L’atrocità dell’uomo
Forse qualcuno ricorderà un mio vecchio post .O forse no, non sono mai stata brava nel descrivere le cose che mi toccano troppo da vicino.
E forse questo non è neanche il luogo adatto per tornare a parlarne o almeno non lo sono le conseguenze di ciò che narravo nel mio vecchio post, ma per quanto in senso più ampio, ciò che sto per raccontarvi riguarda molto da vicino molte donne che in una situazione di difficoltà si sono rivolte alle forze dell’ordine.
E che adesso per favore nessuno venga a dirmi che le donne devono denunciare le violenze, i soprusi, le persecuzioni o le molestie subite. Che nessuno per favore venga a raccontarmi che viviamo in un paese civile, che le donne godono degli stessi diritti degli uomini o che bisogna imparare a chiedere aiuto. Ma che adesso, soprattutto, nessuno venga a dirmi che bisogna aver fiducia nelle forze dell’ordine.
L’altra sera, rientrando a casa con il marito, la mia amica ha trovato la sua casa in fiamme.Nell’incendio sono morti cinque dei suoi cani. Quattro femmine di Chinese Crested (nonna e zie del mio Gandhi) e una boxer mentre gli altri tre cani maschi, fortunatamente fuori durante l’incendio, assistevano impotenti e terrorizzati ai latrati delle loro compagne intrappolate dalle fiamme. E’ stato accertato che l’incendio è di origine dolosa. La procura ha aperto un’inchiesta.
Moebius diceva:
“Anche la legge dovrebbe tener conto della deficienza mentale fisiologica delle donne. Le nostre leggi, nell’insieme, sono fatte soltanto per gli uomini. La donna, durante un lungo periodo della sua vita, deve considerarsi un essere abnorme. Non ho bisogno di rammentare ai medici la grande influenza che la mestruazione e la gravidanza hanno sulla vita psicologica della donna, né c’è bisogno di soffermarsi sul fatto che questi due stati, senza rappresentare una vera e proprio malattia tuttavia disturbano notevolmente il suo equilibrio mentale e pregiudicano il libero arbitrio nel senso legale. Se ora noi teniamo presenti le suesposte caratteristiche psichiche della donna, soprattutto l’incapacità a dominare le tempeste affettive e la mancanza del senso della equità, dovremmo convincerci che è una grande ingiustizia di giudicare i due sessi alla stessa stregua”
Queste storie mi prendono alla gola, è una sensazione di impotenza feroce.
Avevo dei vicini di casa tempo fa, lui era un ubriacone. Lo si sentiva urlare, bestemmiare, rumori di sedie rovesciate, piatti rotti. Avevamo paura che picchiasse anche la moglie. Durante le sfuriate peggiori chiamavamo la polizia, i carabinieri. Arrivavano con calma, dopo un paio d’ore, suonavano il nostro campanello, poi il loro, ma ormai era tutto finito e loro dicevano che non c’erano problemi. A volte non venivano proprio.
Allora il mio ragazzo è andato dai carabinieri, in caserma, a dire “ehi, penso che ci sia uno che picchia sua moglie” ma gli hanno risposto che non aveva prove, che non bastava aver sentito un po’ di rumori, che non potevano fare nulla. Al massimo poteva fare un esposto per il rumore, se ci disturbavano. Allora è andato ai servizi sociali. Gli hanno risposto che in questi casi, se non arriva una segnalazione di un parente o del medico di base, non possono intervenire. Questioni di privacy (?).
Dopo un po’ non abbiamo più sentito la voce della moglie. Avevamo due ingressi separati, quindi non la vedevamo mai nemmeno prima, quindi non sapevamo se non c’era più o semplicemente se aveva smesso di urlare. Spero tanto che abbia trovato la forza di andarsene. Poi ci siamo trasferiti anche noi.
Viscontessa, ‘anche la legge dovrebbe tener conto della deficienza mentale fisiologica degli uomini (…) L’uomo, durante un lungo periodo della sua vita, deve considerarsi un essere abnorme. Non ho bisogno di rammentare ai medici la grande influenza che l’eccitazione e il desiderio sessuale hanno sulla vita psicologica dell’uomo, né c’è bisogno di soffermarsi sul fatto che questi due stati, senza rappresentare una vera e proprio malattia tuttavia disturbano notevolmente il suo equilibrio mentale e pregiudicano il libero arbitrio nel senso legale. Se ora noi teniamo presenti le suesposte caratteristiche psichiche dell’uomo, soprattutto l’incapacità a dominare le tempeste affettive e la mancanza del senso della equità, dovremmo convincerci che è una grande ingiustizia di giudicare i due sessi alla stessa stregua’…
dimenticavo l’autrice: moebia 1953-2008
Mi era sfuggito il tuo vecchio post.
Viscontessa, che dirti?
Sei una gran donna.
Sul fatto non commento e sai perché: se il mio stomaco non avesse conati di vomito da ieri mattina, non sarei qui, sveglio, all’alba davanti a una tastiera.
Ma non ne farei una questione di carenze mentali o che altro dei due sessi quanto di una carenza globale di questo paese (la “p” minuscola non è casuale) nel quale tutti, o meglio tutti noi che non contiamo un cazzo, siamo impotenti e indifesi.
Fintanto che non decidiamo di difenderci da soli.
la faccenda è terribile e rischia seriamente di togliere fiducia nelle forze dell\’ordine, sottoscrivo.
Mi sfugge la connotazione di persecuzione femminile: qui mi pare si parli più che altro di criminali grandi o piccoli, che trovano mille modalità di perseguitare personaggi che ritengono scomodi. Ovviamente ci si innestano ANCHE elementi di sciovinismo e maschilismo. A mio parere però depistare il discorso su di essi disperde la conversazione facendo perdere di forza quello che è il vero punto della situazione: la criminalità invisibile o infiltrata tra le persone \”comuni\”, tanto che come dici tu persino le forze dell\’ordine sul territorio non la percepiscono come tale.
sono assolutamente solidale alla tua amica, e spero che ci fa crepare degli animali in un incendio prima o poi ci resti secco a sua volta.
Il problema è più ampio. Perché in effetti le forze dell’ordine sono impotenti quando manca compiutamente il fatto. E la giustizia è fortemente garantista. Troppo. L’ha ammesso un mio amico che son cinque anni che ci becchiamo, perché io son forcaiolo, lui innocentista.
E pure questo l’avessero beccato, che gli avrebbero fatto mai. Tre anni con sospensione della pena? Mi scoprio ogni giorno di più pro giustizia privata. Certo, c’è il problema che la cosa potrebbe sfuggire di mano.
Vedi il caso della strage di Erba. Nel senso che sono propenso a credere che Raffaella e Azouz fossero dei vicini effettivamente gran rompicoglioni. Chi non li ha. Questo certo non giustifica la strage.
Quel che voglio dire è che in una società in cui le (presunte) vittime sono meno tutelate dei (presunti) colpevoli, se avere qualche vittima in più è il prezzo da pagare per ribaltare la situazione io lo pagherei.
E’ come per l’attacco a Pearl Harbor. Si suppone che Roosevelt ne fosse a conoscenza, ma abbia lasciato che si compisse per ottenere il casus belli. Al costo di 2.400 morti.
E’ cinico quanto volete, ma rispetto a perderne 100, fosse pure 50/50, io sono per il sacrificarne 10 per salvarne 90.
Come rendere poi la cosa in legge non so. Certo si deve stare attenti a non finire che anziché 100, ne perdi 200. Ma, per esempio, io sono assolutamente favorevole al diritto alla “massima difesa” in casa propria. Che quello che sia entrato l’abbia fatto “solo” per rubare o sia minorenne quanto vuoi. Lui li non ci deve entrare, senza se e senza ma.
Entrando nello specifico del caso, certa (non intendo giudiziariamente) la colpevolezza del vicino, un’accidentale causa di perenne invalidità potrebbe essere un principio di giustizia.
Per quanto per tante cose io sia un pezzo di pane, sono capace di diventare un nazista, ve lo dico.
Non ho parole per quest’orrore, mi spiace tanto per quei cagnoni.
Seralf infatti avevo premesso che la persecuzione femminile c’entra fino ad un certo punto anche se, come dicevo nel precedente post, alle continue denunce della mia amica le forze dell’ordine avevano risposto insinuando che tra lei e il marito ci potessero essere dei problemi.
Il fatto è, come ci racconta anche Kiki, che parlare di violenza sulle donne quando ancora nel nostro paese non sono percepite come reato neanche le molestie, le intimidazioni o i soprusi tra esseri umani a prescindere dal sesso, diventa davvero molto difficile.
Ed è vero come dice Domiziano che nel nostro paese la giustizia è particolarmente garantista ma personalmente ritengo che ciò sia doverono in un paese civile mentre ritengo che non sia ammissibile che le forze dell’ordine approfittino del garantismo offerto dalle nostre leggi per non assolvere al loro dovere.
Se mi presento dai carabinieri per denunciare il mio vicino molesto o anche solo chiedere aiuto, il loro dovere è quello comunque di preoccuparsi di ciò che accade e non sminuire, ridicolizzare o ignorare le mie proteste, il loro compito è quello di fare da tramite tra le leggi e i cittadini, quello di verificare se ci sono gli estremi per una denuncia e in ultima analisi quella di scoraggiare certi atteggiamenti che se pur non costituiscono reato, rischiano comunque di sfociare in tragedie come quella di Erba. L’intimidazione delle forze dell’ordine non sarà un granchè, non scoraggerà i peggiori delinquenti e non eviterà stragi come quelle di Erba, ma forse qualche testa calda riuscirà a tenerla sotto controllo.
baryna, infatti al di là di tutto c’è questo piccolo dolore che tocca portarsi dietro.
Gli animali sono gli unici innocenti di questo pianeta infestato dalla nostra razza umana di parassiti
Viscontessa, ciò che racconti è terribile, sia perchè le forze dell’ordine si sono comportate come le famose tre scimmiette (non vedo-non sento-non parlo) sia per l’epilogo così triste di questa storia: alla fine chi ci ha rimesso realmente sono i cani, morti nell’incendio.
La cosa che mi chiedo è: se invece di incendiare la casa, chiunque sia stato, avesse ucciso i due proprietari, i carabinieri come si sarebbero comportati, sapendo che più volte i due hanno sporto denuncia? Sempre più spesso si sente dire, in queste occasioni, nei tg, “aveva sporto più volte denuncia, ma non si era mai potuto (voluto?) fare niente”, come se questo fosse il velo pietoso da calare sull’intera vicenda.
Mi spiace tantissimo per i cani, vittime innocenti della follia dell’uomo.
Ho letto il post ma non è dato sapere chi avrebbe appiccato l’incendio e per quale ragione. Pertanto, non so cosa c’entrino i discorsi uomo/donna. Riportate qualche stralcio, al limite.
Ma infatti Monja non esistono leggi che possano tutelarci dalle cattive intenzioni, ciò nonostante la capillare diffusione delle stazioni dei carabinieri dovrebbe servire proprio a garantire la sicurezza dei cittadini anche in assenza di reati veri e propri. Un soggetto violento non può essere lasciato libero di fare ciò che vuole fino a quando non commette un reato, dovrebbe essere tenuto sotto controllo e scoraggiato dalle forze dell’ordine. Perchè il compito dei carabinieri sarebbe proprio quello di prevenire i reati che a quelli poi ci pensa la magistratura.
Anna Maria, se leggi il mio post precedente forse riesci a capire qualcosa.
Ho letto. Fino all’altro ieri si versava il napalm sulle “scimmie gialle” mentre ridacchiando si mormorava “almeno ora queste scimmie gialle saranno pulite” e per descrivere le “atrocità dell’uomo” nel 2008 prendiamo come esempio un criminale/pazzo ed incendiucolo ?
Va bene.
Anna, dove hai letto che il criminale/pazzo è stato portato ad esempio dell’atrocità dell’uomo?
Oppure vuoi dire che siccome il pazzo criminale ha solo incendiato una casa e ha ucciso solo cinque cani, il suo gesto non merita di essere definito atroce?
Vogliamo dire che è stato un po’ birichino e che la prossima volta quando gioca con il fuoco deve fare attenzione?
Oppure, come sospetto, ti basta come il solito remare contro corrente a costo di renderti, non solo sgradevole come vorresti, ma persino ridicola?
“Anna, dove hai letto che il criminale/pazzo è stato portato ad esempio dell’atrocità dell’uomo?”
E’ una scritta rosa sita in alto. Alcuni la chiamano “Titolo”, altri “Oggetto”.
“Oppure vuoi dire che siccome il pazzo criminale ha solo incendiato una casa e ha ucciso solo cinque cani, il suo gesto non merita di essere definito atroce?”
E’ banale/superfluo evidenziare un atto criminoso come questo perché non offre alcuno spunto interessante. Non c’è niente da dire. Non ha senso partire da un criminale/pazzo con evidentissimi problemi per fare “”"ragionamenti”"” sull’Uomo, sulla Donna, piuttosto che sulle barbabietole da zucchero. Sembra un articolo di Cronaca Nera/La Vita In Diretta. La quasi totalità dei commenti si discostano poco dai commenti dei vari figuranti/battimani di quella trasmissione.
Non mettermi in bocca cose che non ho scritto e che non si evincono da alcuna parte: per me non è “birichino”, fosse per me obbligherei una “persona” del genere alla visione obbligatoria di una cosa a lui cara che prende fuoco. Eviterei esseri viventi (pelosi o meno) perché credo che per pazzi/criminali del genere sia sufficiente veder bruciare la loro macchina o qualche altro bene materiale. Ciò non toglie che, tolta la terapia di gruppo/accanimento terapeutico volto a manifestare insoddisfazione/insofferenza, uno scritto del genere non è di alcuna utilità e non offre alcuno spunto. Non sto dicendo che sei stupida né che hai il cervello di chi intervista i poveracci alla Vita In Diretta, sto dicendo che limitatamente a questo tuo scritto, stai in quel campo e non ne rintraccio il motivo/l’utilità (tolto, ripeto, quel che ho specificato qualche riga fa).
“Oppure, come sospetto, ti basta come il solito remare contro corrente a costo di renderti, non solo sgradevole come vorresti, ma persino ridicola?”
Evito di raccogliere. Faccio presente una cosa: “remare contro” non va d’accordo con me, anzi. L’ultima volta che ho commentato qualcosa ho fatto i miei complimenti a Giulia (sicuramente non leggerà né ricorderà, ma non fa niente). Tieniti stretti i commentini di chi fa finta d’interessarsi (per 5 minuti) e scrive assurdità come il mettere in dubbio la FIDUCIA nelle forze dell’ordine in base ad un fatto del genere. Specifico l’ennesima volta: non sono a favore dei debosciati incendiari bombaroli e non aspiro all’estinzione canina, ho chiarito cosa farei a “persone” del genere, però la FIDUCIA in qualcosa (al limite) vacilla per le travi, non per le pagliuzze.
Anna tu non trovi nel racconto alcuno spunto alla riflessione perchè hai già tratto le tue conclusioni molto prima di soffermarti a pensare. Hai già bollato l’artefice di questo gesto come pazzo criminale definizione adattabile a qualsiasi uomo si renda colpevole di un gesto di violenza.
Ed è un bel modo questo per non affrontare i problemi, basta non vederli, basta ritenere, tanto per tornare in tema con il blog, che qualsiasi stupratore sia uno squilibrato, qualsiasi assassino un malato di mente, qualsiasi violento un entità a se stante che niente ha a che vedere con la nostra bella società. Creare il mostro o il diverso per non accollarsi, come collettività, la responsabilità delle sue azioni, è trucchetto vecchio come il mondo.
E tieniti pure stretta la tua fiducia nelle forze dell’ordine ma per non correre il rischio di contaminarla, ricordati di non porti troppe domande sui motivi per i quali la maggior parte delle violenze sessuali e dei maltrattamenti non vengono denunciati.
Ma che te lo dico a fare, le donne che non denunciano un maltrattamento non fanno testo, sono l’antitesi del mostro anche loro mele imperfette del rigoglioso albero della nostra splendida società.
ps dovresti aver notato che proprio per evitare pietismi stile Vita in Diretta, ho evitato di soffermarmi sui dettagli più tragici di questa vicenda.
che schifo di mondo
spero che il bastardo che ha fatto questo marcisca all’inferno
La connotazione di sessismo nel post precedente c’era. Era racchiusa in quel non voler intervenire delle forze dell’ordine, alludendo al fatto che le persecuzioni potessero venire da un amante scaricato, “panni sporchi da lavare in famiglia”.
Del resto, in Italia una legge sulle molestie non c’è.
Vado su adesso a trovare la mia amica e a vedere in che condizioni sono loro, la casa e i cani che si sono salvati.
[...] Oggi le è arrivata una lettera anonima. [...]
Consiglio vivamente la lettura del libretto “Toghe rotte” di B.Tinti (prefazione di M.Travaglio).
La lezione che se ne trae è che non ci sono speranze di spuntarla legalmente. Ma per fortuna, nemmeno di pagarla. E se quei cani fossero i miei non avrei il minimo dubbio.
Un abbraccio alla tua amica










2008