(#) Quello che disse FikaSicula

martedì 5 febbraio 2008 alle 21:59

34

viscontessa molte donne non denunciano perchè non hanno neppure la chiara percezione di cosa esattamente costituisce un abuso. le ambiguità all’interno della coppia sono talmente tante e tali che spesso trovano difficile distinguere. e c’e’ anche quello che dici tu.

rispetto alla politica o alla fede: io sono una donna di sinistra e laica. la politica sta in ogni cosa. i disegni di legge in materia di restringimento dei diritti delle donne li presenta soprattutto la destra e questo è un fatto. ma se qui per scambiare opinioni bisogna rinunciare alla propria coscienza politica allora sono io che ho difficoltà a confrontarmi.
davvero non capisco perchè in un contesto che accetta le diversità io devo fare finta di essere qualcos’altro.
se poi mi addebiti il disagio di michela allora facciamo che io non commento più. pensavo di poter dire quello che penso senza dover ricorrere ad autocensure. evidentemente non è così e questo non mi sta bene. vi abbraccio tutte.

(#) Quello che disse wererabbit.com · Day 88. Farmaci.

mercoledì 6 febbraio 2008 alle 00:04

35

[...] L’aborto del giorno dopo Denunciateli Le Cure Perinatali e il Copia & Incolla Il complotto della “grande sorella” [...]

(#) Quello che disse Viscontessa

mercoledì 6 febbraio 2008 alle 01:41

36

Nessuno ti ha chiesto di essere qualcos’altro, nessuno ti ha chiesto di nascondere la tua fede politica, nessuno ti ha chiesto di rinunciare al tuo modo di essere o di non mettere nel mezzo la politica.
Ho solo detto (perchè non mi piace che si stumentalizzino le mie parole per fare del vittimismo) che per rispetto verso gli altri, quello stesso rispetto di cui come donne ci sentiamo defraudate ogni giorno, non è opportuno generalizzare continuamente colpevolizzando chi la pensa politicamente e religiosamente in maniera diversa da noi.

Anche io come te speravo di poter dire quello che penso senza dovermi autocensurare o essere ritenuta responsabile del tuo abbandono.

(#) Quello che disse Silvia

mercoledì 6 febbraio 2008 alle 13:01

37

Ciao, l’unica “fortuna” che ha la donna di cui stai raccontando è il fatto di avere 40 anni… quindi magari qualche strumento in più per tenere a bada le proprie reazioni. A me quando è successa la stessa storia avevo 19 anni, ero appena andata a vivere a 300 chilometri da casa, avevo fatto il guaio con un coetaneo, e per lo più mi trovavo pure nella laicissima Toscana, dove uno pensa che queste cose non succedano. La dottoressa del consultorio era obiettrice e mi ha fatto pure una scenata! Mi sono messa a piangere. Terrore, senso di colpa, c’era da farsi suora… poi ho chiamato il ginecologo che avevo nella mia città natale, mi ha detto di presentarmi in farmacia senza ricetta. La farmacista è stata gentilissima e mi ha fatto anche lo sconto. Insomma, a volte ci si salva per il rotto della cuffia. Ovviamente queste sono storie che lasciano senza parole. Però qualche mese fa una mia conoscente si è resa conto che il feto che aveva in grembo aveva gravissime malformazioni e nessuno le ha fatto l’aborto terapeutico… un ginecologo le ha pure prospettato l’inferno, lei si è spaventata e… Ragazze, che paese di merda!

(#) Quello che disse copperhead

mercoledì 6 febbraio 2008 alle 13:07

38

Che storia da incubo… non ho parole.
Dato che era giorno festivo, forse sarebbe stato il caso di rivolgersi al servizio di Guardia Medica della tua ASL, anche se non posso garantire che le risposte sarebbero state diverse da quelle ottenute presso i Pronto Soccorso che hai citato.

(#) Quello che disse Libero

mercoledì 6 febbraio 2008 alle 14:05

39

In realtà la signora in questione si è già scontrata con il pensiero cattolico utilizzando, insieme al marito, ovvio, il preservativo. Quest’ultimo è un mezzo anticoncezionale condannato dalla Chiesa, così come è condannato dalla Chiesa l’uso della pillola del giorno dopo. Forse è per questo che c’è l’obiezione di coscienza.
Un saluto(facevo solo per puntualizzare alcune imperfezioni).

(#) Quello che disse flavia amabile

mercoledì 6 febbraio 2008 alle 15:28

40

Libero, hai ragione, infatti la signora è ‘mediamente cattolica’…

(#) Quello che disse menphis

mercoledì 6 febbraio 2008 alle 16:36

41

Magari è lui mediamente cattolico …. o malaticcio!!! Malata può esserlo anche lei visto che lui ha un preservativo …..
Certo che se pigliavano tutto città forse si ricordavano che esiste anche il policlinico Umberto I ……. C’è anche la metro!!!

(#) Quello che disse pigliapost

mercoledì 6 febbraio 2008 alle 17:34

42

In effetti c’è parecchia disinformazione in giro.

Dopo aver letto questo post, ho provato a coinvolgere numerosi miei amici in un dibattito sulla cosa, e ho scoperto che molti (e soprattutto le ragazze) non avevano idea della possibilità che qualcuno potesse rifiutarsi di prescrivere la pillola o di venderla. Questo secondo me la dice lunga sulla condizione in cui ci troviamo, e soprattutto sulla coscienza dei propri diritti e della possibilità di farli valere!

(#) Quello che disse kikka

sabato 9 febbraio 2008 alle 22:40

43

la cosa + spaventosa è ke cn qst si intacc ala parità di sessi!
e poi siamo lo credo costrette ad abortire..l’itlaia è un paese di merda…

(#) Quello che disse kikka

sabato 9 febbraio 2008 alle 22:42

44

e se fosse stata stuprata? gli avrebbero dato la pillola?

(#) Quello che disse flavia amabile

sabato 9 febbraio 2008 alle 22:49

45

Kikka, chissà se la 194 può essere applicata almeno in questi casi o se bisogna tenersi il frutto di uno stupro :)

(#) Quello che disse Maria Sung

domenica 10 febbraio 2008 alle 15:32

46

Ma se uno è contro l’aborto in nome della difesa la vita, un feto generato da uno stupro è meno vita di uno che proviene da un “atto d’amore”?

(#) Quello che disse flavia amabile

domenica 10 febbraio 2008 alle 18:04

47

Maria Sung, per la Chiesa il figlio va tenuto anche se è frutto di violenza. Il segretario di Stato Tarcisio Bertone lo ha precisato con grande chiarezza quest’estate.

(#) Quello che disse koshka

lunedì 11 febbraio 2008 alle 11:41

48

Con questo principio che permette l’obiezione di coscienza anche nel caso della pillola del giorno dopo che blocca il percorso verso l’inseminazione mi viene da pensare una cosa…
Hanno pensato che ogni volta che un maschio cattolico si fa una sega ammazza un sacco di potenziali bambini!
ps. scusate il francesismo vero…

(#) Quello che disse pigliapost

lunedì 11 febbraio 2008 alle 18:24

49

e infatti non a caso la masturbazione è condannata in quanto è scritto che è vietato “spargere il seme” (sottocategoria 3.5bis dei cosiddetti atti impuri).

Ti ricordo che è uso comune dire che a esagerare si diventa ciechi… Mah chissà quando la finiranno di dirci cosa dobbiamo fare e come dobbiamo farlo!

(#) Quello che disse renato

sabato 16 febbraio 2008 alle 23:47

50

il problema è che voi donne non siete proprietarie della vita.O meglio, non siete proprietarie della vita con il 50% del genoma maschile.Non capisco perchè dobbiate decidere della vita altrui in base al fatto che il feto cresce nel vostro corpo.Cresce si nel vostro corpo, ma è fatto al 50% col seme maschile , per cui l’uomo ha lo stesso diritto di decidere quanto voi.Non siete le proprietarie della vita.

(#) Quello che disse tatalla

domenica 17 febbraio 2008 alle 01:17

51

Renato, Renato…spero per te che, quando diventerai padre, se già non lo sei, ti sentirai parte integrante di tuo figlio come succede a noi, e questo ti condurrà a stargli accanto, conoscerlo, parlarci, accogliere le sue confidenze, annoiarti, rimpiangere quando non l’avevi, amarlo al di sopra delle tue forze…allora, forse, potrai davvero sentirti parte in causa al 50%. E solo allora avrai il diritto di decidere (al 50 %!) di tenere quel figlio oppure no. Prima di allora, lascia perdere…Quello che gli uomini come te non capiscono è che la questione riguarda appunto la vita di quel bambino, non la sua nascita, e quella vita è responsabilità delle donne, credimi. Te lo dice una che un uomo accanto, padre di suo figlio, ce l’ha ancora, ed è un uomo in gamba, ma non sarà mai padre come io sono madre, mai.

(#) Quello che disse renato

domenica 17 febbraio 2008 alle 11:34

52

tatalla tatalla mettiamola così. Se vi foste clonate cioè autoinseminate allora posso capire il tuo discorso.Il figlio è mio e me lo gestico io.Ma siccome il seme con cui è stato concepito quel bambino non è vostro allora sappiate che non avete nessuna pretesa di reclamare la proprietà assoluta sulla vita.Nonostante il vostro bambino cresca nel votro utero non è di vostra proprietà come non è di vostra proprietà la sua vita.

(#) Quello che disse Maria Sung

domenica 17 febbraio 2008 alle 12:21

53

I bambini non sono delle proprietà, renato. La vita altrui, non è una proprietà. Il proprio corpo però, magari, un po’ sì.
Mi dispiace, ma un figlio non è un cocktail, 50% ovulo, 50% spermatozoo, shakerare e aspettare 9 mesi. E la donna non è uno shaker.
E adesso spiegami: se una donna non vuole portare avanti una gravidanza, glielo si impedisce? E come? Fammi degli esempi, renato.

(#) Quello che disse renato

domenica 17 febbraio 2008 alle 21:13

54

Invece succede esattamente quello che neghi.Vi arrogate la proprietà esclusiva di una vita non vostra e concepita NON SOLO da voi . la biologia dice che senza il 50% di patrimonio genetico maschile il bambino non viene concepito.Quindi è un coctail di cromosomi 50 al per cento uguali. quando si fa un’affare ed uno ci mette la metà del denaro l’altro non può prendersi il diritto di decidere per entrambi senza prima consultare il socio e avere la sua scelta positiva o negativa.Poi materialmente l’affare lo può fare uno solo.Il figlo lo fate voi donne,ma perchè dovete dire che siete le uniche ascegliere della sua vita?Ok la natura ha voluto che voi avete l’utero e accogliete la vita che si va formando.Ma perchè dovete pretendere di esserne le padrone? perchè vi dovete arrogare il diritto di essere piu genitori dei padri?Mi sembra il vostro un atteggiamento di inaudita tracotanza e superbia.
Siccome in Italia c’è una legge femminista che da alla donna il diritto di decidere esclusivamente sulla sorte del nascituro non glielo si può impedire.Se fosse una legge GIUSTA la donna avrebbe solo il 50% della responsabilità di decidere.Se il marito o il compagno non volesse l’aborto lei NON dovrebbe abortire.Questa sarebbe una legge giusta.Escluso i motivi in cui è in gioco la salute della donna.
pOi c’è il discorso della sacralità della vita che sostiene Ferrara, ma prima di questoper i motivi sopra detti voi non siete cmq le proprietarie della vita anche se la date.

(#) Quello che disse tatalla

lunedì 18 febbraio 2008 alle 00:37

55

La legge GIUSTA che invochi, caro Renato, avrebbe senso se anche voi poteste mettere al mondo i figli,FISICAMENTE E CON DOLORE, cosa che non è, con tutti gli oneri e onori che la faccenda comporta. A proposito: hai sentito che forse presto le donne potranno concepire SENZA il contributo maschile? Non nego che di sicuro non sarebbe altrettanto divertente, ma che liberazione da quelli come te!!

(#) Quello che disse Valeria

lunedì 18 febbraio 2008 alle 09:17

56

Essì, vabbeh, allora eliminiamo tutti i maschi, o meglio, solo quelli ci danno fastidio, e amen…
Per carità, Renato si esprime in maniera provocatoria, però secondo me un punto che nessuno qui vuole affrontare lo ha centrato… e cioè il ruolo del padre.
Non credo affatto che un uomo sia per natura meno genitore di una donna, che ami in maniera meno viscerale di una donna. Credo semplicemente che esistano cattivi padri e cattive madri, buoni padri e buone madri.
Al di là di questo, saranno anche minoritari, saranno l’un per cento dei casi, ma ci sono uomini che vorrebbero a tutti i costi che il figlio concepito magari da un errore, da una disattenzione, nasca: la madre invece non vuole.
In questo caso cosa si fa?
Così come è una ingiustizia obbligare una donna alla maternità, credo sia una ingiustizia equivalente negare ad un uomo la paternità, soprattutto se riesce a sentirla in maniera così forte quando il bambino non è nemmeno nato.

So perfettamente quanto sarebbe complicato chiedere alla donna di portare ugualmente a termine la gravidanza. So perfettamente che se, alla fine, la donna non volesse, allora sarebbe giusto lasciare a lei la decisione finale.
Tuttavia esautorare completamente il padre, l’uomo, da una decisione del genere, negargli *a priori* ogni voce in capitolo mi sembra assurdo.

Ci lamentiamo sempre che altre zone della vita, che non siano lo stare in casa a curare i figli, ci vengono precluse, ma noi non facciamo altro che ribadire che l’unica cosa che è al 100% femminile è appunto tutto quello che ruota attorno ad un figlio.
Per me è pericoloso focalizzare lo sguardo sul nostro utero e non distoglierlo più, perchè se l’aborto e la maternità sono cose da donne, solo da donne, uomini andate via che tanto cosa volete capire voi che l’utero non l’avete, allora perchè qualcun altro oltre le donne che ci si trovano in mezzo dovrebbe interessarsi di questa situazione?
Il risvolto negativo che io vedo non è altro che un lasciare nel nero del non detto una questione che invece appartiene a tutta la società.
Perchè secondo me il problema dell’aborto, di come evitarlo (ovvero della contraccezione), delle soluzioni alternative all’aborto, è un problema sociale, oltre che della singola donna che si trova ad affrontarlo.

Valeria

(#) Quello che disse Maria Sung

lunedì 18 febbraio 2008 alle 10:35

57

renato, non mi hai risposto e hai ripetuto le stesse cose: dimmi concretamente, come pensi di imporre ad una donna una gravidanza contro la sua volontà: la leghi per 9 mesi? E una situazione del genere sarebbe giusta? Ma stiamo scherzando? Affare, denaro, ma per favore. 9 mesi di gravidanza e un parto non sono una passeggiata, un passatempo, qualcosa che puoi fare perché costretta. Come puoi pensare una cosa del genere se credi nella libertà delle persone?
In Italia c’è una legge femminista? A parte che quel femminista usato come insulto mi fa capire che sei entrato nella discussione con una montagna di pregiudizi, ma vorrei dirti che nella maggior parte dei paesi esistono leggi di questo tipo, quindi a meno di non voler vedere un complotto su scala mondiale…

Valentina, non è che nessuno vuole affrontare questo discorso, forse non è il caso di farlo con uno che parlà di proprietà, affari, etc. Se guardi sulla colonna di destra, tra i post più commentati c’è E se a volte servisse il maschio forte?, nel quale si parla proprio di aborto e scelta a due. Certo, erano tempi pre-Ferrara.

(#) Quello che disse Valeria

lunedì 18 febbraio 2008 alle 11:00

58

Sono Valeria ;)
Maria, hai centrato quello che, secondo me, è il problema: hai detto che erano tempi pre-ferrara, e pertanto si poteva discutere di aborto come scelta a due con, relativa certo, tranquillità.
Poi è successo quello che è successo e le posizioni si sono inasprite.
Ecco, probabilmente mi sbaglio, ma trovo poco utile arroccarsi in estremismi in risposta ad altri estremismi, perchè allora diventa un gioco al rialzo da entrambe le parti, necessariamente… e si finisce per perdere di vista il problema dal quale si è partiti.

Se a qualcuno che urla che le donne che abortiscono sono tutte assassine rispondiamo di tacere perchè l’aborto è cosa da donne e basta, secondo me non otteniamo niente. Anzi, proprio coinvolgendo gli uomini, parlando con loro, aprendoci a quello che di positivo hanno da dire , senza finire sempre al solito “maschi contro femmine”, secondo me si può mettere in minoranza chi se ne esce con bestialità del genere.
Perchè se è chiaro a tutte noi che non tutti gli uomini ci considerano pazze assassine con deliri di onnipotenza, forse non è chiaro che dicendo che l’aborto è cosa da donne che l’uomo non capirà mai in quanto non ha un utero, e che quindi deve tacere a priori, allontaniamo da noi quegli uomini che invece vorrebbero prendere le nostre parti.
E mai come adesso, in tempi post-ferrara, trovo che gli uomini debbano assolutamente parlare e prendere posizione. Non è più possibile secondo me considerare l’aborto come cosa da donne e basta.

Valeria

(#) Quello che disse Maria Sung

lunedì 18 febbraio 2008 alle 11:42

59

Valeria (refuso ;) ), purtroppo non si può fare come se le posizioni non si fossero inasprite. Guarda, non sai quanto a me dispiaccia, proprio ieri sera, con una mia amica, dicevamo di quanto è triste combattere una battaglia di retroguardia sottraendo energie alle battaglie presenti e future: avete fatto caso che con tutto ’sto polverone nessuno parla più di diritti delle coppie di fatto?

Però, se ti attaccano con violenza devi difenderti davvero: se non ci fosse il precedente della legge 40, lasciata passare con disinvoltura in parlamento perché “tanto c’è il referendum”, sarei tentata anch’io di dire che è meglio abbassare i toni.
Secondo me è necessario scegliere gli argomenti giusti, che secondo me sono più o meno: aborto legale+cultura della contraccezione = diminuzione totale del numero di aborti. Non c’è tanto da perdere tempo, in questa faccenda qua. Ci sono dei pazzi fuori dalla storia, che sbraitano sulla salute e sulla pelle delle altre, e bisogna dirglielo chiaramente.

Io non credo che gli uomini abbiano meno voce in capitolo in questi argomenti perché non hanno l’utero: però mi sembra anche che, proprio per questo motivo, ad alcuni freghi meno, e ad altri scatenino il desideri di imposizione che vediamo anche qua.

(#) Quello che disse renato

lunedì 18 febbraio 2008 alle 22:42

60

x Maria sung: non mi scandalizzo del fatto di obbligare una donna a portare avanti la gravidanza qual’ora il marito/compagno fosse per la gravidanza.Non prendendola a calci e pugni , ma ligislalmente si.E questo non per motivi etici sulla sacralità della vita ma perchè prima di tutto il padre ha il diritto di decisione al 50%.E se una donna abortisce contro il parere del marito/compagno commette un reato perchè è andata contro la sua volontà.Se in un affare uno pur prendendo il 50% del denaro dal socio fa di testa senza rispettare l’altro cosa fa ? commette un reato.
Cioè, dovete capire che se la natura ha scelto voi donne come veicolo della vita, questo non significa che noi uomini non contiamo nulla.Il nostro seme è importante quanto il vostro ovulo, eil vostro utero è un contenitore della vita che sta crescendo.Come uomo rivendico la mia proprietà al 50%.E’ la vostra tracotante superbia che vi fa pretendere di essere molto piu di quello che in realtà siete.
legge femminista la 194 lo è assolutamente.E ho capito che il femminismo è una ideolgia quanto le altre.La libertà di scelta di essere madre nessuna ve la tocca.Se non volete essere madri basta non riconoscere il figlio equesto viene addottato da altri come la legge 194 dice.Ma la padronanza sulla vita è altra cosa.
E ora spiegami perchè proprio lo voglio capire se non vuoi essere madre del bambino perchè non accetti il non riconoscimento e preferisci abortire?

(#) Quello che disse Maria Sung

martedì 19 febbraio 2008 alle 00:09

61

E’ la nostra tracotante superbia che ci fa credere di essere più di quello che in realtà siamo. Già renato, così superbe da considerarci persone (e quindi libere) e non contenitori. Quando ci arrivi anche tu, fammi un fischio.

(#) Quello che disse renato

giovedì 21 febbraio 2008 alle 12:58

62

e perchè considerare l’utero un contenitore vi offende?

(#) Quello che disse Valeria

giovedì 21 febbraio 2008 alle 15:05

63

Renato, scusa, perchè lo chiedi?

Comunque, volendoti rispondere… ci offende per via della persona che c’è intorno all’utero, e che dall’utero non può essere separata. Pertanto il rischio che si corre è considerare contenitore la donna, rendere una persona alla pari di un oggetto funzionale ad uno scopo soltanto: contenere un bambino.
Mi sono spiegata?
Non siamo bottiglie: non possiamo essere riempite e svuotate secondo il gusto e le opinioni di qualcun’altro che non siamo noi stesse.

Valeria

(#) Quello che disse renato

giovedì 21 febbraio 2008 alle 18:04

64

“Comunque, volendoti rispondere… ci offende per via della persona che c’è intorno all’utero, e che dall’utero non può essere separata. Pertanto il rischio che si corre è considerare contenitore la donna, rendere una persona alla pari di un oggetto funzionale ad uno scopo soltanto: contenere un bambino”

quindi vuoi dire che se un uomo dice che la donna ha l’utero il quale serve per fare bambini ti offende perchè non prende in considerazione la tua persona?

(#) Quello che disse Valeria

giovedì 21 febbraio 2008 alle 21:24

65

Se un uomo o una donna mi dicono che le donne hanno l’utero e l’utero serve a fare bambini non mi offendo perchè non fanno altro che descrivere lo stato delle cose.
Mi offendo quando quell’uomo o quella donna mi trattano da incubatrice, vedono in me solo un utero e pretendono di dirmi cosa ci devo fare, e quando, con questo bendetto utero.

Detto questo, Renato, cerca di fare domande meno provocatorie e inutili, per favore.

Valeria

(#) Quello che disse renato

venerdì 22 febbraio 2008 alle 11:51

66

l’utero sarà tuo ma il bambino che c’è dentro non è tuo.Ne convieni?

(#) Quello che disse Maria Sung

venerdì 22 febbraio 2008 alle 14:46

67

renato, e di chi è il bambino, tuo? Non è forse un corpo quello in cui cresce e che lo partorisce (hai idea di quanto sono faticosi la gravidanza e il parto? Pensi davvero che una donna potrebbe affrontare tutto questo contro la propria volontà)?
Se invece di ragionare in termini di proprietà e di percentuali, pensassi alle persone, magari ti accorgeresti di una cosa: che una persona può disporre del proprio corpo come crede. Fattene una ragione, può non piacerti ma è così.
Ma il fatto che una donna abbia la possibilità di abortire, nella tua testa viene rappresentata da schiere di donne che abortiscono contro la volontà dei compagni desiderosi di avere un figlio. Renato, informati un po’ meglio sui motivi che spingono le donne ad abortire e qual è l’unica cosa che in Italia ha diminuito il numero degli aborti, così magari ti accorgi di come stanno le cose.
E che il forzare le donne incinte a partorire è roba da stupri etnici in Bosnia.

(#) Quello che disse Anna

venerdì 22 febbraio 2008 alle 15:00

68

Scusate se mi intrometto ma le argomentazioni di Renato mi paiono un po’ da bambino egocentrico “è mio” “è tuo” no “è mio”. Una famiglia si costruisce su altri fondamenti, bisogna desiderare di avere un progetto comune, figli compresi, non è la ricerca da parte del maschio di qualcuno che contribuisca alla trasmissione del “suo” patrimonio genetico. Quindi Renato rassegnati a trovare una donna che desideri che tu sia il padre dei suoi figli e stai sereno…;-)

(#) Quello che disse renato

domenica 24 febbraio 2008 alle 14:49

69

Maria sung volevo dire che non è SOLO tuo.siete stracolme di superbia e vi arrogate la proprietà di ciò che è vostro solo al 50% ossia la genitorialità e la vita.Credo che parlare di percentuali serva per farvi capire come stanno realmente le cose.In questi 30 anni il dogma che avete imposto è: “Diamo la vita quindi ne siamo padrone, padrone di interromperla padrone di crescerla”.No care, NON è assolutamente così.date sicuramente la vita ma non ne siete padrone se non al 50 %, l’altro 50% ne siamo padroni noi maschi. Dare la vita è una cosa, esserne proprietarie è un altra, per cui penso proprio che possiate sostenere una gravidanza anche contro la propria volontà per le ragioni di cui sopra(escluso i casi di salute).
Qui si sta parlando di un altra vita che è ALTRO da voi, la formazione di quella vita è un mistero che non vi appartiene e che voi stesse non sapetene comprendere ne spiegare, lo vivete e basta; ne assistete e ne partecipate in modo decisamente più intimo di noi uomini , ma è qualcosa che non dipende dalla vosta volontà o psiche.Non è la contrazione di un muscolo, i movimenti dell’intestino, i battiti del cuore, qualcosa di meccanico che fa parte di voi che vi appartiene e che potete farne quello che volete,qui si parla di una vita che va formandosi è materia , ma altro dal vsotro corpo pur crescendo in esso . La natura ha scelto il vostro utero come CONTENITORE della vita che si sviluppa, avrebbe potuto scegliere il metodo usato dai pinguini con l’uovo che viene covato a metà tra lui e lei, cosa sinceramente piu equa.Invece ha scelto questo modo evidentemente senza prendere in considerazione dove vi poteva portare la vostra superbia.Se potesse tornare indietro magari sceglierebbe il medoto dei pinguini.
si,penso che voi donne abortite perchè lo volete voi , la decisione di lui non conta nulla sia intermini pro che contro.Quello che vi spinge a fare una cosa in modo del tutto illecito non mi interessa quello che invece è grave è che non avete nessuna autorità di farlo.
Quindi Anna mi sa che se l’andazzo è questo il seme me lo terrò per me.

(#) Quello che disse Giulia

lunedì 25 febbraio 2008 alle 00:33

70

renato, voi siete padroni di un sacco di cose, ma non del corpo degli altri.
Qui vi dovete fermare. Punto.
Non siamo contenitori, come pensi tu, o coltivazioni di bambini che se li impianti crescono a piacimento. La gravidanza non è questo.
Se credi questo, se credi che una donna sia un’incubatrice che deve soggiacere alla volontà di un altro, non sei solo maschilista, sei anche male informato sui fatti della vita.

Certo, se il seme te lo tieni per te ci sarà sicuramente qualcuna che ti ringrazierà, tranquillo :)

(#) Quello che disse Anna

lunedì 25 febbraio 2008 alle 09:44

71

“Quindi Anna mi sa che se l’andazzo è questo il seme me lo terrò per me.”

meglio

(#) Quello che disse renato

martedì 26 febbraio 2008 alle 13:47

72

“Non siamo contenitori, come pensi tu, o coltivazioni di bambini che se li impianti crescono a piacimento. La gravidanza non è questo”.

è cosa è? Aparte il fatto che le prime a volere la coltivazioni di bambini e poi ad impiantarveli siete voi donne.

“Se credi questo, se credi che una donna sia un’incubatrice che deve soggiacere alla volontà di un altro, non sei solo maschilista, sei anche male informato sui fatti della vita”

no credo che sia proprio così, non avete nessun potere esclusivo sulla vita.Ed è sempre stato così.

(#) Quello che disse tatalla

martedì 26 febbraio 2008 alle 14:07

73

C’è una cosa che non capisco: perchè diamine continuiamo a rispondere a Renato? Sembra proprio che non possiamo fare a meno di curare chi soffre…ah! La sindrome della crocerossina!

(#) Quello che disse Valeria

martedì 26 febbraio 2008 alle 15:25

74

Mah sai Tatalla, per quanto mi riguarda è il cercare di capire dove vuole andare a parare… altro che sindrome da crocerossina ;)

E io l’ho capito: vuole dire che le donne non sono padrone della vita di nessuno, mentre gli uomini (o forse direttamente solo lui) sono padroni della vita delle donne incinte.
Molto lineare.

Valeria

(#) Quello che disse tatalla

martedì 26 febbraio 2008 alle 15:33

75

Valeria, dove voleva andare a parare si capiva già dal suo primo commento…che bisogno c’era di insistere? Io per prima, poi, eh!

(#) Quello che disse Adriano Benelli

martedì 26 febbraio 2008 alle 19:33

76

Quei meidici (io sono un ginecologo in pensione da pochi mesi)non solo potrebbero essere citati per omissione di soccorso (se trovassero una donna che ha abortito in preda ad una emorragia la assisterebbero?)ma sono anche ignoranti dal punto di vista medico in quanto la “pillola del giorno dopo non è un metodo per abortitr per il semplice fatto che la gravidanza non si è nemmeno verificata; oltretutto è disdicevole e non professionale far credere ad una donna che se prende quella precauzione abortisce.
Adriano Benelli

(#) Quello che disse Giulia

martedì 26 febbraio 2008 alle 22:55

77

Grazie, dottore.
Ogni tanto serve sentirlo ripetere da chi è parte in causa.

(#) Quello che disse Marylain

lunedì 3 marzo 2008 alle 11:06

78

Leggere i commenti di Renato è stato qualcosa di troppo divertente! Ciò che sta mirando è l’annullamento totale della donna.
Ah cari maschi… proprio voi a condannarci di egocentrismo.
Ne avete faccia tosta davvero.

Ah una cosa: la crescita di un bambino nel grembo fa parte dalla NOSTRA volontà che ci piaccia o meno.
Se rimanessi incinta e non potessi abortire preferirei morire e di casi di donne che sono morte perché non hanno potuto accedere PER VIOLENZA a questa pratica ce ne sono molti di più di quanto vi immaginate.

Ah… se solo potessi ti darei volentieri la capacità di generare figli, credimi Renato.
Poi mi divertirei io a vederti soffrire come un cane bastonato e penare le pene dell’inferno durante il parto.
Sai che bello sarebbe vederti urlare dal dolore.
Sarà un’esperienza spassosa per me e molto costruttiva per te, credimi.

Fortuna che tra qualche anno mi vado a chiudere le tube… almeno tagliamo la testa al toro e non ci si pensa più.

(#) Quello che disse renato

martedì 4 marzo 2008 alle 21:23

79

“Ah cari maschi… proprio voi a condannarci di egocentrismo”

“Ah una cosa: la crescita di un bambino nel grembo fa parte dalla NOSTRA volontà che ci piaccia o meno.”

Mi pare che ti commenti da sola per cui il termine egocentrica è forse ancora poco. penso che non ci siano stati periodi della storia umana , per quanto io ne sappia, in cui la donna non sia invasa da cotanta superbia e rancore verso gli uomini.
La vostra guerra nell’affermare la proprietà assoluta ed esclusiva sulla vita e quindi anche sulla genitorialità(perchè io vi ho capite per voi il discorso sulla vita è di fondamento a quello della genitorialità esclusiva)è un affronto all’intero genere maschile che non ha eguali e di una violenza inaudita.Sbagliate se credete che gli uomini in fondo sono una massa di idioti che si adegueranno del tutto alle vostre volontà in modo definitivo e tacito.

“Se rimanessi incinta e non potessi abortire preferirei morire e di casi di donne che sono morte perché non hanno potuto accedere PER VIOLENZA a questa pratica ce ne sono molti di più di quanto vi immaginate.”

A me interessa solo che voi non abbiate nessuna autorità legislativa e morale di decidere in modo esclusivo della vita che sta dentro di voi.Se poi pur di portare avanti la vostra volontà siete disposte anche a morire peggio per voi, ma da un punto di vista morale avreste già perso.

“Fortuna che tra qualche anno mi vado a chiudere le tube… almeno tagliamo la testa al toro e non ci si pensa più”.

certo quanti figli hai già fatto?

(#) Quello che disse Mika

giovedì 20 marzo 2008 alle 12:45

80

Avete visto la video inchiesta pubblicata su Corriere.it?Fastidio. Questa è la sensazine che lascia. E poi a Milano siamo ancora messi bene, perché ci sono tanti low cost e la Svizzera è vicina: http://latopten.blogspot.com/2008/03/i-10-posti-migliori-per-trovare-la.html

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(#) Quello che disse Anna Buba

giovedì 20 marzo 2008 alle 13:05

81

@Mika, ma stai a scherza’ ? Basta venire a Torino…

(#) Quello che disse granellodisabbia

giovedì 20 marzo 2008 alle 14:01

82

Caro Renato,non prima di esortarti ad andare a leggere l’articolo 5 della Legge 194,ti chiedo per cortesia di pensare che se all’atto del concepimento in due si partecipa al 50 % la gravidanza no.Desideri essere padre?Di lì la natura ti ha detto che devi passare.Accettatelo.Non desideri essere padre?Provvedi a non diventarlo (ovviamente il tu è riferimento di genere…).Desideri essere padre e vuoi tutelare il tuo diritto morale-legale di far presente il tuo desiderio?Guarda che la Legge prevede già questa possibilità.Non ti piace la Legge così come è? Hai diritto di fare quello che è in tuo potere per provare a cambiarla e di tentare di trasformare la donna (qualora lei abbia deciso di interromperla questa gravidanza) in contenitore di tuo figlio,contro il suo volere su un organo del suo corpo.Forse ti è sfuggito che l’utero è un organo dentro il corpo della donna e di nuovo,che ti piaccia o meno,a lei appartiene.Oppure,ultima ratio,inventa l’utero artificiale e seguiti la gravidanza come meglio credi e non rischi di dover dipendere dalle decisione altrui.

(#) Quello che disse Mika

giovedì 20 marzo 2008 alle 14:13

83

@ Anna Buba A Torino avete più medici onesti? Meglio così… ma la prescrizione è cmq necessaria in tutto il territorio italiano.

(#) Quello che disse Anna Buba

giovedì 20 marzo 2008 alle 20:26

84

A Torino non mi risulta ci siano problemi per farsela prescrivere, la ricetta è obbligatoria ma è sufficiente quella del medico curante (sempre se l’”incidente” è avvenuto in orario di ambulatorio). Non immaginavo che a qualche medico potesse passare nell’anticamera del cervello di potersi dichiarare obiettore e non prescivere un farmaco, che per la precisione NON è abortivo. Questa scoperta mi ha aperto sacenari inquietanti: medici che obiettano e non prescivono normali contraccettivi, farmacisti che si rifiutano di venderli (anche i condom?)…che incubo! A Torino si è sperimentata anche la RU 486 nel principale ospedale materno-infantile della regione, ma non sono al corrente ora quale sia lo stato dell’arte…

(#) Quello che disse granellodisabbia

venerdì 21 marzo 2008 alle 07:54

85

E’ suficiente la ricetta di qualsiasi medico iscritto all’Albo.
Nessuna farmacia può rifiutarsi di consegnarlo anche se potrebbe capitare che il farmaco non sia disponibile.In questo caso,di norma,viene recapitato entro poche ore che però potrebbero essere quelle critiche.Mio consiglio di medico?Scorta di una scatola non guasterebbe pur tenendo conto che è bene capire che è un ormone ad alto dosaggio e DEVE esere un’emergenza…
In ultimo.La RU 486 DOVREBBE essere in fase burocratica finale.Quanto possa durare la burocrazia si vedrà.In questo il dott Silvio Viale è un leader di riferimento.

(#) Quello che disse renato

sabato 22 marzo 2008 alle 12:04

86

messaggio 82

Granello la legge 194 il padre viene nominato una sola volta a titolo solo consultivo, questo perchè la legge 194 è una legge femminista cioè basata sulla concezione che la donna è la padrona della vita e della genitorialità.Cosa profondamente errata e profondamente antimaschile eantipaterna , perchè seguendo la logica edico la LOGICA se il figlio si fa in due, rimane di entrambi anche quando cresce nell’incubatrice naturale , l’utero.
La gravidanza è una cosa che non vi appartiene in modo esclusivo , il rifiuto di maternità è un altra cosa che appartiene solo a voi.Cioè sono due cose DISTINTE.

(#) Quello che disse flavia amabile

sabato 22 marzo 2008 alle 12:11

87

renato,
solo perché è un’esclusività tutta maschile il rifiuto di paternità.
molto praticato, a quanto ne so

la 194 una legge femminista?
e pensare che fu un compromesso e che le femministe erano per una proposta molto diversa

(#) Quello che disse Maria Sung

sabato 22 marzo 2008 alle 12:15

88

Ma leggitela una buona volta la legge 194, caro “messaggio 86″, invece di continuare a ripetere sempre le stesse cose in tutti i post(i).

(#) Quello che disse Giulia

sabato 22 marzo 2008 alle 12:19

89

renato, fra diventare genitori e portare avanti una gravidanza passa una bella differenza. Nessun uomo può obbligare una donna a portare avanti una gravidanza, nemmeno se il responsabile della gravidanza è lui. Se ne può parlare, se ne può discutere, ma il corpo (e i rischi) sono della donna. Ed è lei a dover decidere.
E’ un fatto della vita. A meno che tu non voglia farle violenza, e obbligarla. Ma questo non la rende madre. La rende solo ostaggio della tua volontà. Nessuno ha il diritto di trattare una donna come una sfornafigli, nemmeno chi ci ha messo lo spermatozoo.

(#) Quello che disse renato

mercoledì 26 marzo 2008 alle 21:06

90

Flavia la legge italiana che è ingiusta non da ad un uomo il diritto di rifiutare il mantenimento di un figlio non voluto.(quello che il femminismo ha ridotto la paternità: mantenimento economico).Come accade invece per le donne le quali giustamente possono rifutare la maternità lasciando il bambino in ospedale.

(#) Quello che disse Marylain

martedì 8 luglio 2008 alle 19:17

91

Ma raga… ma state ancora a parlare con questo qui?
Ma non vi accorgete che è solo un provocatore maschilista che non ha capito un accidente di niente né della vita né dell\’universo femminile?

Quando ho scritto che in un prossimo futuro mi sottoporrò ad un intervento di sterilizzazione lui mi ha chiesto quanti figli già ho… Non capisco che cosa gli importi e che cosa centri tutto questo con il discorso dell\’aborto.
Comunque sia, tanto per soddisfare la sua malata curiosità: non ho figli, non ne voglio e non ne vorrò mai avere.
Il dono più grande la vita me lo ha già dato facendomi conoscere il mio compagno con il quale condivido pienamente questa scelta.
Non voglio altro… desidero solo vivere felice con lui e LIBERA, non incatenata, come vorresti tu, a semplice incubatrice di feti.

Noto infine con piacere (mio) che hai deliberatamente lasciato cadere la mia piccola \”provocazione\”. Iniziare a vedere le cose da un altro punto di vista non può che farti bene.

(#) Quello che disse wonderely

venerdì 15 maggio 2009 alle 21:22

92

Scusate se commento solo ora ma le cazzate scritte da renato le ho lette solo adesso.
Caro Renato, prima di dire qualsiasi cosa ti dico che sei un ignorante patentato. Ora posso pure dire il resto: studio per diventare ostetrica e faccio tirocinio in ospedale, sono passata per la ginecologia e ora sono in sala parto.
Quando dici che la gravidanza non ci appartiene al 100% cosa intendi scusa? Voi uomini avete le nausee mattutine? Voi uomini avete le contrazioni? Voi uomini vi portate dentro un figlio per nove mesi con tutto quello che questo comporta? Voi uomini vedete il vostro corpo deformarsi? Voi uomini vi mettete a gambe aperte e sopportate i dolori lancinanti del travaglio per dare alla luce i vostri figli? Voi uomini vi fate tagliare la pancia per un cesareo e sopportate il dolore dopo? Voi uomini siete mai morti di parto?
Ma per carità…di padri in sala in parto ne ho visti parecchi, sono lì a sostenere le mogli, a dargli la mano, a fargli sentire che ci sono, ma nessuno ha mai avuto la presunzione di dire queste TROIATE. E a volte i padri nemmeno ci sono, per la cronaca.
Ragioni come il peggiore dei talebani che violentano le mogli e le costringono ad avere bambini…secondo il tuo ragionamento se il padre non è d’accordo con l’aborto allora la donna il figlio se lo deve tenere per forza…esattamente come fanno loro. Le donne sono solo contenitori…proprio come ci dipingi tu.
E’ proprio vero che i talebani li abbiamo in casa nostra..

Che schifo che mi fai. Vieni qui a parlare di presunzione, ma ti sei guardato allo specchio per caso? Ignorante che non sei altro.

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Dietro ad ogni grande blog c'è una grande donna.